Cinema e Film

Me Contro Te – Io sto con Luì e Sofì!

Se avete bambini in casa dai 4 anni in su è molto probabile che abbiate dovuto accompagnarli al cinema a vedere La Vendetta del Signor S, oltre che in edicola a comprare album, slime e braccialetti vari.

Forse siete anche tra quelli che sui vai social o chiacchierando con gli amici si sono lamentati del degrado del cinema italiano, della scarsa qualità del film dei me Contro Te, dell’infimo livello artistico, ecc… ecc…

Dico… Ma davvero? davvero sentite la necessità di tirare fuori il critico cinematografico mancato che è in voi sparando a zero sul film dei Me contro Te?

Personalmente sono una grande ammiratrice di Luigi e Sofia, e parlo da mamma, da creatrice di contenuti per Blog/YouTube con più di 10 anni alle spalle all’attivo e da “spettatrice”.

Innanzi tutto chiariamo una cosa (per me lapalissiana, ma evidentemente non evidente a molti): il film in questione altro non è che un lungo episodio di una web serie per bambini.

Rileggetelo: per b-a-m-b-i-n-i.

E no! Non ve ne uscite con la fregnaccia che i film Disney sono per bambini e sono di tutt’altro spessore. NO! Quelli della Disney sono film d’animazione con più livelli di lettura che possono piacere ed appassionare (per motivi e livelli di significato diversi) persone di qualsiasi età.

Il Film dei Me Contro Te è una lunga puntata della web serie dedicata ai bambini soltanto. Punto.

Se non vi è chiaro il concetto, pensate al film di Sex & the City o il recentissimo Downton Abbey proposto al cinema e credo anche X-Files (quest’ultimo a differenza degli altri due non lo seguivo per cui concedetemi di fare cenno a qualcosa che non conosco). Questa tipologia di film altro non propone sul grande schermo che una puntata epilogo di una serie televisiva con largo seguito. Film in teoria fruibili da chiunque, ma nello specifico interessanti per davvero solo per chi la serie l’ha seguita e amata. In questo caso: i bambini! Non Martin Scorsese o il novello critico cinematografico di Canicattì. I bambini.

Chiarito l’evidente, vi dico perché a me non è pesato affatto andare al cinema, e anzi mi sono abbastanza divertita e mi sto ancora divertendo tantissimo a vivere tutto quello che ne segue con mia figlia: dall’imparare la coreografia di Insieme (canzone che potrebbe benissimo essere proposta allo Zecchino d’Oro), all’andare a caccia dell’album di figurine a continuare a vedere quei due bravi ragazzi sullo smartphone.

Io ammiro sinceramente questi due ragazzi, e lo dico, di nuovo, da persona che sa che creare contenuti di qualità online non basta per avere successo. Serve qualcosa in più. Non bastano le visualizzazioni ed i like a renderti imprenditore digitale, serve indole imprenditoriale, intelligenza nel sapersi circondare dei collaboratori giusti, creatività e perseveranza (lo stesso discorso vale anche per i detrattori della Ferragni).

Si. Più su ho detto “contenuti di qualità”. Per quanto non mi piaccia lasciare mia figlia troppo tempo davanti ad uno schermo, se guarda Luì e Sofì almeno sono tranquilla: so che non ascolterà parole non adatte alla sua età né vedrà cose non adatte alla sua età. Si farà qualche genuina risata e, onestamente, pure io assieme a lei. Certo: non imparerà la storia antica o l’algebra, ma per quello c’è la scuola, i documentari e National Geographic (Disney+ ti aspettiamo con fervore!). Non posso dire lo stesso di tantissimi altri canali YT destinati ai bambini che trovo non solo non educativi (e ci sta) ma per certi livelli diseducativi o portatori di messaggi non chiari per le fasce di età più basse.

Sofì e Luì sono stati bravi e auguro loro una ancora lunga “carriera” e di evolversi dopo in maniera ancora proficua per loro.

I detrattori di gente come i Me contro Te sono della stessa pasta di chi, davanti ad un’opera di arte moderna o contemporanea, commentano: Potevo farlo anche io! Anzi! son capace di farlo meglio.

Bene, vi dico: non lo avete fatto (altrimenti al cinema ci sarebbe il vostro film ora e in edicola le vostre figurine) e vi invito a farlo. Se avete ragione avete solo da guadagnare.

