Caro Diario · Suggerimenti e Consigli · The Puccis

Il segreto della felicità (ed anche di un buon San Valentino)

“Say what you want!”

Io ne ho fatto una massima di vita ormai! Di’ quello che vuoi, di’ quello che pensi, di’! Parla!

Quante volte vi siete sentiti insoddisfatti perché il vostro fidanzato non si era accorto di quale fosse la vostra canzone preferita; perché la vostra migliore amica non ha immaginato quello che volevate per il vostro compleanno, o perché vostro marito vi ha comprato una borsa che starebbe molto bene con la giacca che la vostra vicina tiene nell’armadio?

Quante volte?

Quante volte al lavoro  non vi è stato assegnato un incarico che pensavate di poter svolgere bene?

Quante di queste volte avevate apertamente manifestato quali fossero i vostri desideri e le vostre aspettative?

Dunque il mio consiglio è semplice e spassionato: non aspettatevi che la gente, vostro marito, vostra sorella possa leggervi nel pensiero. Accettiamo la realtà dei fatti: fuori dai film nessun maschio “sua sponte” deciderà di preparare la cena perfetta per la sua amata il giorno di San Valentino, o peggio in occasione del suo compleanno (dove “sua sponte” significa senza aver ricevuto mega cazziatoni in passato e senza aspettarsi una ricompensa a luci rosse). Raramente le amiche azzeccheranno il regalo giusto se non date qualche indizio. In nessun caso il vostro datore di lavoro vi gratificherà con un incarico più remunerativo se non glielo proponete voi!

Il rimedio è molto semplice: abituarsi ad esternare. Sentimenti buoni e cattivi. Desideri che si vorrebbero realizzare ed aspettative deluse. Pensieri che ci preoccupano e piccoli gesti che ci farebbero felici. Diamo qualche segnale a chi ci sta intorno, togliamolo dalla nebbia del “Che cosa avrà voluto dire con quel broncio?”.

Magari perderete un po’ dell’effetto sorpresa, ma meglio una sorpresa annunciata (o pilotata) che nessuna o peggio una brutta sorpresa! No? Meglio passare la vigilia del vostro compleanno a dare qualche indizio al vostro adorato maritino su come vi piacerebbe andasse la giornata, che cacciarlo di casa a pedate, perché proprio quel giorno ha invitato a casa gli amici per la partita dicendo a propria difesa “Ma come, dici sempre che ti stanno simpatici!!”.

Magari con il tempo, suggerimento dopo suggerimento, imparerà a farlo da solo… chissà!

Vi lascio con lo scambio di battute di oggi (era un po’ che non vi intrattenevo con la serie The Puccis!), giusto a dire che predico come razzolo, se sia bene o male lo lascio dire a voi!

Cle: va bene ho capito che non mi porterai a cena stasera, almeno non farmi trovare i panni ancora da stendere se proprio non vorrai accogliermi a lume di candela. Pantofolone!

Lui: si che ti porto a cena, domenica però 😛

Cle: ok! ma non a amangiare la pizza, cena significa cena!

Lui: si amore cena completa 😀

Cle: Va beh! organizza tu. Se non organizzi ti lascio.

Lui: gne gne gne! si che organizzo, basta prenotare.

Cle: … e ti devi vestire bene
… e ti devi fare la barba
…. e mi devi dare i fiori

Lui: la barba me la sto facendo spesso. Prometto che ti darò anche i fiori 😀

Cle: ti amo anche per la tua spontaneità!

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14 thoughts on “Il segreto della felicità (ed anche di un buon San Valentino)

  1. Posso dire la mia? Non sono d’accordo.
    Intanto perché – da maschio – sono perfettamente in grado di organizzare sorprese varie (per il compleanno o in altre occasioni: san Valentino NO!).
    E poi perché non necessariamente esplicitare i propri desideri significa ottenerli e non farlo significa non ottenerli.
    Nei rapporti di coppia, perché così verrebbe meno buona parte di quell’empatia che caratterizza, a mio parere, tale rapporto (e fermo restando che robe tipo invitare amici in casa il giorno del compleanno del/della partner merita certamente un bel cazziatone esplicito).
    Nei rapporti di amicizia, similmente, perché sapere quando parlare e quando tacere è fondamentale perché tali rapporti durino a lungo (è, a mio avviso, molto antipatico chiedere ai propri amici, ad es., il regalo di compleanno; anzi, come ben sai, ritengo che già aspettarsi di averne uno sia sconveniente; d’altro canto, è rimesso a chi voglia fare presenti capire che questi debbono piacere al destinatario e non al mittente).
    Nei rapporti di lavoro forse ci sono meno obiezioni, visto che spesso più ottiene chi più sbraita, ma rimango sempre dell’opinione che, soprattutto in questo campo, contino più i fatti che le parole (è, ad esempio, mio uso lasciar parlare il mio contraddittore e anche consentirgli di interrompermi, per poi rivolgermi direttamente al giudice in maniera quasi passiva: ti garantisco che funziona molto bene, il giudice rimane sfavorevolmente impressionato dal “prepotente”).
    E poi, scusami, ma nulla quanto riuscire a farsi capire (e correlativamente riuscire a capire) da uno sguardo o da un comportamento rimane qualcosa, per me, di assolutamente appagante.
    Cià.

  2. Ahahaha siete carinissimi!
    E’ vero, comunque, bisogna sempre parlare e dire tutto altrimenti ci si ritrova con il broncio perenne. Io poi sono fatta così, le cose non me le so tenere, le devo esternare per forza.

