At Home · Caro Diario · Casi Umani

Le buone cose di pessimo gusto

Non sto a spiegarvi per quale motivo sono venuta in possesso (gratuitamente) di un certo numero di riviste di decoupage.

In passato (azz… sono passati dieci anni esatti!) mi sono dedicata a punto croce e uncinetto, ho creato una decina di cose in tutto, in larga parte regalate, e poi ho messo via le matassine con il pensiero di creare qualcos’altro quando dentro al pancione avrei avuto Cesare.

Tempo fa, quando in TV passarono le prime pubblicità del “Creare con il Decoupage” mi venne l’idea di usare foto di quadri impressionisti che avevo e carta da imballaggio per rivestire dei raccoglitori da archivio, per risparmiare quelle 50 euro che mi sarebbero costate se avessi dovuto acquistarli già fatti. Risultato più che soddisfacente per l’occhio e per il portafoglio. Fine della mia esperienza con carta e colla vinilica in età adulta.

Avendo ora tra le mani queste carte per decoupage (alcune davvero molto belle), un paio di oggetti che si presterebbero al restyling e qualche spugnetta, mi chiedo se utilizzarle o no, mi chiedo se valga la pena di spendere non so quante decine di euro per colori, pennelli e un manuale economico ma completo delle info necessarie per i neofiti. Mi chiedo se sia una cosa “buona e giusta” ovvero un male da cui tenersi alla larga.

I motivi delle mie riserve son presto detti: sfogliando queste riviste la sensazione è che il decoupage sia una epidemia, anzi una psicosi di massa, un tunnel in cui una volta entrati si fatica ad uscire. Si parte con il decorare solo qualche oggettino: un quadretto, il portagioie, il vassoio… Poi, quando si è diventate brave si passa al tavolinetto, la cassapanca, la libreria… sino ad arrivare all’esplosione di carte e colori e creare un trompe-l’oeil da sole, in casa propria. (!!!)
A quel punto si è in piena metastasi, tutto ciò che è di legno può essere rivestito: i bordi della scacchiera, i pezzi della scacchiera, la scacchiera stessa, perché no?  La base del paralume, le sedie del tavolo, le maniglie delle porte… E anche il vetro! Via! vai con i bordi dello specchio, le antine della cristalliera, il vaso di cristallo, i bicchieri, le lampadine, il porta cipria, … AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHH!

Sto esagerando? Beh… ho solo elencato alcuni dei lavori proposti in queste riviste (altri li ho inventati! Indovinate quali!) nonché i lavori che le lettrici delle stesse hanno fotografato e inviato alla redazione.

Oggetti inutilissimi: sfere di finto marmo su un piedistallo di finto legno appoggiate su una lastra di finto granito decorato con finto corallo… PERCHEEEEE’????? Puro esercizio di stile che richiede settimane di lavoro la cui utilità è semplicemente quella di dare qualcosa di più da spolverare alla donna delle pulizie.
Un vassoio di finti pasticcini ma decorati con zucchero vero… qual è lo scopo? attirare le formiche in casa?
Istruzioni per come decorare una libreria e creare il ciarpame per riempirla sino all’ultimo angolo, inclusi libri finti. PER FARNE  COOOOSA???

Quando credevo di aver visto l’inimmaginabile ecco qua la rivista dal titolo Tegole. TEEGOLEE???? Potevo tollerare l’inutilità del decorare oggetti già in casa, il dispendio di risorse economiche per acquistare cornici, scatoline, piattini da decorare, ma l’idea di comprare delle tegole (tegole, tegole, quelle per i tetti) per disegnarci su (recte: per appiccicarci su disegni già fatti), proprio è fuori da ogni ragionevole aspettativa. Ho conservato i disegni (belli… ancora non so che farci) ma gettato via la rivista: ogni secondo speso a guardarla mi faceva sentire la persona più sfaccendata e depressa sulla faccia della terra. Pfui! Se avessi soldi da buttare li spenderei mooolto meglio! Tzé! Tegole? Ma_va_cagar!
Prendo il giornale successivo “Finti affreschi”. No dico? Stiamo scherzando??? FINTI AFFRESCHI, FINTI ARAZZI… ma siamo PAZZIIIII!!???? Non ho nemmeno tolto il cellophan, via! via nel cestino! Puah!

Ed io che pensavo che il peggio che si fosse prodotto per le donne fossero le rubriche “Dillo ad Anna”, le riviste di Psicologia da bar e le immancabili diete del peperoncino, dell’acciuga e del gungagangagun.

Per carità… preso a piccole dosi il decoupage è anche bello a vedersi… ma le foto proposte tutto ispirano meno che sobrietà e senso della misura. Se si dovessero eseguire anche solo la metà dei lavori proposti le nostre case si ridurrebbero ad una cozzaglia di inutili oggetti di dubbio gusto*. Altro che i divani coperti ancora dalla plastica di alcune nonne…

Loreto impagliato ed il busto di Alfieri, di Napoleone
i fiori in cornice (le buone cose di pessimo gusto),
il caminetto un po’ tetro, le scatole senza confetti,
i frutti di marmo protetti dalle campane di vetro,
un qualche raro balocco, gli scrigni fatti di valve,
gli oggetti col monito Salve, Ricordo, le noci di cocco

Guido Gozzano – L’amica di Nonna Speranza.

