Caro Diario, The Puccis

Super Mario vs. Superman

Stamattina io e il mio amour abbiamo avuto questo scambio di battute/vedute, sarebbe potuto essere (come spesso accade) lo spunto per scrivere un post, ma… ve lo voglio sottoporre così come s’è svolto. Ah! Ovviamente, per chi non lo sapesse, Superman per me è il mio Amour! Occhiolino

Direi che questo è “l’episodio pilota” di “The Puccis”, sulla falsariga del suggerimento di Petrof. Non sappiamo se la serie avrà un seguito o meno, ci proviamo!

 

P: Ieri su Radio24 ho sentito che c’è penuria di disossatori di prosciutti, c’è un’azienda che ne cerca disperatamente uno esperto da due anni, sarebbe disposto a pagarlo 4000€ al mese, a tempo indeterminato con 14 mensilità.

C: Ecccerto! ormai tutti si vogliono laureare, nessuno più impara un mestiere e dobbiamo chiamare lavoratori dall’africa mentre qui il tasso di disoccupazione è alle stelle. Si vergognano a fare lavori manuali, devono per forza stare dietro una scrivania. E intanto sono più i tubi che si rompono che le persone che vanno da un’analista, così l’idraulico va in giro sul Suv e  lo psicologo sta nella panda scassata di sua madre.
Prima i lavoretti l’uomo se li sbrigava in autonomia in casa., ora si chiama l’elettricista per cambiare una lampadina.

P: Veramente le mie nonne si sono sempre lamentate che i rispettivi mariti hanno sempre avuto bisogno di “chiamare qualcuno” per questo tipo di problemi…

C:… e tu sei il degno nipote!

P: Ognuno ha la sua specializzazione: io so riparare in autonomia console da gioco, PC, Hardware vario, schede madre, schede video…

C: E grazie al piffero, è il tuo lavoro, i tubi in casa invece li devo stringere io!

P: La mia specializzazione è l’onniscienza!
[n.d.a.: è vero!]

C: Ah si? peccato che al Milionario ci sia come aiuto la “Chiamata a Casa” e non la “Chiamata a Puccio” Fai una cosa, fatti assumere dalla Endemol così poi ci ho i soldi per chiamare qualcuno che mi venga a sgrattare via il silicone dalle bussole delle porte.

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Libri

Crisi di identità…Crisi di pianto!

Scritto da Brad Meltzer e disegnato da Rags Morales, Crisi di identità entra di prepotenza  tra le migliori cose che abbia mai letto.

Non è una storia di supereroi, è una storia che rispecchia ciò che a loro ci accomuna: la vulnerabilità sul fronte dei sentimenti, la paura di perdere le persone amate, il dramma e la semplicità della vita quotidiana. I super poteri di Superman, la velocità di Flash, la più potente armatura non possono proteggere nemmeno un supereroe dal dolore che si prova quando il nemico o la vita ci portano via una moglie, un figlio, un genitore, un amico. Più il dolore provato è forte più spessa è la corazza che alcuni creano attorno a loro. Ma la corazza serve solo a non far trapelare sul volto e nei gesti le emozioni, che invece turbano e commuovono anche il Cavaliere Oscuro.

Crisi di identità parla di scelte difficili, di affetti, di perdite, di notizie sconvolgenti, di sconfitte… Parla dell’Umano troppo Umano. Ci mostra Superman che beve ancora del latte in cucina con i suoi genitori che lo rimproverano. Rappresenta quanto sia speciale una persona per noi, attraverso la paura di perderla, o peggio il dolore della perdita.

Mi ha “infastidito” scoprire chi fosse “il cattivo”. In un primo momento ho pensato che fosse una “macchia” in un racconto sino a quel punto impeccabile. A me piacciono le storie in cui anche il cattivo segua un ideale, mi entusiasma pensare che a suo modo stia inseguendo un fine superiore, sia pure con mezzi sbagliati. “Il cattivo” di Crisi di Identità si mostra invece nella sua mediocrità, mostra d’essere più una bambina viziata che vuole la sua bambola a tutti i costi, che un nemico temibile e fiero. Ma a ben vedere, se è vero che questo libro parla di noi, di persone e non di supereroi, quel “cattivo” è azzeccatissimo: quanto male ci hanno fatto e ci fanno le persone egoiste? le persone che non si curano delle conseguenze delle loro azioni… Le nostre vite sono piene di omuncoli e donnicciuole che rendono difficili le nostre giornate e le nostre scelte. Se il cattivo fosse stato un algido signore delle tenebre di un’altra dimensione, la forza del racconto forse ne sarebbe risultata compromessa, la vicenda non coinvolgerebbe così tanto sino all’epilogo.

Un libro da leggere e farsi ripassare tra le dita per rivivere delle emozioni reali come non mai.

Ho pianto mentre lo leggevo, ho continuato a piangere durante la notte. Che storia. E che bella scoperta il personaggio di Freccia Verde.

Auguri, Caro Diario

Buon Compleanno Amore!

superman 

Caro Diario, Rabbia

A volte mi fai incazzare…

Ma incazzzzaaare… 👿WWvsSM78_800

Caro Diario, Nostalgia

Mi manchi…

supes41

Mi manchi…mi manchi…
posso far finta di star bene, ma mi manchi
ora capisco che vuol dire
averti accanto prima di dormire
mentre cammino a piedi nudi dentro l’anima

😥

Niente di che, Rabbia

Il gene "Prov. di BA"

Dopo aver passato appena una settimana nel mio sperduto paesello di campagna, di appena 9000 anime ed un solo parroco, l’impatto con il gene “Prov. di BA” è stato ancora più traumatico: basta poco per dimenticarsene, basta ancora meno per accorgersi della gravità del caso.

Il gene “Prov. di BA” colpisce il 90% della popolazione femminile residente (anzi originaria) della provincia di Bari, e la sigla indica perfettamente il disturbo da cui sono affette queste persone: sono Provviste di Bocce Allucinanti (in inglese: Provided with Baloons!). Ovviamente il disturbo è tutto di chi guarda, di chi guarda e non ha, di chi guarda e le vorrebbe un bel paio di bocce allucinanti come quelle di cui paiono essere depositarie per atavico diritto le baresi. Che invidia! Quella con le tette più piccole porta la quarta di reggiseno…

Io purtroppo faccio parte di quella larga schiera di donne che scenderebbe a patti con Woland pur di avere qualche centimetro in meno sui fianchi, e qualche (e qualcuno di più) centimetro in più nel reggiseno… Per quanto abbia spostato la mia residenza in Bari, tanto non è bastato a farmi acquisire il fantomatico Gene che tanto potere infonde a chi lo possiede. Un vero e proprio scettro magico…

Non mi resta che rassegnarmi: Non sarò mai una vera Barese: non mangio pesce crudo, ho un accento spiccatamente salentino ancora, ballo la pizzica e sopratutto ci vorrebbe un’allucinazione di massa affinché si possano anche solo definirle bocce le mie dotazioni di serie…

Però ho dalla mia il vantaggio che la forza di gravità avrà su di me un impatto meno devastante (ed è letteralmente una “magra” consolazione)!

tette

N.B.: La S sulla maglietta non sta per Superman ma per SuperMenne!!!
(dalle mie parti menna=tetta!)