Caro Diario

Un amore così grande…

Ci ho messo un po’ a dare forma a questo post, ma è arrivata l’ora di vuotare il sacco anche per poter riprendere a scrivere. Lo sapete, per me la scrittura è terapeutica, è l’unica maniera che conosco per dare ordine a (e leggere) i miei pensieri..

Avevo questa piccola nebulosa di parole e pensieri che mi vorticava nello stomaco da diversi mesi, bloccando tutto il resto. Avevo scritto e riscritto questa “storia” mentalmente più e più volte, tanto che ero quasi riuscita a parlarne con chi mi è vicino senza aver buttato giù materialmente nemmeno un rigo. Ero talmente confusa che stavo quasi per chiedere aiuto ad un analista ma poi l’onestà con me stessa che mi contraddistingue ed i piccoli segnali nascosti negli accadimenti quotidiani mi hanno aiutato a fare un po’ di chiarezza. Manca solo mettere in ordine il tutto attraverso la scrittura, per schiudere finalmente la mano e lasciar volar via la farfalla che tiene disegnate sulle sue ali le sensazioni che in questo momento mi tengono ostaggio.

La Cle è una persona piena di contraddizioni, è una buona, vestita di cinismo. Una persona che ha dovuto costruirsi pezzo dopo pezzo la sua armatura per sentirsi meno insicura e più consapevole di sé. In certi punti quell’armatura si è completamente fusa con la pelle e c’è voluto un certo Signor Gaiman a ricordarle che c’era invece un corpo estraneo sulla sua pelle.

E quale è la cosa che farebbe (fa) sentire Cle assolutamente priva di ogni protezione? L’amore. Di ogni tipo.

Ma Cle Io non potrei vivere senza l’amore, senza gli affetti. Sarei perduta e disperata. Così me ne circondo ma li doso, come farebbe un tecnico del suono davanti al proprio mixer. Non mi ci abbandono mai, cerco di non farmene sopraffare, cerco di non rendere nessuna delle persone che amo essenziale per la mia felicità e per la mia esistenza. Così ogni tanto a suon di spintoni ricordo a me e agli altri che basto a me stessa. Se dovessi descrivermi potrei essere paragonata ad un magnete in grado di attrarre a sé le persone per poi tenerle abilmente ad una distanza di sicurezza semplicemente muovendomi di qualche grado e lanciando il subliminale messaggio “Mind the Gap” tutto attorno. E’ come se mi fossi creata una sottilissima, impercettibile corazza, un’apparente durezza (stronzaggine!) che contribuisce a mantenere lo spazietto vuoto tra me e gli altri.

Poi accade che un giorno una bambina down ti si avvicini, ti saluti, ti faccia una carezza e ti dica “Sei bella!”. Allora le sorridi, l’abbracci e lei ti ricambia l’abbraccio con tanta forza e affetto puro. Quell’abbraccio basta a infrangere, a polverizzare, la corazza, a scioglierla in un pianto incontrollato. Mi sono sentita felice in quell’abbraccio. Mi sono sentita sopraffatta dalla felicità ed al tempo stesso vulnerabile a causa di quella felicità e di quell’affetto puro e vero che provavo in quel momento. 
Mi sono resa conto che la corazza che ho addosso è forgiata dalla paura. La paura di provare un giorno un amore incondizionato, che mi renda vulnerabile e non più padrona di me stessa. Che esista al mondo una persona più importante di me, senza la quale non vorrei vivere, che diventi il centro del mio mondo.
Mi sono tenuta al riparo da un sentimento simile per tutta la vita, ma quando ho iniziato a costruire quella corazza non sapevo che mi stavo proteggendo dall’idea di avere dei figli, che invece ho sempre desiderato. Così ora mi sono resa conto che desidero qualcosa che invece ho sempre percepito come pericolosa e da cui mi sono sempre protetta. Il mio corpo probabilmente è bloccato dalla psiche, con delle ovaie che ricevono ordini opposti dai due emisferi del cervello e forse per questo non funzionano come dovrebbero.

