Auguri, Canzoni, Depeche Mode, Musica

Auguri Dave!

Una delle mie canzoni preferite, uno dei concerti a cui avrei voluto assistere e che sarebbe la mia prima tappa in un ipotetico viaggio nel tempo. Un gruppo che mi emoziona e mi emozionerà sempre, un frontman come pochi al mondo.

Auguri Dave Gahan, buon 51esimo compleanno! In attesa di rivederti a luglio (biglietti già in saccoccia!)!

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Caro Diario, Depeche Mode, Musica, Pozzo dei Ricordi

Esattamente 5 anni fa…

…buttavo giù questa recensione del mio primo grande vero concerto: il concerto dei Depeche Mode al Forum di Assago, pubblicata sulla fanzine del DM Fan Club Italia.

Visto che voglio aprire una nuova categoria, ossia ricopiare le mie vecchie pagine di diario di tanto in tanto qui sul blog (commenti degli amici compresi), l’occasione è davvero ghiotta!

E’ un po’ lunga, ma credo che chi ha i Depeche Mode nel cuore apprezzerà. Per gli altri… arrivederci al prossimo post! Occhiolino

“Overflowing Senses”

Dovendo descrivere il paradiso il sig. Dante esordì dicendo di essere in grande difficoltà: averlo visitato era stata un’esperienza talmente forte da scioccarlo ed impedirgli di ricordare tutto quanto avesse visto. E quello che pur ricordava lo emozionava al punto che tradurlo in parole era una vera impresa… Trovate esagerato paragonare il viaggio allucinato di Dante con l’aver assistito al concerto dei signori Depeche Mode?! Oh no! Non lo è affatto, soprattutto per chi scrive si è trattato della realizzazione di un sogno, più che la “soddisfazione di un priscio”!

Io dovevo vederli dal vivo: Ho scoperto che ascoltavo i Depeche Mode già da bambina, stravedevo per “People are People” e “Master & Servant”; ma ne sono diventata “fanatica” (scoprendo che si trattava di loro) solo da un paio di anni: le canzoni del sig. Lee Gore (o Lee Genius come diceva uno striscione al concerto!) si apprezzano solo dopo aver compiuto i vent’anni.

Aspettavo il loro concerto in Italia come un bambino povero aspetta Babbo Natale.

Dovevo essere lì a ricevere i pugni nello stomaco in cui si tramutano le parole di Martin ogni volta che ti arrivano all’orecchio per mezzo della voce calda di Dave; arrivano per graffiarti l’anima, per incidervi sopra emozioni, per renderti dipendente delle loro musica.

Non potevo perdermi l’evento! E devo ringraziare due persone, oltre alla mia testa dura, per essere riuscita nell’impresa: Paola & Manuel. Grazie! Ho un biglietto tutto rosa per il concerto di Locarno come segno della mia riconoscenza, cara Paola…

 

Come è stato il concerto? Volete un giudizio obiettivo? Critico?! Beh… rivolgetevi a qualcun altro ché non sono la persona adatta, sono troppo di parte: era il mio primo concerto dei Depeche Mode. Il mio primo, vero, grande concerto in assoluto; era il concerto dei miei idoli. Per me anche solo un “rutto” di Dave sarebbe stata una performance d’eccezione! J

