Caro Diario

Ho trovato la felicità… in un pozzetto!

La mia amica ha appena comprato casa con il suo partner e sta attraversando le stesse traversie che a me (e a tutti prima o poi) sono capitate 4 anni fa: organizzare la casa!

Decidere quante prese elettriche ti servono, dove le vuoi; come organizzare la cucina, tenere conto della differenziata, scegliere mobilio che sia al contempo funzionale, bello e f-a-c-i-l-e da pulire; rinunciare all’estetica per la comodità visto che la maggior parte del tempo la passiamo al lavoro e quel che resta del “tempo libero” sarà impiegato meno nelle pulizie quanto più ci organizziamo per bene a priori…

L’altro giorno questa amica mi chiama tutta felice annunciando: “Mari’, oggi è una bella giornata! E’ venuto l’idraulico e mi ha installato il pozzetto per lavare i panni sulla veranda! Come sono felice! Sai se no che inferno se fossi stata costretta a usare sempre il bagno [n.d.C.: ha un solo bagno in casa] pure per lavare a mano un maglioncino! Sono proprio felice di essere riuscita a convincere A. su questo, mi sento più leggera!”

Come non condividere la sua gioia ed il suo sollievo, io che sono la maga dell’organizzazione domestica? Ma non ho potuto fare a meno di aggiungere:

“Tu l’avresti mai detto dieci anni fa che nel 2013 ti saresti dichiarata felice ed al settimo cielo per un pozzetto che utilizzerai per lavare a mano i panni?! A vent’anni credevo che cantare in una Rock Band mi avrebbe reso felice, ora SO che mi sbagliavo, che la felicità non si trova brandendo un microfono, ma dentro un pozzetto da lavandaia!”

O tempora, o mores!

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Caro Diario

Quello che gli uomini non comprendono

Sottotitolo: La lavatrice come unità di misura del tempo.

 Sono ultra-certa che anche a voi sarà capitato uno scambio di battute del genere:

Moglie: sono stanchissima!

Marito: che hai fatto?

Moglie: tre/quattro/enne lavatrici!

Marito: eeeeeeh! manco se li avessi lavati a mano quei panni, che ci vuole!?

Al che di solito la moglie reprime un singulto di rabbia o, nella peggiore delle ipotesi, si da il via ad un acceso battibecco sul chi fa cosa in casa.

Quello che gli uomini non comprendono e che forse molte donne non riescono bene a spiegare è che per noi donne la lavatrice è una unità di misura del tempo dedicato alle faccende domestiche.

Un ciclo di lavaggio può variare da una a due ore e mezza, a seconda dei programmi e della quantità di panni in attesa.

Per la donna, però, non esiste la modalità “attesa”. Mentre la lavatrice va, la donna si ingegna in altre faccende domestiche, poi alla fine del ciclo di lavaggio, tira fuori i panni, ne carica altri, stende i panni appena lavati, e fino alla prossima centrifuga trottola in casa sbrigando altre faccende.

Pertanto, cari amici uomini, quando la vostra donna vi dice che ha fatto”n” lavatrici, dovete semplicemente applicare una formuletta: moltiplicate la durata media di un ciclo di lavaggio (mettiamo due ore, comprendendo alla buona carico e sciorinamento dei panni) per il numero di lavatrici fatte dalla vostra donna (esempio due). Il numero che otterrete (es. 4) è il numero “minimo” di ore che la vostra donna ha dedicato alle faccende domestiche. Il che la rende a buon titolo stanca!

Esempio per svolgere l’esercizio: Cle ha caricato la lavatrice stamattina (programma capi delicati, durata circa 50min). Mentre la lavatrice faceva il suo dovere, lei ha messo in ordine la cucina, la sala da pranzo, cucinato, messo in ordine i piatti puliti, lavato quelli sporchi, lavato il piano cottura, e scritto questo post.

Tutto chiaro? Non è solo caricare i panni e stenderli, è tutto quello che si svolge nell’intervallo! Per non parlare poi del tempo dello stiraggio, se la vostra moglie ha la buona e sana abitudine (che io non ho) di stirare anche subito dopo!

Ora vado, la mia lavatrice ha appena finito la sua breve centrifuga, devo stendere i panni, caricarne un’altra e poi continuare la ronda in casa, nella speranza di aver dato al mondo uno strumento in più con il quale far comunicare meglio mogli e mariti.

