Nostalgia

Clementine, il cartone dimenticato!

La settimana dedicata ai diritti del bambino, celebrata su Facebook attraverso immagini del profilo raffiguranti il cartone preferito (per me Tom & Jerry!), è stata lo spunto per la caccia al cartone dimenticato.

In particolare io da anni tento di trovare su internet info, nome, storia di un cartone che mi ha per certi versi traumatizzata. Ne avevo ricordi vaghi e assolutamente non ricordavo nulla né della trama, né dei personaggi. Non lo seguivo, un po’ perché lo davano ad un orario non congeniale, un po’ perché mi terrorizzava per la presenza del diavolo (Malmoth), per il suo continuo apparire con una inquietantissimo suono di clavicembalo in sottofondo. Quella musica mi ha perseguitato per anni, ha contribuito ad alimentare la mia paura per il soprannaturale di qualsiasi specie, buona o cattiva. Non mi stupisce che non sia stato replicato o che molti non lo ricordino neppure!

Però aveva qualcosa di affascinante, come i film horror guardati attraverso le fessure delle dita che chissà perché non coprono mai perfettamente gli occhi davanti a scene inquietanti o splatter!

Per chi come me conserva qualche pallido ricordo di quel cartone e della sua storia ecco un breve sunto

Clementine e’ una ragazzina di dieci ani che vive in un paesello della Francia dei primi decenni del ’ 900 assieme a diversi amici, al fratellino Petit Boy (Matteo nella versione italiana) e al padre Alex, di professione aviatore. Durante un esibizione aerea Clementine si imbatte in un circo il cui crudele direttore, Mollache, tiranneggia gli artisti e affama gli animali. Nottetempo, Clementine e i suoi amici, aiutati dal clown e dalla trapezista fanno evadere gli animali. Il direttore del circo e’ però un servo del demone Malmoth, che per vendicarsi ordina a Mollache di sabotare l’aereo del padre di Clementine. Così, durante un volo, l ’aereo con a bordo la nostra eroina e suo padre precipita e si schianta. I due sopravvivono, ma Clementine resta paralizzata alle gambe. Un famoso dottore potrebbe forse curarla, ma Malmoth lo fa uccidere e sostituire con un suo servo che dovrebbe uccidere la bambina. Il falso medico viene smascherato ma adesso non c ’è più nessuno che possa curare Clementine che quindi sembra destinata a restare paralizzata. A questo punto entra in scena la fata Chimera, avversaria di Malmoth, dall’ aspetto di una donna dai capelli viola chiusa in una bolla di sapone. Ogni notte, per consolare la bambina, Chimera le fa da guida nel mondo dei sogni, dove Clementine incontra i personaggi delle fiabe e delle leggende e li aiuta a sventare i malvagi disegni di Malmoth. Nel frattempo, nel mondo reale, Clementine e la sua famiglia viaggiano attraverso vari paesi del mondo alla ricerca di un medico che la possa curare. I due scenari della storia sono in qualche modo connessi e così Clementine incontrerà Pinocchio in Italia, Niels Holgersonn in Norvegia ecc. Ad un certo punto Clementine riacquista l’uso delle gambe e vive nuove avventure ricche di azione nel mondo.

[Fonte: http://forum.anigate.net/index.php?showtopic=11986]

La trama ancora non vi fa apparire alcuni ricordo? Proviamo con il “supporto visivo”

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Malmoth, il diavolo                              Chimera, la fata                                  Clementine e il suo gatto.

Su Youtube purtroppo non ci sono episodi in italiano, beccatevelo in francese, anche se qui la musica è tipo Tom & Jerry

Cioè… a me è venuto un colpo al cuore e non credo da un pezzo al soprannaturale! Mi fa pauuuura!

Caro Diario, Nostalgia

Aggiungi un amico

Non sto per parlare di nuovo di Facebook e di contatti farlocchi o di potature di amicizie… Ma… con la pagina di Facebook aperta sulla maschera “Sei sicuro di voler aggiungere TizioCaio come amico?” mi sono fermata a pensare sul significato del mio click.dubbio

Ho un sacco di “contatti farlocchi”, e non per pusillanimità o perché sia una che la da a tutti l’amicizia, semplicemente frequento vari forum, vari blog, e molti contatti non sono persone che conosco di persona (purtroppo aggiungerei per taluni di loro) ma con le quali interagisco quasi quotidianamente.

E sono qui, sulla pagina di una persona da cui mi sono allontanata, che a volte mi manca ed altrettante volte maledico.

“Sei sicuro si voler aggiungere come amico?” Sembra un monito un invito a pensarci bene a cui prima d’ora non avevo mai fatto caso.