Mi trovo a dirmi ed a convincermi che potrei farcela ad affrontare un amore così grande ed ineffabile, e spero che la mia corazza non mi ostacoli ancora è ancora.

stars

Annunci
Caro Diario, Suggerimenti e Consigli, The Puccis

Il segreto della felicità (ed anche di un buon San Valentino)

“Say what you want!”

Io ne ho fatto una massima di vita ormai! Di’ quello che vuoi, di’ quello che pensi, di’! Parla!

Quante volte vi siete sentiti insoddisfatti perché il vostro fidanzato non si era accorto di quale fosse la vostra canzone preferita; perché la vostra migliore amica non ha immaginato quello che volevate per il vostro compleanno, o perché vostro marito vi ha comprato una borsa che starebbe molto bene con la giacca che la vostra vicina tiene nell’armadio?

Quante volte?

Quante volte al lavoro  non vi è stato assegnato un incarico che pensavate di poter svolgere bene?

Quante di queste volte avevate apertamente manifestato quali fossero i vostri desideri e le vostre aspettative?

Dunque il mio consiglio è semplice e spassionato: non aspettatevi che la gente, vostro marito, vostra sorella possa leggervi nel pensiero. Accettiamo la realtà dei fatti: fuori dai film nessun maschio “sua sponte” deciderà di preparare la cena perfetta per la sua amata il giorno di San Valentino, o peggio in occasione del suo compleanno (dove “sua sponte” significa senza aver ricevuto mega cazziatoni in passato e senza aspettarsi una ricompensa a luci rosse). Raramente le amiche azzeccheranno il regalo giusto se non date qualche indizio. In nessun caso il vostro datore di lavoro vi gratificherà con un incarico più remunerativo se non glielo proponete voi!

Il rimedio è molto semplice: abituarsi ad esternare. Sentimenti buoni e cattivi. Desideri che si vorrebbero realizzare ed aspettative deluse. Pensieri che ci preoccupano e piccoli gesti che ci farebbero felici. Diamo qualche segnale a chi ci sta intorno, togliamolo dalla nebbia del “Che cosa avrà voluto dire con quel broncio?”.

Magari perderete un po’ dell’effetto sorpresa, ma meglio una sorpresa annunciata (o pilotata) che nessuna o peggio una brutta sorpresa! No? Meglio passare la vigilia del vostro compleanno a dare qualche indizio al vostro adorato maritino su come vi piacerebbe andasse la giornata, che cacciarlo di casa a pedate, perché proprio quel giorno ha invitato a casa gli amici per la partita dicendo a propria difesa “Ma come, dici sempre che ti stanno simpatici!!”.

Magari con il tempo, suggerimento dopo suggerimento, imparerà a farlo da solo… chissà!

Vi lascio con lo scambio di battute di oggi (era un po’ che non vi intrattenevo con la serie The Puccis!), giusto a dire che predico come razzolo, se sia bene o male lo lascio dire a voi!

Cle: va bene ho capito che non mi porterai a cena stasera, almeno non farmi trovare i panni ancora da stendere se proprio non vorrai accogliermi a lume di candela. Pantofolone!

Lui: si che ti porto a cena, domenica però 😛

Cle: ok! ma non a amangiare la pizza, cena significa cena!

Lui: si amore cena completa 😀

Cle: Va beh! organizza tu. Se non organizzi ti lascio.

Lui: gne gne gne! si che organizzo, basta prenotare.

Cle: … e ti devi vestire bene
… e ti devi fare la barba
…. e mi devi dare i fiori

Lui: la barba me la sto facendo spesso. Prometto che ti darò anche i fiori 😀

Cle: ti amo anche per la tua spontaneità!

Caro Diario

200.000 visite al quadrato!? :O

Ho fatto due conti…

Ecce Clelia è a quota 192.000 visite. Con una media di 170/200 visite al giorno (un po’ calata rispetto a qualche mese fa, ma è anche vero che posto con meno frequenza). Per ottobre, appena un anno dopo aver celebrato le 100.ooo visite, dovremmo abbattere anche quest’altro muro. Ma chissà se alle 200.000 non arriverà per primo Ma che Bontà? Nato a dicembre 2010 e già a quota 157.000 con una media giornaliera intorno alle 900/1000 visite?!

