Caro Diario · Mea Culpa · Musica

Il Pianoforte: il mio unico rimpianto.

Posso dire che tra tutti gli errori, le cose e le persone lasciate andare, le parole dette d’impeto e quelle soffocate in gola, di un’unica sola oggi ho un forte rimpianto: non aver continuato le mie lezioni di pianoforte.

Ho fatto sei mesi di solfeggio, il maestro mi riteneva pronta all’acquisto del piano ed io, approfittando della pausa estiva, mi son tirata indietro. Avevo 8 anni e non so perché all’epoca quella per l’acquisto del pianoforte mi sembrava una spesa grossa, eccessiva, inutile… non vedevo davvero la musica come il mio futuro ma come un vezzo (la mia testa diciamo è stata senza fronzoli sin dalla nascita!). Effettivamente anche se avessi continuato non credo che avesse potuto portare la mia vita verso altri lidi, però rimpiango il fatto che la mia conoscenza musicale si “limiti” a riconoscere le note, la loro durata e la loro posizione sul pianoforte. Avrei voluto almeno imparare a tenerne due mani su quei tasti per poi continuare da sola. A che pro? C’è una sola categoria di persone che invidio (in senso buono) e che vedo essere ciò che io non sarò mai: i musicisti, i compositori di musica ed anche chi sa davvero suonare uno strumento. Li ammiro e li invidio perché riescono a tradurre in suoni i loro sentimenti. Non è qualcosa che puoi delegare ad altri. Se hai un disegno in testa e non sei capace di tradurlo in tratti accattivanti, puoi descrivere la tua idea ad uno più bravo di te e lui magari concretizzerà la tua visione. Ma la musica…

Confesso che mi sento esplodere quando ascolto alcuni brani (tra cui quello allegato che spero stiate ascoltando mentre leggete), sembra come se la musica mi esca fuori dalle orecchie e da ogni singolo poro per quanto mi emozioni e mi piace ascoltare ogni tipo di musica, la amo e la sento parte della mia vita. Ma… caratterialmente la fruizione solo passiva delle cose e della conoscenza non mi rendono completamente soddisfatta. Ed eccolo qui il mio grosso rimpianto, non essere capace di tradurre i miei stati d’animo in altro modo se non con le parole.
Ma non è mai troppo tardi…

Advertisements

32 thoughts on “Il Pianoforte: il mio unico rimpianto.

  1. Non è mai troppo tardi no! So di persone che hanno preso in mano uno strumento per la prima volta a 50 anni. E’ come la danza, o qualsivoglia altra passioni di cui c’è chi ne ha fatto (anche) un lavoro. E’ chiaro che partire da adulti ci preclude la via del fare della nostra passione un modo con cui campare, ma se questo non ti interessa, la possibilità di suonare per suonare non te la toglie nessuno.
    Io ho qualche rimpianto simile a questo che hai tu, e sto cercando di porre rimedio! Non hai idea di come si sta bene con se stessi… è una cosa tutta nostra, che nessuno ci toglierà mai. E lascia perdere quelli che dicono che siamo troppo vecchie, sono scemenze! O meglio, è il punto di vista di persone che hanno un modo di vivere la vita e una forma mentis (con tutto ciò che ne consegue, come il trarre felicità da piccole cose) molto diverse dalle nostre.

  2. Mai dire mai..sono d’accordo con LITTLE MISS BETZ
    .il mio rimpianto era quello di non avere tempo per dedicarmi alla scrittura, la mia grande passione.alla tenerissima età di quasi 66 anni fnalmente i miei racconti verrano pubblicati su una rivista nazionale….only english of course.. per scarmanzia non ti dico la rivista.. Quando potrai trovarla in edicola lo saprai…never say never.

  3. @ Bet: hai perfettamente ragione

    @3
    in bocca al lupo!
    scrivere un libro è stato sempre il mio sogno nel cassetto e lo è ancora, nel mio immaginario arriverà per i miei 40 anni, e se vogliamo il mio blog ne è un prequel!!!
    Sono molto contenta di questo progetto (per scaramanzia non lo chiamo traguardo! 😉 )

  4. Ciau Damiano, caro ex compagno di lezioni di musica, che però il suo cammino lo ha portato a termine! 🙂
    Alle volte mi viene in mente l’odore che aveva la casa di Francesco, ci sono tornata qualche anno fa: lo stesso identico odore, mi sono sentita morire!

