Libri

Leggi che ti passa

L’estate sta finendo, ma forse faccio ancora in tempo a dare qualche consiglio per le letture estive, soprattutto a chi le ferie se l’è conservate per le settimane a venire.
Data la necessità di dovermi dedicare anche allo studio (l’esame di avvocato si avvicina) ho letto “poco” quest’estate (in realtà chi ama la lettura si lamenta sempre di non leggere abbastanza) ed ho optato per un post unico nonostante il carattere trasversale dei testi che mi hanno accompagnato nelle ore di ozio che vi voglio proporre.
9f_7Partiamo dal più leggero: Dio li fa e poi li accoppa di Giobbe Covatta. Un libro vecchio di ormai dieci anni, l’ho pescato dalla libreria di mio fratello che di solito ospita generi a me poco graditi (horror, legal thriller, analisi economica…) ma abbastanza divertente e per certi versi profetico: Covatta aveva azzardato immaginare qualcosa che fino a qualche anno fa sarebbe stato eretico anche solo pensare: la Juve in serie B! La trama è molto semplice: Dio vuole mandare sulla Terra un nuovo diluvio universale, Rosario cerca di dissuaderlo ed in una settimana spiega a Dio come sono fatti gli uomini e di quanto il mondo sia cambiato dal dì della sua creazione.
Non ho consigliato molti libri comici in questo blog, essenzialmente perché non necessitano di particolari recensioni o “consigli per gli acquisti”: se piace un certo comico, e si riesce a ridere anche solo leggendolo, si compra il suo libro. Tuttavia a chi piace il genere, e anche a chi voglia sperimentare un nuovo passatempo ed accostarsi alla (in)sana abitudine della lettura, consiglio vivamente, oltre al Dio li fa…, anche Pancreas – parodia del libro Cuore, dello stesso Covatta – l’intera bibliografia della Litizzetto, e Una vita da paura di Giuseppe Giacobazzi di Zelig. Se l’effetto potrà essere anche solo quello di spegnere la TV per qualche ora e tornare in libreria con il desiderio di continuare a leggere altro, la considererò una conquista personale!

libro-conquista-felicitaPassiamo al più pesante, ma solo in apparenza. La conquista della felicità, di Bertrand Russell. Più che un saggio sulle cause dell’infelicità e della felicità, un vero e proprio esame di coscienza. Dall’alto del suo pensiero positivo (“malgrado” ateo, in barba a chi ci crede cinici ed aridi) Russell stila un elenco di quelli che secondo lui sono i topoi dell’infelicità umana. Potete star certi che, se sarete onesti e sinceri con voi stessi, troverete nelle macrocategorie di disturbo della psiche che portano all’infelicità anche la causa del vostro senso di malessere, ovvero il motivo per cui voi siate, invece e differentemente dai più, riusciti a sentirvi felici delle vostre cose e delle vostre vite. Due le cose che mi hanno fatto molto piacere nel leggere questo libro: innanzi tutto l’essermi ritrovata in una sola delle cause di infelicità (la “fatica mentale”); in secondo luogo la consapevolezza di aver capito ed essere convinta di molte delle cose in esso scritte in “età precoce”. Russell ha scritto questo libro a 50anni; in esso ha raccolto molta della sua esperienza di vita, ha attinto dalle cose che ha imparato sulla sua pelle e dagli eventi accaduti alle persone attorno a lui. Il pensiero racchiuso in molte delle pagine di questo libretto era già mio ed è stato costruito, per così dire, in metà tempo. Con questo non voglio certo dire di essere migliore di Russell (il libro l’ha scritto lui, non io!). Intendo dire che ritengo questa essere una lettura fondamentale per tutti, foriera di informazioni preziose e di riflessioni illuminanti. Fossi insegnante di lettere lo proporrei ai ragazzi delle scuole superiori, anche perché per essere un saggio è scritto in modo chiaro, asciutto e accattivante. Tutti noi abbiamo diritto di sapere cosa ci impedisce di essere felici; dato che spesso questi impedimenti derivano dall’educazione che abbiamo ricevuto, tutti noi abbiamo il dovere di capire quale può essere il modo migliore per approcciarsi all’educazione dei nostri (futuri) figli per non compromettere la loro conquista della felicità. Leggetelo e poi ne riparleremo!

