Libri

Sex & City – Il libro

In questo caso meglio la serie. 

Non credo che la noia che ho provato leggendo Sex & City di Candace Bushnell derivi dal fatto che la serie mi piaccia moltissimo ed il libro è da questa molto diverso.
Pur nella consapevolezza di trovarmi di fronte a qualcosa di diverso, ho fatto veramente un sacrificio a finire il libro (anzi a riprenderlo e terminarlo), perché non mi ha né entusiasmato né coinvolto, anzi mi ha lasciato una sensazione di aridità e un certo disgusto, mentre mi facevo scorrere le pagine tra le dita.

Acquistai il libro un paio di anni fa, lo dimenticai su una mensola dopo i primi cinque capitoli… speravo di trovarvi una sorta di “sceneggiatura” delle puntate della serie, una specie di riassunto degli articoli di Carrie, ma invece i personaggi e le vicende sono del tutto diversi e le vicende narrate sono senza spessore e per nulla interessanti.

Alcuni eventi raccontati nelle puntate della prima serie sono “liberamente ispirati” al libro, alcune frasi, alcune circostanze sono state riprese, ma la sostanza è del tutto diversa. Nel libro c’è molto più cinismo, molta più disillusione e cattiveria che nella serie TV. Non c’è nessuna delle battute famosissime delle quattro eroine, solo qualche “riflessione” attribuita a Carrie. In realtà non ci sono nemmeno loro, le eroine (in compenso c’è droga a morire). Al massimo ci sono personaggi che hanno il loro nome o il loro cognome, ma hanno caratteristiche del tutto diverse. E sono sempre super sbronze, super drogate, super ciniche.
Anzi le protagoniste del libro incarnano le caratteristiche di alcuni personaggi di passaggio nella serie che non raccolgono certo consensi o simpatie, quanto piuttosto pena e disgusto. La Carrie del libro (che non ne è la voce narrante) è una povera disperata, fa pena, non ispira la simpatia e per certi versi l’ammirazione che può suscitare nella serie.

E’ stato definito un libro irresistibile e sconcertante. Provocatorio addirittura.
Io trovo che sia triste. Molto triste, vuoto e spaventoso: mi spaventa l’idea che la realtà lì descritta possa diventare la “regola” dei rapporti interpersonali. Mi spaventa una società che si basa solo sugli stereotipi, per cui “se non sei un campione olimpico di bellezza devi cercare almeno di essere una persona interessante“, e l’essere “almeno interessante” servirà solo ad avere degli amici e a stare in società, non a “guadagnarsi” l’amore; tutt’al più si potrebbe diventare il ripiego per un/una quarantenne disperato/a in cerca di coniuge per non morire soli e poveri.
Insomma, non c’è amore, solo calcoli.
Non ci sono amici, solo gente che può dare visibilità sociale.

Che tristezza infinita.

Lo trovo un libro per perdenti, come perdenti trovo che siano tutti i personaggi del libro. Si trovano tutti nella città delle mille opportunità e nessuno ottiene quello che vuole veramente. Si narra delle storie di cinquantenni ricchissimi che escono con ventenni, di donne che sognano il matrimonio per fare le mantenute. Si parla di vite riempite solo di droghe e sesso sregolato…
L’ho trovato un libro con cui chi non ha quello che realmente vuole dalla vita può consolarsi con quella punta di soddisfazione che si ottiene nel ridere delle disgrazie di chi dovrebbe stare meglio di noi (almeno in ipotesi), di chi è straricco, bellissimo e vive nella città più ricca del mondo ma è infelice.

Io l’ho trovato noioso, arido e, lasciatemelo dire, scritto male: la trama (trama?) è confusionaria. Va bene che è una raccolta di (reali) articoli… ma fa cagare lo stesso.

L’ho finito per un solo motivo: “a scopo di ricerca”! Mi serviva per aggiungere materiale alla pagina Sex & City, alla quale vi rinvio per qualche citazione, oltre che dalla serie, ora anche dal libro (che comunque sconsiglio vivamente a tutti). Harmony è meglio!

Clicca qui per l’articolo sulla serie e sul film

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4 thoughts on “Sex & City – Il libro

  1. Io ho letto recensioni contrastanti per la verità. Se è davvero tanto “realistico” (e dovrebbe esserlo data la reale esistenza della rubrica du cui il libro è la raccolta) è ancora più triste.
    Io credo di avere inconsciamente rifiutato un approccio “naturalistico”, mi fa troppo schifo pensare che stiamo andando così a rotoli come società. Direi che ti passa la voglia di far soldi se poi i tuoi figli andranno a spenderli per drogarsi o rimorchiare una modella con la testa vuota che non ci penserà due volte a vomitare la cena di 1000 dollari che le è stata offerta.
    Mille dollari nel cesso (per non contare il resto) per portarti a letto una mazza di scopa senza cervello.
    Non so perché ma mi è venuta in mente quella barzelletta su Berlusconi, che da consigli (costosissimi) al figlio per conquistare una donna: gioielli, macchinoni, viaggi esotici… Alla domanda del figlio “Papà ma non ti sembra poco romantico?” Lui risponde che le romanticherie come le passeggiate sulla spiaggia, le poesie, i tramonti sono solo cazzate che si sono inventate i comunisti per scopare gratis…
    beh… W il comunismo! W la povertà! se possono darci ancora un filo di emozioni vere da condividere con gli altri. Se possono farti desiderare un figlio per amore e non per la necessità di avere qualcuno che ti accudisca in futuro, come i tuoi uomini non hanno saputo, invece, fare.

    Resta comunque il fatto che il libro è noioso, e secondo me vive di rendita sul successo del telefilm a cui ha dato semplicemente l’input ma che ha, fortunatamente, preso vita propria.

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