Libri · Oscenità · Rabbia

Lost Girls. C’erano una volta le favole.

Immaginate le protagoniste di tre delle favole o dei racconti che hanno segnato la vostra infanzia… Tre a caso: Alice, quella del Paese delle Meraviglie; Dorothy, del Mago di Oz e Wendy, di Peter Pan.

Ora pensate alle favole nelle quali le avete conosciute…
Ok, d’accordo, non le chiemerò favole, li chiamerò racconti dal momento che qualcuno potrebbe obiettare che sono racconti allegorici, che apparentemente sono delle favolette da cui la Disney, o chi per lei, ha tratto dei cartoni per bambini, ma che in realtà, come ad esempio Il Piccolo Principe, sono libri il cui reale significato “filosofico” lo si intende appieno da grandi… Ok…

Ora trasformatevi in Freud e rileggete tutta la loro storia in chiave erotica, scovate in ogni “episodio” delle loro avventure una chiave di letturta sessualmente orientata. Per fare un esempio, è lapalissiano, ma nonostante questo nessun prete ve lo dirà mai apertamente, che il peccato originale di Adamo ed Eva è un atto sessuale, consumato per puro piacere e non a scopo riproduttivo (e probabilmente quella puttana di Eva ha pure raggiunto l’orgasmo e quindi va punita con le peggiori doglie)… io sono pienamente convinta che dall’albero della conoscenza (se mai è esistito), altro che mele, pendevano banane e fiche! Poi la storia del serpente… già! Il serpente con un occhio solo… Insomma… la metafora è piuttosto esplicita…

Dicevo, trasformatevi in Freud e rileggete quelle storie con addosso gli occhiali dell’erotismo, non arriverete mai ad immaginare quello che è raccontato il Lost Girls…

Lost Girls è un prodotto di Alan Moore (e Melinda Gebbie che se non ricordo male è la moglie?), non aggiungo altri aggettivi per descriverlo o presentarvelo: chi lo conosce (i cultori del fumetto) sa che è più importante anche della propria madre, per chi non lo conosce sappia che il suo genio ha creato capolavori del calibro di V for Vendetta e From Hell (da cui sono stati tratti gli omonimi film).

Dicevo… non lo immaginerete mai, la vostra mente non partorirà mai nulla di simile. Se il fine del libro (dei tre libri, mi sono fermata al primo, letto peraltro in inglese per cui, confesso, molte cose non mi sono nemmeno sforzata di capirle appieno, perché ormai il velo della poesia era squarciato), se il fine del libro, dunque, era quello di stupire il lettore, di fargli crollare il terreno da sotto i piedi, di lasciarlo a fissare il vuoto con aria incredula: Bingo!

Io non ci posso credere!

Passi Alice, una novella Narciso, innamorata della sua stessa immagine riflessa anche sul pavimento incerato, dedita per questo all’amore con una persona che stima tantissimo: se stessa! Però la scena di pedofilia, per quanto (forse) sognata è tremenda. Questa ragazzina viene coinvolta in un apparentemente innocente gioco, le viene offerto del vino per alla fine trovarsi a “giocare” con un uomo che non solo è vecchio ma che è il miglio amico del padre.

Dorothy probabilmente è la più normale (nel primo libro… nei successivi le belle storie che ha rispettivamente con il leone, l’uomo di paglia e l’uomo di latta… ce n’è per tutti i gusti e perversioni): come Maria, la protagonista di 11 minuti di Coelho (e anche su questo fiumi di parole non buone avrei da dire…) ha il primo approccio con l’autoerotismo per caso, mentre fuori sulla fattoria (e dentro di lei) si abbatteva un devastante uragano… Anche se poi da grande le sue famosissime scarpette diventano oggetto di feticismo… E va beh… poesia infranta… ci può stare.

