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Miao…

Chi mi conosce, mi evita…A parte questo… chi mi conosce sa che una delle mie esclamazioni più gettonate è “Miao”.
Io saluto tutti non con ciao, ma con Miao.
E’ un refuso, direbbero alcuni… probabilmente è ciò che mi resta della mia passata vita da gatto. Detto questo vi racconto una cosa…

In un romanzo che ho letto di recente (Olive Comprese, di cui ho già parlato in questo post) si racconta (tra le tante storie) della Moglie del Podestà, che poverina aveva qualche squilibrio mentale.
In particolare era stata molto traumatizzata dalla morte della sorella di appena 19 anni. Poco dopo questo nefasto evento si trasferì con il marito in un nuovo paesino dove incontrò una donna che sapeva leggere le carte e che era praticamente identica alla sorella. La moglie del podestà si convinse perciò che la defunta sorella si fosse reincarnata in questa veggente che viveva, come si conviene ad una vecchia pazza, con un numero indecifrabile di gatti (“sono la mia vera famiglia” ripeteva di continuo, salvo successivamente scoprirsi che i gatti li amava particolarmente perché se non aveva nulla da mangiare li accoppava e se li faceva cuocere dal fornaio sotto casa ).

Alla morte della veggente la moglie del Podestà si convinse che da quel momento in poi sarebbe stata lei stessa ad ospitare sia lo spirito della sorella, sia lo spirito della povera pazza amante dei gatti. Decise perciò di adottare quell’esercito di felini, e fin qui poco male… La cosa peggiore era che giorno per giorno questa poveretta cambiava identità a seconda di quale spirito, delle tre donne che dimoravano nel suo corpo, prendesse il sopravvento.
Finchè un giorno non morì anche lei.
La sera in cui morì, il marito di lei (il Podestà) rientrò in tarda serata dopo un breve viaggio: la trovò seduta su una poltrona ad attenderlo. Lui le si avvicinò e lei lo salutò prima di morire dicendogli una sola parola: “Ciao”.
Questo in realtà fu quello che lui raccontò. Anzi raccontò a se stesso per superare lo shock che gli aveva comportato udire le moglie proferire quell’ultima parola. Era infatti sicurissimo che ciò che avesse udito dire dalla moglie non fosse “Ciao” ma “Miao”…

Ecco… ricordate cosa ho detto all’inizio di questo post? Ora immaginate voi quanto a mio agio mi sia sentita nel leggere l’epilogo di questa storia… :/

vuoi essere gatto

*Miao!
Così adesso TU vuoi essere il gatto? – Sci!

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One thought on “Miao…

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