Caro Diario

Ho letto questo post di Mizaar che condivido con voi e che sostanzialmente riassume il mio pensiero soprattutto nelle ultime settimane (anzi ultimi mesi).
Sono giorni che mi sveglio e mi addormento proprio pensando che faccio una vita di m***a e che devo ritenermi super fortunata per poterlo dire.
Porto a casa 600€ al mese, esco di casa alle 8:30 e torno alle 9:00, in un anno avrò pranzato a casa 5 volte e in superfretta. Pranzo e ceno in studio, l’unico pasto che consumo con il mio compagno è la colazione, la rata del mutuo è di 700€ (se va bene). Per rendere il fine settimana più “leggero” cerco di sbrigare qualche cosa in casa al mattino prima di andare via o la sera dopo una giornata iperstressante. Spero che alla sera in TV ci sia qualche bel film per poter avere la scusa e lo stimolo per stirare mentre lo guardo, e ricavarmi qualche ora di libertà nel finesettimane. Ma come ha scritto Mizaar nel suo post siamo dei privilegiati, perché potremmo davvero stare molto peggio, perché è vero che siamo sottopagati, ma siamo almeno pagati. Siamo arrivati a questo punto.
So di essere una privilegiata: posso ancora incazzarmi perché troppo spesso nella mia spazzatura finiscono anche avanzi di cibo.
Sono una privilegiata e quello che è peggio è che il mio datore di lavoro (come anche il vostro) lo sa.

chi ha paura di virginia woolf?

Ho un vantaggio grandissimo: quello di avere la possibilità, tutti i giorni, di imbandire tavola, di pagare le bollette, di condurre un’esistenza ancora ” normale” – e in situazioni di ristrettezze sociali è davvero una fortuna! Non mi lamento, con tanta disoccupazione che c’è in giro, sarebbe da pazzi! Ma non posso neppure considerare me stessa in una posizione di privilegio e genericamente pensare ad un astratto prossimo che vive condizioni di disagio economico, soprattutto quando il disagio lo vedo davanti a me, fare la coda al supermercato e chiedere alla cassiera: Mi fa il conto prima di battere lo scontrino? E alla risposta: Sono sette euro! Va bene, prendo tutto! Come se quei sette euro fossero stati settemila. Mi sono sentita male, mi si è chiuso lo stomaco. Con sgomento ho pensato che non è la prima volta e non sarà neppure l’ultima in cui mi capiterà di vedere…

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9 thoughts on “

  1. E’ davvero terribile che questa sia la norma nel nostro paese. E’ terribile che i datori di lavoro sappiano alla perfezione che hanno non il coltello, ma il cappio dalla parte del manico. E’ terribile che una persona si debba sentire privilegiata a poter vivere, qualsiasi sia la maniera in cui lo fa.
    Non riesco ad essere positivo per il nostro futuro e l’unica cosa che penso realmente è che se non siamo in grado di fare da noi stessi qualcosa per il nostro futuro, saremo destinati a una lenta agonia. Lo so che non è esattamente un pensiero positivo, io o vivo come un senso di profonda rivalsa verso chi ci ha portato dove siamo, perchè alla fine la nostra economia è sempre fatta dalle persone normali e prima o poi saremo in grado di farcela. Dopo i lividi delle botte prese e le delusioni della mancata dignità riusciremo a farci spazio con i gomiti per poter affermare di vivere come ci meritiamo.
    Ce la faremo!

  2. ………………………………………………….
    Eccomi qui a commentare la realtà. Purtroppo da tempo è quello che dico al mio fidanzato con il quale sto da 5 anni (a distanza)…”dobbiamo ritenerci fortunati!”….
    Lui che prende 700 al mese per lavorare SOLO 10 ore al giorno in una piccola azienda che domani potrebbe chiudere per fallimento ed io che faccio l’insegnante PRECARIA, tappando i buchi nelle scuole solo quando ne hanno estremamente bisogno (cioè quasi mai….).
    Eppure dobbiamo ritenerci fortunati, perchè lui a fine mese può mettere un gruzzoletto da parte e perchè io quest’anno ho “beccato” una maternità e lavorerò fino a giugno (si spera!) e non vivo una vita da giovane donna per mettere soldi da parte (dico io….lo dobbiamo prima o poi dare un pò di anticipo per il mutuo?)…
    Ma come ci si sposa così? Con la precarietà che avvolge ogni nostro gesto, con la paura di ritrovarci senza lavoro, essendo alla resa dei conti due precari, e con 700 euro al mese di mutuo?????
    Non so voi, ma io non ho il coraggio di fare un passo del genere ed è triste a 27 anni parlare così, è triste pensare ai 50enni a spasso, eppure devo starmene zitta e ritenermi pure fortunata per quello che ho!!
    Siamo già vecchi dentro, oltre che vecchi fuori.

