The Gaiman Lover

(scroll down for english version)

C’era una donna e c’era un uomo.

La donna andò a trovare l’uomo o forse fu il contrario, non importa.
Lui le parlò, come aveva parlato a molte altre persone prima, e lei si sedette ad ascoltarlo. Sembrava interessante ma dopo un po’ lei ebbe l’impressione che non parlassero la stessa lingua. Faceva fatica a seguirlo, lui era lì a pochi passi ma era come se la sua voce provenisse da lontano, da una telefonata fatta in una caverna con scarsissima ricezione e parecchi disturbi sulla linea.

Lei rimase lì per qualche ora, un po’ anche per educazione, un po’ per la speranza che la comunicazione migliorasse, ma nulla. Approfittò di un attimo di distrazione e lo lasciò senza nemmeno salutare. Passarono mesi. Anni forse. Si imbatterono di nuovo l’uno nell’altra. Lei non lo riconobbe subito. Forse perché aveva dei vestiti diversi addosso o forse perché aveva momentaneamente del tutto dimenticato quell’uomo che parlava come in una caverna buia e ovattata. Probabilmente nemmeno lui la riconobbe, chissà! Si sedettero a parlare di nuovo, uno di fronte all’altra. Invero era lui a parlare, come sempre quando erano insieme. Cominciò a raccontarle una storia. Un’altra storia. Questa volta lei trovò interessante quello che diceva anche se non sempre o non subito riusciva a capire dove stesse andando a parare, ma anche in questi casi trovava che il modo di raccontare di quest’uomo avesse qualcosa di magico, tremendamente onirico e incredibilmente reale allo stesso tempo.

All’improvviso lo riconobbe. “Sei tu?! Nooo!”. Lui non fermò il suo racconto, ma a lei parve di scorgere un sorrisino all’angolo della bocca e capì che non solo anche lui l’aveva riconosciuta, ma era convinto che si sarebbero reincontrati un giorno. Lui la stava chiaramente aspettando (o forse no).

Oggi quell’uomo e quella donna passano molte ore insieme. Lui racconta, lei ascolta e pensa che quando l’uomo racconta rende la storia, anche la più inimmaginabile, viva e reale. L’uomo non si limita a descriverle una emozione o un sentimento, glielo instilla e lo fa provare, al punto che spesso lei deve chiedergli di lasciarle prendere fiato.

Lui la aspetta. Sempre. Non la forza ad ascoltarlo se lei non ne ha voglia e non si scoccia a doversi ripetere ogni tanto. Come farebbe un buon amico. Le ore scorrono senza tempo quando sono insieme. Sono lontani i giorni delle incomprensioni. Ora la donna si sente talmente a suo agio da consentire all’uomo di starle sempre più vicino, di guardarla fisso negli occhi e di trasmetterle i suoi pensieri anche attraverso il Sogno. E’ un attimo ed accade l’inimmaginabile. sandman-morpheus Per un attimo lei si abbandona completamente, si lascia cullare dalla storia di quest’uomo, si sente completamente avvolta dalle sue parole, dal suo mondo, dal suo tutto. Si sente toccata sul cuore e pervasa da un insolito calore, stranamente doloroso e piacevole allo stesso tempo. Apre gli occhi. Lo vede vicinissimo con le braccia protese in avanti. Si accorge che è il suo tocco a darle quella sensazione di calore e ne è quasi infastidita. Cerca di ritrarsi e solo allora si accorge che lui ha affondato le sue mani dentro di lei, nel suo petto. Lui tiene in mano il suo cuore e la guarda fissa negli occhi. Il suo tocco è leggero ed il suo sguardo profondo come la notte. Continua a raccontare ma non usa più le parole. Usa le dita come un suonatore d’arpa. Usa gli occhi in cui potresti perderti e cadere per millenni senza mai toccare il fondo. Lei non saprebbe dire se sia più stupita o spaventata, se si senta felice o arrabbiata. Il respiro si fa affannato. Delle mille domande che per una frazione di secondo le affollano la testa solo una sgorga dai suoi occhi umidi: “Come… come ci sei riuscito?”. Lui scrolla le spalle, accenna un sorriso “Così!” dice e continua a raccontare muovendo sapientemente ed impercettibilmente le dita (a lei sembrano molte più di dieci) e muovendole disegna mondi, storie, emozioni di argilla, lì, dentro di lei che non oppone più resistenza. Anche se volesse (e non è sicura di volerlo) non ne sarebbe più capace.

Quando sono distanti, anche per poche ore, lei lo pensa, pensa a come lui potrebbe raccontare con le sue dita il mondo che la circonda, i suoi pensieri, le sue emozioni; pensa al modo in cui un uomo con dei poteri magici l’abbia lentamente accompagnata verso la pura follia. Proprio lei, che credeva di esser ormai libera da tutte le complicazioni che il sognare comporta.

