Dell’inutilità delle biblioteche ( se dobbiamo attenerci alla Corte dei Conti e alla gestione creativa della cosa pubblica )

Originally posted on chi ha paura di virginia woolf?:

IMG-20150415-WA0022In tempi sospetti il trattamento sarebbe stato radicale, i libri si sarebbero bruciati. In mancanza di un supporto ideologico – che allo stato attuale, quello del tempo che fu, risulterebbe un tantino sopra le righe… dei testi scritti? Be’ se vi diverte l’idea potete figurarvi quel sopra le righe, perché no? – insomma in mancanza di un qualsiasi dittatore fornito di baffetto rettangolare i libri si tengono nelle biblioteche, di qualsiasi genere e forma e dimensione siano, stanno lì, ma poiché le biblioteche non sono considerate un servizio essenziale, si chiudono. La biblioteca di Trani chiude. Perché? Le ultime due amministrazioni hanno gareggiato nell’incrementare ogni sorta di iniziativa concedendosi delle “ distrazioni “ di gestione, tanto da finire inquisiti, con il risultato che allo stato attuale abbiamo un comune commissariato e la Corte dei Conti che, con il fiato sul collo nostro, ha imposto una bella cura radicale: tagliare i…

View original 120 altre parole

Scusiii, chi ha fatto palo?

scusiii chi ha fatto paloNon vi ho mai detto che il mio desiderio di iniziare a scrivere si è acceso dopo aver letto uno scritto dell’Autore del libro, che vedete a lato: “Scusiii, chi ha fatto palo?”.

Ricordo che ne lessi la prima volta uno scritto quasi di nascosto ed in fretta: l’avevo rubacchiato dalla camera di mio fratello, allontanatosi dopo aver fatto i compiti.
Si trattava di una finta telecronaca sportiva e mi aveva un sacco divertito e, sorprendentemente, acceso in me, in quei pochi minuti, l’amore per lo sport, nonostante non fosse proprio nella top ten dei miei interessi.

Ero piccolina ma ho capito subito che chi aveva scritto quel pezzo aveva la stoffa dello scrittore e da subito provato (e continuato a provare) una sana e costruttiva invidia del suo talento, dell’ironia e dell’abilità con cui riusciva a costruire i racconti. Più lo leggevo e più mi dicevo “Cavoli, anche io voglio scrivere così!” ed è stato per me un pungolo continuo.

Ricordo anche che dopo qualche giorno mi capitò di leggere un altro breve racconto scritto da Cosimo che oggi potremmo definire rientrante nella “Commedia dell’Equivoco”. Mi divertii da matti tanto che provai a scrivere anche io qualcosa sulla sua falsariga, per poi rendermi miseramente conto che il mio scritto non assomigliava nemmeno all’imitazione dell’imitazione dell’originale.
Mi accorsi allora che saper scrivere, saper divertire con le parole non è mestiere per tutti. Che non basta l’dea giusta, non basta la battuta pronta, ci vuole il talento.

E lui, Cosimo Talò, il talento ce l’ha! Non per niente è arrivato a pubblicare un suo libro prima di me, che ci penso da anni senza nemmeno avvicinarmi alla meta!

Lui è mio fratello, e i primi scritti di cui vi parlavo su erano alcuni dei temi svolti per la scuola. Tanto è bastato per instillare in me il sacro fuoco della scrittura. Ma tutt’ora leggendolo e leggendo il suo libro mi rendo conto che, come dice nostro padre, ne devo ancora mangiare di pane duro!

“Scusiii, chi ha fatto palo?” è un originale racconto del gioco delle schicchere (le biglie), uno dei giochi più amati in spiaggia, specie dalle generazioni passate nel Salento, la nostra terra.
In esso troverete non solo le regole del gioco, regole precise, benché non scritte, create per consuetudine da generazioni di giocatori; non solo tanta e sapiente ironia, ma anche lo specchio di quell’affannoso percorso che dall’infanzia si snoda verso l’età adulta passando per l’adolescenza, come una biglia spinta verso la fine della pista attraverso mille insidie, mille regole, angherie e botte di fortuna anche!

