Caro Diario · Casi Umani

Dottore, ho la febbra!

In questi giorni in cui ho avuto questo tremendo raffreddore non ho potuto non temere che mi venisse anche la febbre! State pensando “Che esagerata!” ?

E si perché voi non sapete cosa significhi per me avere la febbre.

Probabilmente non molti sanno che io sono stata una bambina asmatica, ed avere la febbre equivaleva a crisi respiratorie piuttosto importanti, cure a base di cortisone, notti insonni per gran parte della famiglia e talvolta corse in ospedale.

L’asma è svanita crescendo, grazie a Zeus, ma non è svanito con essa tutto quanto la febbre per me comporta sul piano fisico ed emotivo.
Innanzi tutto per temperature fino 38,5° vertigini.
Che sarà mai direte voi, a tutti gira un po’ la testa con la febbre. Si. Ma io ho le vertigini da sdraiata. Immaginatevi la situazione: sdraiata, pancia in sù, se non restassi concentrata su questo dato di fatto che mi arriva della percezione visiva (per deconcentrarmi è sufficiente chiudere gli occhi) non mi renderei conto nemmeno del fatto che la mia schiena è poggiata da qualche parte. La sensazione che ho invece è quella di essere in piedi, un attimo dopo è come se fossi appesa a testa in giù, poi sdraiata di lato, poi di nuovo sdraiata a pancia in sù (se riapro gli occhi). Orribile come esperienza, neanche l’ottovolante farebbe altrettanto!

Poi perdo la percezione delle distanze: tutto è lontanissimo, il comodino, i muri, il soffitto. Mi sento una formica al centro di un campo di calcio.
Perdo anche percezione di quello che è il mio corpo nello spazio: non ho idea di quanto io sia “lunga”, mi sembra di non arrivare nemmeno a metà letto con i piedi, ma allo stesso tempo le mie mani, magari posate sull’addome, mi sembrano lontanissime.
Se voglio ad esempio afferrare il bicchiere che sta sul mio comodino, praticamente attaccato al letto, devo sforzarmi di ricordare alle mie articolazioni che secondo l’id quod plerumque accidit mi basta allungare di pochissimo la mano per bere… Si ma il processo è lunghissimo. Le fasi sono per lo più queste:
1) Aprire gli occhi (fondamentale!);
2) Dirsi “Maria, lo sai! Accade sempre, la tua stanza non si è ingigantita! E’ tutto come era ieri!
3)Girare la testa verso il comodino;
4) Guardare il bicchiere (sembra lontano 10 metri);
5) Muovere il braccio con fiducia nei ricordi;
6) Afferrarlo, portarlo alla bocca e bere! Evviva!

Le cose peggiori però accadono quando si superano i 38,5°… Allucinazioni (ovviamente accanto ai sintomi appena descritti)!
Le mie allucinazioni da febbre sono sempre le stesse, probabilmente un residuo di memoria di una vita vissuta in precedenza, o peggio… non lo voglio nemmeno dire.
E’ una cosa piùttosto spaventosa se la si riflette, ma probabilmente, in onore di Occam, la risposta è proprio nel sottotitolo del mio blog: niente di più, niente di meno che il parto di una mente malata!
Insommma quando la febbre sale sento prima il rumore di una frenata e conseguente rumore di vetri infranti. E poi mi appare un soldato malconcio, con la testa fasciata e sanguinante accasciato sulla porta della mia stanza. Scompare se sbatto le palpebre, ma torna a farmi visita il giorno successivo (se ho ancora la febbre).

Insomma non è un bel raccontare! Per fortuna il mio sistema immunitario funziona piuttosto bene (o non funziona affatto:?: la febbre è sostanzialmente il segno che l’organismo risponde) e da una decina di anni a questa parte la febbre è stata una manifestazione piùttosto rara da queste parti.
Resta il fatto però che a procurarmi le vertigini di cui sopra (e per fortuna non anche il resto) è subentrata una certa intolleranza al Burro, e questo è il motivo per cui lo evito come la peste, anche perché le vertigini si acconpagnano a nausea, conati di vomito e soffocamento da muco. Che orrore!
Resti tra noi ma sopratutto se lo segnino quelli che mi ritengono una “suora” date le mie “sane” abitudini di vita. Credo sia chiaro che non ho bisogno di bere chissà quali litri di alcool per ubriacarmi: mi bastano un paio di brioches al burro ma non ho piacere ad assumerle; non ho bisogno di LSD o funghetti allucinogeni, mi basta (ed avanza) la febbre insomma!

Bene mi sembra di avere fornito abbastanza materiale da scrivere una tesi in psichiatria oggi, più che di Caso Umano, come da etichetta, il mio è proprio un Caso Clinico, se non un Caso Disperato!!! Ma c’è chi sta peggio (ma solo per finta): guardatevi questo trailer di Maccio Capatonda…

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