Leggendo il Giornale...

Dal Blog di Marisamoles: IMPOSSIBILE SPIEGARE LA GUERRA AI BAMBINI

Commentavo questo articolo di Marisa e ne è venuto fuori un mezzo post.
Non mi capita spesso di affrontare questi temi sul mio blog, ma l’argomento riguarda tutti.

“Spesso mi trovo a pensare all’onnipresenza della guerra nella storia.
Storia che senza soluzione di continuità poi è diventata cronaca.
I miei pensieri sul punto sono affastellati e non sono in grado di metterli in ordine.
Il primo pensiero, quello più spaventoso, è che se c’è sempre stata è parte integrante della natura umana e ci sarà sempre finché ci saranno umani (leggi una nuova grande guerra mondiale potrebbe distruggerci).
Da piccola pensavo che la guerra in epoca contemporanea esistesse solo per paesi meno sviluppati, ma poi arrivò la Guerra del Golfo e da lí il passo per realizzare che in fondo dalle guerre mondiali raccontate nei libri non erano poi passati secoli, fu breve.
Non so se fossi solo io così sciocca (cmq avevo poco più di dieci anni) da non rendermi conto sino ad allora che la guerra non era solo una faccenda “da libri di storia”.
Non so quanto sia possibile iniettare nei bambini e nei giovani l’idea della pace, educarli in tal senso, quando i libri di storia sembrano dirci che non ce ne siamo mai potuti liberare.
Spesso si dice che alla gioventù del nuovo millennio è mancata la guerra (in casa propria), per cui hanno perso il senso del valore delle cose.
Sarà vero?
La funzione della guerra, dunque, è educativa? La caducità delle nostre vite e delle nostre case è l’unica via per apprezzare quello che si ha? Spero proprio di no!
Il sentire comune tra giovani e non giovani credo sia che la guerra (non in casa) sia una cosa che appartiene alla TV, alla fiction anche se se ne parla al TG, non è reale, non è presente qui (a casa mia) ed ora quindi non è un mio problema.
È uno scenario inquietante.
Ai bambini, giovani, uomini e donne di tutto il mondo forse bisognerebbe dire che la guerra c’è, che finché c’è è un problema che riguarda l’umanità intera, che per estirpare questo male dalla Terra occorre una collaborazione globale.
La guerra deve diventare il nemico comune di ognuno di noi.
Non di tutti e nessuno. Di ognuno.
L’uomo ha sempre bisogno di un nemico da combattere, un nemico che minaccia l’intera umanità forse sarà la chiave per la pace nel mondo.
Alan Moore lo aveva scritto in Watchmen negli anni 80. Probabilmente aveva ragione.”

Marisa Moles's Weblog

renzi tweet
Che dire? Certo, ha ragione. Ai bambini non si può spiegare la guerra. Si dovrebbe insegnare loro la pace, casomai. Eppure, pensandoci, la storia è piena di guerre, vicine e lontane.

Quando un bambino prende in mano il sussidiario, ha inizio il suo approccio con la storia dell’Uomo che è soprattutto storia di guerra.

Pensiamo ai poemi epici, l’Iliade e l’Odissea, che i bambini e i ragazzi amano (dipende, ovviamente, da quanto gli insegnanti li fanno amare …). Due classici che si devono leggere, almeno in parte, a prescindere. Eppure i personaggi sono guerrieri spietati, pronti a tutto per dimostrare il loro valore. La guerra di Troia, poi, scoppia per via di una donna, Elena, contesa tra Paride e Menelao. Greci e Troiani si affrontano in un conflitto decennale per colpa di una donna. Pensate un po’.
E va bene che stiamo parlando di

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Leggendo il Giornale...

E’ vero che da anni l’aria a Taranto è irrespirabile. Passo nel porto di Taranto in attesa del pullman per Bari meno di dieci minuti al mese e mi sembra di respirare ruggine. Mi gira la testa. Non riesco ad immaginare come si faccia a viverci.

E’ vero che nei cieli di Taranto c’è il 50% della diossina presente in tutta Italia.

E’ vero che la percentuale di tumori cresce esponenzialmente di anno in anno.

