The Best of Cle

Ecce Frama!

Frama, versione contratta di Fratima, significa mio fratello.
Ne ho dedicati di post al mio fratellinone… da ridere, da piangere, da riflettere.
Continua il mio greatest hits ho in mente alcune bozze ma ancora non riesco a partorire, quindi oggi assaporate la Cle seria, la Cle che si farebbe tagliare una mano per l’amore “ti lu frati”.

PS:
per la cronaca: mio fratello ha finito il suo anno di leva volontaria ed è tornato a casa, evviva!

Growing Brothers: Piccoli Fratelli Crescono Inizio a pensare che vedere crescere il proprio fratello/sorella minore sia un po’ come un’anteprima di quello che accade quando ci si troverà a vedere crescere i propri figli: credi che siano sempre piccoli, indifesi, bisognosi di cure e attenzioni, che il momento di togliere le rotelle alla bicicletta sia ancora lontano. Mentre la tua vita procede, anche loro crescono, al loro compleanno non compri più il giocattolo X ma cose da “grandi”, non p … Read More

via Ecce Clelia

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Caro Diario, Nostalgia

Growing Brothers: Piccoli Fratelli Crescono

Inizio a pensare che vedere crescere il proprio fratello/sorella minore sia un po’ come un’anteprima di quello che accade quando ci si troverà a vedere crescere i propri figli: credi che siano sempre piccoli, indifesi, bisognosi di cure e attenzioni, che il momento di togliere le rotelle alla bicicletta sia ancora lontano. Mentre la tua vita procede, anche loro crescono, al loro compleanno non compri più il giocattolo X ma cose da “grandi”, non puoi più dire loro “Questo film non lo puoi vedere, c’è il bollino rosso“, non è più necessario stare attenta a che non accendano da soli il gas… 
Ti svegli un giorno e loro sono con la chiave inglese in mano intenti a togliere le rotelle dalla loro bici; tu sei lì a preparare la torta per il loro compleanno e loro a seguire una dieta iperproteica per mettere su massa muscolare… e  quelle candeline azzurre sono proprio fuori luogo!

Sarà che questo è un periodo di grosse decisioni per me, di importanti cambiamenti e di scelte decisive per la vita. Sarà che ho realizzato solo avanti ieri che ormai sono passati quasi otto anni da quando ho messo piede per la prima volta all’Università e ora sono alle prese con l’esame di avvocato… Solo da poco ho sbattuto il naso contro il fatto che mio fratello, la mia cuginetta che io vedo sempre “piccoli” hanno superato la soglia dei venti anni, hanno cambiato il loro fisico, il loro abbigliamento, iniziano anche loro ad affacciarsi sul mondo del lavoro e delle scelte autonome, da un momento all’altro potrebbero preparare la valigia e partire.

Stamattina ho accompagnato il mio fratellino (ino?) alla caserma per la canonica “visita militare” ormai riservata ai soli volontari. Lui aspetta questo giorno da tempo immemore ormai e credo che come ogni persona davanti ad un desiderio che sta per realizzarsi sia più timoroso che felice. La paura che si prova davanti alla porta dietro la quale si trova la meta del nostro pellegrinaggio è paralizzante a volte. Aspetti giorni, mesi, anni per arrivarci e poi con la mano sulla maniglia esiti… e più ci hai messo ad arrivare e più quella maniglia è pesante da girare.

Fortunatamente mio fratello ed io apparteniamo alla schiera di coloro che non si lasciano paralizzare dalla paura… ci accompagna sì, ma la portiamo con noi in tasca, silenziosa ma percepibile in quell’espressione un po’ seria, in quell’aria un po’ distratta e distante… è lì ma non vince, non manda all’aria il nostro sacrificoso cammino.

Ho perso l’appuntamento con gli esami di maturità di mio fratello, ma oggi sono qui ad aspettarlo al suo ritorno da questa piccola grande avventura. Quando era piccolino (per davvero) una volta, mentre era in procinto di partire insieme a mia zia per farsi una settimana in quel di Bergamo con lei, scoppiò a piangere quando toccò salutarmi. Era la prima volta che andava via senza di noi, era la prima volta che non avrebbe dormito in stanza con me. Gli dissi: “Di questo passo quando andrai al militare ti sfotteranno perché ancora dormi con tua sorella!!!”. Una frase semi-profetica visto che in questi giorni mio fratello è “ospite” da me e che dopo qualche annetto ci siamo trovati di nuovo a dormire nella stessa stanza.