  3. è un periodo duro anche per me, economicamente soprattutto, molti sacrifici e pochi risultati.
    si spera sempre nel futuro e quando si sentono altre storie ci si rende conto che tanto male non è…però!!

  4. ciao cle…un sorriso amaro mi accompagna mentre ti leggo …è vera ogni singola parola….è vero che raramente si fa una vita dignitosa ma che cmq si è fortunati se ci sai rapporta con realta ben piu tragiche …e che per trovarle nn occorre guardare troppo lontano……ma vorrei solo dire due cose: che se invece guardassimo davvero piu lontano…vedremmo civilta che veramente nn hanno niente…ma niente per davvero…ma hanno una pace interiore ormai troppo distante dal nostro modo di vivere…mi riferisco a civilta che tu sai che ho avuto modo di conoscere come quella keniota o quella cubana( ricordo che a cuba conversai con una ragazza che aveva perso il lavoro..un lavoro che le faceva guadagnare l’equivalente di 10 euro….e si riparava sotto un cumulo di lamiere …e aveva un sorriso…x me irragionevole….e le chiesi” ma nn sei preoccupata per domani? cosa mangerai?”…e lei ” bhe se nn mangio un giorno…nn muoio..faccio dieta!” e proruppe in una risata…e pensai che quella ragazza era la persona piu serena e in pace mai vista)
    la seconda cosa è che oggi si cercano capri espiatori da additare…e spesso si trovano nai datori di lavoro..e devo dire che spesso meritano tutte le ire..ma l’altra faccia della medaglia è che anche le aziende oggi sono strozzate da burocrazia….e se cerchi di essere onesto le tasse tolgono l’aria…che bastano poche circostanze per andare con i piedi all’aria….che spesso i clienti fanno fatica a pagare…insomma ..la barca in cui si naviga nn è piu cosi diversa

  5. Siamo tutti appesi a un filo,anzi a tanti…
    Quello della vita con tutte le sue fragilità, quello del lavoro, perchè a lungo andare sanirà pure la certezza del posto fisso…
    Quello di chi ha un finanziamento in corso, perchè se non paghi ti levano quello che hai…
    Ogni tanto guardo mia figlia e sospirando penso che le sto lasciando proprio un mondo di cacca…perchè ridursi a sorridere se si arriva indenni a fine mese quasi fosse la vittoria della vita, la dice lunga sul come siamo piazzati bene.

  6. Cara Cle, capisco il tuo sconforto. Confronto a te e a Mizaar mi considero una superfortunata, anzi doppiosuperfortunata. Però sono stanca e non posso non lamentarmi. Forse perché a ventitré anni già lavoravo, continuando a studiare, e a sei mesi dalla laurea ero già sposata. A una anno dalla laurea avevo già fatto – e vinto – il primo concorso. Io il precariato non so quasi cosa sia; a venticinque anni ero già di ruolo. Sono stanca forse perché nel frattempo ho fatto due figli (e altri due concorsi), li ho cresciuti, a volte ho dovuto viaggiare per raggiungere la sede di titolarità, ho superato momenti difficili … eppure, nonostante gli impegni, il lavoro non mi pesava. Ora invece sì.
    Negli ultimi anni il carico è raddoppiato ma lo stipendio è rimasto uguale, anzi è diminuito. Quindi, oltre che stanca mi sento proprio sconfortata. Esattamente come voi. Sarei un’ipocrita se non lo dicessi. Ho il brutto vizio di dire la verità. Se consideriamo che ho passato la domenica a casa (e non sto nemmeno bene, anzi sto proprio male da più di due settimane e questo complica molto le cose …) a correggere i compiti, diciamo che avevo bisogno di sfogarmi.

    Capisco quanto sia difficile per voi giovani guardare avanti e mi dispiace. Almeno io posso dire di essere stanca e sconfortata ora, non vent’anni fa.

    Un abbraccio … e scusa lo sfogo.