Ma, ripeto, da persona che crea contenuti per il web da più di 10 anni, sappiate che dovete dedicarvici con costanza e perseveranza.

Anche a me capita da foodblogger e YT creator di vedere blog e video meno curati del mio eppure con millemila visite in più, millemila followers in più, interazioni in più… Potevo farlo anche io? Forse si, forse no! La qualità non basta. Occorre essere costanti (cosa che a me è sempre mancata) e occorre dare al pubblico ciò che vuole in larga parte, non quello che vorremmo vedere noi come spettatori. Non sempre le due cose sono in linea.

Quando vedo colleghi blogger o youtuber avere successo, sono genuinamente contenta per loro e li ammiro perchè son bene quanto lavoro c’è dietro i singoli contenuti che si possono postare.

Inoltre, voglio spendere due parole su Sofì. Lei è l’incarnazione dei sogni di ogni ragazzina, me e te che leggi comprese. Quando cantavamo davanti allo specchio con la spazzola in mano abbiamo tutte sognato di diventare delle cantanti/performers famose.

Io ho sempre amato la musica rock e sono sempre stata consapevole che la mia voce, sia pure intonata, non mi avrebbe consentito più che qualche canzonetta pop o il coro della chiesa per cui non ho mai realmente perseguito la passione del canto.

Chi lo sa? Magari anche a Sofì piacerebbe avere una voce più graffiante e le piace ascoltare il rock, ma… fa canzonette per bambini. Eppure si esibisce davanti ad un vasto pubblico che la adora, la ammira e vorrebbe genuinamente esser come lei. Addirittura, il suo fidanzato ha composto una canzone dedicata a lei con tanto di video di successo.

Io non posso che dirle Chapeau!

Io non ho avuto lo stesso coraggio di mettermi in mostra con i miei talenti. E parlo della cucina. Non più del canto!

Quando aprii il mio canale YT 11 anni fa fui poco dopo assunta nello studio legale che è stato per me il primo vero lavoro. Decisi di mettere da parte le velleità youtuberistiche per evitare di danneggiare l’immagine dello studio per cui lavoravo. All’epoca non era così generalizzato e “normale” per chiunque avere un canale YT, e poi la mia idea era di essere spiritosa, giocosa come ero di persona. Temevo un giudizio negativo e ripercussioni negative, sia sul lavoro, sia da parte di chi mi conosceva sia da parte degli haters.

Oggi, forte della mia professionalità acquisita in tanti anni, non solo non me ne curerei, ma se un cliente dovesse fare problemi sarei io quella che non vorrebbe averci a che fare. Oggi, con due figli ed il lavoro, é il tempo che scarseggia! Non la volontà di mettersi in gioco! Eppure, la mia forte autocritica mi inibisce ancora tanto.

Anche per questo ammiro sinceramente chi se ne infischia e fa quello che gli piace su YT o su qualsiasi altra piattaforma, senza paura di essere giudicato, senza l’affanno di dover avere per forza un certo numero di like e followers. Io, mi scoraggio sempre un po’. Dopo il lavoro che ci metto per preparare una ricetta, fare il montaggio video, le foto, la didascalia e tutto, il basso numero di visualizzazioni mi porta sempre a chiedermi “qui prodest?” a che pro? A beneficio di chi o cosa?

Chissà dove sarei ora se 11 anni fa avessi cominciato con la giusta costanza e perseveranza il mio canale YT senza lasciarmi sopraffare dalle pippe mentali.

Persone come Sofì e Luì se si sono fatti pippe mentali le hanno egregiamente e a buon ragione superate ed ora hanno il meritatissimo successo che il pubblico concede loro.

Bravi ragazzi.

Io faccio il tifo per il #teamtrote sempre.

Cinema e Film

Frozen II – Il Segreto di Arendelle. Che delusione!

Il film più atteso dalle bambine (e loro genitori) degli ultimi 7 anni. Che lo abbiate visto al cinema la prima volta nel 2013 o sul divano di casa vostra gli anni seguenti, avete sicuramente in programma di portare le vostre pargolette (e forse anche qualche pargoletto) a vedere come prosegue la storia di Elsa e Anna. Mia figlia, per esempio, è arrivata al cinema al primissimo spettacolo, vestita di tutto punto con la mise invernale di Elsa!

