Leggendo il Giornale...

Si ritorna al Maestro Unico

Sinceramente questo ritorno al passato è sempre stato nei miei migliori auspici per la scuola e non posso che essere contenta per questa decisione in materia di Pubblica Istruzione. Stesso dicasi per il voto in condotta (sperando che possa essere realmente utile contro il fenomeno “bullismo”) e per il ripristino dell’educazione civica. Era davvero scandaloso che i ragazzi uscissero da scuola con tutto chiaro sulla storia del cattolicesimo ed estrema ignoranza su come funziona il loro paese. Forse se tutti i maggiorenni votanti sapessero, ad esempio, che il potere legislativo spetta alle Camere e non al Governo, magari ci si potrebbe regolare meglio nella cabina elettorale (anche se questo è l’ennesimo esempio di potere legislativo usurpato, ma almeno ci sono buone prospettive per tutti).

Il maestro (o la maestra) unico secondo me non potrà che portare del bene nelle scuole. Non è un segreto che ormai questi bambini alle prese con 5 maestre non sono in realtà seguiti per bene da nessuno, ogni docente fa la sua brava ora e poi ai problemi del bambino provvedessero i genitori o gli altri insegnanti.
Io ho lasciato la scuola elementare che si iniziava a sperimentare l’introduzione di più insegnanti per ogni classe, ho avuto la fortuna di avere una sola maestra che mi ha seguito per i 5 anni della mia prima formazione scolastica. E non è poco. Un maestro che segue i suoi 20 bambini per 5 ore al giorno, 9 mesi all’anno per 5 anni, può meglio analizzare l’indole dei bambini, verificarne i progressi, accorgersi se c’è qualche problema… Insomma seguire un percorso formativo ed educativo serio.
Non sono una psicologa ma credo che giovi al bambino avere un punto di riferimento fermo e costante, accanto ai genitori, nel suo percorso di crescita. I bambini non sono spettatori da intrattenere, sono persone la cui formazione è una cosa più che seria, rischiosa.bambino-marinaio

Oddio il contraltare di questa manovra temo sia l’esubero di insegnanti che   probabilmente si verrà a creare, quasi una certezza direi, dal momento che le nascite in Italia sono quelle che sono e non si possono creare classi di 5 bambini per salvaguardare le cattedre degli insegnanti…
Problema serio senza dubbio, ma il mio entusiasmo per il ritorno alla figura della maestra unica resta fermo.

Spero la situazione rimanga tale per il giorno in cui il mio Cesare (non ancora in cantiere, tranquilli) approderà con il suo bel grembiulino azzurro al suo primo giorno di scuola elementare.

15 thoughts on “Si ritorna al Maestro Unico

  1. non so cosa succedrà ql tuo cesare. so però che il mio andrea (che già c’è e l’anno prossimo andrà alle elementari) dovrà fare i conti con un cambio di maestra ogni anno in attesa che la situazione si stabilizzi dopo l’ennesima “riforma”

    aggiungo (nel merito) che oggi in classe non sono piu’ in 20, ma in 30 e che con un solo maestro diventa quasi impossibile seguirli tutti. e che il maestro “non unico” non era sinonimo di 5 maestri ma solo di due.

    Si arriva a 4 aggiungendo l’ora di inglese e quella di religione (il quinto non mi viene in mente) che fanno in tutto due ore. Per le altre ore sono solo in due. Che possono benissimo “analizzare l’indole dei bambini, verificarne i progressi, accorgersi se c’è qualche problema”

    Per non parlare del fatto che grazie al tempo pieno dove c’è e ai moduli (cose impossibili da fare con il maestro unico) i bambini possono fare molte cose a scuola, ben oltre le 5 ore al giorno (sviluppando competenze aggiuntive al leggere scrivere e far di conto) che non potranno più fare.

    E tralascio il fatto che migliaia di famiglie avranno il problema (COSTOSO da risolvere) di dove lasciare i ragazzi quando non andranno più a scuola.