“Sei sicuro?” Si! perché questo passettino, questo inviarmi gli auguri stamattina è stato significativo per me, e lo apprezzo molto.

“Sei sicuro?” No… forse è solo un messaggio di cortesia che lascia il tempo che trova.

Sei sicuro"? Si! in fondo forse non cambierà nulla, ma potrebbe essere anche un mattoncino ino ino, un piccolo punto di sutura per una ferita che in fondo stava già cicatrizzandosi.

“Sei sicuro sicuro?” No… ma alla fine … cioè che sarà mai…

600px-MKwii_Bob-omb%5B8%5D[1]La maschera è ancora là… il cursore lampeggia sullo spazio per il messaggio.

Forse aspetto un segnale, forse aspetto un ricordo che sciolga il nodo, forse …

Forse ho già deciso.

Caro Diario, Nostalgia

Non chiamatemi secchiona (e nemmeno pupa)!

La prova scritta dell’esame di avvocato è andata bene grazie a Zeus, ora mi aspetta un’estate di studio e ripetizione per poter passare con dignità e sicurezza anche l’orale previsto in autunno.

Per la prima volta nella mia vita mi ritrovo a studiare per un esame dai manuali della Simone. Per chi non lo sapesse (e se non lo sa vuol dire che non ha mai dato un esame di diritto) le Edizioni Simone curano per l’area giuridica tutta una serie di manuali, codici, compendi, testi esplicati e chi più ne ha più ne metta rivolti a studenti di giurisprudenza e anche a (futuri) professionisti, o semplicemente gente che si affaccia ai concorsi pubblici. I prezzi sono accessibilissimi per tutte le tasche e la qualità sicuramente discreta.

Pur conoscendo l’esistenza delle edizioni Simone negli anni che ho passato all’università non li ho mai adoperati. Sarà che ho sempre organizzato il mio studio “per tempo” riuscendo quindi a preparare un esame di 1200 pagine senza troppi scrupoli su come fare per alleggerirmi il lavoro, sarà che comunque ho condotto questi studi con interesse e passione e non solo per prendere un pezzo di carta; sarà che non mi fidavo, … Insomma, non li ho mai usati.

Ne ho comprato qualcuno proprio in questi giorni: dovendo preparare 6 materie in poco più di due mesi, tanto meglio avere uno sgravio di pagine, visto che si tratta di nozioni e informazioni che devono solo essere rispolverate.

Si ma… che delusione. Linguaggio chiaro, lineare, scarno… Concetti spiegati come se dall’altro lato ci fosse un quattordicenne distratto e non un quasi professionista. Niente che stimoli il ragionamento, nessuna notizia in più a fare da cornice, niente che possa dare lo stimolo per un approfondimento. Certo… pensando a chi è digiuno di diritto e deve studiare per un concorso, i Simone sono la manna dal cielo, ma io mi sento davvero pusillanime e poco appagata a leggere queste pagine. Dove sono quelle belle pagine di diritto costituzionale che ti facevano portare un dito alla bocca e gli occhi in alto a sinistra in posa di riflessione? Dove sono? Non qui! Nulla togliere al prodotto in sé, ripeto…. ma per me è come mangiare una minestra senza sale, senza aromi, senza olio e scotta!

Più leggo e più mi chiedo: Davvero la gente supera gli esami studiando sta roba? Non è una questione di voto, ma davvero uno studente universitario si accontenta di tanto? Perché vogliamo laurearci conoscendo quasi meno del minimo indispensabile della nostra materia? C’è tanto altro da fare in giro, tanti mestieri con cui poter guadagnare più di un avvocato mal preparato…

A dispetto di quello che dicono o pensano in molti non è nostro diritto laurearci, è nostro diritto accedere ad ogni livello di istruzione, ma non conseguire un titolo ad ogni costo. Queste battaglie che ho visto fare per anni alle associazioni studentesche per diminuire il numero delle pagine… a che pro? Perché? Che senso hanno e a chi giovano?

Io vi chiedo soltanto una cosa: Vi fareste mai curare da un medico che ha studiato da un compendio (=riassunto)?  Che dell’anatomia conosce solo le ossa più grandi ma ignora nome e funzione di quelle più piccole? Non è un giusto paragone? Io credo proprio di si! Il medico ha nelle sue mani la nostra salute e talvolta la nostra vita mentre l’avvocato o il magistrato ha nelle sue mani la nostra libertà, il nostro portafoglio/conto in banca, i nostri diritti… Mica poco.

