Caro Diario

Il Natale quando arriva, arriva…

Rileggo questo post ogni anno.
Oggi l’ho riletto in modalità “Madre” ed ho capito che quella volta in ospedale, quell’invito ad avvisare gli amici, non era per insegnarmi l’educazione, era per il mio bene: non farmi passare le feste in solitudine in ospedale.
All’epoca non avevamo Facebook, l’unico modo che gli amici avevano di farti sentire la loro presenza (per fortuna) era esserci fisicamente.
E ci sono stati tutti, anche quelli inaspettati, grazie solo a mia madre. ❤

Messaggi in Bottiglia

Il Natale lo vedo un po’ come una grossa lente di ingrandimento, un amplificatore, un microscopio, uno zoom sulla nostra vita, i desideri, i cattivi ricordi e quelli che si vorrebbero ancora costruire. Un enorme riflettore posto su quello che abbiamo e che abbiamo perso.

Ed è così per tutti, anche per chi al Natale non bada, non crede, per quelli che non fanno né albero né presepe, per quelli che non hanno soldi da spendere in regali e pensierini. Arriva e arriva anche per chi vorrebbe ignorarlo, perché tutto intorno c’è aria di festa, preparativi e l’aspettativa che in quel giorno, in quella settimana si sia tutti più buoni e più felici. Tutti: la vittima del crimine efferato, il carnefice; la famiglia distrutta e quella del Mulino Bianco. Tutti. Tutti pronti ad essere più sorridenti e benevoli, qualunque sia l’ombra che in quel momento o da sempre hai sopra…

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