Aisbacketciallengiata!

Lo avrei fatto anche mea sponte ma ho aspettato la nomination!

Il mondo è diviso tra detrattori e entusiasti di questa iniziativa! Io sono tra gli entusiasti sostenitori. E’ divertente, serve a far del bene, non fa male a nessuno e sta facendo raccogliere un sacco di denaro. Vi sembriamo dei pagliacci? E chi ha mai detto di non esserlo!

A voi il secchio! Baci

Fai la tua donazione sul sito http://www.aisla.it o http://www.alsa.org

MATTEO RENZI TWITTA: IMPOSSIBILE SPIEGARE LA GUERRA AI BAMBINI

Cle:

Commentavo questo articolo di Marisa e ne è venuto fuori un mezzo post.
Non mi capita spesso di affrontare questi temi sul mio blog, ma l’argomento riguarda tutti.

“Spesso mi trovo a pensare all’onnipresenza della guerra nella storia.
Storia che senza soluzione di continuità poi è diventata cronaca.
I miei pensieri sul punto sono affastellati e non sono in grado di metterli in ordine.
Il primo pensiero, quello più spaventoso, è che se c’è sempre stata è parte integrante della natura umana e ci sarà sempre finché ci saranno umani (leggi una nuova grande guerra mondiale potrebbe distruggerci).
Da piccola pensavo che la guerra in epoca contemporanea esistesse solo per paesi meno sviluppati, ma poi arrivò la Guerra del Golfo e da lí il passo per realizzare che in fondo dalle guerre mondiali raccontate nei libri non erano poi passati secoli, fu breve.
Non so se fossi solo io così sciocca (cmq avevo poco più di dieci anni) da non rendermi conto sino ad allora che la guerra non era solo una faccenda “da libri di storia”.
Non so quanto sia possibile iniettare nei bambini e nei giovani l’idea della pace, educarli in tal senso, quando i libri di storia sembrano dirci che non ce ne siamo mai potuti liberare.
Spesso si dice che alla gioventù del nuovo millennio è mancata la guerra (in casa propria), per cui hanno perso il senso del valore delle cose.
Sarà vero?
La funzione della guerra, dunque, è educativa? La caducità delle nostre vite e delle nostre case è l’unica via per apprezzare quello che si ha? Spero proprio di no!
Il sentire comune tra giovani e non giovani credo sia che la guerra (non in casa) sia una cosa che appartiene alla TV, alla fiction anche se se ne parla al TG, non è reale, non è presente qui (a casa mia) ed ora quindi non è un mio problema.
È uno scenario inquietante.
Ai bambini, giovani, uomini e donne di tutto il mondo forse bisognerebbe dire che la guerra c’è, che finché c’è è un problema che riguarda l’umanità intera, che per estirpare questo male dalla Terra occorre una collaborazione globale.
La guerra deve diventare il nemico comune di ognuno di noi.
Non di tutti e nessuno. Di ognuno.
L’uomo ha sempre bisogno di un nemico da combattere, un nemico che minaccia l’intera umanità forse sarà la chiave per la pace nel mondo.
Alan Moore lo aveva scritto in Watchmen negli anni 80. Probabilmente aveva ragione.”

Originally posted on Marisa Moles's Weblog:

renzi tweet
Che dire? Certo, ha ragione. Ai bambini non si può spiegare la guerra. Si dovrebbe insegnare loro la pace, casomai. Eppure, pensandoci, la storia è piena di guerre, vicine e lontane.

Quando un bambino prende in mano il sussidiario, ha inizio il suo approccio con la storia dell’Uomo che è soprattutto storia di guerra.

Pensiamo ai poemi epici, l’Iliade e l’Odissea, che i bambini e i ragazzi amano (dipende, ovviamente, da quanto gli insegnanti li fanno amare …). Due classici che si devono leggere, almeno in parte, a prescindere. Eppure i personaggi sono guerrieri spietati, pronti a tutto per dimostrare il loro valore. La guerra di Troia, poi, scoppia per via di una donna, Elena, contesa tra Paride e Menelao. Greci e Troiani si affrontano in un conflitto decennale per colpa di una donna. Pensate un po’.
E va bene che stiamo parlando di

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corvo_rosso

Basta leggere…

Cle:

Uno dei miei mantra. Uno dei miei post preferiti. Dedicato agli uomini della mia vita: mio padre, mio marito, i miei fratelli! Buona lettura!