Stanotte mentre lo sentivo respirare nel sonno mi sono accorta che il ritmo del suo respiro, il suono dell’aria che esce dal naso sono identici a quando era più basso e meno pesante di me… Se chiudevo gli occhi io tornavo ad avere io tredici anni e lui sette… Quando li riaprivo vedevo davanti a me una motagna di muscoli col respiro di un bambino…

E’ da stamattina che piango pensando a questo e non ne conosco nemmeno la ragione, anche perché in questo periodo sono in autentica overdose di emozioni.

Forse sono tesa perché lui è teso, perché questo è un esame importante per lui e per quello che ha sempre sognato di fare. Forse sono combattuta perché non so cosa aspettarmi che succeda. Sicuramente voglio che tutti i suoi desideri si realizzino ed entrare nell’esercito è uno di questi… Ma dall’altro canto so che non sarei tranquillissima se domani dovesse partire in una qualche missione. Non so se è più egoismo o spirito di protezione quello che provo ma in ogni caso il mio dovere di sorella è quello di sostenerlo nelle sue decisioni e nei suoi sogni ed essere pronta per qualsiasi cosa di cui dovesse avere bisogno oggi, domani, …

Ti voglio bene Gianky!

mc&gc

Caro Diario, Mea Culpa

Domani la matura… Che paura!

Domani per non so quante migliaia di studenti italiani c’è la maturità…

Tra le fila di questo esercito mio fratello.

Io mi sto perdendo questo momento perché sono lontana per motivi di studio e lavoro.

Vorrei stare con lui, vorrei vivere con lui questi giorni in cui di sicuro starà facendo finta di non essere preoccupato, ma credo che in fondo in fondo lo sia. Ed io sono qui e quasi me ne ero dimenticata.

In bocca al lupo fratellone mio. Tieni duro ancora una settimana e poi quest’incubo della scuola sarà finito! Ti voglio bene.

Spacca tutto!

Caro Diario

De Jure Fratris: Il diritto secondo mio fratello

Mio fratello, la persona al cui pensiero i miei occhi si illuminano e il mio volto sorride, ha un solo neo nella sua carriera di figlio/fratello: non gli piace la scuola. Lui riesce ad essere promosso facendo meno del minimo indispesnsabile, semplicemente applicando in maniera empirica le leggi della relatività, statistica e probabilità. Capirete quello che ho appena detto da questo (usuale) scambio di battute nella nostra famiglia.
“Gianky, vedi di studiare se no ti bocciano quest’anno”
“Seeee! Per arrivare a bocciarmi ne devono bocciare 11 prima di me e mica
possono bocciare più di metà classe”.   😉

Ecco… questo è il metodo Gianky.
Ma l’aneddoto che voglio raccontarvi oggi risale a 4 anni fa, quando mio fratello era al primo anno delle superiori. Lo accompagnai, insieme a  mia madre ovviamente, ai colloqui. Dal suo professore di diritto mi sentii un verme: io iscritta a Giurisprudenza e mio fratello con un bel debito in diritto… sigh! 😥
Il giorno dopo decisi che gli avrei dato ripetizioni di diritto.

Prima lezione: A cosa serve il diritto.
Dato che mio fratello studia in un istituto agrario ho deciso di provare con degli esempi agricoli.
Io: “Allora, se tu hai un fondo coltivato a patate e il tuo vicino invece coltiva carote, se vuoi le carote che fai?”
G.: “Non le voglio le carote, non mi piacciono!”
Io: “Va bene! (piccola parentesi: dovete sapere che è raro che mio fratello si faccia aiutare nei compiti, quindi meglio non spazientirlo e assecondarlo!!!) Allora facciamo che tu hai le carote e il vicino le patate. A te piacciono le patate. Che fai?”
G: “VOCU DI NOTTI E MI LI PIGGHIU
(*Vado di notte e me le prendo)”.

😕 Ecco qua,
esattamente quello che il diritto vuole evitare che succeda.
Due millenni di costruzioni giuridiche spazzati via con un alzata di spalle.

Sono dei Polli Questi Romani! 😕