Volete il mio spassionato consiglio: lasciate che le bimbe accompagni qualcun altro e prendetevi il pomeriggio libero per fare altro. Il film (a mio parere) non mantiene assolutamente alcuna promessa.

E’ raro che io mi annoi al cinema, specie con i film di animazione che come genere mi piace molto, a prescindere dall’età.

Ho trovato Frozen II non solo noioso ma del tutto disallineato con la storia del primo.

Anna continua a battere e macinare record di insopportabilità.
Il cambiamento e la crescita di Elsa sono praticamente abbozzati e non le si da il giusto spazio (sempre Anna rompe immensamente le scatole anche in questo).

L’unico a dare un po’ di movimento è Olaf ma decisamente non basta.

Le canzoni sono NOIOSISSIME e difficilmente diventeranno dei classici, non solo come quelli del primo Frozen, ma anche di quelli di film della Disney di minore successo. Sembra San Remo di terza categoria. Quella che canta Kristoff è talmente imbarazzante da fare male alle orecchie. Massimo di Cataldo mi ha regalato versi migliori negli anni 90. E ve lo dice una che passa i pomeriggi a cantare Tranquilla, Let ig Go, Hakuna Matata e Un Poco Loco… Insomma: ne so qualcosa di tormentoni Disney!

L’impressione che ho avuto (soprattutto per il tipo di canzoni inserite) è che gli sceneggiatori abbiano più guardato al possibile sequel del Musical (che sta avendo un grandissimo successo e che spero di poter vedere un giorno dal vivo) più che al sequel del cartone in sé.

La storia narrata, se si conosce il primo capitolo (se avete figlie sotto i 6 anni lo conoscete a memoria) semplicemente è incoerente con quella originaria, l’unica cosa che tiene insieme i sue film è la presenza degli stessi personaggi, di cui comunque non si tiene conto del come sono stati già presentati (se non volete spoiler non proseguite nella lettura).

Ad esempio, la madre di Elsa nel primo capitolo è del tutto inconsistente e assente, non dice una parola in tutto il film, lascia tutte le decisioni (per giunta sbagliate, come già detto in quest’altro post) al marito. Adesso scopriamo che la mamma di Elsa era una entità magica… e porca miseria non poteva dare direttive migliori per l’educazione della figlia prima? Non potevano guidarla un po’ meglio invece di farla crescere attanagliata dalla paura di quello che era? Tutta la forza di questa donna (la mamma di Elsa, che ha salvato il futuro re) svanisce quando assume il ruolo di moglie? No… semplicemente non c’è coesione tra i due capitoli e la storia è stata inventata a posteriori per far soldi su un marchio (Frozen) che avrebbe assicurato bei soldi al botteghino.

Ma anche volendo sorvolare sul fatto che i due capitoli non sono stati ben collegati tra loro e considerando “Il segreto di Arendelle” come film a se stante, direi che proprio non scorre fluido. Le scene sono mal legate (sia pure ben disegnate), inframezzate da richiami e citazioni del primo film (o addirittura di altri film Disney). La trama non si dipana, sembra vada a singhiozzi e la comprensione di quello che accade o del perché deve accadere si fonda sostanzialmente sugli spiegoni di Anna (e sapete come la penso su Anna).

Certo, incasserà tanto perché sulla locandina c’è scritto Frozen, ma se potete mandare le bimbe al cinema con gli zii o con l’amichetta, fatelo! Voi impiegate quelle due orette per una passeggiata con vostro marito o le vostre amiche. Anche perché poi a gennaio vi tocca pagare di nuovo pegno con il film dei Me contro Te!!!
Tanto, quando uscirà il DVD oppure in streaming su Disney+ avrete modo di colmare la curiosità a prezzo e sacrificio nettamente inferiore.

Ripongo ora tutte le mie attese in fatto di secondi capitoli su Trolls 2!

PS: Elsa dorme tutta truccata. #sapevatelo.

Cinema e Film

Un accurato spaccato di Internet in… Ralph Spacca Internet!

Attendevo il secondo capitolo di Ralph Spaccatutto da quando è uscito il primo (che mi è piaciuto un sacco), ma soprattutto da quando recentemente è diventato uno dei film Disney preferiti di mia figlia di 3 anni (nonostante non si canti per nulla… nel primo).

