Libri

Il Maestro e Margherita

Una delle cose che mi ha sempre spaventata fino a liceo inoltrato è stata la “possibilità” del manifestarsi del sovrannaturale: avevo il terrore che da un momento all’altro mi apparissero davanti Santi e Madonne, diavoli e satanassi, senza contare che Gesù mi compariva molto spesso in sogno.
La religione mi ha sempre tormentata, lo ammetto.
L’immagine più terrificante, poi, era la presenza dell’Angelo Custode… si lo so… è una figura benevola, anzi dovrebbe aiutare i bambini a sentirsi più protetti, tuttavia io non so cosa avrei dato per sapere che accanco a me non ve ne fossero: temevo si facesse vivo da un momento all’altro e sopratutto non mi rassicurava l’idea (inculcatami da mia nonna) che alla sera, quando mi addormentavo, questo salisse in cielo a riferire a Dio come si era svolta la mia giornata. Ora il problema non era certo il “riferire” quanto l’allontanamento: cioè questo mi mollava proprio nel momento in cui io ero indifesa, nel sonno.
La cosa mi turbava sopratutto perché pensavo: “Mica il Diavolo è fesso… se Dio mi da un Angelo, lui, Satana, sicuramente mi darà un Diavoletto custode… e se l’Angelo vola via di notte, quell’altro invece resta… Eh… bell’affare!”
Non potete immaginare quante notti insonni, quanta fatica facevo ad addormentarmi. Poi, finalmente, la consapevolezza del mio ateismo, ormai non più solo latente (la storiella della Vergine Maria non l’ho mai bevuta, nè quella dell’assunzione in cielo a tempo indeterminato!), mi ha liberato da tutte queste ossessioni e fobie. La scena immaginaria che collego a questa svolta è quella di me che, davanti ad una nube nera e minacciosa che sta per travolgermi, resto immobile gridando risoluta: “Non esisti!“, mentre la nube si dissolve, portata via dal vento e, oltre al cielo, anche io mi sento liberata da un peso interiore, dal peso delle paure immotivate. E sorrido mentre scuoto la testa guardando la nube allontanarsi, come se mi fossi trovata alla fine di una candid-camera.

Cosa centra questo con  Il Maestro e Margherita, il libro che ho terminato di leggere un paio di giorni fa, vi chiederete.

Centra perché, nonostante non lo reputi nemmeno più ipotizzabile un incontro con il sovrannaturale, questo libro è comunque servito a darmene una visione diversa rispetto a quella che avevo solitamente immaginato, in qualche modo aiutandomi ad archiviare un file all’interno del mio inconscio.

Ovviamente non è che adesso pensi ad un incontro con Lucifero come qualcosa di privo di conseguenze o addirittura piacevole: tutti quelli che nel libro hanno avuto la sfortuna di imbattersi nell’allegra combricola al seguito di Woland o sono morti, o sono impazziti (agli occhi degli altri) ed hanno in seguito supplicato la polizia di essere messi al sicuro in una stanza blindata.
Si trattava, però in questi casi, di pedine nelle mani di un abile giocatore. Se Dio opera in maniera impercettibile e silenziosa, Woland e i suoi aiutanti si divertono nel creare scompiglio, incongruenze e camuffamenti della realtà piuttosto vistosi: più viene negata la loro esistenza e la loro potenza, più la manifestano. Margherita invece riconosce subito chi ha di fronte e sa che è altrettanto Onnipotente rispetto a Dio, ma con il vantaggio che se invocato (e viene nominato spessissimo anche da chi non ci crede) non disdegna di farsi vivo! Ma a che prezzo?

Ho impiegato più tempo del solito a finire questo romanzo, non tanto per il numero delle pagine, quanto per le emozioni che mi ha suscitato che mi costringevano a delle pause per riprendermi!
Gli episodi raccontati restano surreali e tinti di humor nero sopratutto le avventure di Fagotto e Behemot, ma i capitoli sul tormento che perseguita Pilato (un vero e proprio romanzo nel romanzo, o forse semplicemente la stessa storia raccontata su due livelli diversi) e quelli della seconda parte, quelli in cui appare Margherita, mi hanno lasciata per interi quarti d’ora con gli occhi girati in basso a sinistra ed il labbro inferiore tra i denti, in chiara posa di riflessione, per poi accorgermi che stavo respirando più in fretta a causa dell’emozione, come se in volo su quella scopa, o al Sabbah a ricevere gli ospiti, ci fossi stata io.
Ma credo che il fattore principalmente responsabile della lettura frenata, sia stato il timore di scoprire, alla fine, quale “punizione” aspettava di essere riservata a Margherita per il patto stretto con Woland. Nell’immaginario comune Patto con il Diavolo = Vendita dell’Anima = Dannazione ed infelicità eterna…

