Caro Diario, The Puccis

Il partner garantito

Molto spesso (ed anche stamattina) mi sono chiesta come si senta una mia amica (recte: ex collega) quando mi vede in compagnia del mio Amour o legge sul mio profilo facebook che siamo ancora “Fidanzati Ufficialmente”. Mi chiedo se senta un piccolo crampetto alla bocca dello stomaco per quella richiesta di “garanzia” che tre anni or sono ebbe a farmi, di questo articolo peraltro usato e non più di primo pelo, per poterlo portare a casa sua.

Mi spiego meglio. Come i più attenti lettori del mio blog sapranno, il mio Amour ed io ci siamo conosciuti tre anni fa, poco prima di Natale, attraverso una chat e ci siamo incontrati la prima volta in circostanze a dir poco inquietanti… Già prima che io facessi l’incontro della mia vita, con un gruppo di colleghi (alcuni dei quali attualmente sinceri amici per mia fortuna) si decise di festeggiare il capodanno tutti insieme a casa di Iva, la suddetta ex-collega: eventuali partner senza ombra di dubbio ammessi e graditi. Ho dimenticato di dire che questo gruppo si era formato da circa due mesi, a malapena ricordavamo per bene nomi e cognomi gli uni degli altri.

Come ogni persona educata e corretta dopo che il mio Amour ed io eravamo già diventati una coppia, alzo il telefono e chiamo Iva per avere conferma del fatto che potessi prender parte “accompagnata” alla sua festa. Voglio dire: si trattava di casa sua, era liberissima di sindacare chi far entrare e chi no. Su questo non ci piove, ma avrei accettato meglio il rifiuto se non fosse stato corredato da bugie e giri di parole e soprattutto paragoni fuori luogo.

Per farla breve vi riporto parte della nostra telefonata:

Cle: Ciao Iva! come ti ho detto su Msn io e Puccio stiamo insiemeCuore rosso, avevi detto che potevamo venire accompagnati, è un problema se porto anche Puccio?Party

Iva: E ma sai Cle, vi conoscete da poco…

Cle: Se per te è un problema fa niente, comunque considera che è pure astemio, mangia pochissimo, se deve fare la pipì lo porto fuori…Cane

Iva: E’ che io non lo conosco…

Cle: Pensieroso …???…
Beh! non conosci nemmeno C. la fidanzata di R.

Iva: E ma per C. almeno garantisce R.

Cle: Basito 
E per Puccio garantisco io!

Iva: Non è la stessa cosa, R. e C. stanno insieme da più tempo!

Cle: si ma tu conosci ME e R. da due mesi, come fai a dire che il mio giudizio sulle persone sia meno affidabile di quello di R.???Annoiato
Va beh, Iva, lasciamo stare, è casa tua e decidi tu, noi ci organizziamo diversamente. Magari passiamo a fare gli auguri e basta. Posso farlo salire almeno per fare gli auguri o lo lascio in macchina?Cane

Iva: Poi vediamo.

Cle …???…Annoiato

Siccome sono una persona che tende comunque a trovare una giustificazione anche nei comportamenti più irragionevoli, pensai che forse Iva non aveva creduto alla storia del portafoglio smarrito (leggi necessariamente qui) e pensato che la chat in cui avessi incontrato Puccio fosse stata una chat di S&M Fetish Addicted. D’altronde, conoscendomi da poco poteva anche starci che non mi credesse… Solo che tempo dopo scoprii che aveva fatto storie anche per il fratello di una delle invitate… evidentemente conoscerlo da 25 anni non era sufficiente come garanzia. Al che non puoi che pensare: “Iva, ma vattene a fanzum!!!”

Comunque me lo chiedo spesso… chissà se ci ripensa, chissà se si senta stupida per quelle frasi.
A me spesso risuona nella testa la sua voce nasale che ripete: “Eh ma per C. almeno garantisce R.” e ogni volta che ci penso mi congratulo con me stessa di riuscire a fidarmi delle persone per quello che sono, e non per i pezzi di carta che possono esibire. Va a cagare, stronza!

uno per l'altra

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Rabbia

Che p****na!

