Caro Diario · Casi Umani

Eau de Fromage

Dato il largo successo avuto dal post sulle mie sfortunate vicissitudini in qualità di studentessa fuori sede che abita in condivisione (leggi qui), penso un paio di bei post li meritino anche alcuni dei tipi da spiaggia con cui mi è capitato di uscire (per periodi piuttosto brevi: la maggior parte non ha nemmeno passato il “vaglio” della prima sera). Anzi ad essere sincera la rubrica “Casi Umani” l’ho inizialmente aperta proprio pensando  a questi tipi qui!

E’ da dire che non sono una che passa con facilità di fiore in fiore, che tanta e tale è stata per un certo periodo la scarsità di interesse da me riversato nella popolazione maschile che ho anche seriamente pensato di essere il realtà omosessuale.
Oltretutto, essendo già di per sè basso in partenza l’interesse e l’aspettativa di fronte ad un esemplare maschio, bastava altrettanto poco per far si che il malcapitato si beccasse una pesante X addosso e l’augurio di non doverci uscire mai più, nemmeno per un caffè.

Tuttavia, a parte gli episodi in cui ho bollato gente magari per cose “poco” strane (dai “ti amo” alla prima sera, ai baci da pinguino; dall’essere completamente privi di pelo sul petto all’essere degli assatanati sessomaniacali…) alcuni meritano indiscutibilmente, a mio avviso, di essere affissi sul muro delle stramberie.

Uno degli appuntamenti in assoluto più disastrosi è stato con uno che voleva fare il provino per il GF. Ovviamente la grande notizia me la diede solo a metà serata, altrimenti mai avrei accettato di uscire con qualcuno dalle così ambiziose aspirazioni.

Ma non fu questo il peggio, ve lo assicuro. Quest’uomo era una bitumiera!
Andammo in pizzeria, io scherzando dissi “Beh… una bella tonno e cipolla con acciughe…”, lui: “Non sarebbe male, ma io preferisco il Gorgonzola”. Sorrisi, alzai lo sguardo dal menù e vidi la sua faccia invece seria. Istintivamente guardai verso le uscite di sicurezza ma poi mi sono ricordata che avrei avuto bisogno della sua auto per tornare a casa.
Morale della favola il tipo (di cui ho scordato il nome) prese una pizza improponibile, qualcosa che i NAS dovrebbero proibire alle pizzerie di sfornare, roba da inquinamento olfattivo: pizza con cipolla, gorgonzola, scaglie di grana e non so cos’altro. 😯 Anche quelli nei tavoli vicini ci guardavano con disgusto.

Non pago di ciò che aveva buttato giù, ingollò anche la mia metà diavola (scontento comunque che non avessi realmente preso la tonno/cipolla/acciughe), visto che, nauseata dall’odore pestilenziale, l’avevo lasciata giacere nel piatto. Infine ordinò anche una crepes con la Nutella (ma senza cipolle).

Quando mi riaccompagnò a casa, fui ovviamente costretta a tenere il finestrino completamente abbassato: nonostante quello che aveva successivamente alla sua disastro-pizza trangugiato, la fragranza ai 10 formaggi e mille cipolle regnava sovrana in auto.
Ah! Ho dimenticato di dirvi che eravamo in pieno inverno, e tenere la testa fuori dal finestrino non era proprio il meglio per la salute. Arrivai a casa con le stalattiti di ghiaccio nel naso ed un pinguino attaccato ai capelli tanto era il freddo che preferii prendere piuttosto che inebriarmi di “eau de fromage avec onion”.
Mi sono fiondata fuori dall’auto salutando al volo: lui era ancora in macchina che si liberava dalla cintura di sicurezza, io invece con la chiave già infilata nella serratura.
Appena in camera mi arriva il suo sms “Avrei voluto tanto baciarti…” La sua fiatella immonda veniva fuori persino dallo schermo del cellulare. Avrei voluto tanto rispondergli “La prossima volta manda giù un secchio di merda, magari avrai più chances” ma i sensi mi abbandonarono prima. Blaaaaaa. 😦

earlmooch10

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11 thoughts on “Eau de Fromage

  1. Ciao maria,
    mi corre l’obbligo di intervenire per difendere la categoria del maschio che, purtroppo, ci mette del suo per screditarsi autonomamente.
    innanzitutto c’è da dire che sei statisticamente avvantaggiata..mi spiego meglio..carina,divertente e colta,caratteristiche che difficilmente sono riscontrabili nella stessa persona, hai l’indubbio vantaggio di ricevere molti inviti e quindi molti incontri seppur per un thè(che preferisco al caffè), di conseguenza di tipi simili è statisticamente molto probabile l’incontro.
    punto due:vorrei invitarti, coram populo, a postare, con la tua apprezzabile verve, interventi di tipi che invece ti hanno colpito positivamente, per un gesto, un’attenzione et similia..così che noi poveri maschi possiamo capire e elevarci 🙂
    punto tre: il tipo è effettivamente strambo..qualsiasi manuale recita come prima regola,oltre ad evitare assolutamente pedalini bianchi (orrore),di imbottirsi di menthos già dal giorno prima di un appuntamento con una tipa dai :)anche se lo apprezzo per la comicità involontaria (la risposta sul gorgonzola merita)
    ps ma le vignette dove le trovi?
    ciauzz

