Una delle mie abitudini legate al web è quella di digitare il mio nome su Google (in gergo “Googlarmi”) e vedere che ne esce fuori, sostanzialmente per controllare se legato al mio nome (o meglio alla mia persona) ci sia in giro solo “materiale autorizzato”! (La stessa cosa l’ha fatta qualcuno/a stamattina, cercando su Google “blog di clelia talò”… chissà chi era…:?: non sopporto gran chè quelli che vengono a trovarmi e non mi salutano nemmeno! e non è che cercava il blog di una Clelia qualsiasi…cercava il mio, ha citofonato a casa mia!).

In ogni caso, stamattina, dopo la mia ronda mensile, mi sono accorta innanzi tutto di una cosa che non mi ha molto entusiasmato, un aumento della “popolarità” del mio nome. Ho scoperto che la ex fidanzata di uno del GF8 (tra l’altro quello che a vederlo pare l’essere più repellente della terra: il Cummenda) si chiama Clelia, e che “vuole andare in TV”… Per me può andare anche a… biiiiip, per colpa sua sta diventando più difficile ed articolata la mia ronda. Ma il vero problema è un altro: avere lo stesso nome di gente legata al GF, di qualsiai edizione si tratti, mi provoca una reazione orticaria intensa associata a spasmi di tipo epilettico. L’ultima volta che ho provato qualcosa di simile è stato quando qualche scellerata, dopo aver preso cognizione del mio nome, mi ha detto: “Ah, Clelia! Come la cattiva di Elisa di Rivombrosa…” ugh! 8O .

In ogni caso, stamattina è venuto fuori un altro libro su Clelia… E siamo a quota due!

Quello che già conoscevo, ma che ancora non ho trovato in libreria ma che devo assolutamente leggere, si intitola “Dicono di Clelia”, di Remo Bassini… la copertina è tutto un programma, le recensioni ci mettono il carico a briscola:

clelia1Trama: Un quarantenne in crisi matrimoniale si imbatte in uno spogliarello televisivo dove gli sembra di riconoscere Clelia, una compagna di università della quale ha perso le tracce da anni. È l’inizio di un intreccio amoroso ed esistenziale che coinvolge una serie di personaggi che sembrano, per uno strano caso del destino, ruotare tutti attorno a Clelia, personaggio fragile e fatale.
Il filo conduttore della narrazione è la spasmodica ricerca di Clelia, una stupenda quarantenne che conduce una vita equivoca ma che rende felici gli uomini, soprattutto un certo Romolo Rappelli che le resta follemente fedele pensando a lei fino alla morte. Intorno agli interpreti principali incontriamo altre comparse importanti di una storia avvincente, come un maresciallo dei carabinieri, un papà-carogna, una figlia abbandonata, una donna dalle lunghe gambe ingiustamente chiacchierata. “Di Clelia meno si sa e meglio è.

L’altro libro è “L’ombra di Clelia”, di Lino Dussi, che del su detto potrebbe benissimo essere i sequel sia per l’età dei protagonisti, sia per il tenore delle “avventure” raccontate.ombra di clelia

Trama: Quattro amici sessantenni non si vedevano dai tempi di gioventù, si ritrovano ed escono a pesca con la barca di uno di loro. Partecipa pure una coetanea, compagna dei tempi andati e pure lei ritrovata di recente. Durante la notte in mare la donna sparisce misteriosamente e, dopo una serie di contrattempi, la barca si arena e gli amici rimangono nell’attesa di soccorsi fino all’alba; si scambiano confidenze sui vecchi tempi e scoprono di avere avuto tutti e quattro una relazione con la compagna scomparsa.
I racconti fatti da tre degli uomini tendono ad accreditare l’idea che, da giovane, la donna fosse di carattere leggero e, forse, di facili costumi. Non così per il quarto, il quale ha vissuto un’importante vicenda amorosa con lei, seppur breve.

Insomma… mi aspettavo che il nome Sheila si prestasse meglio a questo tipo di trama, non il mio. Resta il fatto però che c’è da essere fieri per il modo di essere travolgenti di queste “eroine”.

E va bene. Vi regalo un’ultima immagine, legata al mio nome sul web… crecate “casa di clelia” e vedete cosa vi vien fuori, questo:

che sconforto… :cry: