Caro Diario · Nostalgia

Non chiamatemi secchiona (e nemmeno pupa)!

La prova scritta dell’esame di avvocato è andata bene grazie a Zeus, ora mi aspetta un’estate di studio e ripetizione per poter passare con dignità e sicurezza anche l’orale previsto in autunno.

Per la prima volta nella mia vita mi ritrovo a studiare per un esame dai manuali della Simone. Per chi non lo sapesse (e se non lo sa vuol dire che non ha mai dato un esame di diritto) le Edizioni Simone curano per l’area giuridica tutta una serie di manuali, codici, compendi, testi esplicati e chi più ne ha più ne metta rivolti a studenti di giurisprudenza e anche a (futuri) professionisti, o semplicemente gente che si affaccia ai concorsi pubblici. I prezzi sono accessibilissimi per tutte le tasche e la qualità sicuramente discreta.

Pur conoscendo l’esistenza delle edizioni Simone negli anni che ho passato all’università non li ho mai adoperati. Sarà che ho sempre organizzato il mio studio “per tempo” riuscendo quindi a preparare un esame di 1200 pagine senza troppi scrupoli su come fare per alleggerirmi il lavoro, sarà che comunque ho condotto questi studi con interesse e passione e non solo per prendere un pezzo di carta; sarà che non mi fidavo, … Insomma, non li ho mai usati.

Ne ho comprato qualcuno proprio in questi giorni: dovendo preparare 6 materie in poco più di due mesi, tanto meglio avere uno sgravio di pagine, visto che si tratta di nozioni e informazioni che devono solo essere rispolverate.

Si ma… che delusione. Linguaggio chiaro, lineare, scarno… Concetti spiegati come se dall’altro lato ci fosse un quattordicenne distratto e non un quasi professionista. Niente che stimoli il ragionamento, nessuna notizia in più a fare da cornice, niente che possa dare lo stimolo per un approfondimento. Certo… pensando a chi è digiuno di diritto e deve studiare per un concorso, i Simone sono la manna dal cielo, ma io mi sento davvero pusillanime e poco appagata a leggere queste pagine. Dove sono quelle belle pagine di diritto costituzionale che ti facevano portare un dito alla bocca e gli occhi in alto a sinistra in posa di riflessione? Dove sono? Non qui! Nulla togliere al prodotto in sé, ripeto…. ma per me è come mangiare una minestra senza sale, senza aromi, senza olio e scotta!

Più leggo e più mi chiedo: Davvero la gente supera gli esami studiando sta roba? Non è una questione di voto, ma davvero uno studente universitario si accontenta di tanto? Perché vogliamo laurearci conoscendo quasi meno del minimo indispensabile della nostra materia? C’è tanto altro da fare in giro, tanti mestieri con cui poter guadagnare più di un avvocato mal preparato…

A dispetto di quello che dicono o pensano in molti non è nostro diritto laurearci, è nostro diritto accedere ad ogni livello di istruzione, ma non conseguire un titolo ad ogni costo. Queste battaglie che ho visto fare per anni alle associazioni studentesche per diminuire il numero delle pagine… a che pro? Perché? Che senso hanno e a chi giovano?

Io vi chiedo soltanto una cosa: Vi fareste mai curare da un medico che ha studiato da un compendio (=riassunto)?  Che dell’anatomia conosce solo le ossa più grandi ma ignora nome e funzione di quelle più piccole? Non è un giusto paragone? Io credo proprio di si! Il medico ha nelle sue mani la nostra salute e talvolta la nostra vita mentre l’avvocato o il magistrato ha nelle sue mani la nostra libertà, il nostro portafoglio/conto in banca, i nostri diritti… Mica poco.

E’ vero la selezione la fa il mercato, ma prima che uno studente di giurisprudenza arrivi sul mercato del lavoro tempo ce ne vuole e lo studentello o la studentella di giurisprudenza a queste cose non pens (non sempre). I corridoi delle facoltà giuridiche sembrano passerelle, vetrine, bar… di tutto meno che luoghi in cui stanno formandosi i professionisti/dirigenti di domani. Se in Italia si andasse avanti per merito la cosa mi toccherebbe ben poco, anzi, tanto meglio per chi studia e studia seriamente… il problema è che capre e oche stanno dietro scrivanie che non sarebbero nemmeno degni di spolverare. Questo è quanto.

Ma sono uscita fuori tema (poi mi lamento dei voti bassi) quello che volevo dire è… domani vado a casa a prendere i miei e bei vecchi e grossi manuali… risfogliarli almeno mi darà maggiore appagamento (e/o forse la ragione dimenticata per usare solo Simone anche io!)

Cat-CatReadingBook03[1]

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6 thoughts on “Non chiamatemi secchiona (e nemmeno pupa)!

  1. Mia madre consiglia il nuovissimo manuale di Procedura Civile della Ipsoa-Lefévre: “Memento Pratico 2010” (uscita in questi giorni). Dice che ha un taglio, appunto, molto pratico e serve tantissimo per la professione (se lo sta comprando anche lei, visto che con la 2008 si è trovata benissimo).

    Ah, poi lei ti consiglia assolutamente di vedere gli scritti sia per controllare che la correzione sia stata fatta con tutti i crismi, sia per vedere i tuoi errori perché poi nell’esame orale le domande partono proprio da quanto è stato fatto nello scritto. Immagino tu sappia già queste cose, comunque. 😛

  2. Grazie delle dritte, sopratutto per procedura civile, un testo dal taglio pratico serve assolutamente!! ^_^
    Si anche l’avvocato mi sta dicendo di fare le copie dei compiti (anche se l’impiegato sbuffa e ci scoraggia), sia per l’eventuale domanda all’orale, sia per venire a capo di quel brutto voto!!
    Thanks!

  3. Ciao Cle! Allora siamo sulla stessa barca! Mi raccomando, nn mancare di farti sentire. Scrivimi così ci possiamo scambiare dritte e … un po’ di sostegno nelle giornate più buie.

  4. Ciao Andrea!
    congratulazioni per lo scritto e a presto, dunque! 😀
    oggi per es. è una giornata buia: mal di testa a manetta – pagine studiate 0 .. 😦

E tu? Che ne pensi?

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