Religione

La critica costruttiva

Questo weekend ho ricevuto una email di critiche costruttive.

Questo il testo

Ciao Cle,
sto visitando il tuo blog [n.d.C.: Ma che Bontà] con piacere ed interesse. Purtroppo è sceso verticalmente quando mi sono imbattuta in queste preliminari tue considerazioni e divagazioni  alla ricetta della crostata alla composta di pere qui http://crocedelizia.wordpress.com/2011/09/12/crostata-con-composta-di-pere-alla-vaniglia/
Io sono credente  non sono bigotta e non sono una suora.
Solo una giovane donna appassionata di dolci che rispetta le opinioni di tutti e ciascuno, credente o no che sia. In quest’ottica mi permetto di scriverti e volutamente  in privato. Vorrei chiederti perché citi ripetutamente nel post di questa buona torta, termini e concetti legati alla fede religiosa in cui non credi, perché associ Luca Montersino a Dio, quello vero che per te non esiste. Per similitudine parli di chiesa e di pasticceria  passando per  la citazione delle famose orme sulla spiaggia del  Dio che accompagna i credenti. Ciò in cui non si crede non dovrebbe per coerenza esistere nella nostra vita e neppure nei nostri pensieri, tanto meno nel nostro blog e tanto più se il nostro blog tratta argomenti di tutt’altra natura.
Perciò: perché non tralasci questi argomenti che possono deludere chi ha un pensiero più serio a riguardo? Te lo chiedo perché dispiace. Perchè la passione per la cucina non dovrebbe essere inquinata da concetti ed espressioni esistenziali così profondi e poco pertinenti al tipo di blog.Ognuno ha la libertà di esprimersi, certo: è anche per questo che ti ho scritto.Grazie per aver letto questa mia opinione che vuole essere solo costruttiva.
A.

La risposta che vorrei dare alla lettrice è talmente articolata e complessa che merita un post dedicato.

Innanzi tutto le frasi ritenute offensive per il comune senso religioso, sono le seguenti.

Da: Crostata con composta di pere: un’esperienza quasi mistica.

[…] A dire il vero durante l’esecuzione stavo pensando di aver fatto “flop!”, O meglio che Montersino avesse tutta l’intenzione di riprendere a deludermi. Invece… Avete presente quando si dice a qualcuno in difficoltà: “Abbi fede, vedrai che andrà tutto per il meglio! Fidati di Lui che tutto sa e tutto conosce!”. Beh di solito è una frase che non proferisco né mi viene detta, non essendo credente, ma l’esperienza di domenica è stata molto vicina al ritrovare la fede “nel maestro”, quasi come il capire che il paio di orme sulla spiaggia apparteneva a chi mi portava in braccio. Ho scoperto che in Chiesa come in pasticceria una fede che non dubita, che non è mai messa alla prova, non può dirsi forte! Ed io nel maestro Montersino, dopo un iniziale scetticismo che conoscete bene, ci credo ancora fermamente! […]

Ora, analizziamo il testo proprio a partire dal titolo e dall’uso ripetuto di termini e perifrasi quali quasi mistica”, “esperienza molto vicina a ritrovare la fede”, “quasi come capire…” Direi che sono stata anzi molto attenta a non dire “è stato PROPRIO COME…”, “è UGUALE a…”.

Io sono una giurista, per me le parole sono pietre, ritengo che tutto il mio rispetto e l’essere attenta a non mischiare in maniera irrispettosa il concetto di fede con quello di fede/fiducia si possa, secondo me, percepire a chiare lettere. Ma forse non sono così brava a scrivere ed a scegliere le parole come penso.

Poi mi chiedo: se non avessi specificato (per onestà intellettuale verso me stessa e chi segue tutti i miei blog) che non sono credente, sarei stata titolata ad utilizzare quell’esempio per far capire come mi sono sentita provando quella ricetta?
La lettrice che mi ha scritto, e che comunque ringrazio per aver voluto spendere del tempo per innalzare la qualità della mia scrittura, probabilmente non sa che Cle nasce come blogger prima che foodblogger, che Cle scrive di tutto e molto anche di religione sul suo blog non di cucina. Non sa che la mia personalità è molto più poliedrica che lo spadellare sui fornelli. Non sa tra i miei espedienti retorici preferiti vi sono l’iperbole e la metafora.