Vi lascio con uno spezzone di Maurizio Battista che in queste circostanze il mio caro coinquilino cita sempre! Au revoir! (in particolare dal min. 3,52)

Caro Diario, The Puccis

Tappo

Io ho risparmiato la chiamata dell’idraulico.

Voi ci avete guadagnato un’altra puntata de “I Puccis”.

Qualche giorno fa è venuto a trovarmi mio fratello, il quale prima di andare via premuroso  mi ha avvisato che il sifone del  lavandino del bagno aveva bisogno di una ripulita. Poi, rivolgendosi al suo gentile cognatino, perentorio lo ha ammonito: “Lo devi fare tu, è semplice, basta fare così, così e così...”. Io intanto pensavo al mio amico Idraulico Liquido Sgorgatutto, certa che anche questa volta (LUI) avrebbe fatto il suo dovere.

Qualche mattina dopo il monito fraterno, noto che, forse, come aveva detto mio fratello, c’era bisogno di un intevento invasico che avrebbe previsto smontaggio del mobile, chiavi inglesi, pazienza e forse l’intervento di un idraulico in carne ed ossa. L’acqua stagnava.

Prendo l’amico idraulico liquido, lo verso tutto nel lavandino, noto che non scende giù manco a pregarlo, guardo l’orologlio e gli do appuntamento per la sera, perché il treno attendeva.

Alla sera verso nel lavandino acqua bollentissima… L’acqua stagnava ancora. Merda!

Cosa cuoriosa era che si fermasse poco sotto il livello dello scarico, qualsiasi fosse la quantità/temperatura dell’acqua versata.

Va beh… proveremo a far qualcosa nel finesettimana, ma so già che chiameremo l’idraulico” ho pensato.

Il mattino dopo noto che non solo c’era dell’acqua ma anche un righino verde. Acqua sempre allo stesso livello, circa un centimetro sotto l’imbocco dello scarico. Che cazz…

Come diavolo è possibile???????? Perché non scende oltre?” Lampo di genio: S’è bloccato qualcosa!!!! E cosa? Mi avvicino per guardare meglio… verde, zigrinato… UN TAPPO! Cazzo un tappo! E mo come lo tiro fuori? Merda! Qua si dovrà smontare tutto, come faccio…. UUUUFFFAAAAAAAAAAAAAA!

Dirigo i miei sospetti verso il mio gentile coinquilino e lo rendo edotto che il lavandino era tappato a causa di un tappo-tappo, non di un tappo per modo di dire! Naturalmente il piglio lasciava inequivocabilmente intendere che ero certa al 150% che in un modo o nell’altro il tappo era finito lì a causa sua! E per provarlo mi sono messa alla ricerca di un flacone senza tappo di un qualsiasi prodotto che potesse utilizzare solo/anche lui (nonostante l’ora fosse quella giusta per infilarsi le scarpe ed andare a lavoro).

Apro l’armadietto dei detersivi… tutti i tappi a posto, colluttori ok, deodoranti ok, Mumble mumble … alla fine la vedo la boccetta spoglia, guardacaso verde.

Ah-Ah!” Dico brandendo la boccetta del disinfettante cutaneo tenendo il braccio teso contro la faccia di amour: “Vedi? Manca il tappo!” Lui: “Si ma è qui, in un altro bagno, ad un corridoio di distanza... Non uso più il tuo bagno lo sai” Io: “Si ma il disinfettante era nel bagno di là, tu l’hai aperto di là, mollato il tappo a caso, e poi l’hai usato di qua” Lui: “Ma che dici, dai vestiti che è tardi...”

Mi dirigo verso il lavandino otturato, inserisco la boccetta nello scarico, avvito, sento “Clic”, estraggo boccetta e annesso tappo,lo  sollevo in alto manco tenessi in mano il martello di Thor o Excalibur che spandeva nel mio bagno la luce della verità! Avevo ragione io! Tié!

Ma anche un po’ di colpa… la ragione per cui il disinfettante si era reso necessario ero io. Sigh!

E va beh! L’importante è non acer avuto bisogno del Sig. Idraulico. Yu-hu!

At Home, Suggerimenti e Consigli

Idee regalo assolutamente disinteressate!

La vostra amica si è trasferita in una casa non arredata?

I vostri amici stanno andando a vivere insieme e volete fare un pensierino per la casa?

