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Alta fedeltà

alta%20fedelta[1] Ho passato gli ultimi dieci giorni in compagnia di una persona che nella vita reale forse avrei potuto avere come amico, ma che mi sarei guardata bene dall’incontrare più di una volta ogni quattro mesi. Rob è quel genere di persona che quando ti sta affianco ti fa lo stesso effetto di una grossa vecchia coperta di lana cotta: pesante e fastidiosa. Si, in alcuni momenti ti strappa un sorriso, ma lui è sempre imbronciato, ispido, in una parola cacacazzo.

Nella vita reale Rob è l’amico che ti guasta la serata, che ti riporta alla mente cose negative quando invece tu vorresti staccare la spina, è l’amico che parla e straparla di roba che interessa solo a lui, che è impossibile non interessi anche ad altri e che sembra essere l’argomento più importante e profondo del mondo. Il problema è che lui stesso è consapevole che le cose non stanno così.

Rob è la persona che si tiene attentamente e scrupolosamente lontana da qualsiasi scelta, vive abilmente equidistante da ogni maniglia di una qualsiasi porta che lo conduca a prendere una decisione. Se lo incontrassi nella vita reale avresti un solo desiderio: prenderlo a schiaffi, scrollarlo per bene e urlargli in faccia “CRESCI, PORCA PUTTANA!”.

E’ stato il mio primo libro di Nick Hornby, ne ho sentito sempre un gran ben parlare. Non so se lo stile di Hornby sia questo in ogni suo libro, se abbia trasposto se stesso in queste pagine o una certa generazione di imbecilli. Posso dire che la sua abilità è sicuramente stata quella di darci l’impressione di sentire a viva voce il racconto di qualcuno in tempo reale; leggere Alta Fedeltà è come stare ad ascoltare al bar per una notte intera quello che un amico depresso ha da dirci, non mancando di girarci verso il barista, quando l’amico non guarda, a fargli un eloquente gesto di palle piene. Se tutti i suoi libri sono così uno mi basta e avanza. Se invece Alta Fedeltà voleva farci conoscere il prototipo de l’uomo medio…cre, con tutto il senso di repellenza che ne deriva, allora Hornby è un grande scrittore!

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6 thoughts on “Alta fedeltà

  1. Ciao Cle!
    un po mi attira questo libro vista la tua recensione…..ma mi trattiene una cosa….io lavoro con molti “uomini” e molti mi sembrano così, 35-40enni mai cresciuti e questa cosa mi trattiene un pò (nel senso che mi si contorcono le viscere già tutto il giorno poi se x rilassarmi leggo di un tizio simile faccio volare il libro dalla finestra!!!!)

  2. Se posso aggiungere un parere maschile: Rob è odioso!
    Anche da un punto di vista prettamente maschile (o maschilista?!?) il protagonista del libro è decisamente stressante, supponente, saccente,.., antipatico.
    Nel film, tratta da.., la faccia di Rob è quella di John Cusac che in quanto ad antipatia (cinematograficamente parlando) non scherza e riesce a rappresentare molto bene il personaggio letterario.
    Tutto sommato però i momenti divertenti compensano la cretinaggine del protagonista: buon libro e buon autore.

  3. Concordo pienamente: ho visto su you tube alcuni spezzoni del film ed ho già deciso che non riuscirò a vederlo (nonostante Jack Black nei panni di Barry se non ho male inteso!!). Come dici tu Cusac moltiplicherebbe all’ennesima potenza il senso di repellenza di Rob!
    Grazie del commento
    a presto.

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