Leggendo il Giornale..., Rabbia, Religione

Salutando Eluana

Ho già dedicato alcuni post ad Eluana Englaro. Ora che questa storia finalmente pare chiudersi vorrei solo aggiungere alcune riflessioni.

                   Innanzi tutto apprezzare il fatto che il sig. Beppino non abbia mai pubblicato immagini della figlia nello stato in cui è ora. Tuttavia questo ha probabilmente creato nelle persone meno inclini alla riflessione l’idea che Eloana sia ancora così: bella, giovane, sorridente, piena di entusiasmo, pronta a sciare. Eluana era così 17 anni fa. Oggi è sicuramente molto diversa: non più ventenne ma quarantenne, sicuramente piagata dai 17 anni passati immobile in un letto, probabilmente inespressiva. Non dorme beata, è costretta a prolungare artificialmente la sua esistenza.

                   E’ facile parlare sulle esperienze altrui. In base alle convinzioni di ciascuno è facile dire “dovrebbe farlo… non dovrebbe farlo”. Io parto dai dati di fatto e immagino come possa sentirsi questa famiglia: il dato di fatto è che una donna è costretta ad una esistenza artificiale, ad una non vita; il dato di fatto è che una famiglia è stretta nella sofferenza; il dato di fatto è che non si sta ledendo il diritto alla vita di Eluana, ma si sta ledendo la sua dignità umana, che è diritto inviolabile. La nostra Costituzione, ci tengo a ricordarlo, parla espressamente di dignità della persona, e la tutela, non parla mai di vita. La vita è tutelata attraverso ciò in cui la vita si esprime: libertà di pensiero, comunicazione, muoversi, studiare, lavorare, associarsi, sposarsi… Dove sarebbe la tutela della dignità di Eluana se la si costringesse ancora a non vivere?

                   Vivere non significa mangiare, bere e dormire. Neanche la vita di un neonato è ridotta a tanto. Vivere significa, per un animale sociale come l’uomo, comunicare, rapportarsi con il mondo esterno, ricevere stimoli e reagire. Eluana non è stata condannata a morte, come paventa lo gnomo che abbiamo al governo, le è stata data la possibilità di lasciare questo mondo in modo naturale, dignitoso, umano. Si insiste tanto sul fatto che la si stia facendo morire di fame e non si comprende come questa donna sia già non viva ed in ogni caso non potrebbe sentire nulla, in quanto sedata.

                   La vita è intangibile, è vero. Ma è intangibile DAGLI ALTRI. Ognuno di noi è padrone della propria vita. Beppino è il padre nonché il tutore di Eluana. E’ vero che Eluana ha espresso in vita la volontà di non essere tenuta in vita artificialmente, ma in ogni caso, questa è una decisione che legittimamente spetta alla sua famiglia. E non è certo una decisione presa a cuor leggero. Ci vuole coraggio. Non ci pensano quelli che hanno bloccato l’ambulanza a quanto sia penoso avere una figlia inerme in un letto, tenuta in vita dalle macchine per quasi 20 anni? Non pensano che questa veglia funebre senza fine sia durata anche troppo? Non pensano che comunque quando Eluana si spegnerà la sua famiglia la piangerà ancora perché l’illusione (che non è più sperannza) che possa svegliarsi è del tutto andata? O credono che la famiglia di Eluana faccia una festa alla fine della storia, che hanno deciso di staccare la spina perché non hanno più voglia di occuparsi di una foglia non autosufficiente? La gente che parla parla e parla ancora giudicando le scelte di questo padre, è mai stata su un letto di ospedale? Ha mai assistito qualcuno su un letto d’ospedale? Immagina come possa essere prolungare questa sofferenza per anni e anni? Se fosse stata una malattia a tenere a letto Eluana, sarebbe morta già da tempo. Dobbiamo aspettare che arrivi a 70 anni, che giunga ad una lunghezza di vita media per concederle di andare via? O dobbiamo tenerla in vita in eterno pur di non urtare la sensibilità degli ipocriti?

                     Poi le contraddizioni in cui cade (come al suo solito) la Chiesa al riguardo.
Non fanno altro che dire che la vera vita non è quella terrena, e cosa fanno? Negano l’accesso alla pace ultima ad una persona che da 17 anni è sulla soglia, con la mano sulla maniglia, ma un sondino la tiene legata a questo mondo, la tiene legata ad una parvenza di vita.
Stanno qui a predicare la vita a tutti i costi e poi si oppongono con tutte le loro forze alla ricerca sulle cellule staminali che delle vite potrebbero salvarle davvero.
La scienza è il primo dei nemici della Chiesa ma quando serve a far polemica ed ad entrare nelle scelte legittime di una famiglia o a contestare la decisione di un Giudice diventa il migliore alleato.
Qual’è la volonta di Dio qui? che sta povera donna sia tenuta sospesa tra vita e morte in eterno? Dov’è la misericordia divina? Ripeto se si fosse trattato di una degenza lunga e dolorosa al cui termine fosse arrivata la morte chiunque avrebbe commentato “ora almeno non soffre più, ora sta meglio, non ce la facevo più a vederla soffrire…”. La volgliamo dare un po’ di pace a questa donna? Non è un omicidio, è carità umana.

Ciao Eluana. Fa’ buon viaggio!

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