Caro Diario · Mea Culpa

Forgiveness for the things I do

Dopo svariati mesi che non accadeva ieri mattina ho preso il pullman per Taranto. Un’oretta e mezza di tragitto per un servizio che richiedeva dieci minuti, una levataccia e le mie solite nausee notturne alle spalle. Insomma le condizioni perfette per sperare in un tragitto il più tranquillo possibile, non troppo affollato né chiassoso e soprattutto con aria respirabile.

Già l’autista non era il mio preferito: questo ha una figlia che imita Anna Tatangelo, e ogni volta spara a tutto volume le cassettine con le canzoni della sua figliola… Va beh! Il mio lettore Mp3 mi avrebbe preservata dallo strazio.
Entrata nel pullman lo vedo zeppo di ragazze brasiliane che solitamente scendono lontano dai centri abitati e soprattutto fanno un gran baccano parlando tra di loro o al telefono. Sembra che in brasile esistano solo due volumi per la voce: Alto e Altissimo, e da questo il lettore non avrebbe potuto salvarmi.

Il pullman era quasi tutto pieno, gli unici posti vuoi erano accanto a loro: ho fatto una cosa di cui non vado fiera, ho fatto la razzista, ho ignorato i posti liberi e sono andata avanti, e ancora avanti, e ancora avanti…

Non basta: avevo puntato un posto ma ho optato per un altro per non sedermi vicino ad un ragazzo marocchino. Che schifo di persona che sono, vero? Il pensiero che mi è balenato in testa per giustificare questa decisione è stato “Di solito hanno un cattivo odore, e dopo stanotte è l’ultima cosa di cui ho bisogno”.
Già! Peccato che mentre ho preso posto con un piccolo e breve flashback sono tornata a un’oretta prima a quando mi ero dimenticata di mettere il deodorante dopo la doccia! Basito
Eh si… che brutta persona che sono, quante travi nel mio occhio.

Mi sono sentita essere quasi peggio del tizio che mi stava affianco che si alzava a vedere dove e perché si fermava l’autobus per far scendere ste povere ragazze che comunque andavano pure loro a lavorare come gli altri su quel pullman, non risparmiandosi risolini e gesti plateali. Avevo voglia di spaccargli il naso a testate. Forse gliene avrei cantate quattro, se solo non mi fossi sentita io stessa in tremendo difetto verso di loro che guardacaso quella mattina erano state tutte silenziosissime.

Che brutta persona.

14 thoughts on “Forgiveness for the things I do

  1. Evitare di sedersi in pullman accanto ad una persona chiassosa e/o maleodorante non è razzismo.
    Imporre/imporsi di farlo, paradossalmente, potrebbe esserlo!!!!

  2. Il fatto che tu a posteriori ti faccia questo tipo di scrupoli dimostra di per sé che sei una bella persona, con una testa che ragiona.

    La mia domanda è questa: se il super chiassoso fosse stato italiano, se il maleodorante fosse stato italiano, tu ti ci saresti seduta accanto? Non è questione di razzismo, gli schiamazzi e il cattivo odore danno fastidio a prescindere.

    Il giudizio è sul disagio che un fenomeno provoca, non sulla persona. Io sono la prima a cercare posto lontano dalla truzzettina che ascolta il cell a tutto volume sull’autobus, o dalle gang di ragazze africane che sul treno fan combriccola e ciacolano a tutto volume, perché magari voglio leggere o stare in solitudine. Ma questo non include un giudizio di valore su di loro come PERSONE, cosa che a quanto mi pare di capire nemmeno tu fai.

    Quoto assolutamente Francesco. Anche perché se davvero tu fossi stata, diciamo, maleodorante😀, avresti preteso che ti si sedesse vicino qualcuno perché sei “italiana”? Non credo, giusto?😉

  3. E’ vero, solitamente queste persone emanano un cattivo odore, ma non è che gli italiano siano da meno certe volte… Io non prendo mai nè pullman nè autobus, però l’altro giorno dovevo vedermi in facoltà con un’amica che veniva in autobus e siccome pioveva era in ritardo. A un certo punto, dato che non aveva niente da fare, messaggiava con me e mi manda un sms scritto in inglese in cui mi diceva che era circondata da un sacco di gente che faceva cattivo odore con domanda finale “ma perchè certe persone non si lavano?”. E me l’aveva scritto in inglese perchè questi erano così ficcanaso che le guardavano il cellulare, e lei pensava che se magari l’avesse scritto in inglese non l’avrebbero capito. Tanto studiamo lingue, che vuoi che sia?😆
    Può capitare di dimenticarsi il deodorante una volta, tranquilla! C’è chi proprio non si lava mai! Magari sono convinti di emanare chanel n°5 da tutti i pori!

  4. Sta tranquilla Cle.. non andrai all’Inferno per questo! (Con tutto il rispetto per il tuo ateismo.. ma, almeno dalle mie parti, questo è un modo di dire molto diffuso..perciò perdonami!)