  5. la tua conclusione, mi sembra mooooolto sensata e corretta: NON E’ MAI TROPPO TARDI!!
    e poi, non si può mai sapere, magari faranno un programma ‘cuochi, fiamme & musica’ e noi potremmo ammirarti mentre suoni il piano con il grembiule!! 🙂
    a parte il fatto che le passioni vanno coltivate, sono convinta del fatto che è meglio avere rimorsi che rimpianti … si può convivere con i propri sensi di colpa … ma non con i propri sogni messi da parte!! 🙂

  6. Ciao Clelia,
    come vedi, se ho un momento Ti leggo sempre e apprezzo, cara e lontana Collega! 🙂
    Non potevo non commentarti questo post…il piano è il più grande rimpianto della mia vita, ho studiato, eccome se ho studiato, ed ho mollato a 2 anni dal diploma in conservatorio.
    Dovevo finire l’università e non ce la facevo a suonare 4 ore al giorno…poi c’è stata la pratica, l’esame d’avvocato, adesso mi sono (finalmente!!!) appena trasferita con il mio Amore…ed il mio bel piano a coda in casa proprio non c’entra (e sì che lo suonerebbe anche Lui…il mio Amore autodidatta che suona solo Beatles e non sa leggere le note)…e l’ho dovuto lasciare dai miei con la speranza che tra qualche anno…sperando che la mia mamma non me lo sfratti prima dal salotto!
    Un bacione!

  7. @ Lilla
    sono d’accordo: meglio rimorsi che rimpianti, meglio aver fatto e sbagliato (e di conseguenza imparato) che non aver agito affatto!
    Mi sono fatta anche regalare una chitarra per la laurea, ho il mio corso per autodidatta in dvd, devo ricordarmi di comprare le corde nuove, una si ruppe! 😦

    @ Miranda!
    Caspita!
    Ma… la domanda sorge spontanea: come sta andando la convivenza??
    Lasci anche tu al tuo amour messaggini teneri per casa come ad esempio uno dei miei: “caro coinquilino, il davanzale della finestra el bagno non è una pattumiera, stronzo!!!!” ahahaahahahahah
    Povero il mio amour!

  8. C’è sempre tempo per imparare a suonare!
    Io ho studiato 2 anni di pianoforte. L’input era stato dato dalla suora che insegnava musica (sì, andavo dalle suore alle elementari) che mi aveva fatto suonare la diamonica e fatto provare il piano della scuola, e diceva che ero molto portata e avevo tantissimo orecchio. Così mi comprarono la pianola e poi mio padre decise di comprare un piano forte a mezza coda, anche come arredamento per il salone. Quindi abbiamo trovato un maestro che veniva a casa 2 volte alla settimana e così andò avanti per due anni. Poi arrivata alla terza media, siccome nel frattempo andavo anche a scuola di danza, ho deciso di smettere di suonare perchè comunque tra danza, scuola e pianoforte, le giornate avevano pur sempre 24 ore. Però non ho il rimpianto di aver lasciato. Ogni tanto mi metto là e suono qualcosa; niente di troppo complicato, ovvio. Ero bravina ai tempi, però forse non ero così appassionata 🙂

  9. non mi meraviglio della scuola dalle suore
    io ho fatto asilo dalle suore
    sono stata catechista per 1 anno
    fatto parte del coro parrocchiale (e quasi solista) per 4 anni…
    ma…
    non ho mai creduto davvero in dio
    e da quando abbandonai il coro mi resi conto che io fede non ne avevo mai avuta, nemmeno da piccola!
    Una vera e propria serpe in seno! 😈

  10. No, io invece sono abbastanza confusa. Non sono una di quelle persone che credono tanto e a tutto. Diciamo che credo a modo mio 🙂 Per dirti, non vado in chiesa (solo quando mi viene di andarci, o per occasioni particolari), però la sera prima di dormire mi faccio il segno della croce. Poi non so se realmente Dio esista o no, ma non mi posso nemmeno classificare come agnostica perchè alla fine ogni tanto qualche preghiera ci esce. E’ un modo di credere pazzo, il mio 😛

  11. io ci sono passata per quella fase
    ma analizzandomi meglio ho capito che fossero retaggi della educazione che avevo ricevuto da mia nonna!
    Da qunado ho smesso di credere ho smesso anche di avere paura di tante cose (ad esempio del buio)
    Cmq alla Religio come puoi vedere dalla sidebar o dalle categorie ho dedicato varie righe e riflessioni
    però la summa di quello che ti dico ora la trovi qua
    https://messagginbottiglia.wordpress.com/2008/06/27/il-maestro-e-margherita/

  12. Anche io avevo una nonna tanto credente, però non mi ha mai costretta o indottrinata. Io mia nonna (parlo di quella materna) la adoravo e per me tutto quello che faceva e diceva era giustissimo. A volte, quando mi viene di andare in chiesa, mi viene perchè penso a lei e mi ricorda tanto quelle volte in cui ci andavamo insieme.