Volete fare un presente alla neo coppia di sposini? Ecco alcune idee di sicuro successo e utilità (gli oggetti sbarrati sono quelli in qualche modo “già pervenuti”):

  1. Una (o più) bella pianta da appartamento! (A me per es. ne serve una in bagno,  due in soggiorno…! Grazie Mariarosaria! ) cat_1129[1]
  2. Delle belle bottiglie di vino o liquori (io e il mio amore siamo astemi, ma proprio per questo il rischio è che gli ospiti restino a bocca asciutta!!!)
  3. Un cesto di frutta e prodotti gastronomici (yhum!!)
  4. Bicchierini da liquore (grazie fratello!) o un servizio di bicchieri per ospitare (non necessariamente di cristallo di Boemia!)
  5. Delle piantane, anche dalle forme insolite o delle abat-jour se conoscete lo stile della camera da letto. services_gift_card[1]
  6. Un servizio di piatti da tutti i giorni (grazie fratello-2 e papino!), non impegnativo ma allegro (lavabile in lavastoviglie!!!)
    6.bis: Piattini da dessert:
  7. Tazze/servizio da te o da caffè
    7.bis: un cofanetto di legno  (autoregalo) di te pregiati/assortiti
  8. Dei vasi portafiori o cmq da arredamento
  9. Dei fiori per il balcone (geranei ma anche piante aromatiche!)
  10. Una bistecchiera (non indispensabile ma è sempre un bel regalo!)
  11. Un barbecue compatto da balcone (non indispensabile ma è un bel regalo!) barbecue-a-carbonella-128050[1]
  12. Una valigetta “fai da te” con arnesi vari  (grazie papà) utilissima da tenere in casa!
  13. Una lampada da scrivania
  14. Un porta riviste da salotto
  15. L’impianto dolby per il lettore Dvd
  16. Un buono da Ikea o Leroy Merlin
  17. Presine, strofinacci e grembiuli per la cucina… anche le tendine!
    17-bis: tovaglie (grazie mamma!) ma solo se conoscete il tavolo presente in casa
  18. Un quadro (in sintonia con i gusti del ricevente!!!)
  19. Un tavolino per il salotto
  20. Una poltroncina da camera da letto.
  21. Un porta ombrelli carino, un attaccapanni, una specchiera… insomma l’ingresso è vuoto!
  22. Un forno a micronde multifunzione (grazie Frank!)
  23. christmas-gift[1]Una nonna papera  meglio se motorizzata ( grazie amore!)
  24. Una Macchina Del Pane (grazie suocera!) o per il sottovuoto.
  25. Accessori per la tavola/casa della Alessi come le linee Stanza dello scirocco, Ethno, Mediterraneo (grazie suocera!)
At Home, Suggerimenti e Consigli

Una cucina Ikea? Parliamone (parte 2°)

(…continua…)

Terzo passo: La scelta

La ricerca della mia nuova cucina mi aveva, dunque, messo davanti due preventivi quasi identici per due modelli di cucina esteticamente equivalenti Faktum di Ikea, Gaia di MobilTuri (rivenditore NuovArredo). Da un lato elettrodomestici di marca ignota o Wirphool, dall’altro elettrodomestici tutti Candy. Da un lato un arredatore che ti segue passo passo, che può consigliarti, che viene a rilevare le misure sul posto senza costi aggiuntivi, dall’altro lato la filosofia help yourself. Da un lato la possibilità di “trattare” il prezzo con costo fisso per il montaggio (180€), dall’altro solo costi aggiuntivi. Devo dire che la scelta era quasi fatta: NuovArredo, anche perché sul loro progetto figurava anche qualche pensile in più (oltre al frigo), che trasposti sul planner Ikea significavano un costo complessivo inferiore a quello di Faktum di qualche centinaio di euro: insomma un vero affare, considerando che la Gaia era in quel periodo in offerta al 50% e che la ditta (Mobilturi), mi veniva assicurato, fornisce merce di ottima qualità.
L’unica verifica che ancora mi mancava per decretare la vittoria di Gaia su Faktum era quella dell’eventuale risparmio acquistando gli elettrodomestici separatamente (magari anche da internet). Dico subito che con Gaia quest’operazione non era possibile: non avrei potuto profittare dello sconto del 50%. Quanto alla Faktum, il costo complessivo degli elettrodomestici Ikea (compreso il frigo) raggiungeva le 2300€ (2760€ considerando montaggio e trasporto). Acquistandoli separatamente avrei potuto risparmiare solo spendendo di media per elettrodomestico meno di 450€, che sarebbe stato sì possibile, specie ordinandoli da internet, ma dall’altro lato, per la stessa cifra, mi veniva assicurato un quartetto Candy di sicura ottima qualità. Morale della favola: sono in attesa della consegna della mia Gaia!