Mi sforzerò, però, di essere almeno un poco obiettiva…

Partirei con il parlare bene della scaletta delle canzoni, con la premessa che 25 anni di carriera è difficile riassumerli in una dozzina di canzoni, e che inevitabilmente qualcuna delle nostre preferite sarebbe stata sacrificata. In ordine sparso ci sono state proposte le prime 7 tracce da PTA ed una sfilza di cavalli di battaglia (tutti ex-singoli per giunta) da “Everything Counts” a “Walking in My Shoes” passando per i 4 mostri sacri di “Violator”. Personalmente ci tenevo molto ad ascoltare dal vivo “Personal Jesus”, “I Feel You”, “Home”, “John the Revelator” e “Never Let Me Down Again”… e sono stata accontentata… eccome, ragazzi! Ci penso e mi tremano ancora le mani per l’emozione! Per la verità avrei volentieri barattato “A Question of Lust” con “Somebody” o con “Shake the Desease”. Chi ha assistito al concerto del 18 per la verità Shake l’ha sentita (mi dicono) eseguita da Martin al piano… mitigo l’invidia per queste persone consolandomi del fatto che a loro è toccata “Damnage People” ed a noi invece “Macro”. Sicuramente Damnage vanta un testo bellissimo ma dal vivo vedo più azzeccata Macro, anche per il silenzioso “farsi da parte” di Dave che rimane sul palco per far da controvoce a Martin, ma non attira su di sé l’attenzione, come magari ama fare durante gli assoli di chitarra: la scena è solo di Martin che sul palco, nel complesso, ci sembra sempre più a suo agio. Dotato di un vasto assortimento di chitarre (ne ho contate almeno 7 diverse) zompetta di qua e di là con le sue alucce da Dark-Angel, uno strano cappellino che lo fa somigliare ad un galletto, lacrime di luce sotto gli occhi ed un calore, una tenerezza che ti arrivano all’anima. Ad un certo punto però qualcuno da sotto il palco ha strabuzzato gli occhi: pare che il buon Martin sotto il gonnellino porti cosa? Un perizoma! E bravo Mart! Ti merito proprio un abbraccio affettuoso ed un bacio sulla fronte. Dave in chiusura del concerto, alla fine di “Goodnight Lovers”, lì in fondo alla passerella, ha fatto esattamente quello che avremmo fatto tutti in quel momento: darti un bacio carico di affetto e gratitudine per le emozioni che ci regali da decenni ormai.

Andy?! Andy ad un certo punto l’ho visto fumare una sigaretta tante sono le cose che a lui non spetta fare sul palco! Le foto in cui è stato ritratto lo riportano sempre nella stessa identica posizione… Fantastico! Lui è lì perché è amico di Martin, era con lui sin dai tempi dei “Composition of Sound” prima ancora che arrivasse David Gahan… e, secondo me, il nostro biondo angioletto mostra anche in questo la persona meravigliosa che è tenendo con sé l’amico di sempre!

Tuttavia è da dire, per noi che eravamo sul lato destro del palco, “Per fortuna che c’era il sig. Fletcher!”. Dave ci ha un po’ trascurato e quelle volte che passava dal nostro lato la gru con la telecamera toglieva un po’ (…un po’?) la visuale, invece Andy si girava spesso a salutarci, con l’espressione di uno zione che non ti conosce bene perché lo vedi poco, ma che è sempre carico d’affetto anche per il nipote di cui non ricorda il nome! E poi, dopo 25 anni insieme, Dave si è ricordato di presentarlo al pubblico! Insieme, per altro, al resto della band (e non posso non inviare ora un “formidabile” all’indirizzo del batterista!), band quest’anno senza coriste.

Dave?!

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Depeche Mode, Musica, Rabbia

(Don’t) Take second best!

Ho rimandato questo post troppe volte.

Ho sempre pensato che in fondo la gente che fa/ascolta musica Pop vada compresa, capita, compatita… Ma la mia pazienza ha un limite (oltretutto piuttosto labile).