 

 *Pensandoci bene… anche se dovessi realizzare tutte le ricette contenute nelle mie riviste e libri di cucina dovrei come minimo pesare 300 chili… ma almeno se mangnano!!! Non prendono polvere! 😀

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9 thoughts on “Le buone cose di pessimo gusto

  1. Ahahahah! Io penso che la malattia del decoupage contagi un po’ tutte le donne, poi c’è chi guarisce, chi si limita a qualche oggettino sporadico una tantum (io ho decorato alcune scatole, perché mi servivano) e chi invece “impesta” la casa di oggetti.
    Quella delle sfere e delle tegole mi ha fatto morire: anche io mi chiedo PERCHE’? Perché fare sfere di legno colorate da mettere lì per decorare. Decorare?!?!?
    Ho un’amica che ha una casa talmente piena di oggetti decoupati (e di ninnoli, quadretti, cianfrusagli varie) che mi viene male ad entrarci.
    La mia vicina di casa, pure, ha avuto la malattia del decoupage: avendo riempito casa sua di quadretti, oggettini, oggettoni, specchi e così via, è passata alla creazione di oggetti biedermeier (altra peste) da appendere nell’androne del condominio.
    Aiuto!

  2. Alla fine ho optato per l’acquisto di un libro (Tutto decoupage, della Giunti): ci sono le istruzioni per tutto, dalla stoffa, alla latta!
    Vedremo disse il cieco!!!
    😀

  3. Concordo con il giudizio sulle tegole in particolare e sul decoupage in generale! Con i ragazzi a scuola in un laboratorio abbiamo realizzato palline di Natale, molto belle, per carità, ma quando ne hai fatte 5-6 basta, no? Mi chiedevo se fossi l’unica che giudicava un tantino assurdo ritagliare e incollare disegni già fatti…
    Invece non posso nemmeno concepire di guarire dalla puntocrocite, mezzo mondo (letteralmente, miei lavori sono finiti in Giappone) ha lavori miei in casa, avendo esaurito le pareti.
    😀
    A mia discolpa posso dire che realizzo solo cose un po’ particolari e per quanto lo consenta la tecnica, difficili? Con tanti colori e crocette piccole.
    Chiara

  4. Un giorno posterò le foto dei cuscini che ho creato… mi manca un po’ il punto croce, ma dopo una giornata di studio gli occhi non mi reggono più la fatica della concentrazione su ago, filo e schemi! 😦 Preferisco impastare una torta, mi rilassa di più! 😀

  5. Uahuahuahuah, volevo chiudere per andare a magnèr, ma mi sono fatta trascinare dalla curiosità di leggere questo post che mi hai linkato e ora che mi riprendo dalle rotflate posso scrivere intanto che ci vedo ancora fra le lacrime agli occhi per il divertimento e il ‘non ci vedo più dalla fame’ che fa tanto Fiesta (spùt, piuttosto muoio di stenti, ma non la mangerò mai!).
    Dicevo che mi sono massacrata dal ridere, perchè davvero penso che chi si fa travolgere dallo tsunami del decoupage sarebbe capace di rivestire di carta di riso anche la cuccia del cane di casa (se non il cane addiruttura e cospargerebbe di abbbbbondante ccccoooollla vinilica (Muciaccia docet)lo ‘zizetti’ del proprio compagno giusto per ridargli un aspetto fresco e vivace.
    L’oggettistica inutile mi fa inorridire quasi quanto i ‘ciàpapulver’ che vengono regalati a Natale dai parenti che non sanno che pesci pigliare, ma non vogliono rinunciare al dovere (non piacere, ovvio) di dire:” Anche per quest’anno mi sono levato il peso, piglia e porta a casa.”
    Nella mia ferramenta ‘del cuore’ c’è l’angolo del decoupage e si impartiscono pure lezioni oltre ai corsi dimostrativi gratuiti per mietere proselite.
    Ovvio che il mio ronzare è distante dalla suddetta zona: non mi avrà mai!
    Decisamente meglio una bella, appagante torta, un primo, un antipasto, insomma un qualcosa che è piacere per tutti i sensi.
    Decisamente… 😉

  6. e dopo questo

    cospargerebbe di abbbbbondante ccccoooollla vinilica (Muciaccia docet)lo ‘zizetti’ del proprio compagno giusto per ridargli un aspetto fresco e vivace

    ufficialmente posso dirlo: Ti amo!!!
    ahahaahahha

  7. E dopo
    “come decorare una lampadina con il decoupage”
    Oggi si è fatto avanti uno su google cercando
    “come decorare una porta con il decoupage”

    Spero di non ritrovarmi mai di fronte una porta decupata…

E tu? Che ne pensi?

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