Diario di Madre

I bambini ed i concetti filosofici

Ci sono due modi di affrontare la vita. Uno è pensare che nulla sia un miracolo. L’altro è pensare che tutto sia un miracolo.  – Albert Einstein

Una delle opportunità più grandi che vi offre la genitorialità (o semplicemente essere a contatto con i bambini) è quella di riscoprire il mondo, di guardarlo con occhi nuovi, scevri dell’esperienza e dei (pre)concetti ai quali ormai abbiamo fatto l’abitudine.

Se poi avete fatto degli studi classici, il progressivo apprendimento di cose ed esperienze nuove da parte dei bambini, sarà un po’ come ripercorrere l’apprendimento dell’Umanità sulle innumerevoli scoperte e conquiste del genere umano.

Per esempio, durante una passeggiate con mia figlia di appena un anno (vi parlo di due anni fa) ho realmente compreso ed afferrato il concetto di Idea in Platone.

E’ bastata una parolina: Cane!

Passo indietro: mia figlia (che iniziava a parlare e conosceva un sacco di parole bisillabe, specie di animali) aveva visto nella realtà sino ad allora pochi cani in pelo e ossa, tra cui due golden retriver, uno di mia suocera, l’altro di mia cognata.

Il cane che lei quel giorno mi indicò con il suo ditino soddisfatta di poter associare un nome ad una cosa, non solo era di una razza che lei non aveva mai visto, ma era anche abbastanza insolito nelle fattezze. Non ricordo che razza fosse, ma ricordo perfettamente che mi stupii del fatto che lo avesse riconosciuto come cane.

Fui folgorata dai ricordi dei miei studi classici. Mi venne in mente Platone e finalmente capii appieno il concetto di Idea.

Un piccolo ripasso per chi non lo ricordasse o non l’avesse studiato a scuola. L’Idea per Platone è il fondamento ontologico della realtà (le “forme” con cui il Demiurgo ha plasmato il mondo) nonché, di conseguenza il fondamento gnoseologico della realtà, e cioè la causa che ci permette di pensare il mondo, il presupposto della conoscenza.

In parole povere: non occorre che abbiate visto tutte le infinite varietà di fiori del mondo per riconoscere che siete davanti ad un fiore, che non avete mai visto. Potrete non conoscerne il nome scientifico, ma sapete che si tratta di un fiore. Perché l‘idea di fiore (quella che secondo Platone il Demiurgo-Creatore ha utilizzato per plasmare il mondo, quella a cui ha fatto ricorso mia figlia per riconoscere quel quadrupede davanti a lei) non assomiglia a nessun fiore in particolare, ha uno stelo, i petali, ma di nessun colore/forma specifica.

Tutto questo mi sembrava astruso ed un inutile esercizio mentale, fino a che non ho sentito dire a mia figlia quella parolina quel giorno: Cane!

La cosa bella di questa storia (e forse quello che ha reso ancora più significativo quel Cane! è che a margine del mio libro di filosofia, per cercare di capire questo concetto così labile e difficile da esprimere a parole, avevo fatto una didascalia di questo tipo: avevo disegnato un cane, e con varie frecce specificato: no pelo, no colore, no forma orecchie… Insomma, un “non _cane” un “non_nulla”. Vicino credo di averci messo anche un grosso punto interrogativo a significare: come faccio ad avere una idea di cane se quel cane non ha pelo, orecchie… bla bla bla?

Cane!

Una parolina. Due sillabe, per spiegare alla mamma l’astrazione.

Non vedo l’ora che mia figlia con il suo percorso di conoscenza ed esperienza possa illuminarmi anche sul pensiero di Kant ed Hegel!

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Cinema e Film

CineMAH presenta:INFINITY GUANTY persy a scuoly

Non serve recensire un film se c’è Leo Ortolani che lo fa magistralmente bene! Ah… SPOILER!

Come Non Detto

Vi dico subito che questa pseudo recensione contiene spoiler, glutine, tracce di frutta secca in guscio e lattosio. Non dite che non vi avevo avvertiti. E comunque, dai, ma che vi frega, tanto è un film Marvel, mica LA MOGLIE DEL SOLDATO! Anche se non lo avete visto, ve lo avranno raccontato i milioni di spoileratori professionisti che vivono solo per andare al cinema prima di tutti, prima anche del regista e degli attori, solo per il gusto di dirvi “Ah, ma non lo sai che Furenzio è MMOOORTOOOOO?” E Furenzio è lui.

