Caro Diario

Cartoline dagli USA: NYC (primo tempo)

Sono rientrata da due settimane ormai e non so più a quante persone ho mostrato le foto del nostro bellissimo viaggio e raccontato della nostra bellissima esperienza!

Mancavate solo voi, voi ed il mio diario on line!

E allora si riparte. Se vi va vi porto con me a ripercorrere alcuni momenti di questo nostro viaggio.

Arrivo a NYC: la pioggia ad attenderci!

rain-nycTemperature ben al di sotto della media stagionale ci hanno accompagnato nei primi giorni nella Grande Mela. Siamo arrivati il venerdì del memorial day weekend, la città iniziava a svuotarsi, l’abbiamo trovata stranamente “poco popolata”. C’è da dire che anche nei giorni lavorativi non abbiamo avuto la sensazione di caos. Sia perché il grosso della popolazione residente si muove in metro sia perché sembra che tutto, tutto, sia gestito come una catena di montaggio.

Il newyorkese è a metà tra un napoletano ed un milanese: è ingegnoso e pignolo allo stesso tempo, trova una soluzione creativa per ogni problema ma esige che il mondo attorno a lui si muova alla sua stessa velocità e secondo le “policy” stabilite.
Esitare al bancone dello starbucks per scegliere cosa vuoi mentre dietro di te c’è la fila di gente che deve andare a lavorare è peccato capitale punito con l’esilio dalla città!

starbucks

Ehhh! Starbucks! Una idea tanto semplice quanto geniale! Il business della colazione e dell’have a break portato a livelli altissimi! Nulla di speciale eppure indimenticabile! Ti ritrovi a preparare la lemon pound cake ogni finesettimana una volta rientrato a casa. Così banale e così buona. Ma non ti era mai sembrata tanto buona prima di averla mangiata a NYC!

I grattacieli… Penso: “Si… belli… alti… fanno ombra… forse mi impressionerebbero più le piramidi dal vivo…”
E poi mi imbatto in quello che è assolutamente il mio grattacielo preferito: il Flat Iron! Un grattacielo di base triangolare, la parte della punta larga si e no un metro.
Visto di lato sembra una carta da gioco! Incredibile! Bellissimo. Geniale!
Ha quella forma non per un guizzo di originalità dell’architetto di turno, ma perché il proprietario del suolo aveva solo un suolo triangolare a disposizione in quella zona! Tra Milano e Napoli c’è il Newyorkese!

flat iron

Quante volte l’avete vista poi la Grand Central Station? La leggendaria stazione centrale di NYC? Ci metti piede dentro e ti sembra d’esserci stato milioni e milioni di volte. Un via vai incredibile, negozi, ristoranti, entrate dirette nei centri commerciali vicini… Ascensori storici e … il miglior cheesecake di New York!

gcstation NYC

E poi lui… il posto più bello di New York in maniera indiscussa: Central Park. Un parco nazionale all’interno di una città. Simbolo dell’equilibrio che questa città riesce a costruire dal caos. All’interno di Central Park i rumori della città svaniscono, ma la città resta lì sullo sfondo e la cosa sorprendente è quel cemento accostato al verde del parco non stride per nulla, non toglie bellezza alla natura, ma ti dà l’impressione di essere finito in un posto che non avresti potuto immaginare, che non avresti creduto potesse esistere se te lo avessero raccontato. Fuori dal mondo e al centro del mondo allo stesso tempo.

central park

E poi… musei, Broadway, le luci della notte e … Ma questo è un altro post! Continua qui!

15 thoughts on “Cartoline dagli USA: NYC (primo tempo)

  1. Che dire? NY non mi ha mai attirata (sarà forse perché è il sogno di mio marito?🙄 ) ma vedere le tue foto e leggere questo post è stato entusiasmante. L’entusiasmo, si sa, è contagioso!
    Lo Starbuck l’ho conosciuto a Londra e non mi ha fatto una buona impressione (caffè imbevibile, torte non invitanti, sporco dappertutto …) ma mi rendo conto che a NY tutto possa sembrare unico.

    Pensavo, leggendo, che oggi con le foto digitali non solo è possibile vederle subito ma anche scaricarle e postarle dove vuoi. Del mio viaggio di nozze ho solo diapositive, viste una volta e mai più. Che tristezza …

    1. Cara Marisa,
      innanzi tutto ti dico che un mese fa ero del tuo stesso parere su NY: non ero entusiasmata all’idea di andarci ed avevo assecondato il desiderio del mio caro marito (e le esigenze del portafoglio visto che la meta da me prescelta, il giappone, costava parecchio di più!)
      Ma sei giorni lì mi hanno fatto cambiare idea.
      Quanto alla ristorazione in generale continuo a preferire l’italia e anche il nostro modello di Bar, ma una volta rientrata devo dirti che la loro brodaglia mi è mancata. I dolci tutto sommato erano buoni, anche se ancora non hanno compreso che il croissant va servito caldo, appena sfornato, e non freddo cotto la sera prima!!!!!!!!!!!!
      Diapositive??!!! Meravoglioso… ma in effetti scomodo! non si possono convertire? quanto meno in foto (non me ne intendo!)
      Un abbraccio!

    2. Sì, le diapositive si possono convertire in foto ma devi star lì ore a fare la cernita e ti passa la voglia. Un tempo, poi, la conversione era parecchio costosa. Devo informarmi se si può trasformare la diapositiva in foto digitale, ma temo che sarebbe comunque costoso. E poi è meglio che io non mi riveda com’ero quasi 28 anni fa …😦

  2. NYC … uno dei miei sogni destinato (probabilmente) a rimanere tale … a Mr. Lillo non piace proprio come meta di viaggio … però, mai dire mai … magari gli faccio leggere il tuo post!!😉
    bentornati!!

  3. Ciao!🙂 ho scoperto il tuo blog di cucina (croce delizia), per caso, ed eccomi in questo blog personale curiosa di leggere del tuo viaggio a New York! Complimenti per entrambi i blog, molto belli e interessanti sia nella grafica e sopratutto nel contenuto. Li seguo entrambi e seguo anche la tua pagina pinterest. Complimentissimi anche per il tuo fresco matrimonio🙂 Auguri in ritardo!
    PS. sono anch’io di Bari.
    A prestooooo!

    1. Wow!
      Grazie grazie grazie!!!!
      Visto che sei di Bari, siamo ad un passo così dalla realizzazione di un mio sogno: incontrare un perfetto sconosciuto e dopo quattro chiacchiere sentirmi dire: “ma daiii, io seguo il tuo blog!!!!”😄
      Grazie infinite di tutto e a presto allora!

  4. Se nei miei piani futuri non ci fosse l’ipotesi di un viaggio a New York City, il tuo breve, ma intenso resoconto, farebbe partire anche mia madre, che è terrorizzata dagli aeri.
    Complimenti e spero tu possa tornarci quanto prima, ma spero anche di potermici recare io il prima possibile.
    Un abbraccio.

E tu? Che ne pensi?

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