Caro Diario

Di musica, di droghe e di vaneggiamenti.

(…continua…)

Perché mi sia venuta tutta d’un tratto la fantasia di sperimentare iDoser? La verità è che questa “trovata” mi è tornata in mente stamattina mentre ascoltavo uno dei miei CD in assoluto preferiti: la colonna sonora di Blow. Il film è tremendamente bello, e la Colonna sonnora anche di più! procuratevela!
[Piccola necessaria noticina per chi non lo avesse visto: Blow racconta la storia di George Jung, il primo grande spacciatore di coca in america e la colonna sonora è piena zeppa di musica anni 70: dal rock dei Rolling Stones o dei Manfred Mann’s Earth Band, alla pura disco music.]

Ora, sarà per le immagini del film che comunque quelle canzoni rievocavano (preparazione della coca; gente fatta per tutta la durata del film, piantagioni di Marija…), fatto sta che ad ascoltarlo io mi sento più che invasata, probabilmente fatta e strafatta! Prima di marija, poi di coca. Vero è che io non ho mai assunto droghe in vita mia e ancora non ho ben definito quale sia la mia posizione al riguardo (se di dura condanna o bieca indifferenza) ma non per questo non ho l’idea di cosa possa essere “uno sballo” e quel CD, ve lo assicuro, mi sballa!

Dunque, mentre ascoltavo Blow ho pensato ad una cosa: anche le droghe hanno un’ottima funzione nel mondo e cioè quella di ispirare gran parte della musica prodotta (e di qualità)! Fromulando questo pensiero mi sono ricordata degli articoli letti su iDoser e mi sono chiesta se il principio alla base di questo mio sentirmi particolarmente stimolata dalla musica fosse lo stesso di quello con cui operano “droghe sonore”. In altre parole mi chiedevo “si tratta di puro piacere nell’ascoltare la musica, o di una qualche azione sul cervello di un certo tipo di onde sonore/radiofrequenze?” Per capirci qualcosa di più ho voluto provare una “dose”, una sorta di esperimento scientifico-empirico insomma. Il commento lo conoscete già “che cagata!”.

Obiettivamente non serve granché ascoltare trattori ed elicotteri per sperimentare qualche droga senza assumerla. Molto più semplice, utile e salutare è, invece, fruire dell’arte a cui una qualche droga ha dato ispirazione. Se una canzone è scritta bene (prima di tutto nella musica, poi nel testo, che non guasta!) trasmette molto dello stato d’animo (magari anche alterato) di chi l’ha composta. E non solo lo trasmette, te lo lascia anche percepire e vivere.

Alla fine perché ci piace un libro? Perché le cose scritte, descritte, raccontate e il modo in cui sono state messe su carta ci “ispirano”, ci fanno provare qualcosa.
Perché ci piace un quadro? Perché ci trasmette una emozione.
Per la musica è lo stesso. Se il sig. Autore in quel momento era strafatto e si messo a comporre, è certo che il suo stato mentale (a patto che sia anche un bravo musicista) verrà fuori da ogni singola nota, da ogni beat… e chi l’ascolta lo percepirà. Il fatto che il risultato finale piaccia o non piaccia, dipende dalle emozioni che ci piace vivere o semplicemente ascoltare. Per esempio io odio sentirmi sbronza -e chi conosce gli effetti della mia intolleranza al burro lo sa bene- ed è per questo probabilmente che odio Vasco: la sua musica puzza solo di alcool, a mio modesto modo di vedere le cose. Puzza di alcool, e se pure il sig. V. si fa di altro -anche di altro- trovo che trasmetta solo vaneggiamenti di uno sbronzo con l’alito pesante e la pancia gonfia di rutti e scorregge!

Io ho sempre detto che mi drogo letteralmente di musica, probabilmente in questa espressione un tantino iperbolica ci sta un fondo di verità e spiegazione scientifica per mezzo della storia delle frequenze su cui lavora il cervello, bla bla bla… E’ possibile! Per es. c’è un cd (Paper Monster di Dave Gahan) che mi fa addormentare e sempre nello stesso punto, e non certo perché sia brutto. Ma resta il fatto che il motivo di questo effetto per me è un mistero! Sarà che emette frequenze molto basse e di rilassamento… Buh? Non è certo una novità che la musica abbia un considerevole potere su chi la ascolta: fa risvegliare dal coma; fa fare più uova alle galline, più latte alle mucche, secondo alcuni ha effetto dopante per chi pratica sport… Alla luce di questo mi chiedo: ci serviva proprio iDoser? Direi proprio di no!

Secondo me iDoser avrebbe più effetto se fosse somministrato come “messaggio subliminale”, sotto forma di suoni mischiati ad altri suoni (=musica) insomma. Ma forse una cosa del genere sarebbe illegale e provocherebbe non poco allarme sociale… E in ogni caso la musica basta a se stessa. Non trovate?

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