Sciatta, pessimo gusto nel vestirsi, anzi, abbigliamento totalmente fuori luogo per qualsiasi tipo di lavoro che non sia far ridere i polli, corredato da accessori che nemmeno le bambine zingare accetterebbero di indossare.

Falsa: piacere a tutti è ugualmente patologico quanto non piacere a nessuno. Cercare il consenso di tutti, fare l’amica per la pelle di gente che conosci da appena mezz’ora è il più vistoso sintomo di falsità.

Z0cc0la. Pubblicare quel tipo di foto su Facebook la dice lunga su quello che sembri: una poveretta in cerca di… Cosce al vento, pose ammiccanti, tette in vista e frasi sessualmente esplicite. Il fatto che tu le scriva in una lingua diversa dall’italiano non cela abbastanza il loro significato.

Ti ho capita dal primo momento che ti ho vista, ma ti ho dato una chanche, ho voluto provare a conoscerti meglio, e poi… dovevo farlo per rispetto di altri… Ma io raramente mi sbaglio. Non mi sei mai piaciuta, non mi piaci e dopo quello che hai fatto, brutta pu#ana, non mi potrai piacere mai. Credo che non riuscirò nemmeno a salutarti quando ti incontrerò. Sentiti fortunata se non ti guarderò con sommo disgusto quando mi sarai di fronte.

Avevi tra le mani una perla ma tu vuoi solo rotolarti nella merda, p0rca come sei. Ricoperte di fango tutte le pietre sembrano uguali, nessuna è preziosa, puzzano tutte. Ma ogni tanto piove, sai? E la pioggia lava via tutto: quel che era solo ricoperto di merda torna alla luce, ma la merda resta merda per tutta la sua schifosa vita. Se ne può fare solo una cosa: pestarla.

Ti disprezzo

Caro Diario, Rabbia

Caro ex-amico ti scrivo (sottotitolo: Repetita juvant)

Da un po’ di tempo mi giungono voci di un certo interrogarsi di una persona, che un tempo si fregiava del titolo “mia migliore amica”, sul perché del nostro allontanamento. Sarà vero?

Eppure sono stata previdente e per evitare incertezze sulle cause ho messo per iscritto in una lettera le ragioni del mio commiato. Una lettera che è stata recapitata a lei ed ai componenti della sua famiglia, e di cui, sono certa, è stata presa visione, data la pronta telefonata “giustificativa” da parte della madre nonché una telefonata-tentativo di composizione della rottura da parte del suo fidanzato.

Eppure, nonstante la (quasi) certezza che lei conosca bene le mie ragioni, pare ci sia ancora qualche interrogativo sul motivo di questa brusca decisione: non solo non se la spiega ma si fa magnanima dicendosi pronta a ricucire.

Ma grazie al cazzo, direi!

Sono io quella che ha subito dei torti, sono io quella che ne ha “ben donde di siffatte ciuffole” e non è nemmeno alla lontana propensa a riconsiderare la sua posizione.
Perché io non ho il dono della falsità, non ho il talento della finzione. Se ce li avessi potrei facilmente fare finta di non aver mandato giù veleno, potrei ricoprire lei e mille altre persone che non stimo di riverenze, sorrisi e complimenti… Purtroppo la natura con me è stata avara, non mi ha fornita di veli colorati con cui occultare la realtà dei miei sentimenti, non mi ha premiata con dispositivi con cui scollegare l’espressione del mio viso dai prodotti della mia mente. Non so fingere, non so mentire, ahimè, non potrò fare mai l’attrice, sono trasparente come un bicchiere di cristallo e leggibile a chiare lettere come un’insegna luminosa.