E’ vero che per quanto mio fratello faccia un lavoro “da ufficio” lontano dalla zona industriale, non mi fa stare tranquilla che respiri 12h al gg quell’aria.

E’ vero che qualcosa va fatto, andava fatto da tempo.

Ma è anche vero che l’Ilva dà da mangiare alla metà delle famiglie nel tarantino. Mio padre ha lavorao per anni in una ditta satellite dell’Ilva che non è arrivata alla seconda generazione nonostante l’altissima spcializzazione degli impianti e degli operai, per malagestio degli eredi (parlo della Belleli) e so cosa significhi d’un tratto ritrovarsi con metà stipendio in casa, o peggio, senza.

Non so se esser felice che qualcosa forse sta cambiando nei cieli di Taranto o se avere paura di quello che tra poco ci aspetta. Non so cosa pensare. Non so se ho speranza.

Una città così bella, lasciata morire.

Speriamo bene.

Leggendo il Giornale..., Politica

Non so voi, ma…

Io stamattina ho provato un forte senso di INgiustizia.
Naturalmente mi riferisco alla “notizia del secolo”, la cattura, mi correggo, l’uccisione di Bin Laden.
Da persona che ripudia la guerra e la pena di morte, da persona che non ritiene giusta né giustificabile l’ingerenza di uno Stato nelle decisioni di un’altro Stato, non sono proprio annoverabile tra gli USA-Fan.
Certo, non prendo le parti del terrorismo, ma non riesco a dire giustizia è fatta di fronte ad una risposta violenta ad un gesto violento, per quanto di terrore.
Per lo stesso motivo non reggevo la vista di una così palese violazione della dignità dell’uomo Saddam Hussein mostrato in mutande in mondo visione e trattato come una scimmia dello zoo.
Non si tratta di uomini dalla coscienza immacolata, d’accordo, ma … giustizia non è fatta, a mio modesto avviso.
Avrei compreso (forse) una condanna a morte dopo un processo, ma un’esecuzione…
Giustizia non è fatta, vendetta forse o ritorsione.
E adesso a cosa stiamo dando avvio? Ad una faida? Ad un rincorrersi di risposte violente ad ulteriori rispose violente? Cosa ci aspetta? Di quale altro evento ancora una volta non capiremo la gravità, quale altra azione ingiustificata riterremmo “normale e legittima”?
Ripeto: non prendo le parti di chi ha deciso di schiantarsi contro le Twin Towers dieci anni fa, ma stamattina non è stata una bella sensazione quella che ho provato alla notizia della cattura, ehm, mi correggo nuovamente, dell’esecuzione di Bin Laden.
Non sarò nè cristiana nè credente, ma per me la morte di un uomo per mano di un altro uomo o peggio di uno Stato (che si proclama più civile degli altri) non è mai una bella notizia, al di là di ciò che ha portato a premere il grilletto.

Leggendo il Giornale..., Rabbia

The Truman Show

Il giorno più brutto di tutta la tua esistenza, la notizia che baratteresti volentieri con una la tua stessa vita, dati in pasto alle telecamere, in pasto a giornalisti in attesa dello scoop.

Non si poteva prevedere che andasse così, ma si poteva chiudere parecchio prima il collegamento.

Sono sempre più sconvolta da quello che passa per la tv, dalle nonne rincoglionite vestite da battone che danzano per il pubblico ludibrio, alla spettacolarizzazione degli eventi più drammatici della vita di una persona.

Considero la Sciarelli una seria professionista, non mi fraintendete, ma quello che è andato in onda ieri durante Chi l’ha visto proprio non mi è piaciuto.  Certo… è stato chiesto alla signora Concetta se volesse continuare, se se la sentisse…

Non voglio giudicare, non voglio salire in cattedra, ma siamo arrivati ad un punto tale in cui tutto è spettacolo, tutto è audience e non ci rende nemmeno più conto che il dolore e l’intimità violati da quella telecamera sono i nostri e sono reali. Non è un reality, cazzo, è la realtà.

Le Mie Ricette, Leggendo il Giornale..., Libri

Chef Academy: un videocorso di cucina!