Lo ama e lo odia. Non sa perché, sa solo che non vuole lasciarlo andare via, anche se stare con lui le impedisce di dedicarsi ad altro.

Lo ama per il tempo che passano insieme, le risate e le lacrime che lui le dona, le emozioni che le trasmette, i mondi che le mostra, gli insegnamenti che le rivela.

Lo odia perché vorrebbe esser capace di non pensare a tutto questo quando sono distanti.

Lo ama e gli è grata.

Lo odia perché ha paura di perderlo un giorno.

Lo ama perché racconta anche i pensieri di lei, i sentimenti di lei e tutto ciò che lei non è stata in grado di esprimere con parole, musica, disegni, sogni…, dice le cose giuste nell’attimo preciso in cui lei ha bisogno di sentirle.

Lo odia perché vorrebbe esser lei a raccontare le cose nel modo in cui lui sa fare.

Lo ama perché l’ha riportata nel mondo del sogno.

Lo odia perché l’ha riportata nel mondo del sogno.

Lo ama e lo odia ma lui non lo sa. Forse non se ne cura. Non sa nemmeno che lei lo stia ad ascoltare, non sa di avere affondato le mani nel suo cuore e di aver giocato con la sua anima come un bambino gioca con il pongo.

Non sa che tutte le figure a cui ha dato vita, tutte le loro emozioni le ha vissute anche lei. Lui ha forse solo una vaga idea di cosa significhi starlo a sentire. A leggere.

Lei sogna di incontrarlo un giorno di persona e dirgli quanto lo odi e lo ami.

Lui è Neil Gaiman.

Lei sono io!

sandman … e questa è la storia di come ho conosciuto The Sandman, il Re del Sogno.

* * *

(maybe He will be here someday! I want Him to know! Here follows the -very poor- english version)

There was a woman and there was a man. The woman run into the man or perhaps they were introduced, it does not matter.

He spoke to her as he had spoken to several other people before, and she sat down to listen. The story seemed interesting but after a while, she had the impression that they did not speak the same language at all. It was hard to follow, they were only a few steps away each other, but she heard his voice as coming from a phone call made in a cave with very poor reception and several faults on the line.

She stood there for a few hours, just to be “polite” and hoping that the communication could improve, but… nothing changed. She took advantage of a moment of distraction and left him without even saying goodbye.

Months passed. Perhaps years. They ran into each other again. She did not recognize him. Perhaps because he had different clothes, or maybe because she had momentarily forgotten all about the man who talked like he was in a dark cave. Probably neither he recognized her, who knows? They sat down to talk again, facing each other. Indeed he was speaking, as always when they were together. He began to tell her a story. Another story. This time she found interesting what he was saying, though not always, or not immediately she was able to understand where he was going with that, but even in these cases, she found that the way to tell of this man had something magical, dreamlike and tremendously, incredibly real at the same time.

Suddenly she recognized him. “Is that you?! Nooo. I can’t believe! “ He did not stop his story, but she had the impression to see a smile on the corner of his mouth and realized that not only he had recognized he too, but he was convinced that they would have meet again one day. He was clearly waiting for her (or maybe not).

This is the past! Today that man and that woman spend many hours together. He tells, she listens and thinks that when the man tells his stories, he is able to make even the most unimaginable things, alive and real. She can feel everything, she can see everyone he talk about. The man does not merely describe an emotion or a feeling, He can make you feel that, so that sometimes she has to ask him to stop and let her take breath. He waits for her. Always. He does not urge her. Not talk if she want not. Like a good friend would do.

When they are together the time does not exist  Long gone are the days of misunderstandings. Now she feels so at ease with him to allow the man to stay ​​more closely, looking at her straight in the eyes and transmit his thoughts through the Dream. It ‘s a moment and the unimaginable happens. sandman-morpheus

For a moment she close her eyes and feel completely lulled by the story of this man, enveloped by his words, his world, his everything. She felt touched on the heart, and just at the point where she was touched, a strange heat spread all over, strangely painful and pleasurable at the same time.

She opened hes eyes and saw him really close with his arms outstretched. She realized that it was his touch to give her that feeling of warmth and almost she was annoyed about that. She tried to get away. Only in that moment she realized that he has sunk his hands inside her, in her chest. He was holding her heart and stares into her eyes, like it was an ordinary thing. His touch was so light and his eyes deep as the night. He was still telling his stories but using no words. Just using his fingers as a harp player. You could get lost in his eyes and fall for millennia without ever touching the bottom.