Margherita, però, era stata spinta a questa “scelleratezza” dal grandissimo amore per il Maestro, da una motivazione più che nobile tanto che avrebbe meritato una statua per il suo coraggio, non una punizione, e Woland stesso rimane colpito dalla sua regale dignità.
Ed infatti non viene punita, non nella maniera in cui ci si potrebbe aspettare. Passerà l’eternità al seguito di Woland ma anche al fianco del Maestro, e non viene divorata nè dalle cimici nè dalle fiamme dell’inferno per questo, anche se la scoperta delle vere sembianze dei suoi nuovi “compagni”, finita la “gita” sulla terra, mi ha suscitato una certa tristezza.

Ho avuto l’impressione che nel libro venisse applicata une delle teorie che molti teologi propinano per conciliare l’esistenza dell’Inferno e delle pene ivi comminate con l’immensa Misericordia divina.
Si sa che in merito a questa diatriba c’è da un lato chi nega l’esistenza stessa dell’Inferno sostenendo che se Dio è davvero talmente magnanimo e misericordioso tutti dovrebbero poter essere perdonati e bearsi in Paradiso; dall’altro lato si è detto che la Misericordia Divina sta proprio nel non voler imporre l’eterna presenza di Dio a chi non lo ama, e quindi nell’aver creato per loro un posto il più lontano possibile dalla sua Luce.

Personalmente ho sempre visto questa teoria come una grossissima pezza a colori, come un esercizio sofistico, come un modo per tenere ancora al guinzaglio quegli scellerati che altrimenti, confidando nel sicuro perdono, si dedicherebbero in vita ai peggiori vizi e crimini, senza troppi scrupoli.
Invece gli eventi descritti ne “Il Maestro e Margherita” ne sembrano una intelligente (e non ipocrita) applicazione: Woland e Ha-Nozri (Gesù) “collaborano” nella scelta di quale sorte sia “più giusta” per le anime. Anzi non sembra nemmeno che Woland abbia tutta questa bramosia di sottrarre anime alla Luce, piuttosto sembra preferire “scegliere” lui stesso chi è degno di restare al suo seguito! (la stessa cosa che ho percepito guardando La Nona Porta di Polanski).
Margherita, per esempio, probabilmente non meriterebbe l’Inferno, il Maestro si (o meglio, “merita la pace, ma non merita la luce” a causa di quello che aveva scritto nel suo romanzo) ma tenere separati i due amanti per l’eternità sarebbe stata una clamorosa ingiustizia. Nemmeno Dante osò separare Paolo e Francesca. “Chi ama deve condividere la sorte dell’amato” e Ha-Nozri chiede per voce del suo “servo” Levi Matteo, che Woland prenda “anche colei che amò e soffrì” per il Maestro.

Levi Matteo: Sono venuto a te Signore del Male e Dominatore delle Ombre…

Woland: Se vieni da me, perché non mi hai salutato?

Levi Matteo: Perché non voglio che tu stia in salute.

Woland: Ma dovrai rassegnarti a questo. Hai fatto una sciocchezza: hai usato le parole come se non riconoscessi le Tenebre ed il Male. Sii tanto cortese da rispondere a questa domanda: che cosa sarebbe il tuo Bene se non ci fosse il Male, e come apparirebbe la Terra se non ci fossero le Ombre? Le ombre nascono dagli oggetti e dalle persone. Ci sono le ombre degli alberi e degli esseri viventi. Non vorrai per caso sbucciare tutto il globo terrestre, buttando via tutti gli alberi e tutto ciò che è vivo per godere nella tua fantasia della nuda luce? Sei uno sciocco.

Levi Matteo: Non starò a discutere con te, vecchio sofista!

Woland: Tu non puoi discutere con me per la stessa ragione che ti ho già ricordato: perché sei sciocco. Dimmi in breve, perché sei venuto?

Levi Matteo: Lui mi ha mandato.

Woland: E cosa ti ordinò di riferire, schiavo?

Levi Matteo: Non sono uno schiavo, sono un suo discepolo.

Woland: Noi parliamo lingue diverse come al solito, ma le cose di cui parliamo non cambiano per questo. Allora?

Levi Matteo: Egli ha letto le opere del Maestro e ti chiede di prendere il Maestro con te e di premiarlo con la pace. E’ difficile per te farlo, spirito del Male?