La lettrice mi riterrebbe forse “titolata” se sapesse che il mio è stato un “percorso di ateismo”, che essere atei non significa esser blasfemi, che ho ed ho sempre manifestato pieno rispetto verso tutte le manifestazioni religiose (tutte, perché tutte a proprio dire sono depositarie della vera verità), che ho letto non solo la Bibbia (antico e nuovo testamento), ma anche il Corano, che sono informata sulle religioni animiste come su quelle norrene, sulla sovrapposizione dei miti e sulla genealogia greca, che per me la materia religiosa è stato argomento di serio e accorto approfondimento? Che fintanto che sono stata alla ricerca della fede (che ad oggi non ho) ho fatto parte del coro parrocchiale, dell’ACR e fatto anche la catechista (poi rifuggita da quest’ultima carica causa ipocrisia che mi circondava). Che sono stata tormentata da notti da incubo fino a che non ho trovato pace nella consapevolezza del mio ateismo. Credo esistano pochi atei tormentati dalla consapevolezza di non avere fede, quanto lo sono stata io.

La inviterei a leggere il mio blog personale (questo) ma ho la strana sensazione che lo riterrà nella sua interezza un’offesa. O forse è più consono parlarne in un blog “personale” e non in un pusillanime blog di cucina?

Non vado in giro a dire alla gente che crede che è stupida a farlo. Anzi, spesso mi sono ritrovata ad invidiare i credenti. Qualche volta mi sono soffermata sulle ambiguità di certe prediche, ma attualmente sono la fan n. 1 di Papa Francesco (sempre che i credenti mi consentano di nominarlo). Ma non capisco perché dire che si è atei o esprimere il proprio ateo punto di vista sia sempre e comunque visto come un’offesa da parte di molti credenti. Come se si desse per scontato che un ateo non può maneggiare con altrettanta cura il discorso. Ok partiamo da premesse diverse, ma perché dare per scontato che non ci sia rispetto.

In tutta onestà mi sono sentita (senza quasi) come un’omosessuale di fronte a chi dice “Non ho nulla contro gli omosessuali, basta che non si bacino in pubblico“.

Pertanto la critica costruttiva questa volta faccio davvero fatica a comprenderla ed accettarla, ma l’accetto comunque, metterò una postilla o un alert per sconsigliare la lettura alla gente ipersensibile.

Ma sottolineerò fino alla fine dei miei giorni che la chiave di lettura giusta ed opportuna per il mio post citato in alto era proprio nell’uso di “quasi”. A tal fine, potrebbe esser utile sapere che c’è gente che è stata scagionata in Cassazione dal reato di ingiuria per aver usato una frase del tipo “non sei nemmeno una mer*a“, che ha lo stesso significato di “sei quasi una mer*a“… Lo sei quasi, ergo non lo sei, ergo i due piani, la pasticceria e la fede sono rimasti dal primo giorno separati come la lettrice scrupolosa si aspettava fossero. Nulla quaestio.

Le parole sono pietre.

18 thoughts on “La critica costruttiva

  1. Clelia cara, se voglio immergermi nelle fiabe, leggo i fratelli Grimm. Chi invece si affida alle religioni, fa un’altra scelta, non certo la mia. Un abbraccio.

  2. Cara Cle,
    da anni ti seguo, so che sei atea ed io sono credente. La cosa non mi dà nemmeno un po’ di fastidio né considero, nella fattispecie, i commenti al tuo post citato irriverenti nei confronti della Fede e di Dio, per chi ci crede. Con altri blogger, una in particolare, ho avuto uno scambio di opinioni che lei non ha accettato (sembra che siamo più aggressivi noi credenti e invece è vero il contrario ma è anche vero che è questione di buon senso ed educazione non esserlo) e il risultato è che lei non mi segue più e nemmeno io seguo lei. La blogosfera è così grande … c’è posto per tutti e non si deve sgomitare.😉
    Leggendo la parte del post “incriminata”, non mi sono sentita offesa e mi stupisco della lettera inviata dalla lettrice. Sia chiaro: ognuno è libero di esprimersi come vuole, la lettrice in fondo è stata educata, non c’è nulla che possa infastidire nelle sue parole, se non la convinzione che la sua critica sia costruttiva quando per te non lo è. Onestamente non mi sarei posta nemmeno il problema. Ci sono problemi ben più seri di cui occuparsi … forse non tutti adatti ad un blog di cucina.

    Buona giornata.
    Un abbraccio.