Le biglie in spiaggia come le partite di pallone per strada si rivelano ancora una volta essere una prova generale di quella che è la vita vera che attende ciascuno di noi. E quando la si può affrontare con sonore risate, tanto meglio!

Se volete saperne di più del libro e della provenienza del seme che ha portato  al germogliare di questo blog, cliccate qui ed ordinate “Scusiii, chi ha fatto palo?” inizierete già a respirare l’aria dell’estate che sta arrivando e sarete prontissimi per delle nuove esilaranti sfide sotto il sole.

Buona lettura.

soffione-sogno

3 dicembre 2014

Buongiorno e ben ritrovati, amici! Sono cambiate un po’ di cose nella mia vita dal mio ultimo post ed oggi ve ne voglio parlare.

Non era un segreto per nessuno che desiderassi e cercassi di accrescere la famiglia e credo di aver qui e là accennato alla scarsa collaboratività delle mie care ovaie, già sotto stretto monitoraggio da un po’, ma con scarsa reattività.

Invero alla stimolazione hanno reagito, ma male, creando cisti e altra roba poco incoraggiante.

Così il mio maritino ed io abbiamo deciso di rivolgerci ad un luminare della infertilità della coppia. Yeeh!

Tra tutti i ginecologi con cui ho avuto a che fare, il Luminare è stato senza dubbio quello che mi ha fatto strabuzzare più volte gli occhi. Per carità, preparatissimo e superconosciuto, ma tutto il tatto che ha nel parlare agli uomini si disgrega inesorabilmente quando si rivolge ad una donna (o forse solo a me!?).

La prima domanda che mi ha fatto, prima ancora che potessi accomodarmi è stata: “Lei è sempre stata così in sovrappeso?“. Ora… non sono mai stata una mazza di scopa, la mia golosità mi ha sempre tenuta troppo vicina alla soglia massima del peso forma, ma è vero pure che faccio parecchia attività fisica e non mi sembra d’essere tutto questo ammasso di ciccia! Riassumo questi pensieri in un diplomatico: “Beh… negli ultimi 5 anni ho preso qualche chilo in più, ma…“.

Mi afferra un braccio, mi solleva la manica, poi mi scopre la pancia e mi dice, con lo stesso tatto di prima, che ho anche l’irsutismo. Insomma… ammasso di ciccia e peli. Bello, molto bello.

Ha mai fatto il test della curva insulinica? Lo dovrebbe fare. Secondo me lei è affetta da sindrome metabolica, e la cosa spesso incide sulla funzionalità delle ovaie e la produzione di ormoni. Nella maggior parte dei casi somministrando insulina si concepisce spontaneamente nel giro di sei mesi. Visto che c’è faccia anche tutti i dosaggi ormonali… bla bla bla…
E lei –
 a mio marito – faccia uno spermiogramma, ma solo per esser certi che non ci siano problemi da entrambi i lati…
Segue un pippone di mezz’ora per spiegare come leggere i risultati dello spermiogramma e non esserne troppo allarmato, non senza aggiungere anche velatamente la consapevolezza che tanto il problema era, nel nostro caso, molto probabilmente, esclusivamente dal lato femminile.

Tante grazie!

Aspetto la mestruazione successiva. Faccio le analisi prescritte, butto giù 75ml di glucosio, attendiamo l’esito dello spermiogramma di mio marito e ci rechiamo di nuovo dal simpaticissimo luminare dell’infertilità.

Altro pippone di mezz’ora sull’analisi dei risultati. “Onestamente pensavo peggio! Non c’è un problema metabolico, non sarà necessario somministrare insulina. Però dobbiamo iniziare con la stimolazione subito. Questi valori sono sballati, poi lei con questa ovulazione bizzarra… bla… bla… bla…” afferra una siringa dal mucchio e mima il gesto che avrei di lì a poco iniziato a fare abitualmente a casa sino a che non avremmo avuto successo, e nel frattempo arriva a enumerare le altre strade che avremmo, nel caso, percorso, sino all’adozione.

Poi finalmente dedica due minuti agli esami di mio marito: “Niente di problematico. Sono un po’ pigri ma con un po’ di integratori andrà più che bene, se li vuole prendere, non è necessario! E’ lei – indicando me, ma senza guardarmi, come se fossi una foto in una cornice – il problema“.

