In giro per il Web · Politica

Quest’uomo mi piace ogni giorno di più!

Cito parte dell’intervento alla Camera di Di Pietro, per la dichiarazione di voto dell’Italia dei Valori sul decreto-legge per lo sviluppo economico, pubblicato sul Blog di Di Pietro oggi, 24 luglio 2008:

Antonio Di Pietro: Signor Presidente del Consiglio che non c’è, suvvia, abbia un po’ di rispetto per il Parlamento, si presenti almeno il giorno che chiede la fiducia! Ma ormai l’abbiamo capito, a lei non gliene frega niente del Parlamento: tanto sa che la maggioranza delle persone che sono qui, almeno fino a quando ci sarà questa legge elettorale, sarà sempre pronta a votare qualsiasi porcheria pur di assecondarla e così riguadagnarsi il posto a tavola per la prossima volta (Commenti). E lo so, lo so, fa male sentire queste parole, ma purtroppo questa è la nuda e cruda verità, specie dopo l’approvazione della legge con cui la sua maggioranza le ha regalato l’impunità (Commenti dei deputati del gruppo Lega Nord Padania). Un’impunità provvisoria, signor Presidente del Consiglio che non c’è, se lo metta bene in mente, perché il referendum che stiamo preparando spazzerà via questa vergogna tutta italiana che ci ha costretto a subire.
Oggi, signor Presidente del Consiglio che non c’è, sistemati i suoi affari personali, ci propone un altro decreto-legge, anch’esso fatto in casa, alla chetichella, tutto da sé, come se a fare le leggi ci debba pensare sempre e solo lei, come se il Parlamento non servisse a niente, come se la Costituzione non servisse niente; e ce lo propone con questo provvedimento chiamato pomposamente «Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria»: e la miseria, mi sono detto quando ho letto il titolo, sta’ a vedere! E subito giù a leggere le carte. Impresa impossibile: ci siamo trovati di fronte a 600 pagine di articoli, richiami ad altri articoli, rinvii, rimandi, un testo che non si capiva da dove cominciare a leggere! Ma poi abbiamo capito: non dovevamo leggerlo. E infatti neanche i suoi ministri l’hanno letto, perché è stato approvato in un Consiglio dei ministri di soli 9 minuti! Insomma, era tutto una finta; ed infatti di lì a qualche giorno ci avete riempiti di emendamenti, emendamenti, emendamenti: uno l’avete presentato proprio adesso, in questi secondi!
Poi, oggi mettete il voto di fiducia: una fiducia che noi dell’Italia dei Valori, che non abbiamo scritto «giocondo» sulla testa, non abbiamo alcuna intenzione di darvi.

(Leggi il seguito qui)

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