Se si sta chiedendo come mai questa povera fessa rifiuta il privilegio di esserle amica, sappia che quello su cui non sono stata capace di soprassedere è stata la totale mancanza di fiducia nei miei confronti e l’invidia spesso manifestata. Potrei passare sopra l’invidia, che reputo una malattia dell’anima, che distrugge in primo luogo chi la prova, più che il destinatario; una malattia che costringe alla eterna insoddisfazione ee alla solitudine. Perché una vita votata al Dio de “voglio tutto” e alla religione de “voglio che gli altri desiderino quello che io ho” non può che tradursi in una firma sotto mille cambiali di infelicità, al prezzo di una vacua parvenza di benessere da mostrare agli altri, ma che non si raggiungerà mai, nemmeno per un instante.

Per gli affetti da invidia provo solo pena ed un’ulteriore condanna potrebbe essere fuori luogo, ma… la totale assenza di fiducia nei miei confronti… questo sì mi ha trafitta e svuotata. Se di un amico non hai fiducia nè rispetto, che cazzo ci stai insieme a fare? Se il tuo amico non ti rispetta e non si fida di te cosa soffri a fare al suo fianco? Quando un amico non ti sa capire, non ti sa ascoltare, non sa osservare, non è capace di gioire delle tue cose, che razza di persona è?
Che razza di persona è quella che “ti vedrebbe proprio bene” con un uomo nei cui confronti è stata capace di dire “ero convinta fosse povero;      E’ schifosissimo;        Non ho mai niente di cui parlarci…”; che razza di persona è quella che all’indomani della separazione dei tuoi genitori, quando tu fuggi da casa tua per pensare ad altro, ti accoglie in lacrime dicendo “i miei hanni litigato, ho paura che si lascino”. Che razza di persona è? Di certo non è un amico…
Che razza di persona è quella che dopo anni passati a dire “per me è importante che tu vada d’accordo con i miei fidanzati, soffrirei del contrario” quando poi si innamora di una persona con cui avresti da scambiare qualche parola di più che non sia “ciao come stai?” se ne esce con un “Non te lo presento P., siete troppo simili, se no poi vi innamorate”. Certo… lo dici a scherzo…. Ah ah ah ah ah ah ah! Che ridere! Peccato che in pochi mesi me lo sia sentito dire 20 volte al giorno. Peccato che dalla bocca di sua madre fosse uscita questa frase: “Maria, fidanzati, perché se no poi finisce che ci rubi mariti e fidanzati!”. Avete letto bene “…ci rubi mariti e fidanzati”.

Ma, per diamine, si scherza… Ah ah ah ah ah ah, che ridere!
Uh! come mi fa ridere che mi si chiami zoccola!
Ah ah ah ah ah aha ha ha ha ah!

Sarò stata esagerata a considerare questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma essere considerata una zoccola, anche solo per scherzo, per me è più che sufficiente per mandare, senza appello, a quel paese chiunque.

Arrivare a temere che la tua migliore amica ti freghi il ragazzo, ovvero che la migliore amica di tua figlia ti freghi il marito, mi sembra davvero il colmo visto che si parla di me, la persona, all’epoca come ora, meno interessata ad accalappiarsi un uomo, la persona che non ha dato mai motivo, con il suo comportamento verso tutti, anche verso gli sconosciuti, di dubitare che un giorno possa tirare un simile bidone a nessuno. Non sono una santa, certo, ma io ragazzi o uomini già occupati non li ho mai puntati e corna non ne ho mai messe.

Poi si sa che ci si aspetta che gli altri ci facciano quello che noi siamo pronti a fare per loro. Per cui se si è pronti a fare del bene, ci si aspetta del bene; se si è pronti a pugnalare, ci si aspetta una pugnalata.

Questa è la mia personale teoria, certo confutabile.

Questo è il mio modo di essere: non resto amica di una persona che non si fida di me e non mi rispetta. Processatemi per questo, ma non chiedetemi di abiurare.

crub99