  13. Il motivo per cui io sono affezionata a san giuseppe e alla sua festa: mio nonno era devotissimo, e poi comunque è una festa che caratterizza fortemente il mio paese e la mia infanzia. 😉

  14. E invece guarda , il pianoforte è proprio uno di quegli strumenti per cui non provo nulla. Al contrario mi piacerebbe tanto saper suonare il violoncello.

  15. Cara Clelia.. devo ammetterlo anch’io ho questo rimpianto.
    Ho iniziato a studiare pianoforte dalla terza elementare forse 😀 e poi continuato fino alla terza media ma con zero voglia e solo perchè non volevo deludere papà (cosa che peraltro non mi è nemmeno riuscita…).
    In realtà le lezioni erano passate tutt’al più a mangiare delle deliziose caramelle ai frutti di bosco del Trentino e a ripetere all’inifinito canzonette semplici.
    Quando la “tortura” era finita..volevo gridare di gioia. Ma adesso un pò mi manca… anche se non credo che continuerò ^^
    Per te però non è assolutamente troppo tardi 🙂

    P.S. Bellissima la video-canzone 🙂

  16. Uhm….mi piace l’idea dei “teneri” bigliettini sparsi per la casa! Se li merita! 🙂
    Allora, la convivenza, valutazione semi-seria:
    primi giorni traumatici, tanta stanchezza e poco idillio, (sai com’è, lavorando 10h al giorno ne sto 11 fuori casa, è dura farci entrare spesa/bucato/cucina) ma soprattutto enorme nostalgia di casa “mia”, così bella, così grande, nostalgia di mamma/papà (che comunque vedo in studio tutti i giorni!)/fratelli, nostalgia della mia camera – leggi rifugio – dove chiudere la porta a tutto e a tutti se mi va, di tutte “le mie cosine”, perchè per ora mi sono portata via ben poco, solo i vestiti necessari, ma le mie foto, i miei peluches, insomma la mia vita in quella camera (tutta lilla)!
    Quindi mi sono scoperta una gran marmocchia viziata mammona e con tendenze da eremita!
    Lui mi teme (giustamente!) e anche se vorrebbe aiutarmi per ora non è utile, non ha idea di dove e come mettere le mani, riesco solo a farlo spolverare un pochino e fargli tirare su il letto…l’educazione del maschio di casa è appena cominciata!
    Dopo questa visione apocalittica passiamo ai lati positivi:
    la cucina e gli elettrodomestici fanno il loro dovere, spero a breve di riuscire a provare qualcuna delle tue fantastiche ricette! Non so come ma riesco già ad organizzarmi con spesa/cucina/bucato/stirato etc. quindi ho speranze!
    Lui mi scalda il letto prima che io ci entri e vederlo tutte le sere non ha prezzo, senza contare che dormo anche meglio (anche se devo cambiare il materasso), faccio meno incubi!

    Nota di colore: l’anziano condomino che stamattina mi ha candidamente chiesto se fossi stata io l’incivile a lasciare un sacchetto di spazzatura nell’androne del palazzo (?!?). Io abito al sesto piano…che lo porto a fare un sacchetto di spazzatura nell’ingresso per poi non buttarlo ai cassonetti? Mistero! Probabilmente ho la faccia da incivile, io che ho sempre creduto di avere fin troppo la faccia della brava bambina (il che mi rende un avvocato poco credibile, tra l’altro)!

    Ok, smetto di intasarti il posto con questo commento-fiume (faccio l’ultimo fax e vado a casa), buona serata!

  17. hihihih!
    io le mie cosine, vivendo da fuori sede già da qualche anno le avevo già tutte con me, e cmq una stanza lilla non è mai stata il mio genere (if you know what I mean!!!) e cmq la casa come saprai è enorme!
    L’educazione del mio maschio è lenta ma fruttifera devo dire dal riporre la biancheria sporca nel cestone, a sbottonarsi le camicie per lo meno prima di metterle a lavare (le toglie tipo maglietta), fino al passare l’aspirapolvere passando per l’imparare che dopo aver lavato i piatti la spugnetta non si butta (o almeno si controlla che ve ne siano altre in casa!)!!! :O
    Piano piano, una cosa ogni due settimane ci si arriva ad educarlo per tutto dopo 70 anni di convivenza! ahahaahahahaha ma la cosa che mi fa morire è quando mi dice “mia madre anche me lo dice sempre” al che ho capito che devo spiegargli i MOTIVI per cui desidero lui faccia le cose in una certa maniera, ottenendo in tal modo risultati maggiori!
    Detto questo le mie ricettuzze le ho spostate su un blog a parte come forse avrai notato http://crocedelizia.wordpress.com
    Non mi meraviglia il fatto che tu riesca ad organizzarti, le donne sono multitasking, si sa! 😉
    Quanto alla credibilità come avvocati … ti dirò che la mia aria da brava ragazza infonde fiducia nelle persone che hanno bisogno dell’avv. per risolvere un vero problema, più che per arricchirsi a discapito degli altri, e questo devo dire mi fa parecchio piacere.

