Caro Diario · Rabbia

New dress

Avete presente quel capo di abbigliamento, quella giacca nell’armadio che vi sta proprio bene? Si proprio lei, con il suo tessuto piacevole al tatto che vi calza a pennello, che vi fa guardare allo specchio con piacere e soddisfazione, che state attenti a non macchiare. Avete presente?

Qualche mese fa mi sono sentita come se quella giacca me l’avessero strappata di dosso e sbrandellata.

Era la giacca che indossavo per andare a fare lezione, l’immagine di quella giacca esprime per me la cosa che mi riesce più naturale, passare delle informazioni e delle nozioni a chi ne sa meno di me. Esprimeva la stima delle persone con cui ho collaborato e di quelle che mi sono state a sentire. Esprimeva l’impegno per un lavoro che mi piaceva fare.

Non pensavo certo di indossarla a vita, no. Ma speravo almeno di poterla con consapevolezza indossare per la mia ultima entrata in scena per poi riporla con cura nell’angolo dell’armadio dove finiscono i ricordi delle belle esperienze fatte. Di tanto in tanto magari avrei avuto l’occasione per indossarla ancora… chissà… E invece no. Strappata di dosso prima del tempo e irrimediabilmente rovinata. Non che avessi rubato la giacca a qualcun altro, era mia. Non che la mia giacca sia stata tolta a me e regalata ad altri, rovinata e basta. Ho portato a casa un brandello di manica intriso di lacrime e rabbia quel giorno e la voce mi trema ancora se ne parlo.

Ho comprato un abito nuovo. Spero di indossarlo presto e scoprire di saper fare un buon lavoro anche in altre vesti. Ma prima ho sepolto quel vecchio brandello nel luogo dove ero stata offesa, con la serenità di chi non ha nulla da farsi perdonare, e con l’aria indifferente di chi sa di non aver perso niente, se non qualche mese in più di piccole soddisfazioni ma anche di finti sorrisi e riverenze che non mi mancano affatto. Ma soprattutto sentendomi ormai invulnerabile: il mio contratto è scaduto ed io me ne sarei andata comunque senza altre pretese o aspettative, anche senza il teatrino che hanno messo su per spingermi verso la porta. Patetici.

23 thoughts on “New dress

  1. Carissima, non esiste offesa più dolorosa, quando sai di aver fatto il tuo dovere onestamente..ma avrai la tua rivincita, sì è chiusa una porta, dentro questa porta rimangano persone spiacevoli che tu non meriti. Le porte sì riapriranno e tu potrai solo guardare avanti con dignità e orgoglio, perchè chi fà bene il proprio lavoro onestanente con amore la strada non ha curve. Adesso vai e comprati una nuova giacca.

  2. i cambiamenti sono sempre portatori di novità, è banale asserirlo. tuttavia per quanta difficoltà potrai provare nell’adattarti a situazioni e persone differenti, ci sarà sempre in te la grinta, la spinta giusta perchè la novità sia ancora più nuova. è evidente che tu sei una persona che sa acquistare con decisione!😀

  3. il mondo del lavoro è pieno di insidie..aaaah, come ti capisco! magari un giorno approfondiremo..
    cmq il bello della vita è che è imprevedibile…quindi compra tutti gli abiti che vuoi perchè non si sa mai quale occasione si presenterà!!!

  4. Quello sempre: ottimismo e sorriso sempre!
    Come diceva Einstein “meglio essere ottimisti ed avere torto, che essere pessimisti ed avere ragione!”.

    Ribadisco: era una giacca che avrei comunque riposto, ma che mi sarei voluta godere ancora un po’!

    Per il resto mi sto dando da fare per rinnovarmi! Speriamo bene, con sti chiari di luna…

    Grazie a tutti!🙂

  5. Bravissima,
    qualche anno fà mi ritrovai senza rinnovo di un contratto, sentii una gran rabbia perchè immeritato. In quel momento non potevo immaginare invece la fortuna che mi aspettava, lavoro , lavoro , lavoro, come se un angelo da lassù mi avesse ascoltato.
    I am a born optimist, keep smiling my dear and the world will smile with you.

