Caro Diario

Cartoline dagli USA: NYC (secondo tempo)

Pensavate che quell’aereo alla fine del mio ultimo post indicasse che stavo per lasciare la City? Eh no! Con quell’aereo sono volata a Buffalo per un piccolo intermezzo: una escursione memorabile alle Cascate del Niagara! Eh si! perché il primo giorno di sole da quando avevamo messo piene negli States lo abbiamo dedicato proprio a loro (perché la pioggia presa nei giorni precedenti non era stata sufficiente!)

Quarantacinque metri di caduta libera di acqua trascinata dalla corrente di uno dei fiumi più grandi del mondo. Uno spettacolo incredibile di cui abbiamo avuto modo di godere dall’alto (vedi video), dal basso (battello che vedete nella spuma nel video), da vicino, da lontano, persino dalla terrazza panoramica al 32esimo piano del ristorante nel quale abbiamo pranzato. Stupefacente! Assolutamente da visitare almeno una volta nella vita!

Non puoi andare a New York e non visitare i principali musei. Personalmente è dal secondo liceo che desideravo vedere il Gugghenheim Museum, come opera d’architettura oltre che per le opere esposte, da quando il mio prof. di storia dell’Arte ci mise a parte della sua esistenza e del genio di Lloyd Wright! Ero in fibrillazione per l’essere finalmente lì, a cospetto del percorso a spirale pensato per illuminare le opere con la luce naturale che non ho tenuto conto dell’avviso che mi diceva che proprio quella parte era inaccessibile ai visitatori per restauro. Nuuuuuuooooooooooooooooooooooooooooooooooo! Poco male! Vorrà dire che tornerò a NYC (come tornerà a Parigi per il Louvre!!!)

gugghe

Quello che assolutamente non mi ha delusa e fatto venire la pelle d’oca resta però il Museo di Storia Naturale, dove nella hall, per non saper nè leggere nè scrivere, senza pagare trovi già due scheletri di dinosauri, piccoli, ma pur sempre dinosauri.
Pensi che sei già appagato così, e invece poi arrivi nella stanza “vera” dei dinosauri e pensi che quei 28€ all’ingresso erano ben, ben, ben, ben spesi. Ti trovi al cospetto del Re, del Tirannosauro Re(x), in tutta la sua imponenza.

TrexAh! Affianco l’amico Brontosauro, lungo almeno il doppio del T-Rex, tanto che per fotografarlo hai bisogno della funzione panorama!!!
La stanza del TRex, e del compagno Brontosauro, (dei quali pochissimissime ossa sono ricostruite) è piena di bambini, sempre, e del loro vociare. Ma basta soffermarsi sulle fauci di quets’animalone che fu, perché tutto il rumore di sottofondo diventi ovattato fino quasi a scomparire. Lo immagini mentre cammina sulla Terra con nient’altro che flora e fauna preistorici intorno. Immagini come sarebbe potuto essere il mondo se esistesse ancora. Immagini e fai fatica a pensare che un tempo Lui c’era e tu no, un tempo Lui era il Re e tu, se ci fossi stato, un misero insetto dal cervello vispo. Tremendamente spaventoso e meraviglioso allo stesso tempo.

E poi…

Come poteva mancare uno spettacolo a Broadway!? Noi abbiamo scelto Rock of Ages, in pratica spettacolo + concerto rock con contorno di vicini di posto superfolli dalle origini (chevelodicoafare) italiane!!! (recentemente ne hanno tratto un film, qui il trailer)

broadway-Rock of ages

Ma ancora non basta!

Ancora non avevo vissuto una emozione che mi facesse dire “Cavoli, però! Che città!“. Più o meno ero preparata a tutto, più o meno mi sembrava di conoscerla questa città, di sentirla familiare e per questo stesso motivo non così straordinaria. Non fino a che non abbiamo preso il battello per arrivare a Brooklyn e da lì vedere lo spettacolo dello Skyline di New York di sera.
Come Dante al ritorno dal suo viaggio nel Paradiso, anche io non ho parole per descrivere cosa si prova, nè ci riusciranno queste foto. So solo che sono risalita sul pulmino dopo questo spettacolo pensando: “Cazzo! Questa città mi piace da morire, da mollare tutto e trasferirmi qui domani“.

NYC-lights1

Ad un tratto pensi che il progresso è spettacolare e mozzafiato quasi quanto lo sono le bellezze naturali. Noi italiani siamo abituati all’imponenza degli edifici storici, dei dipinti e delle architetture che hanno reso l’Italia il Bel Paese, bello per i paesaggi e per l’arte, un paese unico (che stiamo rovinando), ma… questo spettacolo è altrettanto bello e lascia ugualmente a bocca spalancata, persino i più scettici come me.

Ma la mazzata finale al mio cuore NYC l’ha data il giorno della nostra partenza. Giorno triste di per sé, e reso ancora più triste dallo scoprire come possono passare la pausa pranzo i newyorkesi: sul prato, stesi sull’erba o portandosi appresso un tavolino che il Sindaco mette a tua disposizione, su Bryant Park, alle spalle della Public Library.

tristessa

Che sarà mai??? dite voi? Eh… Tolti i tavolini più o meno come andare a Parco 2 Giugno a Bari (che lovvo!).
Ma preparatevi, perché non sapete ancora che a bordo di quel prato situoato nel bel mezzo della città, un pianista allietava la pausa esibendosi con una musica dolcissima e struggente (o forse lo era per me che andavo via, magari per loro era rilassante!).

Lacrime.

Nostalgia.

Sospiro.

E con un sospiro e con tante altre cose ancora da dire (es. a NYC i tombini fumano di continuo per davvero, o che la gente attraversa con il rosso senza staccare gli occhi dal libro che sta leggendo…) vi saluto augurandomi e augurandovi di prendere il prima possibile un (altro) biglietto aereo per NYC.

kiss

PS: prossima tappa Las Vegas! ;D

4 thoughts on “Cartoline dagli USA: NYC (secondo tempo)

  1. Semplicemente un incanto! Cle foto straordinarie e un racconto che ho letto tutto d’un fiato! ho sentito le tue emozioni e… NY è assolutamente tra le prime 10 cose da fare nella mia wishlist, insieme a Londra. Poi tu mi confermi tutto! Ancora complimenti e vedrai che avrai occasione di tornarci… baciiiii Cle!

E tu? Che ne pensi?

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