E’ vero la selezione la fa il mercato, ma prima che uno studente di giurisprudenza arrivi sul mercato del lavoro tempo ce ne vuole e lo studentello o la studentella di giurisprudenza a queste cose non pens (non sempre). I corridoi delle facoltà giuridiche sembrano passerelle, vetrine, bar… di tutto meno che luoghi in cui stanno formandosi i professionisti/dirigenti di domani. Se in Italia si andasse avanti per merito la cosa mi toccherebbe ben poco, anzi, tanto meglio per chi studia e studia seriamente… il problema è che capre e oche stanno dietro scrivanie che non sarebbero nemmeno degni di spolverare. Questo è quanto.

Ma sono uscita fuori tema (poi mi lamento dei voti bassi) quello che volevo dire è… domani vado a casa a prendere i miei e bei vecchi e grossi manuali… risfogliarli almeno mi darà maggiore appagamento (e/o forse la ragione dimenticata per usare solo Simone anche io!)

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Caro Diario, Nostalgia

Growing Brothers: Piccoli Fratelli Crescono

Inizio a pensare che vedere crescere il proprio fratello/sorella minore sia un po’ come un’anteprima di quello che accade quando ci si troverà a vedere crescere i propri figli: credi che siano sempre piccoli, indifesi, bisognosi di cure e attenzioni, che il momento di togliere le rotelle alla bicicletta sia ancora lontano. Mentre la tua vita procede, anche loro crescono, al loro compleanno non compri più il giocattolo X ma cose da “grandi”, non puoi più dire loro “Questo film non lo puoi vedere, c’è il bollino rosso“, non è più necessario stare attenta a che non accendano da soli il gas… 
Ti svegli un giorno e loro sono con la chiave inglese in mano intenti a togliere le rotelle dalla loro bici; tu sei lì a preparare la torta per il loro compleanno e loro a seguire una dieta iperproteica per mettere su massa muscolare… e  quelle candeline azzurre sono proprio fuori luogo!

Sarà che questo è un periodo di grosse decisioni per me, di importanti cambiamenti e di scelte decisive per la vita. Sarà che ho realizzato solo avanti ieri che ormai sono passati quasi otto anni da quando ho messo piede per la prima volta all’Università e ora sono alle prese con l’esame di avvocato… Solo da poco ho sbattuto il naso contro il fatto che mio fratello, la mia cuginetta che io vedo sempre “piccoli” hanno superato la soglia dei venti anni, hanno cambiato il loro fisico, il loro abbigliamento, iniziano anche loro ad affacciarsi sul mondo del lavoro e delle scelte autonome, da un momento all’altro potrebbero preparare la valigia e partire.

Stamattina ho accompagnato il mio fratellino (ino?) alla caserma per la canonica “visita militare” ormai riservata ai soli volontari. Lui aspetta questo giorno da tempo immemore ormai e credo che come ogni persona davanti ad un desiderio che sta per realizzarsi sia più timoroso che felice. La paura che si prova davanti alla porta dietro la quale si trova la meta del nostro pellegrinaggio è paralizzante a volte. Aspetti giorni, mesi, anni per arrivarci e poi con la mano sulla maniglia esiti… e più ci hai messo ad arrivare e più quella maniglia è pesante da girare.

Fortunatamente mio fratello ed io apparteniamo alla schiera di coloro che non si lasciano paralizzare dalla paura… ci accompagna sì, ma la portiamo con noi in tasca, silenziosa ma percepibile in quell’espressione un po’ seria, in quell’aria un po’ distratta e distante… è lì ma non vince, non manda all’aria il nostro sacrificoso cammino.

Ho perso l’appuntamento con gli esami di maturità di mio fratello, ma oggi sono qui ad aspettarlo al suo ritorno da questa piccola grande avventura. Quando era piccolino (per davvero) una volta, mentre era in procinto di partire insieme a mia zia per farsi una settimana in quel di Bergamo con lei, scoppiò a piangere quando toccò salutarmi. Era la prima volta che andava via senza di noi, era la prima volta che non avrebbe dormito in stanza con me. Gli dissi: “Di questo passo quando andrai al militare ti sfotteranno perché ancora dormi con tua sorella!!!”. Una frase semi-profetica visto che in questi giorni mio fratello è “ospite” da me e che dopo qualche annetto ci siamo trovati di nuovo a dormire nella stessa stanza.

Stanotte mentre lo sentivo respirare nel sonno mi sono accorta che il ritmo del suo respiro, il suono dell’aria che esce dal naso sono identici a quando era più basso e meno pesante di me… Se chiudevo gli occhi io tornavo ad avere io tredici anni e lui sette… Quando li riaprivo vedevo davanti a me una motagna di muscoli col respiro di un bambino…

E’ da stamattina che piango pensando a questo e non ne conosco nemmeno la ragione, anche perché in questo periodo sono in autentica overdose di emozioni.