copertina_vitaliImmancabile nelle mie estati Andrea Vitali. Attualmente il mio romanziere preferito. Quest’estate sotto l’ombrellone ho portato con me Almeno il cappello, la storia, anzi, le storie che si intrecciano attorno al costituendo Corpo Musicale di Bellano. Equivoci, compromessi e traversie dei componenti della banda e di chi gira loro intorno.
Dopo aver letto tre romanzi di Vitali – e con altri quattro nella lista di quelli da comprare – inizio a pensare che alcuni personaggi siano in realtà ispirati a gente esistita per davvero, alcuni “caratteri” infatti ricorrono nei divrsi libri, ora come mere comparse di cui non si fa nemmeno il nome, ora come co-protagonisti; gli eventi che li riguardano, invece, hanno il sapore degli aneddoti su cui si è ricamato un po’ con la fantasia, dei pettegolezzi di paese più o meno fondati, delle dicerie del tutto inventate ma ottimo spunto per un romanzo un bel po’ di romanzi.

litaliano_lezioni_semiserieSono riuscita ad attendere l’edizione economica (le adoro sempre più queste con la copertina rigida) per L’italiano, lezioni semiserie, di Beppe Severgnini. Era un libro che corteggiavo già da due anni, da quando Augias ne curò la presentazione (difficile resistere alla tentazione di acquistare tutti i libri proposti dallo stimatissimo Augias) e non potevo non approfittare del prezzo ultra(dimidium) ridotto! Come ogni libro di grammatica alla fine di ogni argomento troverete anche degli esercizi (Sadoquiz e Masotest). Gli imperativi a cui Severgnini si appella sono la chiarezza e la sinteticità ed in meno di 200 pagine mostra come raggiungerle. Certo, su alcuni fronti io sarei anche un po’ carente (es. per l’eccessivo utilizzo delle parentesi), ma si tratta di stili, di modi di essere, ci si può correggere un poco, ma cambiare del tutto è quasi impossibile!

 

L’ultimo libro che voglio proporvi si tratta in realtà di una “spesa pazza”. Data la necessità di economizzare le spese, cerco di astenermi dall’acquistare tutti i libri che vorrei, dai più strampalati, ai più impegnativi. Questo me lo sono concesso perché ero in vacanza. Come si fa, della DeAgostini. Un libro interamente illustrato in cui si spiega come si fanno… un sacco di cose. 500 per l’esattezza: dal sistemare gli indumenti nella valigia, a fare il moonwalk, dallo stordire un coccodrillo al fare una ghirlanda di fiori passando per lezioni di sushi e giardinaggio.
Tutte notizie reperibili in internet, ma la carta conserva il suo fascino, che posso farci?

Buone letture a tutti.

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Libri

Miao…

Chi mi conosce, mi evita…A parte questo… chi mi conosce sa che una delle mie esclamazioni più gettonate è “Miao”.
Io saluto tutti non con ciao, ma con Miao.
E’ un refuso, direbbero alcuni… probabilmente è ciò che mi resta della mia passata vita da gatto. Detto questo vi racconto una cosa…

In un romanzo che ho letto di recente (Olive Comprese, di cui ho già parlato in questo post) si racconta (tra le tante storie) della Moglie del Podestà, che poverina aveva qualche squilibrio mentale.
In particolare era stata molto traumatizzata dalla morte della sorella di appena 19 anni. Poco dopo questo nefasto evento si trasferì con il marito in un nuovo paesino dove incontrò una donna che sapeva leggere le carte e che era praticamente identica alla sorella. La moglie del podestà si convinse perciò che la defunta sorella si fosse reincarnata in questa veggente che viveva, come si conviene ad una vecchia pazza, con un numero indecifrabile di gatti (“sono la mia vera famiglia” ripeteva di continuo, salvo successivamente scoprirsi che i gatti li amava particolarmente perché se non aveva nulla da mangiare li accoppava e se li faceva cuocere dal fornaio sotto casa ).