Avevo come la sensazione che stesse quasi suggerendogli di divorziare e trovare una donna più feconda. Evidentemente i fianchi larghi non sono più un buon indice come si credeva in passato!!!

Poi mi fa: “Va bene, Signora, si accomodi da questa parte. Facciamo una ecografia, vediamo se ci sono i segni della precedente ovulazione“.

Ho trasportato il mio bizzarro ammasso di ciccia, peli e ormoni malfunzionanti dietro il separé, abbattuta e un po’ infastidita dalla consapevolezza che mi sarei trovata alle prese con questo gentilissimo signore per diversi mesi, probabilmente ritrovandomi più devastata emotivamente e fisicamente che in quel momento, già pensando ai moduli da compilare per mettersi in fila per le adozioni. Non vedevo l’ora di tornare a casa per inzuppare il cuscino di rabbia e sconforto.

Mi giro verso lo schermo con forse nemmeno più quel briciolo di speranza che un follicolo fosse arrivato in qualche modo a maturazione spontaneamente ed avesse lasciato traccia di questo, quando sento il gentiluomo dire, non senza una punta di delusione: “Signora, è incinta!

Io: “Prego?”

Intanto si affaccia mio marito intento a chiudere una telefonata di lavoro. “è incinta! mi avete fatto parlare inutilmente per mezz’ora! Vede questa e la camera gestazionale. Non c’è ancora il battito, non sappiamo come e se evolverà, ma è incinta!”.

Erano le 20:30 del 3 dicembre 2014. Continua a leggere

Il colloquio che non ti aspetti!

Non mi sarei mai aspettata che aziende e professionisti facessero un colloquio per la selezione degli aspiranti distributori di volantini. Seriamente: davvero serve un esperto di HR per affidare un incarico di volantinaggio a studenti che vogliono arrotondare? Non basta un giorno di prova per capire se si hanno le carte in regola?

Invece pare accada anche questo (evidentemente l’offerta per queste posizioni ha livelli concorrenziali altissimi), sicché non ho potuto fare a meno di immaginare delle possibili frasi da sciorinare ad un (non troppo) fantomatico colloquio per fare volantinaggio. Con tutto il mio affetto e un grosso in bocca al lupo a chi si troverà con un grosso punto interrogativo in testa quando dovrà mostrare la propria idoneità a camminare e distribuire professionalmente dei volantini!

Come ha saputo della nostra ricerca di personale?
Da un volantino!

Cosa sa della nostra azienda?
Che è presente sul mercato dal 1994 ed opera dei vantaggiosissimi sconti anche fuori dal periodo di saldi!

Descriva come il suo lavoro è collegato agli obiettivi dell’azienda
Credo di poter contribuire attivamente all’incremento di vendite per la vostra azienda: Non accetterò “non si accettano volantini” come risposta!

Perché vorrebbe essere assunta per questa posizione?
Beh! Io adoro camminare, quindi credo proprio che sia il lavoro più giusto per me! E poi… sin da bambina ho sempre sognato di vola…ntinare!

E’ disposto ad assumersi rischi quando necessario?
Certamente: Che piova o nevichi sarò in prima linea con i miei volantini!

Descriva una difficoltà in cui si è trovato, e come l’ha risolta
Una volta mi si sono rotti i lacci delle scarpe proprio mentre uscivo di casa ed ero anche in ritardo. Non mi sono persa d’animo, ho usato il pezzo di stringa rimanente per legare insieme solo le ultime due asole delle scarpe e sono corsa al lavoro! Niente mi può fermare!

Descriva una situazione in cui un suo lavoro o una sua idea sono stati criticati
Una volta ho proposto una Joint Venture con i Testimoni di Geowa, ma l’idea è stata bocciata causa laicità dell’azienda per cui lavoravo.

Come è per lei una “buona atmosfera” di lavoro?
Beh, sicuramente preferisco lavorare in un ambiente soleggiato, arioso, possibilmente in zone residenziali con del verde, dove la gente cammina fischiettando e raccoglie solerte i bisognini dei propri cani

Come organizza e pianifica i progetti più importanti?
Un passo alla volta

La sua massima di vita?
Chi va piano va sano e va lontano

Grazie, le faremo sapere!