Care Hillary Duff, Jamelia, Lacuna Coil, Him… … ve lo potevate risparmiare. Le Cover hanno una sola funzione: deturpare il patrimonio musicale dell’umanità. Sono rarissimi i casi in cui una Cover è accettabile e si contano sulle dita di una mano i casi in cui la cover sia più piacevole/bella/azzeccata del pezzo originale.
Condizione necessaria per decidere di fare una cover è ESSERE FAN DELL’ARTISTA CHE SI VUOLE OMAGGIARE (vedi Iron Man dei Black Sabbath fatta dai Metallica), di modo che ci si accosta al pezzo con il dovuto rispetto e con la consapevolezza del suo valore. Ma essere estimatori dell’artista-fonte non è sufficiente, vedi ad esempio gli scempi che sono stati capace di combinare i Bluvertigo con alcuni pezzi dei Depeche (primo fra tutti Never Let Me Down Again, un pezzo storico, perfetto, che quella gallina strozzata di Morgan ha completamente devastato… ma d’altronde si sa, lui è un duraniano del caiser, il vero fan è Andy) nonché i Lacuna Coil con Enjoy the Silence. Voglio dire bisogna anche essere all’altezza del maestro. Altrimenti si lasci cantare certi pezzi a chi sa farlo e ci si dedichi a diversi passatempi.

In ogni caso quello che più odio delle Cover non è il fatto in sè di riprendere pezzi del passato e rovinarli… in fondo de gustibus disputandum non est , certo mi da parecchio fastidio quando vittime della carneficina sono i miei amati Depeche, ma quello che secondo me è peggio è che i ragazzini che ascoltano la Cover, e che magari ne apprezzazo l’arrangiamento, la melodia, i testi se non stravolti, non immaginano chi sia il vero autore, la maggior parte di loro ignora che la farina appartiene a ben altro sacco.
Poi i DJ certo non aiutano. Ad esempio quando uscì due anni fa Jamelia con il suo Beware the Dog, sempre riarrangiata su Personal Jesus come l’ultima catastrofe di Hillary Duff, ma nella variante musicata a suo tempo da quel mostro di Marilyn Manson, il DJ disse (lo ricordo come fosse ieri, la radio RTL) “Bello, bellissimo questo pezzo di Jamelia, che ricordiamolo riprende un grande successo di M. Manson…”. Ero in macchina, l’impulso fu quello di andarmi a fiondare contro il primo castagno, ma fortunatamente sul lungomare non ve ne erano!!! 👿

Ah, cara Hillary… sappi che l’unico modo in cui la frase “Reach out and touch faith” può e merita di essere modificata è “Reach out and touch Dave” durante i concerti dei Depeche. Stop.

Vi lascio con un raro caso di cover fatta bene (IMHO). You Sexy Thing degli Hot Chocolate, rifatta dagli Stereophonics. Troooooppo bella!

Depeche Mode, Musica, Rabbia

Anton Corbijn, il fotografo dei DepecheMode.

I Coldplay hanno girato un video tributo di Enjoy the Silence dei Depeche Mode (il clip è una versione alternativa di Viva la Vida, il cui clip ufficiale però inizia come un remix di I feel love, se volgiamo dirla tutta).

In realtà credo che Corbijn abbia girato (in rete non si capisce bene ma dovrebbe esser stato lui il regista) un video tributo a se stesso ed al video più spettacolare (secondo molti) girato al fianco dei mitici DM. Infatti dalle interviste rilasciate prima delle riprese non sembra che il progetto fosse stato concordato. D’altronde con Corbijn funziona così, lui raramente spiega cosa ha in mente ed anche quando manifesta le sue intenzioni il risultato resta inimmaginabile. Ciò che lo ispira raramente è il testo della canzone, piuttosto la musica, tanto che una delle caratteristiche dei suoi video (oltre al dominio quasi incontrastato del bianco e nero) è quella di essere scollegati dalla “storia” narrata nel testo.

E proprio il clip di Enjoy the silence è emblema di questo modo di operare. Dietro la canzone ci fu un lavoro grandissimo: inizialmente pensata come una canzone lenta, d’amore, probabilmente destinata ad essere cantata da Martin (la versione Demo di Mart che la canta accompagnato dall’organo è spiazzante), fu letteralmente stravolta in un pezzo dance, diventata poi il simbolo di questo gruppo. Ebbene alla domanda “Quale è la tua idea per questo video” Corbijn ripsose: “Ecco la mia idea è un re con una sdraio”. “Va bene, e poi?” “Nulla! Un re con una sdraio!”. E’ solo alla fine del video che si ha la percezione di questo re che, pur potendo disporre di tutto,  ha deciso di mettersi in viaggio con una misera sdraio alla ricerca di un luogo dove godere del silenzio.