Woland: Nulla è difficile per me, e tu lo sai bene. E perchè non lo prendete con voi, nella Luce?

Levi Matteo: Non ha meritato la Luce, ha meritato la Pace.

Woland: Riferisci che sarà fatto e vattene immediatamente.

Levi Matteo: Lui chiede che prendiate anche colei che amò e soffrì per lui

Woland: Se non fossi venuto tu, non avremmo mai indovinato nulla di tutto questo. Va via.

Per l’articolo sul film tratto (?) dal libro clicca qui

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7 thoughts on “Il Maestro e Margherita

  1. secondo me è uno dei migliori esempi di letteratura mai esistiti, la storia e i personaggi sono incredibili e i dialoghi (specialmente quelli di Woland e la sua cricca) immensi…da leggere e rileggere

  2. Io non ho mai letto questo libro, però ce l’ho e mi rifarò appena possibile😛
    Io non ho mai avuto proprio paura, per quanto riguarda la religione, anche se al catechismo tentavano quasi di sconvolgerci. Io però, come sono strafottente ora, ero strafottente allora, e non sono riusciti a turbarmi.
    L’unica cosa che mi angoscia un pochettino è il diavolo, anche se non credo che esista. Penso sia stato un po’ il film “L’esorcista” a mettermi certi pensieri in testa, a farmi pensare all’ipotesi secondo cui se ci allontaniamo un po’ da Dio, il diavolo ne approfitta e ci prende. Però credo che non sia altro che una metafora del fatto ovvio che se ti allontani dal bene, inevitabilmente ti avvicini al male, sempre presupponendo che le possibilità siano solo due. E siccome per me è tutto bianco o nero, e le alternative sono sempre e solo due, la penso così.

  3. Il bene e il male, la luce e l’ombra, complementari e necessiare entrambe, quando leggi questo romanzo, respiri una sferzata d’aria fresca, l’intelligenza e l’onestà di un Grande Scrittore, l’originalità del romanzo segue un filo conduttore logico e realistico, I suoi personaggi Woland il male necessario al bene, Ha-Nozri il Puro che riesce a far passare l’emicrania a Pilato, ma che deve subire il suo destino perchè neanche il potente Procuratore può evitargli la condanna, anche l’assassinio di Giuda ordinato da Pilato non è più un atto di giustizia ma la sterile vendetta di Pilato, che non è riuscito a evitare la condanna a Ha-Nozri. La cosa interessante sono i tre livelli in cui si articola il romanzo, la denuncia della paura e della persecuzione e le condizioni di vita nell’epoca stalinista, l’inseguimento per le strade di Mosca, rivela al lettore attento, la miseria di vita della quasi totalità dei moscoviti,la caccia alle abitazioni, con le conseguenti delazioni per far “sparire” gl’inquilini precedenti, il circolo letterario moscovita dove i tromboni di regime, scrivendo baggianate e lodi sperticate si guadagnano prebende e vacanze a Yalta e una vita agiata.Nella storia tra Margherita e il Maestro vi è un mirabile esempio di come la persecuzione subita, faccia impazzire il Maestro, soltanto il grande amore di Margherita riuscirà a lenirgli l’animo.Il secondo livello dove la maestria dell’Autore raggiunge altezze vertiginose e irrangiungibili per la quasi totalità degli scrittori è la narrazione della crocifissione di Ha-Nozri condannato dal Sinedrio, ma con la complicità del potere romano e di Pilato, Bulgakov riesce a evocarli, ci sembra di vederli e di vivere noi stessi la stessa esperienza, il terzo livello sono Woland e i suoi aiutanti, i veri portatori di Giustizia, il loro potere soprannaturale colpisce meschini, vigliacchi, imbroglioni e tutta quella genia di persone che dissimulando i propri sentimenti, cercano sempre di “arraffare” il più possibile dalla vita, Woland il male assoluto, disprezza e odia quelle anime tiepide e imbroglione, esprime la propria grandezza nel rapporto con Margherita, il finale tristissimo, quando perse le sembianze umane, volano sopra Mosca per lasciare la vita, che in musica potrebbe essere paragonato alla sinfonia incompiuta di Mhaler, viene riscattato dalle pagine in cui Levi chiede a Woland di dargli la pace. Lucifero è l’angelo ribelle, colui che non si assoggetta al potere assoluto di Dio e non è forse Nietzsche a dire che la ribellione è l’ultima nobiltà dello schiavo?

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