    @ Lauretta
    a me il maestro caramelle non ne dava 😥 se ci fossero state non avrei lasciato ahaahaahahaha!

  18. Io avevo 5 anni,qundo espressi il desiderio di studiare pianoforte. La musica é sempre stata la mia passione,sarà perché stavo per nascere in una discoteca,non so. Sta di fatto che mi venne regalata una pianola della antonelli,con la promessa,da parte dei miei,che…se avessi dimostrato di tenerci realmente…mi avrebbero mandato a lezione.iniziai le elementari ed ogni giorno,dopo aver finito i compiti…mi mettevo su quella pianola e mi esercitavo…con il fascicoletto allegato.all’epoca non sapevo nulla delle note, ecc.,seguivo il fascicolo,dove le note erano riportate con numeri.le lezioni nn arrivavano.al compimento del mio decimo anno,mia madre morì…e mio padre si disinteressò a me…partendo x il trentino.iniziai le medie…ed iniziai a studiare musica.ero la + brava della classe.riformulai,al telefono ovviamente,la richiesta delle lezioni…mi fu negato x’ dovevo studiare x cose serie.e così,da allora,ogni volta che ascolto musica,la canticchio…o litigo cn mio padre…lui mi rimprovera sempre del fatto che io penso sempre e solo ad una cosa così inutile,qual é la musica x mio padre.ma la voglia di prendere lezioni,nn é mai passata

  19. Cara Clelia,
    il blog delle ricette l’ho notato, con tanta voglia di prendere spunto..yum! Tra l’altro ti faccio, in ritardo, i complimenti x la partecipazione al programma cuochi&fiamme!
    Il mio maschio ha una madre che non gli ha mai detto niente, servito e riverito…però in questa settimana ha capito che se siamo a tavola, l’ho appena servito e mi sono finalmente seduta, se vuole una cosa che per caso a tavola non c’è…può alzarsi prendersela senza chiederlo a me!
    …sono troppo cattiva con Lui?
    Per la faccia da brava bambina…mi riferivo più che altro ai comportamenti di certi colleghi pomposi e pieni di sé…i tipi che ti passano avanti quando sei in fila in cancelleria, perchè loro hanno sempre qualcosa di più importante, per intendersi…grrr!
    Per i clienti invece è vero, vedo che le persone si affidano con fiducia a qualcuno di giovane che magari si perde dieci minuti in più a spiegare loro la situazione invece di comportarsi da irraggiungibile principe del foro!
    Buona giornata!

  20. a differenza tua io sin da piccolo avrei voluto imparare a suonare il pianoforte e mi immaginavo al conservatorio e cose del genere—

    le condizioni della mai famiglia non me lo hanno consentito, ricordo un commento del tipo “per suonare il pianoforte non bisogna usare le mani per lavorare la terra” e in casa mia il pianoforte era visto come un vezzo poco utile e davvero costoso

    non ho lasciato comunque che il Sogno morisse e da autodidatta ho imparato a suonare le tastiere

    in cantina ho un piano elettrico Roland FP9 ed un sintetizzatore KORG i3, credo che fra quattro/conque anni, con la prole cresciutella riuscirò a riprendere a suonicchiare

    sì, per il fatto di concretizzare in musica le mie emozioni: è sempre stato così

    S

  21. @ Giusy
    non sapevo che fossi rimasta senza mamma, mi dispiace moltissimo, anche per quello che ha comportato, su questo piano e naturalmente per il resto.