  6. questa metafora della giacca è molto azzeccata—

    sarà che per anni ho portato un’uniforme e il mio ruolo era quindi palesato da un abito—

    però sai, nel tempo ho imparato che le vere medaglie, per rimanere in metafora, non sono quelle che appendi su un lato del taschino, quanto quelle che hai nel cuore e che neppure una volta tolta la giacca vanno via da te—

    buon nuovo inizio

  7. Il fatto è che alle cose ci si affeziona. Se poi attribuisci a qualche capo d’abbigliamento un potere che non ha ma che nella tua mente prende consistenza, tanto che è difficile convincersi che è solo fantasia, allora separarsene fa davvero male. Soprattutto a quel modo.

    Hai un abito nuovo? Goditelo e se riponi in esso lo stesso potere che attribuivi alla tua giacca, vedrai che le cose andranno bene.🙂

  8. Cara Cle, come ti capisco! Anch’io ho un capo di abbigliamento che mi fa sentire sempre stupenda.🙂
    Si tratta di una mantella di lana rosa nel mio caso. E non solo mi fa sentire bella fisicamente..ma soprattutto mi solleva il morale. Non so se ucciderei se me la rovinassero..ma ferirei gravemente..forse..ahah😀

  9. Sempre la solita Cle
    nel bene e nel male!!!

    Marisa: io spesso faccio ronde nei cassetti per disfarmi di roba vecchia al suon del motto: o lo amo o lo uso. Alcune volte qualcosa sopravvive alla pattumiera con un “potrebbe servirmi”, spesso i sacchi finiscono in cantina in attesa che mi serva davvero più spazio.
    Ma a parte questo non sono una che conserva le cose! ahahaahahah

    Lauretta: dati i chili che ho preso negli ultimi anni, gli abiti cho un valore affettivo “storico” non posso indossarli anche volendo!
    Cmq vorrei fosse chiaro che la giacca è una metafora!😉

  10. Lo avevo capito dai commenti..😀
    Volevo sottolineare però che vedere rovinato un capo che ci piace molto…è davvero snervante…ecco perchè ho riportato la mia esperienza personale😀
    Del resto mi sembrava difficile che andassi ogni giorno a lezione con la stessa giacca🙂

  11. Cara Cle, come ti capisco! Anch’io ogni tanto faccio le ronde negli armadi, ma al contrario di te tendo a conservare le cose. Recentemente ne ho fatto una una, colta da un raptus di follia, e ho riempito due sacchi con vari capi d’abbigliamento che ho portato a mia nipote. Ho persino trovato una maglia con il cartellino ancora attaccato.😦 Il fatto è che nemmeno mi ricordo tutto quello che ho e poi quando faccio ordine spesso mi chiedo come abbia fatto a comprarmi certe cose. I capi che ho regalato a mia nipote, che ha quasi 28 anni, li avrò usati due volte … certe volte mi dimentico dell’età che ho perché guardandomi allo specchio, in negozio, non me li do gli anni che sono scritti sui documenti. Per fortuna!🙂

    Quanto ai chili … anch’io ne ho messi su un bel po’ negli ultimi tre anni. Ma mentre una volta mi tenevo strette le cose che non mi stavano più, sperando di riuscire a dimagrire, oggi ho adottato un’altra strategia: me ne libero così dopo posso sempre pentirmene. Non so come ma questo pensiero mi solleva un po’ il morale. Purtroppo, però, a dieta ancora non mi sono messa.😦

  12. Non immagini quanto sia piacevole leggere (in un blog) un post riguardante un capo d’abbigliamento che non sia stato scritto da qualche spocchiosa fashion blogger, con manie di protagonismo o un capitale da spendere in vestiti ed accessori!
    Hai un bel blog🙂 ti ho trovata casualmente.

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