  2. Tu hai un figlio a scuola e porti la tua esperienza di padre, e ti ringrazio del contributo. Effettivamente al cambio di maestra ogni anno in attesa di stabilità non ci avevo minimamente pensato; purtroppo quello della continuità è un problema che i “legificanti” non tengono in considerazione, presi come sono dal demolire tutto quanto c’era prima, per principio.
    Per il resto non credo che sopprimeranno il tempo pieno dalle scuole in onore del “maestro unico”.
    Non ho figli a scuola, è vero, ma l’andamento della scuola lo vedo attraverso mia madre, che ci lavora da una vita come collaboratrice, e vedo che molto è lasciato al buon senso (quando c’è) dei dirigenti scolastici e delle maestre, non tutte adeguatamente preparate sul fronte pedagogico.
    Quanto al numero di alunni per classe, la previsione di venti bambini per aula era un auspicio più che un dato! Classi di questo tipo sono più “gestibili” e magari si preserva qualche posto di lavoro per gli insegnanti.
    Cmq si vedrà con la prossima finanziaria, è probabile che tutto si risolva in una bolla di sapone.

  3. la mia non è solo un’esperienza di padre. mi occupo di scuola a livello professionale e la cosa che mi fa più rabbia delle scelte della gelmini è proprio l’assenza di professionalità

    Si prendono decisioni per far contento il “pubblico” senza pensare razionalmente cosa servirebbe effettivamente per cambiare una scuola che così non va proprio

    Capisco che non ci sono soldi, ma far passare l’esigenza di risparmiare per una scelta epocale mi sa di presa in giro. E l’idea che si voglia risparmiare sulla scuola mi fa rabbrividire: preferisco pagare l’ici e avere insegnanti più preparati e meglio pagati piuttosto che non pagarla e ritrovarmi 30 alunni per classe…

  4. Su questo mi trovi pienamente d’accordo, io sono sempre stata sostenitrice dei Governi Tecnici, e questo in generale.
    Per quanto concerne la scuola e l’università, purtroppo la gente che mandiamo a governare o non capisce l’importanza della formazione (di discenti e docenti), oppure sotto sotto preferirebbe governare un popolo dalla preparazione approssimativa, così che si finisce per ostacolare la crescita delle scuole e della cultura piuttosto che promuoverle.
    E non è un caso che la stessa professione di insegnante abbia perso di prestigio agli occhi della gente: malpagati e più o meno ingiustamente accusati dello sfacelo della scuola, essendo, loro malgrado, i soggetti a contatto diretto con chi della scuola si serve e si lamenta.
    Non so quanti bambini oggi rispondano “Il Maestro” alla domanda “Cosa vuoi fare da grande?”. Quando io ero a scuola dottori, maestri e astronauti se la giocavano a parimerito tra le aspirazioni dei bambini (e della società), dopo semmai venivano ballerine e calciatori.
    Oggi…:?:

  5. Dipende dalla capacità dell’insegnante.
    Nessuno lo dice che esistono bravi maestri, maestri così e così e vere “fabbriche di analfabetismo”, mine vaganti a stento contenute e gestite dal team di classe o di interclasse.
    Un simile progetto dovrebbe partire (già Berlinguer proponeva qualcosa di simile) dalla valutazione degli insegnanti: chi è capace di coordinare l’offerta formativa, di trasmettere in prima persona le conoscenze fondamentali lo faccia.
    Se ciò significasse integrare con l’intervento di esterni (o insegnanti dall’orario distribuito in più classi) su argomenti e temi in cui sono esperti, capaci e motivati… allora sì!
    Se questo significasse riconoscimento di capacità professionali e migliore stipendio allora sì. Ma temo sia una semplice operazione di risparmio.

