Pensavo fosse stronzaggine, invece era depressione

Oggi è la Giornata Mondiale della Salute Mentale, il World Mental Health Day.

Era da tempo che volevo scrivere questo post, che volevo iniziare una serie di post sull’argomento, ed oggi è la giornata giusta, non solo per fare una sorta di coming out, ma anche per sensibilizzare, fosse pure una sola persona, su questo tema

Ho passato un periodo di depressione e… no, non è dipeso (solo) dal Covid e no… non è stato facile e immediato rendermi conto che ero depressa. Non ero triste, non ero pigra, non ero senza forze, non ero irritata, non ero svogliata e demotivata, non ero nemmeno una stronza. Ero Depressa.

E non è stata nemmeno la prima volta che sono stata depressa, ma non ero mai riuscita a dare questo nome alla condizione in cui mi trovavo. Il motivo? Ignoranza della materia ma soprattutto pregiudizio che dall’ignoranza della materia deriva.

Uno degli strumenti che mi ha aiutata ad acquisire consapevolezza e capire che mi trovavo e che mi ero già trovata in passato in uno stato di depressione è stata una pagina Instagram: The Real Depression Project, che ho iniziato a seguire perché “sensibilizzata” da un’amica che ne aveva condiviso un post.

E’ una pagina che si occupa di divulgazione su temi quali ansia, depressione e altri disturbi mentali, cercando non solo di rompere alcuni pregiudizi, ma anche di fornire informazioni utilissime a chi deve affrontare di persona situazioni del genere o si trova a vivere o sostenere una persona con simili problemi.

Eh no, non si è trattato per me di essere ipocondriaca e pensare di avere tutti i sintomi leggendo di questa o quella malattia. Mai e poi mai avrei pensato di poter dire di me che sono (stata) depressa, ma le spunte sulla lista di controllo erano davvero troppe, e soprattutto, andando a ritroso nel tempo, tante cose che non mi spiegavo di me stessa apparivano meno insensate se prese come manifestazione di una depressione minore. E il mio dialogo interiore ipercritico e “tossico” non mi aiutava nè a capirlo, nè ad uscirne.

Pensavo di essere una stronza che a periodi rifugge da tutto e da tutti. Invece, a periodi, ero depressa.

Pensavo di essere, una larva umana, pigra e inconcludente. Ero depressa.

Pensavo di essere arida e apatica, a periodi. Ero depressa.

Pensavo di non essere in grado di controllarmi con il cibo tanto da arrivare a superare i cento chili. Ero depressa.

Per frazioni di millesimi di secondo a volte ho pensato di farla finita, di liberare chi mi stava intoro dal peso della mia presenza. In quelle frazioni di secondo capivo lo stato d’animo di chi ha fatto o tentato il gesto per me più incomprensibile e folle (disperato) di tutti.

Non ne sono completamente uscita, ma la luce in fondo al tunnel la vedo molto bene ed è a pochi passi da me.

Informatevi su questi temi. Imparate la maniera giusta di comunicare con chi ha problemi di ansia e depressione e sensibilizzate gli altri.
Non siate tossici, nè con voi stessi nè con gli altri. Almeno, cercate di non esserlo la maggior parte del tempo e di non perpetrare schemi tossici che magari voi stessi avete subito, sia pure in buona fede.

Prendetevi cura della vostra salute mentale e di quella di chi vi sta attorno. E’ un lavoro duro. Ma occorre farlo.

Buona giornata mondiale della salute mentale.

E tu? Che ne pensi?

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