La mia passione per il cibo e la cucina non è un segreto!chef

Poco tempo fa ho completato la raccolta dei volumi editi da Corriere della Sera ed Rcs Scuola di Pasticceria: una collana davvero ben fatta, ricca di immagini accattivanti e veramente completa sul tema Dolci. Fin troppo completa! Dato il successo della collana l’editore ha deciso di “allungare il brodo” di altri otto numeri che io ho ritenuto superflui (tranne che per i Dolci delle grandi occasioni e Dolci per i bambini). Qui il piano dell’opera con la possibilità di richiedere i numeri arretrati attraverso un servizio efficiente e veloce.
(Qui invece potete trovare alcune delle ricette di questa collana da me sperimentate).

Questa settimana in edicola ho visto, e comprato, il secondo numero di Chef Academy – Antipasti caldi allegato a Repubblica o L’Espresso ogni lunedì (in alcune edicole disponibile già dal sabato). Ho perso il primo numero, Antipasti freddi in offerta lancio. Potete consultare il piano dell’opera qui in cui è offerta anche la possibilità di consultare per ogni numero l’indice dei contenuti di libri e Dvd. Esattamente Dvd! E’ nella presenza dei Dvd che sta la novità e la particolarità di questa ennesima raccolta dedicata alla cucina, un ottimo concorrente della Enciclopedia della Cucina Italiana in edicola in queste stesse settimane con le riviste Mondadori. Ogni uscita si compone di un fascicolo e di due dvd. Tutti i contenuti dei Dvd sono riproposti nel libro ma in maniera complementare piuttosto che ripetitiva di modo che i due supporti non siano una mera ripetizione degli stessi contenuti.

In ogni uscita troverete una sezione dedicata alla preparazione delle ricette proposte, la scuola di cucina su tecniche di base, utensileria e materie prime e le ricette dei grandi chef italiani filmate passo passo.

L’acquolina in bocca è assicurata ed anche la voglia di mettere in atto da subito quello che si è appena imparato. Lo chef che ci fa da “maestro”, Sergio Maria Teutonico, direttamente dalle cucine di Chef per un giorno, è molto chiaro e molto “alla mano”: spiega tutto nei minimi dettagli ed in maniera appassionata, cerca di utilizzare strumenti che normalmente tutti noi abbiamo in cucina, ci da la sensazione di poter essere tutti quanti, con solo un po’ di allenamento, dei grandi maestri tra i fornelli!

La collana è rivolta a qualsiasi tipo di pubblico: agli esperti come ai neofiti, dalle mogliettine alle prime armi ai single… Infatti la sezione dedicata alla scuola di cucina aumenta gradualmente di difficoltà, ma anche nelle cose che “crediamo di sapere tutti” c’è sempre da imparare! In più le dosi consigliate sono per lo più per 4 persone di modo che è semplice sia ridurle che aumentarle senza particolare sforzo!

Ancora una volta una collana le cui 13 € di costo a volume sono davvero ben spese! vivamente consigliata a tutti gli amanti della buna tavola!

Leggendo il Giornale..., Rabbia, Religione

Salutando Eluana

Ho già dedicato alcuni post ad Eluana Englaro. Ora che questa storia finalmente pare chiudersi vorrei solo aggiungere alcune riflessioni.

                   Innanzi tutto apprezzare il fatto che il sig. Beppino non abbia mai pubblicato immagini della figlia nello stato in cui è ora. Tuttavia questo ha probabilmente creato nelle persone meno inclini alla riflessione l’idea che Eloana sia ancora così: bella, giovane, sorridente, piena di entusiasmo, pronta a sciare. Eluana era così 17 anni fa. Oggi è sicuramente molto diversa: non più ventenne ma quarantenne, sicuramente piagata dai 17 anni passati immobile in un letto, probabilmente inespressiva. Non dorme beata, è costretta a prolungare artificialmente la sua esistenza.