  6. La collaborazione con insegnanti dalle competenze specifihe può tornare utile, sì. Ma a mio modo di vedere l’insegnante di scuola elementare è in primo luogo un educatore. Si parla credo con un certo dispregio della caratteristica di “tuttologo” del maestro ma in realtà al bambino di scuola elementare non servono tante nozioni scientifiche particolari, che a ben vedere non si hanno nemmeno al liceo, bisogna aspettare l’Università per quelle (il che non significa che la scuola elementare oggi serva solo per imparare a leggere, scrivere e far di conto).
    La caratteristica (ripeto secondo me principale) di educatore dell’insegnante ne ha (o potrebbe averne) da guadagnare con il ritorno al Maestro Unico. Mi spiego. Quello che io ho visto nelle scuole in questi anni è stata per lo più’ la presenza di una certa competizione tra le maestre a cui una classe veniva prevalentemente assegnata, nel voler emergere a discapito dell’altra come la migliore, facendo a gara non a chi meglio insegnava, ma a chi più viziava i bambini con concessioni di ogni tipo. L’impressione che io ho è che il baricentro delle attenzioni delle maestre (non tutte, ovvio) sia spostato verso loro stesse piuttosto che verso i bambini, sia orientato al loro “farsi belle” rispetto alla collega e non al loro essere punti di riferimento nell’edicazione degli alunni.
    Io dico sempre non basta una laurea per poter insegnare nelle scuole elementari, per certi verse non è quella che serve, ed è per questo che anche io auspico ad un sistema serio di valutazione del docente in primo luogo nelle sue attitudini poi nelle sue competenze.
    Per il resto non sono certo una fan del governo berlusconi, so bene che la ratio della manovra è il risparmio, però credo e/o spero che ne possa venir fuori qualcosa di buono.

  7. In paesi davvero laici la nostra ora di religione farebbe ridere.
    In Francia viene insegnata storia delle religioni, materia che personalmente trovo utile per comprendere il perchè dello “scontro di civiltà” con cui molti giornali si riempiono la bocca.
    A leggere bene ANCHE in Italia si dovrebbe insegnare qualcosa del genere ma non mi aspetto molto da insegnanti, spesso privi di esperienza e formazione, scelti direttamente dalla curia.

  8. Il vero problema degli insegnanti di religione quando sono preti è che fanno catechismo invece di “religione”. 👿
    In ogni caso, ripeto, l’ora di religione non dovrebbe esistere tanto più ora che le classi sono davvero multietniche anche nel paesello di campagna più sperduto; per come la vedo io l’ora di religione fa più danno che il resto dato che educa alla discriminazione. Dite di no? Provate a scegliere di non avvalervi dell’insegnamento della religione cattolica, sarete trattati come appestati; oppure provate ad avvalervene pur essendo di una confessione diversa dalla cattolica, sarete guardati come il diavolo in chiesa (e parlo per esperienza).
    Allora… è l’ora di religione (sbagliata cmq perché la sappiamo bene l’origine di questa previsione nelle nostre scuole, maledetta l’Italia Papalina)o l’ora del catechismo?
    La fede è un fatto, per me, intimo e personale, l’ora di religione a scuola (nella scuola pubblica, le private e le confessionali facciano come credono) è da abolire. L’educazione religiosa (credente o atea che sia) è qualcosa che spetta alle famiglie decidere, lo Sato non dovrebbe occuparsi del grado di conoscenza di Gesù Cristo dei suoi alunni, ma della Costituzione piuttosto; non delle anime e della salvezza dopo la morte, ma del benessere dei cittadini ancora in vita.

  9. Vi spiace se dico la mia?
    Alla faccia della professionalià questa situazione lascia a casa chi ha fatto Scienze della Formazione Primaria (ragazze giovani, abilitate in inglese, con conoscenze informatihe, pedagogiche, psicologiche ecc.). La maggior parte di chi resterebbe a lavorare sono le vecchie insegnanti, che rispetto per la loro esperienza, ma molto spesso non sanno accendere un pc nè conoscolo l’inglese…..

  10. Che schifo… 😦
    Un bel prepensionamento no eh?
    E no… Le “pensioni baby” si danno solo quando si vuole scialacquare il denaro pubblico, non quando realmente servirebbero a svecchiare il personale didattico…

E tu? Che ne pensi?

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