Allora: Ikea si, Ikea no?

Dunque Ikea conviene? La risposta giusta non può che essere “dipende”.
Uno dei fattori che credo contino è il costo medio della vita nella zona in cui ci si trova a dover fare l’acquisto: Ikea propone costi uniformi ed uguali per tutti i punti vendita, magari la stessa cosa non può dirsi per le distribuzioni locali che, presumibilmente, ancorano i propri prezzi alla “capacità economica” del luogo in cui si trovano.

Altro fattore che incide è l’ampiezza della cucina: più i metri lineari aumentano più crescono con Ikea i costi aggiuntivi (trasporto e montaggio) essendo calcolati sul 10% della spesa totale. E’ anche vero che sulle composizioni base (frigo+lavello+piano cottura+lavastoviglie+forno e rispettivi pensili) spesso si trovano ottime offerte a prezzi convenienti anche su grandi marche (Scavolini ad es. arriva anche a 3.000€).

Molta gente decide di acquistare la cucina Ikea per una casa in affitto, in modo da non avere troppi scrupoli se, dovendo lasciare la casa, non si potrà portar dietro tutto il mobilio, ma non mancano persone che l’hanno scelta per la casa di proprietà. Tra gli indubbi vantaggi resta la modularità degli elementi e la possibilità di trovare “pezzi di ricambio” in tutta Italia in qualsiasi momento. Non da meno la possibilità di cambiare aspetto alla propria cucina semplicemente cambiando il colore di alcune o tutte le ante.
Io sono una persona che la cucina la vive e la strausa, ero ad un passo dall’acquistare una Faktum. Ho cambiato idea perché ho trovato qualcosa nel complesso più conveniente.

Il consiglio dunque, se state pensando di acquistare una Faktum Ikea è quello di confrontare il modello da voi scelto con altra cucina simile e verificare che vi sia effettiva convenienza tenendo conto di tutto, dall’assistenza tecnica, all’incidenza dei costi aggiuntivi passando per il tipo di elettrodomestici desiderato.
Se siete capaci di montare Faktum da soli (e magari disponete di un furgone) il risparmio è sicuro, in caso contrario va verificato con attenzione, specie se la cucina non è di dimensioni ridotte. Ricordate però che montandola da soli dovete “rinunciare” al piano di lavoro “su misura” che viene necessariamente consegnato (e montato) insieme alla cucina.
Provate anche a “giocare” con i moduli: il prezzo dei mobili base varia e di molto se scegliete un mobile con mensole semplici, con cestoni estraibili, o a estrazione totale (i più costosi), però considerate che “accessori” quali gli ammortizzatori per ante e cassetti in Ikea vengono forniti a parte, mentre per alcune case produttrici sono per lo più “di serie”.

Io per le altre stanze della mia casa procederò come con la cucina: primo giro da Ikea, se qualcosa mi piace e convince, cercherò altrove un articolo simile e confronterò il prezzo, optando volta a volta per il più conveniente.

Prossimo scoglio: la camera da letto! Nel frattempo vorrei vedere nella mia cucina questo:

ironmancoock

At Home, Suggerimenti e Consigli

Una cucina Ikea? Parliamone!

Se vi state chiedendo dove comprare la vostra prossima cucina componibile senza spendere una fortuna, forse questo post potrà aiutarvi. Vi racconto la mia esperienza sperando che possa esservi utile in una così importante scelta (sempre che la cucina debba essere utilizzata e non fungere da mero abbellimento della casa!).

Primo passo: documentarsi!