                   E’ facile parlare sulle esperienze altrui. In base alle convinzioni di ciascuno è facile dire “dovrebbe farlo… non dovrebbe farlo”. Io parto dai dati di fatto e immagino come possa sentirsi questa famiglia: il dato di fatto è che una donna è costretta ad una esistenza artificiale, ad una non vita; il dato di fatto è che una famiglia è stretta nella sofferenza; il dato di fatto è che non si sta ledendo il diritto alla vita di Eluana, ma si sta ledendo la sua dignità umana, che è diritto inviolabile. La nostra Costituzione, ci tengo a ricordarlo, parla espressamente di dignità della persona, e la tutela, non parla mai di vita. La vita è tutelata attraverso ciò in cui la vita si esprime: libertà di pensiero, comunicazione, muoversi, studiare, lavorare, associarsi, sposarsi… Dove sarebbe la tutela della dignità di Eluana se la si costringesse ancora a non vivere?

                   Vivere non significa mangiare, bere e dormire. Neanche la vita di un neonato è ridotta a tanto. Vivere significa, per un animale sociale come l’uomo, comunicare, rapportarsi con il mondo esterno, ricevere stimoli e reagire. Eluana non è stata condannata a morte, come paventa lo gnomo che abbiamo al governo, le è stata data la possibilità di lasciare questo mondo in modo naturale, dignitoso, umano. Si insiste tanto sul fatto che la si stia facendo morire di fame e non si comprende come questa donna sia già non viva ed in ogni caso non potrebbe sentire nulla, in quanto sedata.

                   La vita è intangibile, è vero. Ma è intangibile DAGLI ALTRI. Ognuno di noi è padrone della propria vita. Beppino è il padre nonché il tutore di Eluana. E’ vero che Eluana ha espresso in vita la volontà di non essere tenuta in vita artificialmente, ma in ogni caso, questa è una decisione che legittimamente spetta alla sua famiglia. E non è certo una decisione presa a cuor leggero. Ci vuole coraggio. Non ci pensano quelli che hanno bloccato l’ambulanza a quanto sia penoso avere una figlia inerme in un letto, tenuta in vita dalle macchine per quasi 20 anni? Non pensano che questa veglia funebre senza fine sia durata anche troppo? Non pensano che comunque quando Eluana si spegnerà la sua famiglia la piangerà ancora perché l’illusione (che non è più sperannza) che possa svegliarsi è del tutto andata? O credono che la famiglia di Eluana faccia una festa alla fine della storia, che hanno deciso di staccare la spina perché non hanno più voglia di occuparsi di una foglia non autosufficiente? La gente che parla parla e parla ancora giudicando le scelte di questo padre, è mai stata su un letto di ospedale? Ha mai assistito qualcuno su un letto d’ospedale? Immagina come possa essere prolungare questa sofferenza per anni e anni? Se fosse stata una malattia a tenere a letto Eluana, sarebbe morta già da tempo. Dobbiamo aspettare che arrivi a 70 anni, che giunga ad una lunghezza di vita media per concederle di andare via? O dobbiamo tenerla in vita in eterno pur di non urtare la sensibilità degli ipocriti?

                     Poi le contraddizioni in cui cade (come al suo solito) la Chiesa al riguardo.
Non fanno altro che dire che la vera vita non è quella terrena, e cosa fanno? Negano l’accesso alla pace ultima ad una persona che da 17 anni è sulla soglia, con la mano sulla maniglia, ma un sondino la tiene legata a questo mondo, la tiene legata ad una parvenza di vita.
Stanno qui a predicare la vita a tutti i costi e poi si oppongono con tutte le loro forze alla ricerca sulle cellule staminali che delle vite potrebbero salvarle davvero.
La scienza è il primo dei nemici della Chiesa ma quando serve a far polemica ed ad entrare nelle scelte legittime di una famiglia o a contestare la decisione di un Giudice diventa il migliore alleato.
Qual’è la volonta di Dio qui? che sta povera donna sia tenuta sospesa tra vita e morte in eterno? Dov’è la misericordia divina? Ripeto se si fosse trattato di una degenza lunga e dolorosa al cui termine fosse arrivata la morte chiunque avrebbe commentato “ora almeno non soffre più, ora sta meglio, non ce la facevo più a vederla soffrire…”. La volgliamo dare un po’ di pace a questa donna? Non è un omicidio, è carità umana.

Ciao Eluana. Fa’ buon viaggio!