Libri · Oscenità

Olive incomprese…

Ero alla Feltrinelli, croce del mio portafoglio, delizia del mio tempo libero.

Tra le novità un titolo: Olive comprese! Uhm! Titolo interessante. Lo sfoglio e la storia già aveva iniziato ad intrigarmi dalle prime battute e sopratutto per lo stile dello scrittore (Andrea Vitali).
Lo compro (per la verità me lo regala il mio Amore).

Arrivata a casa, lo poggio sulla scrivania, rileggo il titolo e … folgorazione! Una epifania allo stile di Joice: Olive comprese… non nel senso, che credevo, di “capite”; ma nel senso (più ovvio a meno che non si abbia una mente poco stabile come la mia) di “incluse”.

Beh, effettivamente così -mi sono detta- il titolo ha più senso, visto che nel primo capitolo si raccontava della morte di una vecchietta (e del fatto che il custode della casa non stesse aspettando altro per accoppare il suo grasso gatto e farselo arrosto!)… probabilmente il titolo si riferirà in una faccenda ereditaria, per cui qualcuno avrà un fondo di terra, alberi e olive comprese… In realtà più mi allontanavo dal primo capitolo, meno si profilava all’orizzonte la possibilità dell’insorgere a breve di una questione ereditaria…

Il libro è un bel mattoncino (450 pagine) ma piacevolissimo da leggere e sopratutto scorrevole! Ma arrivata a metà ancora non capivo il senso del titolo, anzi mi stavo trattenendo ancora dal fare una cosa che faccio sempre: leggere l’ultima frase con cui si chiudono i romanzi… mi incuriosisce molto la chiusura dei romanzi e leggerla il 90% delle volte non svela nulla della trama o del finale… avevo però paura che la chiave di lettura proprio stavolta fosse lì, alla fine…

No!

La chiave di lettura era più o meno verso pagina 230…

4 ragazzi (i quattro le cui storie sono il filo rosso che tiene unite le storie di un intero paesino sul lago di Como), in una delle loro nottate brave, dopo aver scoperto che uno di loro aveva nei pantaloni “un bambino di due mesi”, decidono di pesare l’attrezzatura riproduttiva del loro amico, approfittando della bilancia nella drogheria del papà di uno di loro.

Ebbene, il “membro” pesava Kg 1,2 … “olive comprese”…

Già! Olive comprese… Ecco l’origine del titolo… Testicoli compresi voleva dire! L’ambiguità che avevo captato toccando quel libro non era nel significato (semantico) di “comprese”, ma in quello “metaforico” di “olive”. Sono rimasta con il libro in mano e la faccia da ebete per circa 7 minuti… poi ho preso a ridere e a ridere ancora.

Morale della favola? Libro bellissimo e titolo geniale!

Lo consiglio a tutti: anche se ora sapete il titolo da dove proviene, non vi preoccupate, della trama non sapete ancora nulla!

Miao*!

*anche su questo Miao c’è da dire, ma questa è un’altra storia, anche se il libro è lo stesso!
***

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