Io mi sono sempre chiesta cosa sarebbe stato questo video se avesse potuto disporre dell’alta definizione… E’ uno dei pochi video in cui Corbijn usa il colore. Più che un video è una sequeza di spettacolari foto in movimento. Un capolavoro degno di essere studiato negli istituti d’arte di tutto il mondo. Peccato per Dave che ha dovuto soffrire caldi torridi e freddi glaciali nel giro di 4 giorni (mentre i suoi compagni in due ore al calduccio se la sono sbrigata!). E peccato anche per la storpiatura subita nella recente cover dei Lacuna Coil (storpiatura sia in termini di risultato sonoro che visivo). 😕

Chiusa questa parentesi digressiva, torniamo a Corbijn ed al video dei Coldplay che mi ha dato il la per questo post.
Gironzolando qua e là per capirci qualcosa di più su questa (pseudo)idea di Chris Martin e compagni  mi sono imbattuta nella solita solfa che interessa il mio stimato Anton e i miei diletti Depeche Mode che mi fa alquanto girare i coglioni a vortice. :X

Ogni volta che viene citato Anton Corbijn il suo nome è subito associato agli U2 e talvolta di striscio ci si ricorda dei Depeche Mode. Ora non per fare la solita fan fanatica… ma è una cosa oggettivamente scorretta.

Provate a chiedere a 10 fan degli U2 chi sia Anton Corbijn, forse vi risponderà in maniera esatta uno solo. Provate a fare la stessa domanda a 1o “Devoti”: almeno in 7 sapranno dirvelo, e non perché i Devoti siano molto più informati sui loro idoli rispetto ad altri fan, ma semplicemente per il fatto che Anton è una sorta di Quarto Uomo (fino al ’94 Quinto Uomo) dei Basildon Boys! E’ l’Art Director ufficiale del gruppo. Il lavoro con i DM copre almeno la metà delle collaborazioni musicali del fotografo olandese. Dall’86 ad oggi, dal mitico Question of Time ad oggi, Corbijn ha girato due terzi dei video del gruppo, ideato tutte le copertine degli album e dei singoli dal 90 ad oggi, nonché, nello stesso periodo, curato la regia e la scenografia dei loro concerti. Per non parlare delle collaborazioni con i progetti solisti di Dave e Martin.

Non c’è altro artista o gruppo per cui Corbijn abbia fatto altrettanto. Non si capisce perché debba essere sempre indicato come il fotografo degli U2… A questo punto tanto meglio l’etichetta di “fotografo dei divi” che di celebrità della musica e del cinema ne ha fotografate davvero tante.
Ma se proprio vogliamo associarlo ad un gruppo in particolare non agli U2, per favore. Non parla una fan, parlano i numeri, parla la somma dei lavori fatti a fianco dei e per i Depeche Mode contro quelle due o tre copertine e cinque video fatti per gli U2.

Se voi cercate su Google Anton Corbijn usciranno fuori frasi del tipo “fotografo di U2 e altri grandi”; “fotografo di U2, Depeche Mode e altri…” Ma che cazzo ci hanno gli U2 da dover scavalcare anche l’ordine alfabetico? Bono fa beneficienza? Sono più commerciali? Tirano di più? Non so.  😕

Ma del resto se dobbiamo basare la nostra cultura musicale su quello che ci passano le informazioni “mediate” non approfondite… tipo quelle che ha in consegna chi segue quel duraniano di Ringo… Un Dj che dei DM non ha mai capito una cippa, che ritiene i Duran Duran essere migliori (ok… de gustibus…) e che arriva a definire un pezzo rock da dare la scossa Wild Boys dei Duran Duran (scusate vado a vomitare)…
Se lui si ostina ancora a definire Corbijn il fotografo degli U2 sono contentra di appartenere a quella minoranza che sa bene come stanno le cose e a chi Anton deve gran parte dei soldi accumulati nella sua carriera. U2 sta cippa.