Originally posted on Ecce Clelia :

Basta nel senso di “è sufficiente”. E’ un mantra che mi ripeto e ripeto agli altri da una vita. “Basta leggere!”. Le soluzioni al 90% dei nostri problemini quotidiani sono spesso sotto il nostro naso ma spesso le ignoriamo a costo anche di sonore figur ‘e merda! Dal cartello “tirare” davanti ad una porta che cerchiamo di aprire a colpi di spalla, al cartello “pavimento scivoloso” a cui potevamo buttare un occhio prima di finire schiena per terra, passando per le istruzioni su come usare i preservativi che alcuni geni non si premurano di sbirciare neppure al primo utilizzo.

In più ho scoperto che l’avversione al “libretto di istruzioni” o al “foglietto illustrativo” è una specie di allergia che colpisce in particolare il cromosoma Y.

Per lungo tempo ho infatti pensato che il non leggere le istruzioni fosse legato ad una certa svogliatezza nel leggere in generale. Nel microcosmo…

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Da Libri in Metro: Bookselfie

Cle:

Il selfie è la moda del momento e noi di Libri in Metro abbiam deciso di non sottrarci a questo trend, ma a modo nostro e restando fedeli al nostro stile! Se mai doveste capitare sul mio stesso treno, ora sapete come riconoscermi! :-)
Buona domenica, amici!

Originally posted on Libri in Metro:

oceano GaimanIl treno per Bari è pronto in partenza sul secondo binario, la campanella annuncia l’arrivo di quello per Martina sul primo. E’ in quel momento che arriva lei! Correndo a passetti piccoli ma lesti sui tacchi, una borsa per spalla. Senza rallentare lancia uno sguardo al treno in arrivo (ce la fa! ce la fa!) e una domanda alla gente in attesa sul marciapiede (va a Bari, questo vero?) e si fionda sul vagone. Saluta i presenti con un generico ‘Ngiorno, senza essere ricambiata e senza perder tempo nè a riprender fiato, nè a cercare un posto per sedersi, si poggia dove è possibile e tira fuori da una delle borse L’oceano in fondo al sentiero, l’ultimo romanzo di Neil Gaiman. Prima di iniziare a leggere guarda la quarta di copertina dove c’è la foto dell’autore che le ricambia lo sguardo. Gli sorride, gli…

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fix you

Casi Umani: Il Salvatore/La Salvatrice

Da quanto tempo non vi parlavo di un caso umano? Beh… evidentemente sentivate nostalgia della categoria ed il Kharma ha posto sulla mia strada un paio di persone apparentemente diverse ma accomunate dalla missione che, mio malgrado, hanno deciso di intraprendere: I Salvatori, il peggio del peggio che una persona autonoma, indipendente, schietta e diretta come me può mai incontrare.

Il Salvatore (o la Salvatrice), svolge un lavoro che lo porta ad essere quotidianamente a contatto con molta gente, per questo ed un paio di corsi sulla comunicazione e sul linguaggio non verbale, crede di avere il dono di capire tutto di una persona semplicemente trascorrendoci appena quattro minuti in sua compagnia di tanto in tanto. Non solo. Il Salvatore ha spesso anche una forte fede (di qualsiasi natura) il che lo porta, come spesso accade con le persone credenti, a sentirsi depositario della verità assoluta ed infallibile, ad essere in qualsiasi momento convinto di ogni percezione, a non dubitare mai delle intuizioni avute.

Il Salvatore elargisce massime, ti interroga come un prete detective, facendoti quelle domande senza senso ma che dicono tutto di te senza che tu te ne renda conto. Invero, l’attendibilità dei risultati di questi interrogatori è la stessa dei test dietro la confezione dello shampoo in offerta speciale. Il Salvatore ti psicoanalizza, dà delle soluzioni a problemi che lui è convinto tu abbia ma che in realtà non hai o comunque non ti interessa “risolvere”.

Il Salvatore “sa”. Lui/lei ci è già passato/a (ma da dove?). Nessuno ti può capire meglio di lui/lei, nessuno potrebbe aiutarti meglio in questo momento, che… diciamolo, esiste solo nella sua testa. Il Salvatore, dall’alto della sua ricca esperienza di vita, si permette di mettere il naso persino nella tua vita coniugale, di chiedersi se tu sia veramente felice e rispondersi da solo negativamente, perché la felicità si ottiene solo applicando l’infallibile schema che il Salvatore ha testato sulla propria vita, e che sarebbe lieto di mostrarti se solo tu non ti ostinassi a rimanere nella tua caverna. Che magnanimità!

Il Salvatore vede moltiplicata negli altri l’immagine di sé, non gli interessa conoscere altra gente, gli interessa che le persone lo riconoscano come il Messia che ha dato una svolta alle loro vite, prima vuote e sterili, dopo finalmente illuminate e intrise della vera e unica verità che sgorga dalle labbra del Salvatore.

