De Jure Fratris: Il diritto secondo mio fratello
Mio fratello, la persona al cui pensiero i miei occhi si illuminano e il mio volto sorride, ha un solo neo nella sua carriera di figlio/fratello: non gli piace la scuola. Lui riesce ad essere promosso facendo meno del minimo indispesnsabile, semplicemente applicando in maniera empirica le leggi della relatività, statistica e probabilità. Capirete quello che ho appena detto da questo (usuale) scambio di battute nella nostra famiglia.
“Gianky, vedi di studiare se no ti bocciano quest’anno”
“Seeee! Per arrivare a bocciarmi ne devono bocciare 11 prima di me e mica
possono bocciare più di metà classe”.
Ecco… questo è il metodo Gianky.
Ma l’aneddoto che voglio raccontarvi oggi risale a 4 anni fa, quando mio fratello era al primo anno delle superiori. Lo accompagnai, insieme a mia madre ovviamente, ai colloqui. Dal suo professore di diritto mi sentii un verme: io iscritta a Giurisprudenza e mio fratello con un bel debito in diritto… sigh! ![]()
Il giorno dopo decisi che gli avrei dato ripetizioni di diritto.
Prima lezione: A cosa serve il diritto.
Dato che mio fratello studia in un istituto agrario ho deciso di provare con degli esempi agricoli.
Io: “Allora, se tu hai un fondo coltivato a patate e il tuo vicino invece coltiva carote, se vuoi le carote che fai?”
G.: “Non le voglio le carote, non mi piacciono!”
Io: “Va bene! (piccola parentesi: dovete sapere che è raro che mio fratello si faccia aiutare nei compiti, quindi meglio non spazientirlo e assecondarlo!!!) Allora facciamo che tu hai le carote e il vicino le patate. A te piacciono le patate. Che fai?”
G: “VOCU DI NOTTI E MI LI PIGGHIU
(*Vado di notte e me le prendo)”.
Ecco qua,
esattamente quello che il diritto vuole evitare che succeda.
Due millenni di costruzioni giuridiche spazzati via con un alzata di spalle.
Sono dei Polli Questi Romani!
RSS - Posts



è questo che si intende per interpretazione delle norme ?