Leggendo il Giornale..., Religione

Che vita sarebbe?

Per un attimo ho pensato: e se quelli che vogliono tenere in vita Eluana Englaro avessero ragione? E se fosse giusto tenerla in vita?

L’unico motivo che credo giustifichi il tenere in vita un vegetale, considerando che frutti non da (scusatemi il finto cinismo) è la speranza che torni in vita alla vita normale, animale e umana.

Ma come credete che si possa sentire questa “giovane” (come la chiamano alcuni in Senato) di 37 anni (io direi donna) risvegliandosi da un coma di 16 anni?

Si è addormentata poco più che ventenne e si trova quarantenne. Va bene che la vita comincia a quarantanni… ma… Dove saranno i ricordi di 16 anni? a parte le esperienze di pre-morte e pre-paradiso ammesso che ce ne siano state (poverina, ad un passo dal paradiso per 16 anni e quei pretacci che le negano il finale abbraccio divino) dove saranno le esperienze di 16 anni? Come continuerà a vivere questa donna? Felice o depressa? Riconoscente di essere rinata già donna o rabbiosa contro Dio e contro il mondo per la vita che le è stata negata e che nessuno potrà più restituirle, o angosciata per la morte e la pace che le sono state precluse? Troverà lavoro o si procurerà denaro rilasciando interviste e patecipando a talk show? E poi? Terminato il clamore del suo caso, dopo due mesi, a parte nuovi casi simili dove potrà partecipare come opinionista, che lavoro potrà (tornare a) fare?

Sto terminando di leggere il questi giorni un libro bellissimo di Umberto Eco (quando ultimerò le 250 pag. che mi residuano gli dedicherò un bel post) La misteriosa fiamma della Regina Loana. Parla di un uomo di 60 anni che dopo un incidente d’auto perde la memoria, quella legata alle sue esperienze personali. Ha però conservato la “memoria storica”, la memoria di ciò che ha appreso da libri, giornali… ed è un gran bel bagaglio!Per i primi capitoli quest’uomo parla solo per citazioni in un bellissimo “flusso di coscienza letteraria”… Ha una memoria di carta, dice, e passa i successivi mesi tornando nella casa di infanzia cercando di far venire a galla i suoi ricordi personali, le sue emozioni ormai perdute.

Ecco… penso ad Eloana che di 16 anni non ha nulla su cui lavorare, nulla da ricostruire di se stessa, ha solo da scoprire cosa sia successo ai suoi cari, al resto del mondo mentre lei era lì su un letto d’ospedale, appesa ad un sondino. Ammesso e non concesso che abbia conservato per il suo risveglio lucidità e qualche brandello di ricordo.

Una situazione per certi versi simile, per certi versi opposta al signorino Yambo del romanzo di Eco, ma che mi viene spontaneo paragonare ed accostare.

Allora ci penso e mi chiedo: se pure per un miracolo questa donna potesse svegliarsi, sarebbe riconoscente a chi l’ha tenuta in vita, approverebbe i tentativi del padre di darle la pace eterna? sopravviverebbe all’abisso del nulla dei 16 anni trascorsi in un letto?

Domande che in cuor mio spero non abbiano risposta. Non è vita quella che sta vivendo vegetando Eluana.

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