  7. Secondo me a forza di guardare chi sta peggio, si è instaurato ormai in questo Paese il concetto che c’è sempre qualcuno che sta peggio di te, indipercui sei un fortunato. Allora come dovremmo ridurci tutti prima di avere il diritto di lamentarci? Come barboni che vivono sui marciapiedi e mangiano alla Caritas? No, è ora di finirla. Le persone che lavorano hanno diritto ad una retribuzione onesta, quelle che vengono elergite in Italia sono scandalose. Permettono solo l’arricchimento ingiustificato dei datori di lavoro. I giovani come te, in altri paesi vengono pagati in virtù della loro preparazione professionale e del tempo nel quale vengono occupati. Solo qui tutti cercano di sfruttare le persone. Conosco decine di giovani avvocati, uomini e donne, che per anni vengono utilizzati come fattorini, commesse, segretarie, postini e sottopagati. Molti dopo un pò cercano di scappar via da quegli studi legali e cercano un posto nell’Amministrazione Pubblica, Agenzia delle Entrate, banche ecc. perlomeno vengono retribuiti decentemente.
    Ciao

  8. Ciao a tutti e grazie dei commenti che avete lasciato, tutti spunti interessantissimi!
    Per la cronaca il mio stato non è migliorato, forse un po’ lo stato d’animo, forte del fatto che il tasso di interesse ha ripreso a scendere, per cui dopo tanto tempo, almeno mi sembra di “guadagnare” qualche decina di euro in più al mese!

    @ mauro: i giornali esteri descrivono la ns situazione come “pre-rivoluzionaria”. A volte mi chiedo se la rivoluzione in Italia non sia ancora scoppiata perchè abbiamo un grosso spirito di sopportazione o invece un grandissimo senso di menefreghismo. O forse non stiamo ancora così male. non so davvero.

    @Lauretta: la cosa peggiore sai qual’è? è sentire i datori di lavoro (e li ho sentiti con le mie orecchie) dire cose del tipo “si può approfittare della penosa situazione del mercato del lavoro attuale per assumere una persona e sottopagarla, di certo accetterà!”… insomma… come volevasi dimostrare. Il fatto è che finché ci sarà qualcuno “peggio di noi” a cui quelle condizioni di lavoro sembreranno tutto sommato “vantaggiose” per la sopravvivenza non potremo avere la giusta forza contrattuale.

    @sabby: mai perdere la speranza! 🙂

    @Lilla: hai detto tutto!

    @Emy: uno dei segreti della felicità è nella “dimensione” dei propri desideri. Uno dei mali del ns tempo, secondo me, è proprio quelli di misurare la felicità in base a parametri sbagliati. Io penso che la felicità sia per certi versi un fatto culturale: se cresci in un contesto dove l’obiettivo è vivere, nutrirsi, ripararsi dalla pioggia almeno 5 gg a settimana, forse riuscire ad essere “felici” è più semplice se il tuo obiettivo è avere una casa di proprietà, fare figli, … ancora peggio poi se sei una persona che gareggia con gli altri, e allora la felicità (secondo me vacua) è farti la vacanza lì, avere il mnacchinone x, il conto in banca y… La felicità dipende dai parametri, a mio modesto parere. E quello che si “accontenta” gode in fin dei conti perché gli obiettivi che si era posto erano raggiungibili, alla fin fine.
    Quanto alla morsa che stringe i datori di lavoro… indubbiamente le difficoltà ci sono per tutti, e la crisi innesca delle reazioni a catena pericolosissime. Tuttavia la schiera dei “cattivi” datori di lavoro è ancora bella folta e nutrita.

    @Sonja: per non parlare delle volte che ti trovi a pensare: “cavolo, tre mesi fa non avrei dovuo fare quella spesa” … ovviamente una spesa di poce decine di euro… Un abbraccio a Bab!

    @Marisa: grazie della tua testimonianza. Venti anni fa avere un titolo di studio aveva senso. Venti anni fa i miei genotori hanno deciso che io avessi dovuto fare il liceo e poi laurearmi. Venti anni fa non potevano magari immaginare che poi oggi mi sarei trovata a pensare che i miei figli (se ne avrò) li costringerò ad imparare un mestiere! Io mi sento fortunata anche perché sono capace di fare lavori di fatica e “manuali”. Il lavoro è un mezzo per me, non la meta! ;D

    @Raffaele: sottoscrivo quello che dici. Per non parlare degl incarichi fantasiosi che vengono attribuiti agli amici degli amici dalle parcelle esosissime.
    I soldi per risanare questo paese e fare qualcosa di concreto per sostenere le famiglie ci sono, ma finiscono nelle tasche sbagliate. Quando finirà questa pagliacciata?

E tu? Che ne pensi?

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