Sono andata al cinema pensando che il primo Ralph Spaccatutto fosse per i “bambini” nati negli anni 80 ed il secondo fosse invece adatto ai ragazzini di oggi.

Sarà che come sempre i film Disney hanno molteplici chiavi di lettura, che a mia figlia serve sempre qualche visione in più prima di appassionarsi ad un film (anche se durante Animali Fantastici e Bohemian Rapsody è stata inaspetattamente più buona!), ma sono uscita dal cinema pensando che il pubblico ideale di Ralph Spacca Internet continui ad essere quello dei bambini nati negli anni 80!

Si badi! Non è un giudizio negativo, è un modo per dire che i bambini, se pure potranno appassionarsi alla storia, ci vorrà loro un po’ più di tempo perché la comprendano ed apprezzino.

Credo che Ralph Spacca Internet tra qualche anno costituirà una specie di documentario che spiegherà alle generazioni future come funzionavano Internet ed i Social nel secondo decennio degli anni 2000 e di come alcuni tratti negativi o disfunzionali delle persone, trasportate in Internet possano essere distruttive e dannose.

Bello, da vedere, ma… meglio il primo! 🙂

PS: Felix e Calhoun sono adorabili! ❤

Cinema e Film, Musica

Bohemian Rhapsody, il film che aspettavo da una vita.

In Italia abbiamo pure aspettato un mese in più rispetto al resto del mondo.

Che Rami Malek sia stato spaziale ed il film bellissimo potete leggerlo altrove.

Io esco dal cinema oggi ultra commossa e grata a Rami Malek per la sua interpretazione ed al regista Bryan Singer, per avermi proiettato nei concerti live di una delle band che più hanno influenzato il mio orecchio musicale.

Vedere il film mi ha catapultato dritta a circa 27 anni fa, mi ha fatto rivivere il momento in cui ho appreso della morte di Freddy Mercury.

Avevo circa 9 o 10 anni. Ricordo che non appresi della sua morte dalla TV o dalla Radio, ma da un’amica di un’amica.

Ero una bambina, forse era domenica, eravamo uscite dal catechismo, non so. Ricordo che passò una macchina e suonava a tutto volume Another one bites the dust. L’amica della mia amica disse: “Mado’, quando ascolto questa canzone mi viene in mente sempre quel cantante che la cantava, …

Dentro di me pensai “quel cantante con i baffi, è FREDDY MERCURY dei QUEEN” (avrei aggiunto “CAPRA” se fossi stata più grande).

la tipa continuò… “quello con i baffi, che è morto”.

Morto… Per me tutto tacque in quel momento.

Fu la prima brutta notizia in campo musicale che ricordo di aver ricevuto e non ci potevo credere. A differenza delle mie amichette sapevo il nome di “quel cantante con i baffi” ma non sapevo che era morto.
Tutto attorno a me per un attimo scomparve, mi sentii disorientaata e stordita.
Vedevo la mia amica e la sua amica parlare, sorridere, ma non sentivo la loro voce. Non avevo idea di che cosa potessero parlare con naturalezza dopo quella notizia per me scioccante.
Mi chiedevo quando diavolo fosse successo, mi tormetava l’idea che non avrei mai più potuto ascoltare una “nuova” canzone dei Queen, che avevamo perso Freddy Mercury ed il mondo era inesorabilmente più povero.
Ma più di ogni cosa si era infranto il sogno di assistere un giorno “da grande” ad uno dei loro concerti. Assistere a concerti dal vivo di vari artisti è da sempre stato una costante nei miei sogni, e, devo dire, ancora lo è. In un istante un piccolo grande sogno si era vaporizzato lasciandomi in un mare di amarezza. Sapevo già allora che la voce di Freddy era insostituibile, che non c’era un altro frontman al mondo capace di sostituirlo.
Ricordo che trattenni a fatica le lacrime. Approfittai del vento freddo invernale per chiudermi fino al naso nella mia giacca a vento, nascondendo tristezza e voglia di essere altrove a piangere a dirotto. Non ricordo altro di quel giorno, nemmeno chi fossero le amiche che mi diedero quella notizia infausta. Ricordo il vento, un nodo alla gola, nebbia attorno a me e le lacrime ricacciate a fatica in dentro.