Sono aperte le scommesse, signore e signori! Potrebbero abbatterlo insieme quel muretto, lo stesso giorno. :O

Solo che la vedo difficile festeggiare di nuovo con delle nuove testate disegnate ad hoc, il mio disegnatore di fiducia, Andrea Gadaldi, credo sia impegnato… In più non ho la più pallida idea di cosa vorrei e a questo layout sono arrivata dopo tanta fatica e studio. Se ci sono volontari si facciano avanti, orsù! Ah e se conoscete qualche sviluppatore di app ancora meglio!!!

*Non ho idea di che cosa stiamo cercando!

The Best of Cle

The best Of…Cle

In questi tre anni di blogging ne ho accumulata di roba carina tra i miei scritti. Post a cui sono affezionata, post che mi piace rileggere, post che addirittura ho dimenticato o mi vergogno d’aver scritto!
Ed ora che un nutrito gruppo di lettori ha deciso di seguirmi in maniera costante mi sembra carino ravanare un po’ nei vecchi scritti, potare qualche ramo secco e pubblicare una sorta di Greates Hits. Vorrei riproporvi la lettura di alcuni post, se vi va, quelli più divertenti o a me più cari. A me piace molto, quando comincio a seguire un blog, andare a sbirciare come e cosa l’autore aveva scritto agli esordi, ma non sempre si ha tempo poi di rimettersi in pari!
Ebbene vi allegerisco il lavoro, nel caso vogliate intraprenderlo, proponendovi la ma selezione, il mio Director’s Cut! In attesa che la bonaccia nella mia vena scrittoria passi!
Ecco qua uno dei primissimi post (all’epoca ero ancora su LiveSpace), il primo di una lunga e fortunata serie di Casi Umani. Buona lettura!

Piselli letali! Avevo un cagnolino, poi diventato un cagnolone, Dick. Me lo ricordo ancora il giorno in cui ce lo hanno portato: una piccola palla di pelo marroncina, tenero tenero tenero… e affamato. Quel giorno (piena estate) il piatto del giorno offriva brodino vegetale… fummo tutti contenti di cedere la nostra porzione al nuovo membro della ciurma! Lui spazzolò tutto, anche le patate bollite! Era tenerissimo il mio Dick… per una incomprensione tra i mi … Read More

via Ecce Clelia

Caro Diario, The Puccis

Il partner garantito

Molto spesso (ed anche stamattina) mi sono chiesta come si senta una mia amica (recte: ex collega) quando mi vede in compagnia del mio Amour o legge sul mio profilo facebook che siamo ancora “Fidanzati Ufficialmente”. Mi chiedo se senta un piccolo crampetto alla bocca dello stomaco per quella richiesta di “garanzia” che tre anni or sono ebbe a farmi, di questo articolo peraltro usato e non più di primo pelo, per poterlo portare a casa sua.

Mi spiego meglio. Come i più attenti lettori del mio blog sapranno, il mio Amour ed io ci siamo conosciuti tre anni fa, poco prima di Natale, attraverso una chat e ci siamo incontrati la prima volta in circostanze a dir poco inquietanti… Già prima che io facessi l’incontro della mia vita, con un gruppo di colleghi (alcuni dei quali attualmente sinceri amici per mia fortuna) si decise di festeggiare il capodanno tutti insieme a casa di Iva, la suddetta ex-collega: eventuali partner senza ombra di dubbio ammessi e graditi. Ho dimenticato di dire che questo gruppo si era formato da circa due mesi, a malapena ricordavamo per bene nomi e cognomi gli uni degli altri.

Come ogni persona educata e corretta dopo che il mio Amour ed io eravamo già diventati una coppia, alzo il telefono e chiamo Iva per avere conferma del fatto che potessi prender parte “accompagnata” alla sua festa. Voglio dire: si trattava di casa sua, era liberissima di sindacare chi far entrare e chi no. Su questo non ci piove, ma avrei accettato meglio il rifiuto se non fosse stato corredato da bugie e giri di parole e soprattutto paragoni fuori luogo.