    1. Ciao Marisa e grazie.
      Ho apprezzato anche io nel messaggio della lettrice la “compostezza”, ma più leggevo e meno credevo che ci si potesse prendere la briga di scrivermi una paginetta word da allegare ad una email per dirmi quanto fossi stata irrispettosa.
      Oltre che a risponderle in privato ho scritto (le stesse cose) qui per vari motivi: 1) confronto: capire se effettivamente secondo il comune sentire abbia scritto qualcosa di inappropriato (considerando che qui ho scritto decisamente di peggio, probabilmente ho perso il senso della misura); 2) non sprecare un post, dato che la risposta che volevo dare era piuttosto articolata; 3) fare quello che avevo in mente da tempo, ossia ribadire che io sono in primo luogo una blogger, e poi una foodblogger. La cucina non è l’unico mio hobby o il mio unico interesse, sono informata ed in grado di tenere conversazioni dignitose su molteplici argomenti (forse giusto la politica mi manca, ma che volete, sono umana!).
      Ho separato i blog per non annoiare con le ricette chi mi seguiva per le mie cazzate e viceversa! Ma fare finta di esser due persone diverse, una che sa parlare solo di cucina, l’altra che ha altri interessi e si può permettere delle citazioni mi richiede davvero troppa fatica.
      Nella lettera di questa lettrice io ho intravisto una certa presupponenza, educata, per carità, e dare per scontato che la Cle fosse una che dà fiato alla bocca senza giusta cognizione di causa o padronanza di argomento e linguaggio!😉

    1. Grazie Rita!
      Anche per la lezioncina di inglese, che credo sia l’equivalente de “il mondo è bello perché vario!”
      Ed è proprio questa la realtà rassicurante!🙂

    1. Grazie Mel!
      Come detto più su ho apprezzato la compostezza del messaggio originario, ma forse, a pensarci bene, considerati altri precedenti, i toni sono sarebbero stati molto diversi anche in caso contrario.😉
      Baci

  3. Ciao Cle, ma perché affermi che non sei credente, regalando immeritatamente la palma della fede a chi dovrebbe esercitarsi nella utile pratica di umiltà ideologica? Per chiariti le idee e farti uscire da quel senso di colpa che ti porta ad operare questa illusoria separazione tra chi crede e chi no, prova a riflettere sul fatto che credi in te stessa e nella vita. E che la tua parola vale come quella di chiunque altro, comprese quelle scritte in questi libri centenari, che contengono si tante cose buone ma anche tante emerite stronzate….se al giorno d’oggi Abramo portasse il figlio sulla montagna perché sente delle voci che gli dicono di sacrificarlo, verrebbe internato in psichiatria…o se Gesù seccasse un fico con una maledì,ione perché quel giorno aveva la luna storta, verrebbe denunciato dagli ambientalisti. Quello che ti voglio dire, è di recuperare il giusto buonsenso riguardo a tutto e questo buonsenso si chiama “umanità” perfino in quei libri, che non si sono accorti di raccontare le brutture e le meraviglie dell’animo umano. E se cominci a renderti fiera di credere in te stessa, in questa affermazione sai che hai riunito tutti insieme i credo di tutti i tempi dell’umanità intera. Tra qualche vita ci arriva anche la tua interlocutrice, porta pazienza. Buona serata🙂

    1. Ciao CK e grazie infinite!
      Innanzi tutto per aver citato l’episodio dell’albero di Fico! Ogni volta che io la cito mi pigliano per pazza: nessuno lo conosce ed io non me lo sono mai spiegato (nè i sacerdoti a cui ho chiesto lumi, anche nel periodo in cui frequentavo Chiese e chirichetti). Grazie!
      Grazie anche per il ricordare al mondo (e a me) che la fiducia in sé stessi è il motore MOBILE che veramente muove il mondo, ne sono convinta e credo questo “credo” venga fuori in diversi miei post.
      Hai ragione, dovrei quanto meno esplicitare che uso la parola “credente” come abbreviazione di “credente in un essere supremo che alla fine della fiera giudicherà tutti gli umani elargendo premi e punizioni alla fine dei tempi, amichevolmente chiamato Dio”. Credo fermante in valori di rispetto e dignità dell’uomo.
      Si io ci credo e questo credo permea tutta la mia esistenza!
      Thanks a lot!

  4. Complimenti Cle!
    Io sono della convizione che gli atei siano molto più coscienti di molti credenti. Spesso parlano e citano brani della bibbia che un cristiano non conosce, spesso anzi sempre, sono più rispettosi dei cristiani stessi, rispettano la fede altrui pur non “sposandola”, ne parlano, ne discutono, ma non si sentono offesi per una frase detta in tutta tranquillità e senza un secondo fine. Forse chi crede, si sente sempre sensibile a questo tema, proprio per questo……

    detto da una credente, più o meno…

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