    Ti racconterò un episodio che è capitato a mio padre.
    Lui viaggia con il treno per andare al lavoro e lascia la macchina alla stazione.
    Un giorno gli si fora una ruota e NESSUNO si ferma ad aiutarlo, tranne un ragazzo tunisino che per lui si fa in quattro. Giorni dopo gli racconterà che non va a casa dal 1998 (12 anni!) e che lavora onestamente in campagna e ogni giorno prende il treno.

    Con questo voglio dire che non tutti gli stranieri sono uguali…

    E anche vero però che io personalmente ho paura di più se sono vicino a uno straniero in una strada buia ritornando a casa..che non se sto vicino a un’italiano.. non riesco a capire il perchè.. è più forte di me.. anche se cerco di migliorare🙂

  5. No, a mio parere non è razzismo. Siccome avrei fatto esattamente la stessa cosa (anzi penso che ci sarebbe scappata pure la craniata), più elegantemente la definirei intolleranza e il termine ben si coniuga con le due evidenze da te descritte: odio chi urla quando fa conversazione e non se ne rende minimamente conto (ho notato che lo fanno anche tanti nostri connazionali, ma anche marocchini, nigeriani, rumeni….), e lì mi viene da pensare che tutti da piccoli si sono fatti una bella otite, ma io no (!), e ancor di più chi mi costringe a fare le ‘inalazioni’ dei propri afrori che al mattino presto poi sono ancora più disgustosi.
    Fra l’alitata di fogna dell’inquilino italico del piano di sotto, l’ascella pezzata dell’albanese che ha litigato con il sapone, o l’odorello di selvaggina tipico delle pelle di alcuni stranieri, beh non ne sceglierei nemmeno uno, nessuno si salva.
    E se ti può consolare (perlomeno così io la penso), è meglio essere freschi di doccia ed essersi scordati di mettere il deodorante, piuttosto che trovarsi a tu per tu con chi effettua il meccanismo inverso impastando i peli ascellari ormai irranciditi dall’assenza di acqua e detergenti, con stick dalla presunta efficacia di 24 h nella neutralizzazione degli odori, che sortiscono solo l’effetto di esasperare la sensibilità olfattiva di chi gli sta accanto.
    Io ti assolvo!😉

  6. Si forse avete ragione, più che razzismo (che proprio non mi descrive) è una questione di “buona creanza”.

    @ Laura:
    a me sinceramente per strada fanno più paura i gruppi di ragazzini bulletti che gli stranieri a dire il vero, che invece vedo per lo più essere gente tranquilla che cerca di lavorare.
    E secondo me le “paure immotivate” sono anche dovute al gran clamore che si fa attorno alla questione imigrati nei mezzi di comunicazione da parte di alcune forze politiche.

    Va beh, è andata! Ma son contenta che non abbiate scagliato pietre contro di me.

  7. Capisco la tua paura per i ragazzini bulletti Cle. Ma dato che vivo in un paese piccolo e dove tutti sanno tutto di tutti, dubito fortemente che qualcuno dei miei conoscenti (perchè ci conosciamo tutti…) cerchi di aggredirmi. (anche perchè credo che ci siano “migliori prede” di me.. ;)) Quindi da questo punto di vista posso stare tranquilla. Mentre per gli stranieri non so.. lo sguardo..sembra che mi squadrino.. non lo so.. mi dispiace essere prevenuta.. ma non riesco a fare altrimenti..😦

  8. Clelia cara,

    devi sapere che per chi viaggia con gli autobus delle care FSE, tutto è perdonato.

    Mi aprirei un blog solo per elencare e descrivere degli spiacevoli incontri che puoi fare:

    – il puzzone di turno (c’è qualcuno sull’autobus di rientro a taranto delle 18 del Lunedì – non si sa mai si trovi qui a leggere – che fa puzzette a raffica, che schifo)
    – il ciuingamdipendente che ti mastica nell’orecchio per tutto il tragitto
    – il pigro, meglio noto come “mi scoccia prendere il fazzoletto dalla borsa, quindi tiro su col naso finchè non mi cola”
    – lo sfigato: quello che prende l’autobus in via Amendola e che puntualmente (sempre alle 18 del Lunedì) non trova posto e arriva fino a Mottola (!!!) in piedi
    – i tunz-tunz-tunz: ovviamente si spiegano da soli

    Io faccio parte di quelli-che-non-sanno-rimettersi-la-giacca-se-non-sgomitando-il-vicino😛

    Comunque scherzi a parte, non sentirti in colpa… già il viaggio è quel che è, almeno scegliamoci con chi condividerlo (se possiamo)…

    Le signorine brasiliane di cui tu parli io non le becco mai perchè faccio la strada inversa (le vedo mentre sono sul loro posto di lavoro). Una collega di Bari mi ha raccontato di come vengono trattate dai conducenti stessi a volte. Che schifo! E poverette, che vita fanno!

  9. Argh! le peggiori categorie hai elencato
    ma la peggiorissima di tutte è senza dibbio quella che sgomita infilandosi il cappotto!!! ahahaha

    Io invece ho studiato un metodo infallibile, non tocco mai nessumo durante la manovra!! ahahah

E tu? Che ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...