Alla morte della veggente la moglie del Podestà si convinse che da quel momento in poi sarebbe stata lei stessa ad ospitare sia lo spirito della sorella, sia lo spirito della povera pazza amante dei gatti. Decise perciò di adottare quell’esercito di felini, e fin qui poco male… La cosa peggiore era che giorno per giorno questa poveretta cambiava identità a seconda di quale spirito, delle tre donne che dimoravano nel suo corpo, prendesse il sopravvento.
Finchè un giorno non morì anche lei.
La sera in cui morì, il marito di lei (il Podestà) rientrò in tarda serata dopo un breve viaggio: la trovò seduta su una poltrona ad attenderlo. Lui le si avvicinò e lei lo salutò prima di morire dicendogli una sola parola: “Ciao”.
Questo in realtà fu quello che lui raccontò. Anzi raccontò a se stesso per superare lo shock che gli aveva comportato udire le moglie proferire quell’ultima parola. Era infatti sicurissimo che ciò che avesse udito dire dalla moglie non fosse “Ciao” ma “Miao”…

Ecco… ricordate cosa ho detto all’inizio di questo post? Ora immaginate voi quanto a mio agio mi sia sentita nel leggere l’epilogo di questa storia… :/

vuoi essere gatto

*Miao!
Così adesso TU vuoi essere il gatto? – Sci!

Libri, Oscenità

Olive incomprese…

Ero alla Feltrinelli, croce del mio portafoglio, delizia del mio tempo libero.

Tra le novità un titolo: Olive comprese! Uhm! Titolo interessante. Lo sfoglio e la storia già aveva iniziato ad intrigarmi dalle prime battute e sopratutto per lo stile dello scrittore (Andrea Vitali).
Lo compro (per la verità me lo regala il mio Amore).

Arrivata a casa, lo poggio sulla scrivania, rileggo il titolo e … folgorazione! Una epifania allo stile di Joice: Olive comprese… non nel senso, che credevo, di “capite”; ma nel senso (più ovvio a meno che non si abbia una mente poco stabile come la mia) di “incluse”.

Beh, effettivamente così -mi sono detta- il titolo ha più senso, visto che nel primo capitolo si raccontava della morte di una vecchietta (e del fatto che il custode della casa non stesse aspettando altro per accoppare il suo grasso gatto e farselo arrosto!)… probabilmente il titolo si riferirà in una faccenda ereditaria, per cui qualcuno avrà un fondo di terra, alberi e olive comprese… In realtà più mi allontanavo dal primo capitolo, meno si profilava all’orizzonte la possibilità dell’insorgere a breve di una questione ereditaria…

Il libro è un bel mattoncino (450 pagine) ma piacevolissimo da leggere e sopratutto scorrevole! Ma arrivata a metà ancora non capivo il senso del titolo, anzi mi stavo trattenendo ancora dal fare una cosa che faccio sempre: leggere l’ultima frase con cui si chiudono i romanzi… mi incuriosisce molto la chiusura dei romanzi e leggerla il 90% delle volte non svela nulla della trama o del finale… avevo però paura che la chiave di lettura proprio stavolta fosse lì, alla fine…

No!

La chiave di lettura era più o meno verso pagina 230…

4 ragazzi (i quattro le cui storie sono il filo rosso che tiene unite le storie di un intero paesino sul lago di Como), in una delle loro nottate brave, dopo aver scoperto che uno di loro aveva nei pantaloni “un bambino di due mesi”, decidono di pesare l’attrezzatura riproduttiva del loro amico, approfittando della bilancia nella drogheria del papà di uno di loro.

Ebbene, il “membro” pesava Kg 1,2 … “olive comprese”…

Già! Olive comprese… Ecco l’origine del titolo… Testicoli compresi voleva dire! L’ambiguità che avevo captato toccando quel libro non era nel significato (semantico) di “comprese”, ma in quello “metaforico” di “olive”. Sono rimasta con il libro in mano e la faccia da ebete per circa 7 minuti… poi ho preso a ridere e a ridere ancora.

Morale della favola? Libro bellissimo e titolo geniale!

Lo consiglio a tutti: anche se ora sapete il titolo da dove proviene, non vi preoccupate, della trama non sapete ancora nulla!

Miao*!

*anche su questo Miao c’è da dire, ma questa è un’altra storia, anche se il libro è lo stesso!
***

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