Forse sono tesa perché lui è teso, perché questo è un esame importante per lui e per quello che ha sempre sognato di fare. Forse sono combattuta perché non so cosa aspettarmi che succeda. Sicuramente voglio che tutti i suoi desideri si realizzino ed entrare nell’esercito è uno di questi… Ma dall’altro canto so che non sarei tranquillissima se domani dovesse partire in una qualche missione. Non so se è più egoismo o spirito di protezione quello che provo ma in ogni caso il mio dovere di sorella è quello di sostenerlo nelle sue decisioni e nei suoi sogni ed essere pronta per qualsiasi cosa di cui dovesse avere bisogno oggi, domani, …

Ti voglio bene Gianky!

mc&gc

Cinema e Film, Nostalgia

Tutti Pazzi per Emilio Solfrizzi

Facile ora dire  “Mi piace Emilio Solfrizzi!”.

Facile ora dire “Oh però, il tipo che c’è ora a Love Bugs con Giorgia Surina, è bravo…”.

Qualcuno forse lo ricorda nei panni dell’avv. Guerrieri o nei panni del maestro delle elementari, o ancora tra i “Selvaggi” naufragati su un’isola deserta un decennio fa…
I più attenti ricorderanno le prime sue apparizioni su Canale 5, accanto ad Antonio Stornaiolo, alias Toti & Tata, come inviati dalla Puglia di Striscia la Notizia.

Solo i pugliesi o chi si è trovato per qualche mese in Puglia, o chi frequenta Puglia Channell sul satellite può sapere quale è in realtà il vero potenziale comico di quest’uomo.

Solo chi l’ha visto nei panni di Pier della Bier, di Chiavik, di Mino Pausa, di Piero Scamarcio (l’unico, il vero, il solo, grande Scamarcio) di Sciro Sciuffino… e chi più ne ha più ne metta, conosce la vera essenza di Emilio e pensa che potrebbe fare molto di più che l’attore di fiction, pensa che potrebbe approdare a Zelig come già ci è aprodato Gianni Ciardo. Solo chi conosce i trascorsi del caro Emilio come me, durante le scene serie dei suoi film, quando gli tocca piangere, sicuramente scoppia a ridere, perché piangere proprio non gli riesce, perché la faccia che fa quando si dispera in una scena seria è la stessa che farebbe quando deve far ridere!

La serie “Tutti Pazzi per Amore” in onda la domenica sera su Rai1 è gradevole… confesso che la seguo perché c’è Emilio, ma tutto sommato è fatta benino. Ah, oltre ad Emilio, ovviamente degno di nota è lo stimatissimo Neri Marcorè che tiene vive larghe parti del film. Carine anche le “parentesi” con Carla Signoris, la moglie di Maurizio Crozza, che conduce un finto talk show di psicologia in cui si psicanalizzano alcune scene del film. Meno divertenti (talvolta) gli intramezzi musicali, ma in fondo chi di noi non ha sognato ad occhi aperti di essere in un musical quando è innamorato??? Nonostante alcune pecche ed alcune noiosità gli autori di “Tutti Pazzi…” sapientemente sanno far accadere l’unica cosa un po’ più interessante proprio alla fine della puntata, di modo che la domenica successiva ci si ritrova a voler sapere “Emilio come la prenderà?”.

Nell’attesa della prossima puntata, andate su YouTube e cercate Emilio Solfrizzi, o Toti&Tata, e ne vedrete delle belle! Oppure leggete le poesie di Mino Pausa pubblicate su questo blog qui.

Qui sotto Emilio nei panni (rigorosamente di Acetato!) del mitico Piero Scamarcio. Che uomo, che uoooomoooooooo!

In giro per il Web, Niente di che, Nostalgia

YearBook Mania!

Il sito http://www.yearbookyourself.com  fornisce un inutile ma divertentissimo servizio: consente di crearvi un personale album stile annuario scolastico americano.

In realtà per noi donne ha un’utilità aggiuntiva: consente di sperimentare l’effetto di una nuova acconciatura senza il rischio di tragici ripensamenti!

Provatelo anche voi!
Per ogni anno è anche fornito un caratteristico sottofondo musicale in armonia con l’annata di riferimento! 😉

Intanto date uno sguardo alle mie foto a questo link!

                                    1972                                                                    1958

myYearbookPhoto1972 myYearbookPhoto1958