Ma Wendy. Wendy e i suoi fratelli. Wendy e quel porco di Peter Pan… Dio mio. Orripilante.
Ora… voi tutti avete visto Finding Neverland. Non perché ci reciti il mio Johnny, ma è un film meraviglioso, uno di quelli strappalacrime per davvero (e su questo strappalacrime presto arriverà un altro capitolo di Casi Umani!). Tutti ricordiamo la scena che racconta l’episodio che ha dato a James Barrie l’ispirazione per raccontare di questi bambini che grazie a Peter imparano a volare, o meglio, si rendono conto di saperlo fare. Questi bambini che saltano gioiosi sul letto, si divertono, ridono innocenti e spensierati, leggeri nel corpo e nella mente e con quella leggerezza prendono il volo come degli angeli.

Invece no. Alan Moore invece ci presenta Peter come uno di quei bambini un po’ precoci, di quelli magari cresciuti per strada, che “la sanno lunga” e si fanno maestri di quelli che invece la loro innocenza e la loro infanzia la vogliono lasciare gradualmente e nel modo giusto.

Peter viene visto per la prima volta da Wendy e i suoi due fratellini in un parco, mentre ci dava dentro con una ragazzina (Campanellino?). La sera Peter, affascinato dai loro sguardi, in cui evidentemente aveva captato una innocenza ancora intatta ed ignara, si reca nella loro camera da letto, si spoglia, si fa toccare “l’affare” (come lo chiama Wendy) prima dai due fratellini e poi da Wendy (mentre i due fratellini continuano a toccarsi l’un l’altro)… Orripilante… una scena orripilante. Non che i bambini non abbiano sessualità… ma arrivare all’incesto tra fratellini, mentre un’altro si fa la loro sorella davanti ai loro occhi… Mi pare davvero eccessivo. Inutile dire che ai bambini, raggiungendo l’apice del piacere, pareva di volare…

Mi viene il vomito.

Sono davvero esterrefatta.

Non contesto il fatto che in alcune favole, racconti, storie, qualcosa che velatamente richiami il sesso ci sia… ma arrivare a questo no! Dire ad un bambino di due anni che Babbo Natale è una bufala o peggio che è morto, no. Si, lo so che Lost Girls non è un libro per bambini, ma il ricordo dei quelle storie non è forse quello che ci resta della nostra infanzia? Anche Peter Pan, l’eterno bambino, deve essere a tal punto corrotto dalla voglia di ficcare il sesso (o l’affare a questo punto) dappertutto?
Come ci ricorda Piero Angela nei suoi libri il fatto che il sesso sia piacevole giova alla prosecuzione della specie, e l’innamoramento, che tiene uniti anni uomini e donne è altrettanto indispensabile alla specie per poter crescere i “cuccioli” che necessitano di un periodo di “svezzamento” più lungo che negli altri animali.
Però corrompere così delle storie, vederci elementi di pedofilia e degli incesti lo trovo eccessivo. Capisco che ogni scrittore arriva al momento in cui deve scrivere un qualcosa di eccessivamente ed esplicitamente pornografico… però c’è un limite!

Quello che mi infastidisce, intendiamoci, non è il fatto che si tratti di un fumetto erotico, nè che abbia “corrotto” delle favole… alla fine chissenefrega, anzi potrebbe esere divertente. Quello che mi inquieta è che siano storie che hanno come protagonisti dei bambini e delle ragazzine. Nel libro le tre eroine sono più che adulte e si raccontano le loro storie di ragazze che in un modo o nell’altro si sono perdute in qualche luogo… Però quei racconti… mamma mia… No! I bambini non vanno toccati nemmeno per ipotesi, nemmeno nei racconti più inverosimili. Non lo accetto. E’ un libro orripilante. Tutta l’allegoria che volete, cari amanti di Alan Moore che gli perdonerete sempre tutto, ma io ho sentito creparsi il mio cuore di fronte alla reinterpretazione di Peter Pan. Non sarà più la stessa cosa ora rivedere Neverland, la magia è rotta, non posso riavere indietro le mie bambole e il ricordo è ormai avvelenato.

peter pan porco1

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10 thoughts on “Lost Girls. C’erano una volta le favole.