Insomma… ero niwnt’altro che una bambina, ma amavo la musica e la musica dei Queen in particolare. Per me era sempre stato presente da quando ero nata. Era strano immaginare un mondo senza Freddy.

Fortunatamente non ci ha lasciati del tutto. Lui richiecheggia immortale nella sua musica.

Non serve dire che ho atteso per anni questo film. Ho temuto per largo tempo che dessero la parte a Sacha Baron Cohen dopo Borat e sono arci grata ad Hollywood per aver affidato questo arduo compito al talento incommensurabile di Rami Malek.

In qualche modo mi ha restituito un piccolo grande sogno: assistere e partecipare in contemporanea con altre persone ad una performance indimenticabile del mio, del nostro, amato Freddy.

Mi ha emozionata. Fosse stato per me, sarebbe potuto durare anche sei ore. Non chiedetemi una recensione, non chiedetemi pareri da esperto del cinema. Sono totalmente di parte e in preda alle lacrime.

Persino mia figlia (che ha dormito per metà film) ha detto che le è piaciuto e tanto mi basta (per inciso, a lei basta che nei film si canti!).

E’ uno dei ricordi migliori che conserverò del 2018.

Grazie Rami Malek. Per me ti sei guadagnato un posto tra le leggende del cinema al pari di Christofer Reeve. Sei e rimarrai sempre chi ha dato di nuovo vita a Freddy Mercury, ad una vera e propria leggenda del nostro tempo. Sei stato immenso, grande espressività e fisicità. Bravo.

Grazie Freddy Mercury, per la forza e la potenza del tuo messaggio, della tua vita, della tua musica.

Con immutato amore.

Cle

Caro Diario, Cinema e Film

Gli insegnamenti Dinsey (per i genitori): Frozen

I film della Disney sono belli da vedere a tutte le età.

Soprattutto, hanno insegnamenti per tutte le età.

Provate a rivederli non semplicemente “da grandi” ma “da genitori”, approfittate della 1727920479021esima volta in cui vostra figlia vuole vedere la taluna principessa per mettervi in ascolto.

Provate a vedere Rapunzel con gli occhi del genitore (immedesimandovi nel ruolo del finto genitore e non della protaginista) o Frozen.

Anzi, prendiamo proprio Frozen. Lo conosco a menadito ed ogni volta che lo rivedo l’unica chiave di lettura che riesco a dare è che i genitori di Elsa hanno sbagliato completamente il loro approccio educativo (nonostante i Troll abbiano detto subito cosa dovevano o non dovevano fare).

Frozen non è un film sul rapporto tra sorelle (quello è come lo vedono le bambine). Frozen è un film sugli errori dei genitori.

Ora. Partiamo da un presupposto: i genitori sono umani e come tali sbagliano. Siamo animati da buone intenzioni, spirito di protezione, ci portiamo dietro fardelli, facciamo del nostro meglio ma… sbagliamo. Anche quando abbiamo ben chiari nella nostra mente un elenco di errori che non vorremmo commettere e comportamenti che ci imponiamo di non assumere, su mille altri fronti sbaglieremo. E’ la vita!

Torniamo a Frozen.

C’è una bambina con un potere straordinario e terribile, peraltro strettamente collegato alle emozioni che prova, positive o negative che siano.

Per “proteggerla” (intento nobile) i genitori di Elsa (in realtà il padre, la madre non proferisce parola per tutto il film, altra cosa vergognosa) prendono la più sbagliata delle decisioni: trovare ogni volta modi e sotterfugi per nascondere a tutti questa caratteristica della loro figlia e fare in modo che non si manifesti (in pratica decidono di negare la natura della loro figlia, impedirle di essere quello che è, facendola sentire sbagliata).

Lasciano Elsa fondamentalmente da sola, in balia delle proprie paure che anzi assecondano non abbracciandola mai, non rassicurandola, in pratica dincendole che non c’è soluzione al suo problema, se non quello di nasconderlo, nascondersi e evitare ti toccare chiunque, persino i suoi familiari. Persino coloro che dovrebbero amarla in maniera incondizionata e qualunque sia il pericolo in agguato: i suoi genitori.