  2. Accetto l’invito di cui al punto due (sarà frutto della captatio benevolentiae di cui al punto uno?) tenterò di partorire un (po’ di) post sulle qualità che si apprezzano in un uomo! E’ una buona idea, arriva tanta gente qui in cerca di informazioni sulle cose più sconce e perverse, magari attirerò anche gente che invece vuol fare bella figura ai primi (e si spera non ultimi) appuntamenti.
    Quanto alle vignette di cui sono protagonisti Earl (il cane) e Mooch (il gatto) mi arrivano ogni mattina dal sito dei Mutts.com (il link è nella Blog roll della home page). Io adoro queste strisce, crate da P. Mc Donnell, presentano il mondo visto dalla insolita prospettiva, ingenua ed inconsapevole degli animali domestici, che ricorda molto l’approccio puro, senza malizia ed alle volte geniale che i bambini hanno alle prese con il mondo. Ne ho tantissime per cui non è raro averne una (o più) adatta al “tema del giorno”.
    A presto

  3. UAHAHAHAHAHAHAHAHAH!!!!! Se questo l’avessero preso al Gf, come minimo sarebbe stato l’idolo della Gialappa’s, sempre molto ‘sensibile’ a queste sfumature.
    Quando hai scritto del gorgonzola, ho ricordato con disgusto un mio ‘circa ex’ (non saprei altrimenti come catalogarlo, visto che ci siamo frequentati per un mese, ma nè io nè lui abbiamo ben capito cosa volevamo l’uno dall’altra), brillante e stimato avvocato (Socia, perdonami, ma so bene che come lui c’è solo lui, non voglio assolutamente infangare la vostra categoria), gradevole d’aspetto, ma che nascondeva un tirannosauro nell’armadio. Scheletro era troppo limitato.
    Inizialmente pareva tutto caruccio e gentile, e pure fisicamente non era proprio da buttare via, quindi ho accettato di uscire con lui una prima volta a pranzo e bene o male è stata un’esperienza nella norma, se non fosse che odio chi ingoia il cibo tipo manga giapponese e poi allunga la forchetta per ripulire l’altrui piatto, soprattutto senza esserne autorizzato.
    Alla seconda uscita, ci siamo trovati davanti al suo studio e mi ha portata in un locale poco distante, dove penso di aver mangiato la pizza più orrenda della mia vita e a tempo di record, in quanto il locale era stracolmo e dietro di noi c’era gente che attendeva di occupare il nostro tavolo. E la serata si è conclusa sulla sua scrivania, con lui che si fermava ogni qualvolta partiva un’azione del Genoa, visto che stava ascoltando la partita alla radio. L’ultima volta, mi chiama per dirmi che arriva ‘già mangiato’ dopo che mi aveva promesso che saremmo andati a cena da un suo amico, e mi girano le balle, perchè io ero digiuna. ‘Sto pezzo di merda giungeva da un week end trascorso a Verona da una delle sue tante tipe che poi ho scoperto ‘teneva’ tipo harem, fra l’altro questa avrebbe dovuto andare a convivere con lui nella casa nuova di Camogli, conscia che comunque lui sarebbe sempre stato un incorreggibile infedele, ma felice di lavargli le mutande e dire che ce l’aveva fatta ad accasarsi. Dunque ci troviamo e appena salgo in auto c’è un fortissimo odore di caseificio di malga, misto a piedi e culo. L’afrore proveniva dalla sporta piena di formaggi puzzolosi che lui custodiva sul sedile posteriore, e quando si è avvicinato per darmi un bacio, ho frapposto la mia borsetta: la tanfa proveniva pure dalla sua bocca, infatti si era fatto uno spuntino strada facendo e mi sembrava di viaggiare con un pezzo di toma marcia che guidava. Quella è stata l’ultima sera che ho voluto vederlo, anche perchè uno che ti chiede di portare i collant con 40° all’ombra e possibilmente di non lavare i piedi per due o tre giorni, non è normale. :mrgreen: L’unica cosa che mi scoccia, è che quella sera ho scordato a bordo del suo suv un paio di RayBan e quando gli ho telefonato per farmeli restituire, mi ha detto che li aveva regalati alla sua neo convivente per evitare discussioni. Certo che il mondo è bello, proprio perchè avariato, eh? 😉
    Un abbraccio, Socia!!!!

  4. @scrutatrice: lì per lì pensavo solo “ma quanto diavolo sono idiota per essere uscita con questo???” pensando che l’onta di quella disastro-serata mi avrebbe perseguitata a vita!!!!

    @sòcia: con te non c’è partita! hai vinto il premio appuntamento andato (a) male da mo fino alle prossime generazioni!!! sarà dura spodestarti dal podio che ora è tutto tuo!!!!!
    fetente, fetido, feticista e fedifrago…. di più non si può davvero trovare!!! :/

  5. Ciao! mi sono appena “abbonata” al tuo blog nel quale sono capitata dopo una serie di click random partiti dalla ricerca di una ricetta per biscotti. Serendipity culinaria 😀
    Sottoscrivo gli ahahahhahah 😀

E tu? Che ne pensi?

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