  1. Nei due volumi successivi succede anche di peggio dal punto di vista sessuale…
    Nella mia formazione fumettistica Moore è stato padre, mentore, fratello maggiore e personale Virgilio nelle più atroci discese all’inferno (come From Hell).
    Ma se dicessi che Lost Girls non mi ha disturbato un pò mentirei.
    Per carità, è tutto “legale” ed è uscito in tutto il mondo e devo dire che la sua personale lettura dei romanzi di Baum, Carrol (o meglio del reverendo Dodgson) e Barrie è non solo geniale ma anche realistica.
    Baum aveva una insana passione per i vestiti di scena usati per gli adattamenti delle sue opere (da cui il feticismo per le scarpette d’argento).
    Carrol era davvero invaghito della sua Alice tanto da dedicarle le sue opere e ritrarre la madre della ragazzina (di soli 15 anni contro i 40 di Carrol) nei panni della terribile regina di cuori ed il suo arrendevole padre in quelli del dormiente Re Rosso (ed ecco la molestia della adolescente Alice nella storia di Moore).
    Sullo stesso Barrie sono circolate per quasi mezzo secolo voci (pare prive di fondamento)sui rapporti con i cinque figli della vedova Llewellyn-Davies che furono la sua ispirazione per i personaggi di Peter Pan.
    Moore è stato crudo, eccessivo in certe scene e decisamente “perverso”.
    Ma ha solo avuto il coraggio di mettere per iscritto quelli che molti hanno pensato, ovvero che quelle storie nascondevano un’erotismo di fondo o delle metafore sessuali non molto diverse da quelle che hai indicato tu nella storia di Eva e Adamo.

  2. I Francesi se lo sono comprato dal Canada 😀
    Comunque anche io ho trovato disturbanti moltissime scene ma Moore non mi è sembrato ne morboso ne compiaciuto.
    Più che altro ha mantenuto un distacco simile ad un medico legale che ha compiuto una autopsia rivelatrice.
    In fondo anche i protagonisti dei classici dell’avventura come Nemo o L’Uomo Invisibile sono stati sviscerati da Moore nella Lega dei Gentlemen 🙂
    Ed anche Superman non è passato illeso dalle sue mani…
    Con lui va spesso così quando usa i personaggi degli altri o le icone, ti sposta un velo e ti fa vedere qualcosa che magari intuivi ma non volevi vedere.

  3. Non lo so! Non l’ho letto e credo che turberebbe anche me, almeno in parte. Ma intervengo solo per dire che Neverland è uno dei film più brutti che abbia mai visto. Non capisco come possa piecere. Invece, a proposito di Alici, turbante, ma intelligente è la versione di Terry Gilliam in uno dei suoi ultimi film. Non ricordo il titolo.
    Ciao. Piacere.

  4. 😥
    no… non parlare male di Neverland (ma più che del film in sè, mi preme che non si parli male di cose che interessano il mio Johnny…:cry: ). Ma sui gusti, non si discute!
    Ho fatto un piccolo giro in Internet e il titolo del film a cui ti riferisci dovrebbe essere “Tideland — Il mondo capovolto”, considerando che proviene dallo stesso regista de L’esercito delle Dodici Scimmie che mi è piaciuto moltissimo, vedremo di procurarci anche questo, a patto che la bambina, per quanto precoce, non venga esplicitamente abusata, sempre per i motivi di cui sopra!
    Ciau!

  5. °_O! sono scioccata! intanto da completa ignorante e forse un po tra le nuvole ti dico che sto moore non l ho mai sentito nominare per fortuna! e spero di mai incontrare i suoi libri sulla mia strada! ma siamo arrivati dove? mi sembra veramente eccessivo e soprattutto “malato” se ovunque vede sesso e lo descrive in questo modo. Non riesco a dare altre interpretazioni. SE sei perverso leggi queste cose nelle fiabe… capisco magari qualche accenno nascosto al sesso, ma questo è veramente troppo! dal mio punto di vista è vergognoso!

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