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L’effetto è catastrofico: l’incapacità di Elsa di comprendere e accettare se stessa, di gestire il proprio potere e imparare ad usarlo. Elsa percepisce se stessa solo come un pericolo, riesce a vedere solo il lato negativo delle sue qualità. Elsa non crede di poter vivere in altro modo se non da sola. Non crede che qualcuno possa mai aiutarla. Non crede che qualcuno possa essere felice standole vicino. E dato che il potere è direttamente proporzionale alle emozioni che prova, questa poveretta è per tutta la vita in preda alla paura ed al senso di colpa per quello che è, in balia di un potere terribile che non sa controllare. Ostaggio della solitudine.

Si dice che le nostre caratteristiche più spiccate sono poi quelle che ci fanno apprezzare e detestare allo stesso tempo. La verità è che siamo noi ad odiarci (o a non apprezzarci) molto spesso per delle qualità che agli occhi dei nostri genitori (o di chi a vario titolo ha costituito una guida per noi) non erano desiderabili. E’ molto probabile, però, che quelle attitudini per cui siamo stati rimproverati da piccoli, costituiscono oggi punti di forza nel nostro curriculum vitae. Pensateci!

Non è facile prendere ogni giorno le decisioni giuste. Non è facile trovare sempre il modo più adatto per dire ai nostri figli cosa è giusto e cosa è sbagliato, senza traumatizzare l’identità del bambino che si sta formando. Non è facile immaginare le conseguenze negative di una frase detta male o di un abbraccio non dato.
Non è facile con 8 ore piene di sonno alle spalle, figuriamoci quando 8 ore si dormono in un totale di 3 giorni.

Non è facile. Ma possiamo farlo almeno per la maggior parte del tempo.

Ad Elsa sarebbe bastato che suo padre quando lei si ritraeva per non essere toccata, l’avesse abbracciata, avesse messo da parte la paura di restare congelato per dimostrare alla figlia che le era vicino (probabilmente pensava di “proteggerla” dall’ulteriore senso di colpa di far morire anche il proprio padre, l’intento era buono ma la decisione era dettata dalla paura, il più grande nemico dell’amore).

Ora, essere genitori ci da due grandi chance nella vita: la prima è quella di comprendere e perdonare i nostri stessi genitori per quegli errori che hanno potuto commettere con noi; la seconda è impersonare noi stessi i genitori che avremmo voluto avere (contemperando quei “desideri” con la maturità ed il senno di poi).

Guardare i film della Disney ci offre un ventaglio maggiore di esperienze da cui attingere insegnamenti.
Insegna ai vostri bambini ad essere più coraggiosi, intraprendenti e leali nella vita.
Può però anche insegnare a voi genitori quale dovrebbe essere l’attitudine giusta per consentire ai vostri figli di realizzare grandi cose nella vita, prima tra tutte, la loro stessa felicità.
Vi insegnerà a non caricare i vostri figli delle vostre paure.
Paradossalmente credo che per ciascuno di noi superare le paure tramandate dai nostri genitori sia molto più difficile (talvolta impossibile, specie se radicate nel nostro più profondo subconscio) che non superare le nostre paure, di cui conosciamo e ricnososciamo l’origine, a cui sappiamo trovare una soluzione.

Coraggio, allora! Ce la possiamo fare!

Ripensate a quando da piccoli avevate una paura terribile del buio ma vi mostravate coraggiosi davanti al vostro fratellino o cuginetto più piccolo.

Proteggete i vostri figli. Proteggeteli anche dalle vostre paure.

Cinema e Film

CineMAH presenta:INFINITY GUANTY persy a scuoly

Non serve recensire un film se c’è Leo Ortolani che lo fa magistralmente bene! Ah… SPOILER!

Come Non Detto

Vi dico subito che questa pseudo recensione contiene spoiler, glutine, tracce di frutta secca in guscio e lattosio. Non dite che non vi avevo avvertiti. E comunque, dai, ma che vi frega, tanto è un film Marvel, mica LA MOGLIE DEL SOLDATO! Anche se non lo avete visto, ve lo avranno raccontato i milioni di spoileratori professionisti che vivono solo per andare al cinema prima di tutti, prima anche del regista e degli attori, solo per il gusto di dirvi “Ah, ma non lo sai che Furenzio è MMOOORTOOOOO?” E Furenzio è lui.

Buio in sala. Si comincia. Con quella cosa che mi piace un sacchissimo che è il logo dei Marvel Studios. Quando lo vedo, con la sua musica trionfale, per me son già a posto così.

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