Vi lascio un po’ di link e video citati:

Questo il sito ufficiale di Anton Corbijn, cliccando su “Works” potrete avere un sunto visivo dei lavori fatti per Depeche Mode e U2 e trarne da soli le vostre conclusioni.

Il video di Viva la Vida

E quello di Enjoy the Silence

Canzoni, Depeche Mode

The Darkest Star

Sarà per la giornata strana di oggi, sarà che sto un po’ “oscurata” in questo periodo, ho in mente questa canzone… Una canzone bellissima… o meglio un testo molto particolare… la canzone in se può non piacere, tuttavia ha un non so che di ipnotico.
Detto tra noi fan (dei Depeche Mode) credo che TDS abbia avuto un percorso simile a Condemnation: credo che inizialmente sia stata pensata per la voce e lo stile di Martin, ma poi Dave abbia sentito il testo talmente “suo” da “sforzarsi” di cantarla!
Non so ancora se il risultato finale mi sia piaciuto o no, ma il testo resta comunque una perla a mio modesto modo di vedere le cose.

Oh you sad one
Playing the Angel
Isn’t so easy where you’re from

Oh you wild one
Devil’s companion
You won’t stay satisfied for long

I don’t want you to change
Anything you do

I don’t want you to be
Something else for me

Oh you dark one
Eternal outsider
Caught in the spider’s web you’ve spun

Oh you blind one
Gentle and kind one
Seeing the world as a loaded gun

I don’t want you to change
Anything you do

I don’t want you to be
Someone else for me

Stay as you are
The Darkest Star

Shining for me
Majestically

Caro Diario, Depeche Mode

Prima asta su Ebay: very convenient!

Mi è venuta la febbre da Ebay.
Mi sono iscritta su Ebay da un paio di giorni.
Ho subito sgamato un oggetto da guerra: il vinile del Quad Final Mix di Enjoy the Silence. Per i non esperti di collezionismo Demodiano, si tratta di una versione sublime di ETS un remix soprannaturale, in cui capeggia non la musica elettronica ma tutta la classicità dei violini (almeno dal 7° minuto in poi del pezzo che dura 15 minuti). Struggente e profondissimo… La chiave verso il paradiso dei sensi. Al di là del fatto che vi piaccia o meno la musica elettronica, i Depeche Mode, o Enjoy the Silence, il Quad Final Mix in quel punto raggiunge la perfezione: il mondo attorno scompare, esiste solo la musica che cresce, cresce, cresce e ti travolge in un’esperienza a dir poco metafisica. Avrò esagerato? so solo che piango ogni volta che ascolto questo pezzo (in questa versione), che il cuore mi va a mille e che ringrazio ogni volta sentitamente Martin Lee Gore di aver creato quella canzone, di creare in me una simile emozione!
Questo per il “contenuto musicale”…

Quanto al supporto: altrettanto stupefacente. Il vinile è inciso solo da un lato, mentre dall’altro c’è in rilievo una rosa, la mitica rosa di enjoy the silence.
Inutile dire che è rarissimo, almeno quanto il Picture Disc di Violator, l’album del 1990 che contiene la mitica ETS.
Sperando che non ci siano intoppi nella spedizione, e sperando che Gianluca non l’abbia troppo a male per tutte le botte di fortuna sfacciata che ho avuto con rarità e bootlegs beccati a prezzi stracciati (ed anche stavolta), attendo l’arrivo del mio tesoro… 🙂