Caro Diario, Depeche Mode, Musica, Pozzo dei Ricordi

Esattamente 5 anni fa…

…buttavo giù questa recensione del mio primo grande vero concerto: il concerto dei Depeche Mode al Forum di Assago, pubblicata sulla fanzine del DM Fan Club Italia.

Visto che voglio aprire una nuova categoria, ossia ricopiare le mie vecchie pagine di diario di tanto in tanto qui sul blog (commenti degli amici compresi), l’occasione è davvero ghiotta!

E’ un po’ lunga, ma credo che chi ha i Depeche Mode nel cuore apprezzerà. Per gli altri… arrivederci al prossimo post! Occhiolino

“Overflowing Senses”

Dovendo descrivere il paradiso il sig. Dante esordì dicendo di essere in grande difficoltà: averlo visitato era stata un’esperienza talmente forte da scioccarlo ed impedirgli di ricordare tutto quanto avesse visto. E quello che pur ricordava lo emozionava al punto che tradurlo in parole era una vera impresa… Trovate esagerato paragonare il viaggio allucinato di Dante con l’aver assistito al concerto dei signori Depeche Mode?! Oh no! Non lo è affatto, soprattutto per chi scrive si è trattato della realizzazione di un sogno, più che la “soddisfazione di un priscio”!

Io dovevo vederli dal vivo: Ho scoperto che ascoltavo i Depeche Mode già da bambina, stravedevo per “People are People” e “Master & Servant”; ma ne sono diventata “fanatica” (scoprendo che si trattava di loro) solo da un paio di anni: le canzoni del sig. Lee Gore (o Lee Genius come diceva uno striscione al concerto!) si apprezzano solo dopo aver compiuto i vent’anni.

Aspettavo il loro concerto in Italia come un bambino povero aspetta Babbo Natale.

Dovevo essere lì a ricevere i pugni nello stomaco in cui si tramutano le parole di Martin ogni volta che ti arrivano all’orecchio per mezzo della voce calda di Dave; arrivano per graffiarti l’anima, per incidervi sopra emozioni, per renderti dipendente delle loro musica.

Non potevo perdermi l’evento! E devo ringraziare due persone, oltre alla mia testa dura, per essere riuscita nell’impresa: Paola & Manuel. Grazie! Ho un biglietto tutto rosa per il concerto di Locarno come segno della mia riconoscenza, cara Paola…

 

Come è stato il concerto? Volete un giudizio obiettivo? Critico?! Beh… rivolgetevi a qualcun altro ché non sono la persona adatta, sono troppo di parte: era il mio primo concerto dei Depeche Mode. Il mio primo, vero, grande concerto in assoluto; era il concerto dei miei idoli. Per me anche solo un “rutto” di Dave sarebbe stata una performance d’eccezione! J

Mi sforzerò, però, di essere almeno un poco obiettiva…

Partirei con il parlare bene della scaletta delle canzoni, con la premessa che 25 anni di carriera è difficile riassumerli in una dozzina di canzoni, e che inevitabilmente qualcuna delle nostre preferite sarebbe stata sacrificata. In ordine sparso ci sono state proposte le prime 7 tracce da PTA ed una sfilza di cavalli di battaglia (tutti ex-singoli per giunta) da “Everything Counts” a “Walking in My Shoes” passando per i 4 mostri sacri di “Violator”. Personalmente ci tenevo molto ad ascoltare dal vivo “Personal Jesus”, “I Feel You”, “Home”, “John the Revelator” e “Never Let Me Down Again”… e sono stata accontentata… eccome, ragazzi! Ci penso e mi tremano ancora le mani per l’emozione! Per la verità avrei volentieri barattato “A Question of Lust” con “Somebody” o con “Shake the Desease”. Chi ha assistito al concerto del 18 per la verità Shake l’ha sentita (mi dicono) eseguita da Martin al piano… mitigo l’invidia per queste persone consolandomi del fatto che a loro è toccata “Damnage People” ed a noi invece “Macro”. Sicuramente Damnage vanta un testo bellissimo ma dal vivo vedo più azzeccata Macro, anche per il silenzioso “farsi da parte” di Dave che rimane sul palco per far da controvoce a Martin, ma non attira su di sé l’attenzione, come magari ama fare durante gli assoli di chitarra: la scena è solo di Martin che sul palco, nel complesso, ci sembra sempre più a suo agio. Dotato di un vasto assortimento di chitarre (ne ho contate almeno 7 diverse) zompetta di qua e di là con le sue alucce da Dark-Angel, uno strano cappellino che lo fa somigliare ad un galletto, lacrime di luce sotto gli occhi ed un calore, una tenerezza che ti arrivano all’anima. Ad un certo punto però qualcuno da sotto il palco ha strabuzzato gli occhi: pare che il buon Martin sotto il gonnellino porti cosa? Un perizoma! E bravo Mart! Ti merito proprio un abbraccio affettuoso ed un bacio sulla fronte. Dave in chiusura del concerto, alla fine di “Goodnight Lovers”, lì in fondo alla passerella, ha fatto esattamente quello che avremmo fatto tutti in quel momento: darti un bacio carico di affetto e gratitudine per le emozioni che ci regali da decenni ormai.

Andy?! Andy ad un certo punto l’ho visto fumare una sigaretta tante sono le cose che a lui non spetta fare sul palco! Le foto in cui è stato ritratto lo riportano sempre nella stessa identica posizione… Fantastico! Lui è lì perché è amico di Martin, era con lui sin dai tempi dei “Composition of Sound” prima ancora che arrivasse David Gahan… e, secondo me, il nostro biondo angioletto mostra anche in questo la persona meravigliosa che è tenendo con sé l’amico di sempre!

Tuttavia è da dire, per noi che eravamo sul lato destro del palco, “Per fortuna che c’era il sig. Fletcher!”. Dave ci ha un po’ trascurato e quelle volte che passava dal nostro lato la gru con la telecamera toglieva un po’ (…un po’?) la visuale, invece Andy si girava spesso a salutarci, con l’espressione di uno zione che non ti conosce bene perché lo vedi poco, ma che è sempre carico d’affetto anche per il nipote di cui non ricorda il nome! E poi, dopo 25 anni insieme, Dave si è ricordato di presentarlo al pubblico! Insieme, per altro, al resto della band (e non posso non inviare ora un “formidabile” all’indirizzo del batterista!), band quest’anno senza coriste.

Dave?!

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