Quando iniziate la ricerca della vostra nuova cucina tre sono le cose basilari da cui partire:

  • budget,
  • infarinatura su prezzi e qualità degli elettrodomestici,
  • vaga idea su come vorreste la cucina (possibili colori, stile, … )

Le info sul budget le potrete facilmente reperire sul vostro conto in banca, per le altre info utilissime ho trovato le riviste (es. Cose di Casa), i depliant delle case produttrici – reperibili anche su internet – ed ovviamente vari giri tra i corridoi della grande distribuzione e show rooms.
La domanda che mi frullava però nella testa era “Ikea si, Ikea no?”. Mi sono rivolta all’oracolo moderno, il Web, e devo dire che la temperatura delle opinioni espresse dal popolo dei blogger/ forumisti si aggirava tra il positivo e l’entusiasta (si parla della cucina Faktum, prodotta da Ikea da più di trent’anni e pertanto più che testata e perfezionata), fatta eccezione per la schiera di “sfigati” che si son trovati male per l’incompetenza di chi avesse montato la cucina, ovvero degli eterni insoddisfatti, quelli che anche su una Scavolini a prezzo regalo avrebbero avuto da ridire.
Quanto ai “concorrenti” di Ikea, tiepidine le reazioni relative alla merce offerta dal Mercatone Uno (che ha avuto una virata generale verso l’etnico), assoluta condanna senza appello per Emmelunga. Le reti di distribuzione “locale” invece generalmente lasciano i loro fruitori soddisfatti ed entusiasti data la buona qualità della merce offerta a prezzi contenuti.

Forte dei commenti positivi riscontrati ho deciso di portare mia madre da Ikea. Tre ore dopo il nostro ingresso ho telefonato al mio amore annunciandogli che “l’avevo scelta!” ed era vero: colori, accessori, elettrodomestici (frigo escluso), tutto!

Secondo passo: il confronto!

A meno che non stiate correndo contro il tempo o la cucina che avete trovato corrisponda esattamente a quella che avevate in mente, compreso un vistoso risparmio di spesa, dico un’ovvietà consigliandovi di girare e girare ancora.

In tre ore avevo scelto la mia cucina Ikea: bianco lucido per i pensili superiori (Abstrakt), wengé nero-marrone per quelli inferiori (Nexus). Avevo scelto il piano cottura (nero in vetro), la cappa (Wirphool con ripiano in vetro), il lavello a due vasche, il rubinetto, la lavastoviglie ed il forno (multifunzione con cottura al vapore). Compilato il modulo per farsi avere il preventivo, munita della piantina della cucina con tutte le misure e la posizione degli attacchi, il sig. commesso dell’Ikea mi ha fatto il preventivo: circa 3300€ (la mia cucina è di 5 metri lineari!) a cui bisognava aggiungere 660€ per il piano lavoro (tagliato su misura, da più parti consigliato come la scelta migliore), un 10% per il trasporto, un altro 10% per il montaggio. Ricordiamoci che non era incluso né il frigorifero (ne avevo visto uno Indesit a libera istallazione il cui rapporto qualità prezzo mi garbava molto) né il tavolo con le sedie. Insomma per la mia cucina avrei complessivamente dovuto spendere 5000€. Un prezzo appropriato date le dimensioni.

Ora avevo un preciso termine di paragone e soprattutto il Planner di Ikea installato sul mio PC per verificare ogni singola aggiunta o modifica quanto mi sarebbe costata, per meglio confrontare ciò che il mercato offriva.
Armata delle mie idee precise ho fatto un giro per gli show-rooms, specializzati e non. Ad ogni visita vedevo sempre più materializzarsi la mia Faktum nella mia nuova casetta: la stessa cucina presso StilCucine (et similia) mi costava dalle 7000 alle 8000 €; per 4500/5000, invece, mi avrebbero potuto dare  solo una insipida cucina in ciliegio.
Da Emmelunga/MercatoneUno, invece, prezzi più contenuti ma qualità decisamente inferiore.
L’ultimo confronto spettava alle due catene di arredamento più competitive in Puglia per il rapporto qualità prezzo: Asta Mobili e NuovArredo. Ad Asta Mobili non ci sono neppure arrivata: causa un “rinnovo locali” erano esposti, nella sede da me vista, solo divani in outlet (orribili). Da NuovArredo trovo finalmente valide concorrenti della mia Faktum, tra cui “Gaia” di Mobilturi. Preventivo: 5200€, frigorifero (ad incasso) incluso.
I criteri e l’esito della mia scelta nel prossimo post; in basso il planner del modello di cucina che ho (alla fine) ordinato ed una foto di una cucina che le si avvicina molto.

(…continua…)

similgaia

(PS. questa cucina se acquistata da Ikea –esclusi i pannelli che ho aggiunto per dare un’idea delle mie piastrelle – costerebbe intorno alle 4000 euro, trasporto e montaggio esclusi).