Buoni colloqui a voi e in bocca al lupo di cuore, anche, e soprattutto, per i colloqui che non vi aspettavate di dover sostenere!

Al cane non importa … bla bla bla

Ogni volta che leggo/sento questa frase, mi parte l’embolo! (per chi non l’avesse colta: al cane non importa se sei ricco o povero, bello o brutto, grasso o magro… lui ti ama…, lui non ti giudica, bla bla bla).

Innanzi tutto, stendiamo un velo pietoso sull’ultimo spot pubblicitario che cavalca quest’onda (mi spieghino gli autori dello spot come tutta questa superiorità etica dell’amico a quattro zampe, dovrebbe condurre anche il barbone, parte dello spot, a comprare del costosissimo, elitario, cibo per quadrupedi) e diamo a questa frase l’unica risposta secca ed immediata che merita: “ma grazie al piffero!”

Ora diamone anche una argomentazione più diffusa.

Quanti dei vostri amici postano su Facebook o proferiscono frasi del tipo “preferisco la compagnia degli animali, sono…più umani” oppure “…delle persone non mi importa nulla, ma se fanno del male ad un cucciolo divento una belva” e la spiegazione che danno a queste massime di vita è probabilmente sempre la stessa: la superiorità dei sentimenti del cane, rispetto a quelli dell’uomo, perché lui dona il suo affetto incondizionatamente, a chiunque, ricchi, poveri, belli, brutti, grassi, magri, storpi… gli basta il metro quadro vicino al padrone, nulla più, ed in cambio lo ama senza giudicarlo o dargli delle rispostacce.

Tutto molto bello. Ma anche tutto molto scontato e nulla di speciale per un cane! Qualsiasi persona follemente e ciecamente innamorata si comporta alla stessa identica (stupida talvolta) maniera! Non trovate?

Care persone che preferite la compagnia dei quadrupedi a quella degli umani vi siete mai chiesti il vero motivo di ciò? Vi siete mai chiesti se non preferite l’amore di e verso un cane semplicemente perché è meno complicato che l’amore/l’amicizia di e verso una persona? (o un gatto!?)

Voglio dire: sono animali. Hanno solo bisogni primari da soddisfare: pappa, cacca, nanna, tetto, palla. Stop! Una volta avuto quello e pure qualcuno con cui giocare, farsi due carezze, certo che son felici e soddisfatti!

Non è che sono straordinari perché non cercano altro che affetto senza guardare il conto in banca o la bellezza. Questi sono semplicemente canoni che non rientrano nella loro esperienza di animale! E non dovrebbero rientrare nemmeno nei parametri di selezione di una persona mediamente intelligente in generale. Solo che per le persone non farlo è sinonimo di un certo carattere e di certi valori, per gli animali non vi è altra scelta.

Detto questo ed assodato che non si tratta di una particolare capacità del cane ma semplicemente del suo essere animale, chiedetevi perché trovate il cane così più straordinario dell’essere umano (e quindi di voi stessi).

Carenza d’affetto umano (dove per umano intendo anche di voi stessi)? Per cui è molto più semplice farsi amare da un cane (piace vincere facile? ponciponcipopopò).

Eccesso di giudizi negativi da parte degli altri umani (sul vostro aspetto, sul vostro lavoro, sul vostro…)? Beh… o siete convinti delle vostre scelte, e quindi non vi importa, oppure condividete le critiche che vi vengono mosse e ne soffrite, per cui invece di accettarvi e affermarvi per quello che siete, meglio crogiolarsi nella compagnia di un cane che non nota le vostre mancanze, non fa differenza se siete o non siete state delle persone buone, attive, compassionevoli… Vi ama e vi adora, anche quando non avete particolari meriti a parte l’esistere.

I discorsi degli umani che vi circondano non vi appagano? Meglio non avere alcun dialogo allora (no, il cane non vi risponde! siete voi che collegate significati umani alle sua mimica) che non cambiare la propria cerchia ed allargarla cercando qualcuno con cui un dialogo sia sostenibile. O magari ampliare i propri orizzonti ed offrire agli altri un dialogo migliore voi stessi!

