Libri

Il profumo

profumo[1]Da persona molto sensibile agli odori, e per la quale molti ricordi d’infanzia, sono  legati a dei profumi scolpiti nella memoria nella speranza, un giorno, di poterli riannusare, Il profumo di Patrick Suskind è una specie di tappa obbligata.

Sono stata poco “tempestiva” nello scrivere il post di commento perché più che le impressioni sul libro affiorava la voglia di raccontare esperienze personali legate agli odori: dall’episodio comico di un paio di settimane fa che mi ha vista ferma con il naso all’insù ad annusare i pampani di un albero di fico (per me simbolo di tutte le estati passati da piccola in campagna) in piena strada, con la gente che mi guardava attonita; alla volta che ho scoperto che l’odore del cuoio (che adoro) mi stringe cuore e stomaco perché per me è l’odore della paura e della minaccia (sono cresciuta con la costante minaccia, mai avverata, di essere picchiata con la “curescia” del nonno); passando per la volta in cui ho salutato calorosamente una persona ma incontrata prima d’allora credendola sua sorella.
Dopo aver letto questo libro credo che a guidarmi in quel saluto fosse stato davvero “Il profumo”, anzi l’odore: queste due sorelle non si somigliano affatto! Me ne sono accorta guardando le loro foto su Facebook. E nel libro accade qualcosa di simile: Grenouille uccide una ragazza bellissima (che lui non ha mai visto in volto) solo per rubarle l’odore, e il padre di lei arriva a voler bene a Grenouille (storpio e brutto) come ad un figlio perché vede, cioè “sente”, che le somiglia come una goccia d’acqua, non sapendo, invece, che si somigliano come due gocce dello stesso profumo. Riecheggia la frase “l’essenziale è invisibile agli occhi” del Piccolo Principe… e già! invisibile agli occhi ma percettibilissimo con il naso, risponderebbe Grenouille.

Il profumo/l’odore accompagna ogni essere vivente, aleggia nel libro l’idea che il profumo costituisca l’anima degli uomini (infatti Grenuoille non avendone uno proprio è capace di vivere in situazioni abominevoli e di compiere gesti spietati, demoniaci) e che la capacità di percepire gli odori sia direttamente proporzionale alla capacità di comprendere il mondo che ci circonda e di capire cosa le persone ci comunicano  e cosa ci nascondono (cosa che per Madame Gaillarde, che ha perso l’olfatto, è impossibile).

Grenouille non ha un profumo proprio. Ha le capacità per fabbricarsene uno (centomila) su misura a seconda dell’immagine di sé che vuole comunicare al mondo; potrebbe mascherarsi da dio con la giusta combinazione di odori… ma per quanto gli altri si lascino ingannare dal proprio naso, per lui il profumo resta solo una maschera, un inutile artificio che non vale a procurargli ciò di cui è totalmente privo: l’anima.

E’ un libro che consiglio: sicuramente non vi lascerà indifferenti.

2 thoughts on “Il profumo

  1. Le mie note a margine su Anobii
    http://www.anobii.com/note_create?itemId=01e7c6adeecd801304
    questo invece il commento che ho lasciato sul blog/gruppo di lettura Dreamer’s Corner
    1) mi è piaciuto!
    non da “5 stelle” m sicuramente da 4! ho trovato un po’ iperbolica l’orgia ma per il resto, finale compreso, mi è piaciuto!
    Io poi l’ho vissuto in maniera “piena”: io sono molto condizionata dagli odori, mi evocano ricordi, mi affascinano, mi turbano, non sopporto profumi sulla mia pelle, da buona cuoca do largo spazio agli aromi… quindi ho trovato che la descrizione degli odori (che permea tutta la prima parte) sia magistrale!
    come magistrale è anche la tecnica narrativa: narratore onniscente intervallato a coralità: partecipiamo ora allo stato d’animo di grenouille (anche quando fa le cose più abominevoli) ora allo stato d’animo della folla, alla paura ed al disgusto/diffidenza che provano verso Jean Baptiste.

    2) la chiave di lettura
    secondo me la chiave di lettura è nelle primissime pagine, quando viene descritta Madame Gaillarde: il profumo, gli odori sono una forma di comunicazione, anzi, la froma di comunicazione per eccellenza, una comunicazione primordiale tanto radicata in noi che la diamo per scontata ma che in verità ci condiziona in maniera forte ed invisibile. Non percepire gli odori equivale a non provare sentimenti, a non capire i segnali del mondo esterno.
    Grenouille ha una comprensione altissima, su questo piano, ma non ha odore: non comunica è come se non avesse anima. Si può costruire un odore artificiale, ma non è adatta allo scopo di dargli un’anima e di fronte a questa presa di coscienza l’abisso e l’epilogo per me azzeccatissimo e superbo… trovate che sia macabro? forse dimentichiamo che i cattolici tutte le domeniche non fanno esattamente lo stesso “gesto d’amore”! In fondo quell’odore lo “mascherava” da dio.

    3) il pessimismo
    il libro è permeato di pessimismo… lo notiamo dalle prime pagine, quando l’autore descrive i sogni della gente che si imbatte in Grenouille e subito ci svela come non saranno mai raggiunti. Mi ha aperto una voragine nello stomco pensare che Grenouille si sentisse felice nella caverna-tomba, situazione che per ogni altro essere vivente comporterebbe lo sgomento più nero. Anche per questo, forse, l’epilogo è catartico. fondamentalmente Grenouille è un “diverso”, qualcosa di disumano, qualcosa che ci disturba che non comprendiamo appieno. Lui vuole scomparire, non ha senso per lui vivere, e noi lo assecondiamo nel suo desiderio e al contempo ci liberiamo di un demone, per quanto artista, per quanto genio, fondamentalmente meritava la condanna a morte

    Vedi tutte i commenti qui:
    http://www.dreamerscorner.net/bookclub/?p=5&cpage=1#comment-269

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