Per farla breve vi riporto parte della nostra telefonata:

Cle: Ciao Iva! come ti ho detto su Msn io e Puccio stiamo insiemeCuore rosso, avevi detto che potevamo venire accompagnati, è un problema se porto anche Puccio?Party

Iva: E ma sai Cle, vi conoscete da poco…

Cle: Se per te è un problema fa niente, comunque considera che è pure astemio, mangia pochissimo, se deve fare la pipì lo porto fuori…Cane

Iva: E’ che io non lo conosco…

Cle: Pensieroso …???…
Beh! non conosci nemmeno C. la fidanzata di R.

Iva: E ma per C. almeno garantisce R.

Cle: Basito 
E per Puccio garantisco io!

Iva: Non è la stessa cosa, R. e C. stanno insieme da più tempo!

Cle: si ma tu conosci ME e R. da due mesi, come fai a dire che il mio giudizio sulle persone sia meno affidabile di quello di R.???Annoiato
Va beh, Iva, lasciamo stare, è casa tua e decidi tu, noi ci organizziamo diversamente. Magari passiamo a fare gli auguri e basta. Posso farlo salire almeno per fare gli auguri o lo lascio in macchina?Cane

Iva: Poi vediamo.

Cle …???…Annoiato

Siccome sono una persona che tende comunque a trovare una giustificazione anche nei comportamenti più irragionevoli, pensai che forse Iva non aveva creduto alla storia del portafoglio smarrito (leggi necessariamente qui) e pensato che la chat in cui avessi incontrato Puccio fosse stata una chat di S&M Fetish Addicted. D’altronde, conoscendomi da poco poteva anche starci che non mi credesse… Solo che tempo dopo scoprii che aveva fatto storie anche per il fratello di una delle invitate… evidentemente conoscerlo da 25 anni non era sufficiente come garanzia. Al che non puoi che pensare: “Iva, ma vattene a fanzum!!!”

Comunque me lo chiedo spesso… chissà se ci ripensa, chissà se si senta stupida per quelle frasi.
A me spesso risuona nella testa la sua voce nasale che ripete: “Eh ma per C. almeno garantisce R.” e ogni volta che ci penso mi congratulo con me stessa di riuscire a fidarmi delle persone per quello che sono, e non per i pezzi di carta che possono esibire. Va a cagare, stronza!

uno per l'altra

Caro Diario, The Puccis

La bara dell’amore

Adesso capisco.

O meglio… lo sospettavo ma oggi, dopo gli ultimi due giorni di assistenza al marito malatino-vomitino è chiarissimo.

E’ vero: il matrimonio/la convivenza sono la più grande spada di Damocle sospesa su qualsiasi storia d’amore. Vivere con la persona amata alimenta e allo stesso tempo rischia di svuotare il sentimento che provi. E’ un banco di prova quotidiano e solo se il legame è solido resisti. Non sono certo arrivata al limite anzi, ne sono ben lontana a dire il vero! Però inizio a capire tante cose!

Vivendo insieme è inevitabile che venga tutto a galla, e non si abbia quasi il tempo di sedimentare, di sbollire che si presenta davanti agli occhi un’altra falla del sistema (leggi sistema come cervello dell’uomo/donna).

Si mettono a nudo i difetti e le pecche di entrambi, ma il vero problema di noi donne è che rimunginiamo e rimunginiamo; si pensa alle cose passate e alle cose future, e inevitabile arriva poi la domanda che materializza davanti a te l’abisso: “Ma quando avremo dei figli come cazzo devo fare?”.

Certo non sono la maga dell’ordine, ma se al mio disordine (che comunque ogni due giorni cerco di attenuare) si aggiunge quello distratto al limite del menefreghismo del mio gentile consorte (che non riordina) almeno una volta al mese mi girano le balls! E mi pare legittimo!

E quando poi scopri che gli uomini non fanno centro non solo quando fanno pipì (ad onor del vero il mio sì!) , ma anche quando vomitano, resti lì con i tuoi guanti gialli e la candeggina, guardi il vuoto e pensi a quando tua nonna diceva: “Ci l’era saputu prima, era rimasta signurina!”*. Minchia se aveva ragione!

Ti amo sì, ma alcuni giorni vorrei che tu fossi più… gay!

*(se l’avessi saputo prima, sarei rimasta single)

orme ovunque