Vorrei dire al Salvatore e alla Salvatrice che sono accidentalmente incappati sulla mia strada che se proprio desiderano salvare qualcuno, facciano volontariato dove ce n’è davvero bisogno, salvino se stessi, salvino i gattini randagi e le balene di GreenPeace, salvino i panda dall’estinzione e il pianeta dal surriscaldamento. Salvino le mie palle dal surriscaldamento! La Cle si salva da sola, anzi, non ci si mette nemmeno nelle condizioni di essere salvata.

Tzé.panda

Un amore così grande…

Ci ho messo un po’ a dare forma a questo post, ma è arrivata l’ora di vuotare il sacco anche per poter riprendere a scrivere. Lo sapete, per me la scrittura è terapeutica, è l’unica maniera che conosco per dare ordine a (e leggere) i miei pensieri..

Avevo questa piccola nebulosa di parole e pensieri che mi vorticava nello stomaco da diversi mesi, bloccando tutto il resto. Avevo scritto e riscritto questa “storia” mentalmente più e più volte, tanto che ero quasi riuscita a parlarne con chi mi è vicino senza aver buttato giù materialmente nemmeno un rigo. Ero talmente confusa che stavo quasi per chiedere aiuto ad un analista ma poi l’onestà con me stessa che mi contraddistingue ed i piccoli segnali nascosti negli accadimenti quotidiani mi hanno aiutato a fare un po’ di chiarezza. Manca solo mettere in ordine il tutto attraverso la scrittura, per schiudere finalmente la mano e lasciar volar via la farfalla che tiene disegnate sulle sue ali le sensazioni che in questo momento mi tengono ostaggio.

La Cle è una persona piena di contraddizioni, è una buona, vestita di cinismo. Una persona che ha dovuto costruirsi pezzo dopo pezzo la sua armatura per sentirsi meno insicura e più consapevole di sé. In certi punti quell’armatura si è completamente fusa con la pelle e c’è voluto un certo Signor Gaiman a ricordarle che c’era invece un corpo estraneo sulla sua pelle.

E quale è la cosa che farebbe (fa) sentire Cle assolutamente priva di ogni protezione? L’amore. Di ogni tipo.

Ma Cle Io non potrei vivere senza l’amore, senza gli affetti. Sarei perduta e disperata. Così me ne circondo ma li doso, come farebbe un tecnico del suono davanti al proprio mixer. Non mi ci abbandono mai, cerco di non farmene sopraffare, cerco di non rendere nessuna delle persone che amo essenziale per la mia felicità e per la mia esistenza. Così ogni tanto a suon di spintoni ricordo a me e agli altri che basto a me stessa. Se dovessi descrivermi potrei essere paragonata ad un magnete in grado di attrarre a sé le persone per poi tenerle abilmente ad una distanza di sicurezza semplicemente muovendomi di qualche grado e lanciando il subliminale messaggio “Mind the Gap” tutto attorno. E’ come se mi fossi creata una sottilissima, impercettibile corazza, un’apparente durezza (stronzaggine!) che contribuisce a mantenere lo spazietto vuoto tra me e gli altri.

Poi accade che un giorno una bambina down ti si avvicini, ti saluti, ti faccia una carezza e ti dica “Sei bella!”. Allora le sorridi, l’abbracci e lei ti ricambia l’abbraccio con tanta forza e affetto puro. Quell’abbraccio basta a infrangere, a polverizzare, la corazza, a scioglierla in un pianto incontrollato. Mi sono sentita felice in quell’abbraccio. Mi sono sentita sopraffatta dalla felicità ed al tempo stesso vulnerabile a causa di quella felicità e di quell’affetto puro e vero che provavo in quel momento. 
Mi sono resa conto che la corazza che ho addosso è forgiata dalla paura. La paura di provare un giorno un amore incondizionato, che mi renda vulnerabile e non più padrona di me stessa. Che esista al mondo una persona più importante di me, senza la quale non vorrei vivere, che diventi il centro del mio mondo.
Mi sono tenuta al riparo da un sentimento simile per tutta la vita, ma quando ho iniziato a costruire quella corazza non sapevo che mi stavo proteggendo dall’idea di avere dei figli, che invece ho sempre desiderato. Così ora mi sono resa conto che desidero qualcosa che invece ho sempre percepito come pericolosa e da cui mi sono sempre protetta. Il mio corpo probabilmente è bloccato dalla psiche, con delle ovaie che ricevono ordini opposti dai due emisferi del cervello e forse per questo non funzionano come dovrebbero.

Mi trovo a dirmi ed a convincermi che potrei farcela ad affrontare un amore così grande ed ineffabile, e spero che la mia corazza non mi ostacoli ancora è ancora.

stars