    @Giusy e Sergio
    Purtroppo è la storia di tanti “giovani” quella di essere ostacolati nei propri sogni dalla sete di concretezza delle aspirazioni dei genitori, ed è una storia che si ripete di generazione in generazione, dalla scelta del corso pomeridiano alla scelta del corso di laurea. E anche l’ex 68ttino convinto e super hippy ci pensa dieci volte prima di dare il permesso al figlio di dormire a scuola durante l’occupazione canonica!!!
    Nel mio caso fui io stessa a segarmi le gambe prima che potessero anche solo pensarlo di farlo i miei, il che mi risparmia la rabbia verso una altrui scelta subita…
    Ed è anche vero che per assecondare certe passioni ci vogliono soldi in più, se così non fosse tutti avremmo inseguito tutti i sogni possibili ed immaginabili.
    E’ la vita… ma guai a buttar via il fogliettino in cui abbiamo scritto il nostro sogno, sempre in tasca, sempre presente!

  22. Cara Clelia

    io organo e pianoforte l’ho studiato per 4 anni.
    Poi non sono stata seguita dalla mia insegnante privata come avrebbe dovuto fare: mi sbolognò ad una ragazzina qualche anno più grande di me durante l’estate che precedeva gli esami di solfeggio in conservatorio… fui bocciata alla prima prova. Avevo 12 o 13 anni, non ricordo. Rimasi così traumatizzata che non volli più riprendere in mano uno spartito nè il pianoforte.
    Per anni non ho toccato un tasto. Poi una volta cresciuta, mi sono riavvicinata e ogni tanto “strimpello” qualche pezzo (ogni tanto: 1 volta l’anno, massimo due). A volte penso che dovrei riprendere anche io, che è stato un peccato lasciare tutto, ma ancora non mi è passata la repulsione scaturita dal trauma.

    Vabè, fatto sta che ho già imballato la tastiera “di riserva” che avevo a casa, quella che mia sorella usava per suonare in Chiesa nel coro (ebbene si, anche io ho fatto parte di un coro religioso e se la vogliamo dire tutta mi fecero cantare sull’altare la notte di Natale – altro trauma)… la tastiera me la porterò a casa mia, è per quello che è imballata… non si sa mai un domani mi viene il pallino o mi nasce un figlio con la vena artistica…

    Invece a casa ho il piano, senza coda però… quindi quando vuoi 😛 te lo affitto ad ore 😛 😛 😛

    Comunque concordo, non è mai troppo tardi

    Sciauuuuuuuuuuuuuuu

  23. Grazie Clé…si é stato un trauma,anche xé ero presente,che ha riportato strascichi fino ai giorni d’oggi.Detto questo é vero. Mio padre odia la musica,x’ la reputa una “chiacchiera”,cm dice lui.il suo sogno?che io lavorassi in banca e sai x’?x’ anni fa tentò lui di inserirsi,ma fu sl preso in giro.così ha indirizzato i miei studi,finché c’é riuscito.poi mi sn ribellata.Pensa che nn sa neanche che,talvolta,presento una trasmissione alla radio…o del fatto che sto scrivendo dei romanzi.Da quel punto di vista i genitori sn dei grandi ipocriti

  24. Quanti commenti interessanti..anche tanta rabbia nascosta…non ho mai aspirato alla musica ma alla scrittura…i genitori? “chi ti credi di essere, sei figlia di operai” perciò seguire le orme paterne. Ho lasciato il mio paese per venire in Italia così piano piano qualche sogno sono riuscita a renderlo vero. I miei figli non li ho mai ostacolati nelle loro scelte. Non e facile essere genitore, nemmeno facile essere figlio.

  25. Si sono d’accordo con tutti voi… e soprattutto sul rapporto genitori-figli. Molte volte mi lamento ma subito dopo penso che, infondo, ho dei buoni genitori che si sacrificano per me. Certo loro pensano che essere figli sia una pacchia..ma non è così.

  26. si,fare i genitori é sicuramente difficile…ma sbaglieranno sempre,finché avrenno la convinzione di possedere i propri figli…spero un giorno di nn commettere quest’errore

  27. Cara giusy
    hai un diario segreto?
    io li sto conservando anche per ricordarmi come ero e cosa mi sono promessa da figlia per quando sarò genitore.
    Io credo che quelle promesse a se stessi le fanno in molti, e in molti le disattendono.
    Non è ipocrisia o non lo è fino ad un certo punto, perché credo davvero che l’arrivo di un figlio stravolge del tutto la scala di valori e priorità.
    Tornando al diario segreto… quante volte abbiamo detto osservando quelli più giovani “io non ero così alla loro età!” e poi ci siamo ritrovati smentiti rileggendo quelle vecchie pagine??!!
    E’ una storia vecchia quanto il mondo, mi ricordo che una volta traducendo Seneca, i “vecchi” si lamentavano di questi giovani irrispettosi, maleducati, affatto diversi da come erano loro, con i capelli lunghi e la barba trascurata… ricorda qualcosa???!!!

E tu? Che ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...