  3. Caro Frank, mi trovi d’accordo al 100% sull’importanza di capirsi senza nemmeno farsi un cenno, ed ovviamente c’è da farsi numerose domande quando in rapporto a due sia necessario “dirsi tutto”, o non si comprenda lo stato d’animo dell’altro anche solo dal tono della voce con cui saluta.
    Significherebbe non ascoltarsi affatto. E questo naturalmente a tutti i livelli: tra amici, nella coppia, in famiglia…
    Ed è ugualmente vero che non funziona l’equazione dico cosa voglio = ottengo cosa voglio. Però aiuta, o per lo meno ne alza la probabilità! Se io ho un desiderio, guardo le stelle aspettando che si avveri, non ne faccio parola con nessuno e mi incazzo con il Chi di turno perché non ha capito cosa volevo, beh… direi che il povero malcapitato non ha colpa.

    Io penso che si arriva a capirsi anche senza parlare solo se a monte c’è la capacità e l’abitudine di esternare i propri pensieri e stati d’animo, con la parola, con l’espressione del viso o il colore che si indossa. C’è chi sa esprimersi con diversi canali e chi legge perfettamente tutti questi linguaggi, come anche chi, a volte, ha bisogno che gli si faccia lo spelling. Ma c’è anche chi non utilizza nessun canale di comunicazione, e pretende d’esser comunque capito. Dubito ci si possa riuscire, ed è soprattutto a queste persone che va il mio consiglio!

    Sui regali, lo sai, ho un punto debole. Secondo me sono una cartina tornasole sull’attenzione che si mette nelle cose e verso chi riceve il regalo. E sai anche bene che non ne faccio un discorso economico.

    Il mio gentile coinquilino (come centinaia di altri esemplari maschi, e femmine) necessita d’esser sollecitato adeguatamente su certi fronti (come del resto anche io), il che non significa, naturalmente, che non conosca bene l’alfabeto dei miei stati d’animo o i desideri che mi costerebbero la felicità ove rimanessero inesauditi.

    Ciao ciao ciao!

  4. Spiegarsi è sempre la cosa migliore: in tutti i campi!
    Chiedere, non mi piace (e poi, se una persona mi conosce, ‘sa’!!) …Preferisco una brutta ‘sorpresa’ ad un bella ‘richiesta’ … 🙂

  5. Mi piace la tua miniguida, anche se spero di non aver mai motivo di doverla applicare per intero. Lavoro a parte, per il resto preferisco sempre lasciare un po’ di spazio anche alla fantasia.
    Suggerire già lo preferirei a chiedere, ma personalmente mi sentirò più felice ogni volta che riuscirò a sorprendere solo con un po’ di intuito, di sensibilità e silenziosa intesa.
    Non c’è cosa che poi renda più belli certi occhi. : )

  6. Adoro la serie “The Puccis” siete molto teneri. Per il resto sono d’accordo con il “suggerire”, ma ricordo con estrema amarezza una compagna di classe che ci ha IMPOSTO il regalo di compleanno. Se poi ti dico cos’era scoppi a ridere! 🙂

  7. a casa sanno – come sanno anche le amiche più care – come devono orientarsi per i regali da farmi: libri! e non sbagliano mai 😀
    buon san valentino, cara cle, anche al tuo “uomo della domenica”! 😀

  8. Sono la maestra del ‘messaggi subliminali espliciti’ ed ho (per fortuna) un uomo che li recepisce mettendoci pure del suo nella paura di risultare banale o scontato.
    Con le Amiche per fortuna c’intendiamo al volo e non ho problemi, sul lavoro sono diventata molto rognosa e scomoda, perchè dico sempre quello che penso e l’effetto è lo stesso di una goccia si acido muriatico sul tessuto: rimane il segno 😀
    Inutile dire che io spero sempre un una serie dei ‘Puccis’, mi fate morire!!!
    Un abbraccio a stritolo!!!

  9. ahahahah…questo post mi ha fatto sorridere una cifra…pensavo a ieri sera e al mio sottolineare al mio fidanzato che quest’anno “NON VOGLIO” l’uovo di pasqua!!! 😀
    Sono d’accordissimo cmq…in effetti , con le persone a noi care, forse è meglio essere un pò sfacciate 😉
    Ciao Cle…grazie per essere passata da me…spero di rileggerti presto 🙂
    E ho visto su il commento di un vecchio amico perso di vista ai tempi del cambio blog…oh santo cielo corro a scrivergliiiiiiiiiiiiiiiiiiii 😀

  10. perdonatemi se rispondo con ritardo, ma sto facendo la trottola tra casa, ufficio, impegni vari!

    @ Hariel Ciao e grazie! Per me il detto “patti chiari amicizia lunga” è una massima di vita, in tuttii campi, dall’amore al lavoro. Sarò cinica, ma più della sorpresa io voglio la certezza della base garantita, il resto è un “di più” che non dispiace ma che non se non c’è non lascia amarezza! ;D

    @Sonja: ormai lo sanno anche sul lavoro: non ne faccio passare una! ahahahahahha ma alla fine , soprattutto sul lavoro, non si tratta di non essere tolleranti (perché in ogni caso su 10 che se ne dcono, 20 sono state lasciate passare!) semplicemente di delimitare il confine e con esso magari anche gli abusi! 😉 Tanto spazio per essere stupiti, nel bene e nel male, c’è sempre semprissimo!!! Per fortuna e… per sfortuna!!!

    Un abbraccio!!!

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