Nessuno vi ama come il vostro cane? Perchè? voi amate qualcuno come amate il vostro cane? Dedicate le stesse attenzioni a qualcuno. Se si, siete sicuri che la carenza nel ricambiare le attenzioni da parte degli umani non sia una macchia che adombra di tanto in tanto anche la vostra vita? Siamo umani, per Zeus!

Non che io non ami i cani o che non mi piacciano gli animali. Ma tutta la pontificazione del cane mi pare un po’ eccessiva. Tenere un cane è una cosa meravigliosa, è formativo, educativo, bellissimo e carico di emozioni. Ma il cane è il cane. La persona umana è la persona umana.

Non stimerò mai un cane più della persona umana.

Non mi piace vincere facile!

E poi… io preferisco i gatti!

Miao!

La fortuna nella sfortuna…

Cosa avete fatto nel weekend?

Il mio è stato un po’ atipico (certo nulla in confronto a chi ha dovuto lottare con il maltempo anomalo di questi giorni), sicuramente da ricordare… se bene o male lo saprò a breve! Quel che è certo è che la fortuna ci ha messo molto lo zampino e, come sa chi ha studiato latino, fortuna è una parola infida che porta con sé gli opposti significati di fortuna e sfortuna.

Sabato mattina l’ho passata insieme ad una giornalista del TG3 che ha voluto intervistarmi in merito alle intolleranze alimentari ed ad un post che avevo dedicato ad un test che avevo fatto tempo fa (clicca qui). E’ stata una bella esperienza ma prima di dire che tutto è andato bene aspetto di vedere la messa in onda (domani intorno alle 12:20 su Rai3). So già che vedendo le immagini troverò mille difetti a me, la mia casa, la mia voce, quello che ho detto… Senza contare che la location (la mia cucina) si è decisa all’ultimo minuto e non era proprio la stanza più in ordine per l’occasione!!!

Subito dopo l’intervista, sono andata a dar da mangiare al gattino condominiale ed ho trovato una cara simpatica ragazza che cercava di convincere altri condomini a regalarglielo, anzi! restituirglielo, visto che, a suo dire, era proprio quello scappato dal suo giardino.
Ora, se anche fosse stato il suo gatto (e non lo era, visto che la gatta sua madre ha partorito nel nostro giardino), un motivo ci sarà se è scappato dal giardino della ragazza (che lo abbracciava ottenendole indietro solo graffi) per rifugiarsi stabilmente nel mio di giardino, dove ha trovato amore, coccole, cibo, un giaciglio, cure veterinarie, e tutto quello che ad un gatto serve per vivere felice e sereno! Ma soprattutto è stato davvero inopportuno il cercare di portarmelo via mostrandomi, a riprova che si trattasse dello stesso gatto, le foto di un altro animale, talmente diverso dal mio amabile gattino con i guantini bianchi, che quasi si faceva fatica a dire che appartenessero alla stessa specie.

Ma non è finita! Continua a leggere

Featured Image -- 2779

Genius at Work!

Cle:

Lettura consigliata soprattutto a chi mastica almeno un pochino di Inglese: togliendo una sola lettera da un titolo, il significato cambia eccome!

Bellissime vignette! Buoni sorrisi e buon Weekend a voi!

Baci

Originally posted on TwistedSifter:

Writer and illustrator Austin Light recently shared a funny series of sketches from his notebook that reimagines movie titles with one letter removed. The idea started on reddit where users were asked to, “Pick a movie, remove one letter, give a brief description“.

As a daily art project, Light took the concept one step further, drawing a scene from the imaginary film. He also penned a brief synopsis for each. You can see the entire album on Imgur. For more from Austin, check him out at the links below.

AUSTIN LIGHT
Website | Twitter | Online store

1. Obocop

The story of how a police officer works through his PTSD and adjusts to his new robotic implants with the help of the sexy soothing sound of his oboe

movie titles with one letter missing illustrated by austin light (1)

Artwork by AUSTIN LIGHT
Website | Twitter | Online store

2. Rave

One red-haired Scottish girl. One dance floor…

View original 747 altre parole