She could not say whether she was more surprised or scared, if she felt happy or angry. The breathing becomes labored. Many questions in her mind, only one came out from her eyes, in a drop shape: “How… how did you do that?”. He shrugged, smiled and said “Just like this!” and continued to tell, just skillfully and subtly moving his fingers (a lot more than ten, she think) and moving them he draws worlds, stories, emotions, as a child playing with clay, there, right inside of her hearth, which don’t want to oppose longer. 

When he is away, even for a few hours, she thinks, how would his fingers tell the world that surrounds her, her thoughts and emotions. That man with magical powers was slowly drive her towards the the madness.

Really, just her who always believed herself to be free of all the complications that dreaming implies.

She loves him and hates him. Do not know why, she only knows that she does not want to let him go, even if staying with him prevents to devote to other things, and who knows what else is a priority.

She loves him for the time they spend together, the laughter and the tears that he gives, the emotions that transmits, the worlds, the teachings…

Hates him because she wanted to be able to not think about all this stuff when they are not toghether.

She loves him and is grateful.

Hates him because she is afraid of losing him one day.

Love him because he also tells her thoughts, her feelings and everything that she has not been able to express with words, music, drawings, dreams … he says the right thing in the moment precisely where she needs to hear it.

She hates him because she would be able to tell things the way he does.

She loves him because he has brought her to the Dream world again.

Hates him because he has brought her to the Dream world again.

She loves him and hates him but he does not know. Maybe he does not care. He do not even know that she is listening to him, do not know he has sunk his hands into her heart and had played with her soul like a child playing with clay. He does not know that all the characters to which he gave life, all their emotions were experienced by her too. He has perhaps only a vague idea of ​​what it means to listen to him. Read on his books. He does not know.

She dreams of one day meeting him in person and tell him how much you she loves  and hates him.

He is Neil Gaiman.

She is me!

And this is the story of how a meet the Sandman.

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17 thoughts on “The Gaiman Lover

  1. CARISSIMA CLE, Mi ricordo di una canzone quando avevo forse 15 anni..più o meno!
    “Mr sandman give me a dream”
    qualcosa simile. Lo cercherò (la canzone). La mia modesta opinione, Mr Sandman è l’uomo che tutte le donne sognano, e rimane un “sogno aimè)

  2. “Have you ever been in love? Horrible, isn’t it? It makes you so vulnerable. It opens your chest and it opens your heart and it means someone can get inside you and mess you up. You build up all these defenses. You build up this whole armor, for years, so nothing can hurt you, then one stupid person, no different from any other stupid person, wanders into your stupid life…You give them a piece of you. They don’t ask for it. They do something dumb one day like kiss you, or smile at you, and then your life isn’t your own anymore. Love takes hostages. It gets inside you. It eats you out and leaves you crying in the darkness, so a simple phrase like ‘maybe we should just be friends’ or ‘how very perceptive’ turns into a glass splinter working its way into your heart. It hurts. Not just in the imagination. Not just in the mind. It’s a soul-hurt, a body-hurt, a real gets-inside-you-and-rips-you-apart pain. I hate love.” Rose Walker, in Sandman: The Kindly Ones by Neil Gaman

    Io lo amo alla follia (TUTTO Gaiman, ma Sandman over the top).

    • e quanto ho pianto quando ho letto quel pezzo! (mi avevano appena strappato il cuore dal petto, oltretutto… a me sembra sempre che Neil parli A ME, è pazzesco come ogni suo libro sia arrivato al momento “giusto”, fa quasi paura)

    • Cle ha detto:

      esatto! per non parlare delle dediche dei libri, esplicitamente fatte a TE!

      E per adesso mi piace pensare che la nuova fiamma che passeggiava con lui nel paradiso dei marinai ero io! Solo che non l’avrei mai mollato! :D

      love, love, love

  3. quanto ti capisco! ho conosciuto Sandman che ero una ragazzetta e quando uscì l’ultimo volume ero un’adolescente disperata… quando Gaiman fu ospite a Lucca comics (nel lontano 1998) dovette sopportare quell’adolescente fissa al suo stand per parecchie ore! <3

  4. ciao Cle, ci ho messo un po’ a commentare questo post perché per me è molto difficile accettare il fatto che Neil abbia un’altra ( milionata di donne). Lo so, ti capisco, quando leggo the Sandman, o qualsiasi altro libro scriva mi ritrovo nelle tue stesse condizioni… lo amo. Non potrei più vivere senza di lui.

    • Cle ha detto:

      Ciao Elly. Mi sa che ci tocca metterci in coda, ahinoi. Cmq anche per me non è stato facile liberarmi del groviglio di pensieri che avevo dentro, ed ogni volta che leggo questo post lo limo, lo rendo più scorrevole. È davvero difficile mettere ordine e tradurre in parole lo scrosciare di lacrime ed emozioni che il nostro Neil è capace di trasmettere.
      Sono semplicemente grata al mondo, ad Odino, per l’esistenza di simili doni.
      Baci

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