In giro per il Web · Niente di che

E si ma…

Come è noto a chi seguiva le mie “vicende” su myspace (e che vicende ragazzi! 😛 ) mi sono trasferita qui per le tante, tantisime possibilità che offre, a chi sa, o vuole imparare a, gestire WordPress…

E si ma…

Facendo un giro per i siti guida si trovano un mucchio di Gadgets, di Widgests… e quant’altro da poter inserire nel proprio sito… “Fico! – mi sono detta – iniziamo subito, in fondo non bisogna essere dei programmatori, basta seguire le istruzioni”.

sbPuzzledGià… le istruzioni… inserisci qua… inserisci là… copia e incolla questo… scarica quest’altro… Si, va bene… Ma: nada de nada! Non riuscivo a capire dove andarle a ficcare tutte quelle belle cartelle decompresse, eppure a leggere la guida (e non era nemmeno scritta in svedese) sembrava tutto molto elementare, tanto che credevo di essere stata di colpo presa dalla SSG (Sindrome da Stupidità Galoppante).

Poi ho capito dove risiedeva l’inghippo  e l’unica cosa che mi è stata di soccorso in questa epifania del “Bug” non sono state le miriadi di guide che mi sono letta on line (ed i miei occhi ancora ne penano 😡 ) ma un piccolo articoletto, scritto in inglese, a cui non ricordo nemmeno come sono arrivata, che spiegava che per fare di tutto e di più con Wp bisognava installare il codice sorgente (che è open source) su un server remoto… E per usufruire di un server remoto bisogna sottoscrivere un contratto di Hosting con un Provider… in sostanza “ha da pajà!!!”.
Non che sia un problema: a quanto ne so per un “dilettante” il canone non supera qualche decina di euro all’anno, ma credo di essere ancora pronta per pagare per mettere in rete le mie emerite cazzate! Però in un futuro molto prossimo magari potrei cambiare idea, magari con l’arrivo della mia borsa di studio… Chissà. Intanto continuo a scaricare di tutto e di più da infilare prossimamente nel mio Host! 8)

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4 thoughts on “E si ma…

  1. Però c’è una vasta gamma di faccine a mia e vostra disposizione, di default, anche se per ora non posso inserire la finestrella apposita affianco allo spazio per i commenti
    Prendete appunti:

    🙂 😀 😛 😉 😐 😦 8) (e queste si sanno)
    😆 [digita senza spazi : lol : ]
    😥 [digita : cry : ]
    ❓ [digita : ? : ]
    ❗ [digita : ! : ]
    😕 [digita : ? ]
    😮 [digita : o ]
    😡 [digita : x ]
    😯 [digita 8 O ]
    😳 [digita : oops : ]
    👿 [digita : evil : ]
    😈 [digita : twisted : ]
    :mrgreen: [digita : mr green : ]
    ➡ [digita : arrow : ]

    Buon divertimento! 😉

  2. Ti risparmio l’ultima foto della casa di clelia dichiarata pericolante dai tecnici comunali e, da oltre 4 anni recintata con lamiere di latta e con i muri esterni caduti. Il comune non interviene perchè dicono di non avere soldi. Per la sicurezza in alcuni luoghi d’Italia non han mai soldi! Che sconforto? direi che vergogna!

  3. Peccato che questo commento sia finito nel post(o) sbagliato!
    Ma dai non pensavo che quella foto fosse legato ad un simile caso (non voglio dire umano perché su questo blog l’espressione ha un significato sarcastico).
    Comunque vorrei saperne di più, Lucia, io pensavo che la foto fosse un riferimento ad un luogo citato in un libro o in un film, una specie di “attrattiva turistica”.

  4. Scusa, mi sono confusa nel pubblicare il commento, abituata a blog che li han posti in basso. Voglio chiarire: Clelia, oramai, non abita più lì; posso assicurarti che, anche adesso che non è più fra noi, ha lasciato traccie di se nel ricordo delle persone che l’han conosciuta o temuta. Io la giudicavo un’attrice nel reale della sua quotidianità. Una delle tante donne e uomini che son degli attori nel quotidiano, ma che non finiscono mai su alcun set cinematografico o televisivo. Vivono nel set di coloro che conservano un ricordo e, magari sorridono nel pensare ad alcune scene di vita reale che gli han regalato. Pensa, per inquadrare un po’ il personaggio, che negli ultimi anni della sua vita (per la demenza senile) andava a raccogliere pietre per trasportarle in un luogo dove il Padre celeste le aveva indicato dovesse essere costruita una chiesa; qualcuno dice che ivi portasse pure tutti i suoi risparmi. La Clelia era soltanto in affitto in quella casa, ma nel paese essa conserva ancora il suo nome. Infatti, come potrebbe essere altrimenti se i passanti rischiavano d’essere innaffiati con “liquidi personali” gettati dal balcone!
    Attrattiva turistica, la casa, lo è, in quanto è una delle poche rimaste “in piedi” costruita con mura in argilla e paglia.
    Il resto alla prossima puntata …

E tu? Che ne pensi?

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