Buio in sala. Si comincia. Con quella cosa che mi piace un sacchissimo che è il logo dei Marvel Studios. Quando lo vedo, con la sua musica trionfale, per me son già a posto così.

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Libri, Suggerimenti e Consigli

Il piacere di leggere… Ad Alta Voce

Da due anni e mezzo, da quando è nata la mia piccolina, lavoro da casa e benché non dover più viaggiare in treno mi faccia guadagnare un bel po’ di tempo da destinare al lavoro e alla casa, devo anche dire che assieme alla pendolarità ho perso però buona parte del tempo che quotidianamente riuscivo a dedicare alla lettura (non sono mai stata costante con la lettura serale, per via dell’insonnia che mi comporta il desiderio di finire un libro).

Il podcast di Ad Alta Voce è stato un’ancora di salvezza e sono qui a tesservene le lodi.

Per chi non lo sapesse, Ad Alta Voce è un programma radiofonico di RadioRai3, in cui grandi classici della letteratura internazionale ed italiana vengono letti da fior fiore di attori…ad alta voce, appunto! Tutte le repliche sono inoltre disponibili sul sito di dedicato, nella App di RadioRai e tramite il podcast del programma stesso (in quest’ultima trovate però solo i libri più recenti). In pratica avete grtuitamente ed a portata di click una intera biblioteca di audiolibri, di ogni genere e ordine!

Io sono diventata una grande amante e fan del programma. Non solo mi consente di “leggere” di più (desiderio di ogni appassionato di lettura), ma mi consente anche di colmare le mie lacune culturali (ammetto di non aver ancora letto molti, troppi classici!) nonché rendere piacevoli le pulizie quotidiane e settimanali (ormai diventate un momento di elevazione e crescita personale e non solo un “dovere”).

Insomma, una grandissima risorsa e, perché no, un ottimo strumento didattico anche per i più giovani o per gli stranieri che vogliono imparare/affinare la lingua italiana.

E voi? Cosa ne pensate degli audiolibri? Restate fedeli alla carta? Utilizzate altre applicazioni di audiolettura? O magari seguite anche voi Ad Alta Voce e avete libri da consigliarmi? Fatemelo sapere nei commenti, intanto io qui sotto inserisco la lista dei libri che ho ascoltato nell’ultimo anno tramite podcast, tutti memorabili:

  1. Il nome della Rosa – Umberto Eco
  2. Il Sistema Periodico – Primo Levi
  3. La scoperta del Bambino – Maria Montessori
  4. La morte di Ivan Ilich – Tolstoj
  5. Se questo è un uomo – Primo Levi
  6. Jane Eire – Charlotte Bronte
  7. Una cosa divertente che non farò mai più – David Foster Wallace
  8.  Nudi e Crudi – Allan Bennet
  9. Cent’anni di solitudine – Gabriel Garcia Marquez
  10. Il Conte di Montecristo – Alexandre Dumas
  11. Uno studio in rosso – Arthur Conan Doyle
  12. (in ascolto) Frankestein – Mary Shelley

Caro Diario

Ma non è che ho fatto una ca***ta?

Premetto: non ho fatto la parte dell’adolescente che si mette in un angolino in attesa che gli amici vadano a coccolarlo/a un po’ (e se l’ho fatto ho atteso troppo!!!).

Mi chiedo: non avrò preso la scelta sbagliata a decidere di traslocare e ricominciare tutto su un’altro blog (che peraltro, ammettiamolo, non mi ha dato lo stimolo che speravo).

Ogni tanto sento il bisogno di un nuovo progetto, ma a volte tornare sui propri passi non è male.

E poi tornare non equivale a non essere mai andati via…

Torno a casa. C’è qualcuno?

 

 

Diario di Madre

Elogio della Pigrizia(*)

Occorre restituire dignità storica alla pigrizia, il vero motore (che aspira ad essere immobile) alla base del progresso (*).

Diciamocelo: se non fosse stato per la pigrizia di un arguto uomo Sumero, non si sarebbe inventata la ruota e appresso a lei tutto ciò che ha costituito dopo di essa un qualsiasi progresso o rivoluzione tecnologica, inclusa la scrittura (che fatica, se no, ricordare tutto a memoria!!!)

La pigrizia, associata allo spirito di osservazione e la propensione al problem solving ci ha regalato tutto quanto intorno a noi rende la nostra esistenza meno faticosa: lavatrice, calcolatrice, fruste elettriche, automobili, telecomandi, tecniche di produttività, acqua corrente nelle nostre case… La radice di tutte queste splendide invenzioni è una ed una sola: la pigrizia di chi non ce la faceva più a fare alla vecchia maniera, insegnatagli da suo padre/sua madre.

