Libri

L’Amica Geniale

Non ho visto la serie, tecnicamente non ho nemmeno letto il libro, l’ho ascoltato! Ho acquistato la versione audiobook (letto da Anna Bonaiuto) di questo libro su GooglePlay Libri e devo dire che mi è piaciuto tantissimissimo. Anzi, ho già acquistato il secondo libro della serie (Storia del nuovo cognome) perché non vedo l’ora di capire come si sviluppa la storia (il non-finale del libro, non vi lascia altro scampo che cercare di rispondere in fretta a questa domanda!).

Leggendo (ascoltando!) il libro non ho potuto fare a meno di ripercorrere la mia stessa infanzia, di rivivere e rivedere sotto rinnovata luce avvenimenti simili o assimilabili che potevo aver vissuto anche io, domandandomi, di volta in volta, chi, nella mia vita o nelle singole occasioni, avesse giocato il ruolo de l’amica geniale.

Ma non solo. Una delle cose che mi è piaciuta di più di questo libro (e che non è affatto scontata) è che ci sia anche la prospettiva “maschile”. Non è solo un racconto delle paure, delle invidie, dei tormenti, delle aspirazioni, dei sogni, dei cambiamenti e delle molle in genere che spingono all’azione delle ragazzine, per quanto dotate e talentuose. Qui e là si racconta anche delle stesse dinamiche vissute da un ragazzo, lungo il percorso che lo porterà ad essere un uomo.

Mi sono ritrovata molto nel racconto di Lenuccia, nel sentirmi sempre continuamente spronata a migliorare per raggiungere le qualità che ammiravo e ritenevo superiori nella mia amica geniale, che, per mia fortuna, non aveva alcuna cattiveria in sé, anzi. Ma, non solo, mi sono sentita simile a Lenuccia anche in quelle cose in cui ho voluto emulare mio fratello e nel volermi costantemente migliorare per sentirmi all’altezza di chi ritenevo (e ritengo) più bravo di me in qualcosa.

Non sono mai stata una persona invidiosa (almeno, non nell’accezione negativa del termine). Ho sempre visto nelle buone e belle qualità degli altri opportunità di crescita, cercando nel mio piccolo sempre di dare il mio contributo. Ma sono sempre stata fermamente convinta, che alcune capacità, alcuni talenti, che siano o non siano innati o naturali, possono essere migliorati con l’esercizio e la dedizione. Questo ho sempre cercato di fare, dietro lo stimolo, spesso indiretto, di chiunque ammirassi e ritenessi “bravo”.

Sono certa che sarà capitato anche a voi, per almeno un aspetto della vostra vita. Fino a che… crescendo ti accorgi (perché ti viene detto) che
(S P O I L E R) per molti sei stata tu l’amica geniale, sei tu quella che sprona gli altri, sei tu quella che spesso ha rappresentato il pungolo per far meglio le cose.

Il momento in cui Lenuccia ascolta dalle parole di Lila che (S P O I L E R) è lei, Lenuccia, l’amica geniale (sino a quel momento io stessa credevo il titolo fosse rivolto a Lila), sono certa che Lenuccia ha provato la stessa identica sensazione di vertigine che ho provato io quando è stato detto (magari con altre parole ed in altri contesti) a me. E’ un misto di emozioni, positive e negative, ti senti catapultata in un mondo alla rovescia e ti senti completamente disorientata, credevi di seguire una guida ed invece erano gli altri a seguire te… si ma… verso dove? Ti viene da pensare che ti saresti potuta risparmiare nella tua vita un sacco di affanno e fatica se solo lo avessi saputo prima… ma in un lampo torni alla ragione, pensi che senza quel pungolo, senza quel ritenere l’altro geniale o più geniale di te, non lo saresti stata nemmeno tu, saresti stata come gli altri, nè più, nè meno.

Funziona per gli amici e, secondo me, ancora di più nelle coppie. Per quanto mi riguarda ho sempre sostenuto (ed ho portato avanti questo pensiero sempre, anche nei fatti) che in una coppia, perché la coppia funzioni, ciascuno deve ritenere l’altro migliore di sé in qualcosa. Altrimenti, se si ritiene l’altro migliore in assoluto (o peggiore in assoluto) si è in una situazione di sudditanza/subalternità non fisiologica ed alla lunga dannosa.

Ecco. L’Amica Geniale è stato un po’ come ripercorrere i ricordi della mia infanzia (certo, in un contesto sociale meno tumultuoso e rissoso, ma tutto sommato non troppo distante, anche geograficamente parlando), ripercorrere i passi che mi hanno portato a formare la persona che sono, a ricordarmi da dove provenissero certe paure o insicurezze, a cementare alcune convinzioni; a guardarmi con gli occhi delle mie amiche e dei miei amici e a dare una spiegazione a cose per me allora (e per certi versi ancora) oscure.

E’ un bel libro, per tutte le età. Ve lo consiglio.

E voi? Lo avete letto? Vi è piaciuto? Quali riflessioni ha stimolato? Mi consigliate di vedere la serie? Fatemelo sapere nei commenti! 🙂

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