Eppure, immancabili, da che il mondo è mondo, genitori, nonni e bisnonni si lamentano della eccessiva pigrizia dei loro discendenti (si, anche il papà di quello che ha inventato la ruota, son sicura!), additando questa loro “qualità” come la causa della loro dissolutezza (=minore propensione allo sforzo fisico), pontificando su quanto si fosse più bravi/belli/buoni/attivi ai loro tempi (=prima delle invenzioni suddette).

Diciamoci la verità: lamentarsi della pigrizia delle nuove generazioni nasconde, invero, semplicemente il desiderio inespresso di poter essere nati in un’epoca in cui quelle invenzioni c’erano già. E’ invidia per la minore fatica che i più giovani devono fare per ottenere gli stessi o migliori risultati.

Forse dovremmo smetterla di guardare alla pigrizia, specie quando accompagnata da creatività ed intelligenza, e darle il giusto credito (*) (**).

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(*) Purché accompagnata da creatività ed intelligenza!!!

(**) Riflessione nata dalla mia malcelata sorpresa nello scoprire che la soluzione adottata da mio marito come manifestazione della sua pigrizia, ha in realtà funzionato meglio di quella che faticosamente e ostinatamente stavo applicando io!!!!

Caro Diario

Ecce Clelia chiude (ma Cle non smette di Bloggare!)

Edit 16 Marzo 2018:
E niente… son tornata. Son tornata sui miei passi. La soluzione non era andar via, ma dare una tinteggiata ai muri. O forse la soluzione doveva essere fare due passi, tentare una strada nuova e poi riprendere con nuovi occhi. Valgono ancora le considerazioni che avevo fatto in questo post, ma non vale più la decisione di lasciare questa casa. 

* * *

Carissimi amici, follower di vecchia data e nuovi, ci ho pensato tanto e sono arrivata alla conclusione che questo Blog, che a me resta tanto caro, ha ormai esaurito il suo corso.

Prima di abbandonarvi al dispiacere (o al giubilo!) sappiate che non smetto di bloggare, assolutamente! Fa troppo parte di me (a dispetto delle apparenze, vista l’assenza di post negli ultimi mesi).

Tuttavia è arrivato il momento di tirare una linea.

Negli ultimi anni mi sono spesso ripromessa di riorganizzare questo blog, fare una selezione di post, potare rami secchi, aggiornare alcune pagine… e decidere se dargli una impostazione di contenuti diversa.

Nel frattempo son diventata madre, sto coltivando nuovi interessi, nuovi hobby, di cui vorrei scrivere e di cui in realtà ho scritto senza però pubblicare i post, perché i temi mi sembrano del tutto slegati dal resto dei post. Più passa il tempo più il gap si alimenta con il pessimo risultato che ho smesso di aggiornare il blog.

Facendo una lucida analisi della situazione ho finalmente focalizzato il problema: la voglia di scrivere c’è ancora, ma Ecce Clelia non è più il contenitore adatto.

Questo è nato come il blog di una ventenne, fuori sede e alle prime esperienze lavorative.

La Cle di oggi è una trentenne, madre, sposata, con una posizione lavorativa definita.

Questo non significa che prendo le distanze da me stessa, ma semplicemente che questo spazio non è più funzionale alle nuove cose di cui vorrei scrivere. Dovrei riorganizzarlo del tutto, magari cancellare delle pagine e, onestamente, mi dispiacerebbe smantellarlo e snaturarlo.

Sarebbe come deturpare un vecchio diario. Come perdere pezzi di me.

E proprio come per i diari cartacei, arriva prima o poi il momento di iniziarne uno nuovo. Quello vecchio viene riposto con amore e gratitudine, zeppo di ricordi, riflessioni che magari non si condividono più, e perle di saggezza da rileggere di tanto in tanto. Una ricchezza che va custodita, senz’altro.

Ma non ha senso, invece, appiccicare fogli volanti su un diario vecchio per prolungarne l’utilizzo più del dovuto. Nè si può smettere di scrivere per il timore di un nuovo foglio bianco.

È tempo, dunque, di cominciare un nuovo diario.

Pertanto, se ne volete ancora sapere e leggere della Cle, ora trentenne e madre (ma di fondo pur sempre la solita) allora questo non è un addio ma semplicemente un invito a visitare e diventare followers del mio nuovo blog: Diario di Madre.

Ci vediamo (se vi va) di là!

In ogni caso vi ringrazio tutti, uno per uno, per esserci stati e, spero, esserci ancora!

Con affetto,

Cle